| Il Museo della terracotta |
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Da lungo tempo Trequanda, Petroio e Montisi , con le loro le loro botteghe artigiane, costituiscono un motore trainante della produttività locale come leggiamo da Attilio Zuzzagni Orlandini, nei primi decenni dell'Ottocento " A Trequanda, ...trovasi una vetreria antichissima, sei fornaci di terraglie ordinarie, sei tratture di seta..." , a Petroio" una fabbrica di cappelli e una fornace di terraglie", a Montisi "due fabbriche di cappelli, e una tintoria." , Proprio dall'antica e diffusa consapevolezza degli abitanti di Petroio è sorto il "museo diffuso nel territorio", in ogni angolo del borgo è vivo il ricordo dell'intenso ed elevato lavoro dei vecchi artigiani, che riuscivano a plasmare l'argilla in tutta la sua plasticità ed utilizzarla per una pluralità di usi e di funzioni.
Il visitatore potrà perdersi tra le viuzze di Petroio nell'ammirare le
gronde pluviali, i catini forati per il bucato, i colombai, le pile per
l'acqua, i vasi, gli scaldini, le stoviglie da cucina, gli scolabicchieri,
i bracieri, ecc. fino ad arrivare davanti alla torre dell'orologio, dove
si innalza la statua in terracotta del profetico Brandano. IL MUSEO DI PETROIO Il Museo della Terracotta prende luogo in una delle aree più significative dell'economia senese, proprio nella terra dei vasai "petroiani" la cui perizia manuale ha supportato sin dall'antichità il predominante settore agricolo. Il Museo, dedicato alla memoria di Giordana Carpi, si sviluppa su tre piani spaziosi ed accoglienti che offrono al visitatore un percorso sulla storia della lavorazione della terracotta che dal passato giunge ai nostri giorni. Al
piano terreno dell'edificio si trova la biglietteria con il guardaroba
e il punto vendita ed alcuni elementi informativi sul sistema de Musei
senesi e in particolare sul sottosistema etnografico. Da qui si accede
ad una sala dedicata alle esposizioni di terrecotte moderne e ad alcuni
punti di approfondimento multimediale. Il percorso prosegue ricostruendo il processo lavorativo della terracotta a partire dalla cava (sala IV) da dove viene estratta l'argilla. A livello espositivo i diversi momenti dell'ordinamento sono giocati con varietà di mezzi e situazioni. La comunicazione avviene attraverso pannelli grafici ( disegni e fotografia), punti video sui temi più complessi e più dinamici, punti audio, che rimandano alla memoria dei narratori locali unendo l' aspetto evocativo con l' informazione. Gli oggetti, nella pienezza delle proprie valenze culturali ed estetiche, continuano a svolgere un ruolo centrale nel museo. Con l'aiuto delle luci e delle ombre, dei supporti audiovisivi gli oggetti sono gli elementi centrali del racconto museale. All'inizio del piano superiore una grande fotografia storica di Petroio, con una citazione ottocentesca di Giorgio Santi, funge da incipit per il discorso sulla terracotta tradizionale di Petroio. Si passa dalla antica bottega collocata dentro il paese, con il picio e gli stampi di legno (sala V - VI), alla fabbrica moderna fuori del paese, con spazi dilatati e sistemi tecnici sempre più automatizzati (sala VII - VIII). Al centro, tra passato e modernità, la ricostruzione di un forno. Luogo di diversità e di continuità è questo il punto centrale della lavorazione della terracotta oggi come migliaia di anni fa. Ed è per questo che è stato pensato come lo spazio "forte', lo spazio che il visitatore non può evitare. Deve attraversarlo fisicamente, sostarvi qualche minuto per ascoltare, dalla voce di un concaio, il racconto sulle varie fasi e colorazioni della cottura. I due ambienti finali sono dedicati alla fabbrica moderna. domina la produzione seriale, in contrapposizione con il manufatto della tradizione artigiana. Le trasformazioni sono mostrate senza toni nostalgici, ma collegandole agli esiti di una esportazione sempre più vasta, e a una nuova consapevolezza del prodotto. Il visitatore conclude con queste sale la visita al museo, ma può scendere ai locali seminterrati, dove è ospitata una mostra temporanea. I rapporti tra terracotta e design, le relazioni con l'arte contemporanea, o collezioni provenienti da altre realtà produttive, sono esposti in un ambiente di dimensioni appropriate.Nel vicino palazzo Avignonesi è nella fase progettuale l'allestimento di un laboratorio per l'attività didattica. La visita prosegue all'esterno. Tra gli edifici di Petroio, si possono trovare elementi architettonici e apparati decorativi in cotto di notevole interesse e può proseguire oltre, alle sedi di produzione della terracotta che ormai si sono espanse, quasi dilatate nel territorio. |
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Il
Museo della Terracotta di Petroio
( Trequanda), collocato in un antico palazzo appositamente
ristrutturato in Via Volgelata, 10, è stato inaugurato il 28 ottobre 2000. |
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