Castelmuzio (443 metri s.l.m.)

Il borgo di origini etrusco romane appare già documentato nelle carte dell'archivio di Siena nel 1213 con il nome di Castel Mozzo. Appartenuto alla famiglia Cacciaconti della Scialenga passò nel 1270 alla Repubblica di Siena, quindi all'Ospedale di S.Maria della Scala, ai Salimbei, ai Piccolomini sino a tornare nel 1551 sotto la Repubblica di Siena per essere definitivamente annesso al Granducato di Toscana nel 1559.
Piccolo castello fortificato con mura e bastioni conserva ancora nella porta principale di accesso al paese "i gangari" per l'apertura e chiusura della porta. Antistante la porta si trova, murata, la pietra su cui riposava e si ristorava S.Bernardino da Siena durante le sue predicazioni itineranti.
Nella piazza centrale accanto agli edifici storici (Ospedale di S.Giovanni Battista, Casa Torre della Comunità) si trova la chiesa parrocchiale di S.Maria Assunta con pianta a croce latina contenente all'interno una Madonna del Buon Consiglio del XVII secolo e una statua lignea di S.Antonio del XVII secolo.
Adiacente ad essa si trova la chiesa della Confraternita della SS.Trinità e S.Bernardino contenente pregievoli arredi ed opere della scuola senese attribuite a Pietro di Francesco Orioli, Giovanni di Paolo, Domenico Beccafumi, Duccio di Buoninsegna, Sano di Pietro, Domenico Manetti e Giampaolo Pisani, tale da essere stata riconosciuta come "Museo d'Arte Sacra".

S.Stefano a Cennano - Le absidiSulla strada che porta a Montisi si trova la Pieve di Santo Stefano a Cennano. In origine tempio etrusco e poi romano la Chiesa fu costruita , in pietra arenaria, verso la seconda metà del XII secolo.L'interno della Chiesa
La zona è stata certamente insediamento etrusco come rilevato da molti ritrovamenti di tombe, urne cinerarie ed iscrizioni etrusche.

Fu "chiesa madre" sotto la cui giurisdizione dipendevano le chiese di S.Flora e S.Maria in Montisi, S.Giusto in Castelmuzio, S.Giorgio in Petroio ed il Monastero di S.Pellegrino in Passeno a Castelmuzio.
Nei secoli XIV e XV inizia la lenta decadenza della Pieve per il radicale cambiamento della vita nelle campagne, sino al totale abbandono. Oggi, restaurata, maestosa e semplice nel suo stile romanico.