Sinalunga Storia - La Piscina

 

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COSTRUZIONE DELLA PISCINA NATATORIA IN SINALUNGA
Pro-memoria
La Piscina venne costruita per iniziativa della Delegazione Comunale della "Lega Navale Italiana".
Delegato: PIOCHI Osvaldo.
Furono suoi diretti ed attivi collaboratori: SPINELLI Giotto, GRAZIANI Mario, CASALI Paolo, BACCONI Silvio e MUGNAI Brunetto.
Sostennero l'opera, tranne poche eccezioni l'unanime consenso della Cittadinanza.

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La costruzione venne decisa in una riunione della suddetta Delegazione, su proposta del Delegato stesso, in una delle periodiche adunanze tenuta verso la metà del gennaio 1937.
La scelta del terreno ricadde su quell'appezzamento di proprietà comunale, il quale malgrado fosse stato disadatto per il suo forte dislivello, fu ritenuto il solo possibile ad ottenersi.
Per il finanziamento del lavoro fu convenuto di fare appello alla cittadinanza, agli Istituti, Associazioni e Industrie locali, alle quali vennero offerte azioni nominali di lire 10,00 ciascuna, rimborsabili a mezzo di tagliandi da lire 1,00 allegati alle stesse azioni e staccabili, con i quali si offriva agli azionisti il riscatto della somma sottoscritta servendosi di questi come moneta per il pagamento dell'ingresso, tassa di bagno o di ballo all'uopo stabilita.
L'appello lanciato alla cittadinanza a mezzo di circolare a stampa recapitata a mezzo di appositi incaricati in ogni casa, trovò in questa unanime consenso. In breve, tranne qualche eccezione da contarsi sulle dita di una mano, non vi fu famiglia in Sinalunga che non si facesse "Azionista della Piscina".
Gli Enti ed Associazioni cittadine che contribuirono con offerte in danaro furono:
Succursale del Monte dei Paschi di Siena, Agenzia della Banca Toscana, O.N. Combat¬tenti, O.N. Mutilati, Confraternita di Misericordia, Società Operaia, Cooperativa di Consumo, Circolo Ricreativo "La Tana".
Fra le offerte di questi, e le azioni sottoscritte, raggiungemmo approssimativamente la somma di lire quarantamila. Tra i Privati, o meglio tra gli Industriali degne di rilievo sono le of¬ferte del cav. Vitolo per una forte assegnazione gratuita dì materiali, del sig. Anelio Tempora e di Guazzini Gherardo che donò tutto il legname occorrente per il recinto esterno della vasca e per la costruzione del trampolino.
Con questo il finanziamento del lavoro era assicurato, solo nel progetto non era prevista la costruzione della doccia, io spogliatoio comune ed i gabinetti, impostici in un secondo tempo per ragioni igieniche, ma sotto pressione dì chi tutto l'interesse aveva di crearci ostacoli.

Da quanto sopra esposto è chiaro come per la costruzione della Piscina, nulla abbia dato il Fascio, ne l' O.N.D., ne gli altri Enti facenti capo al P.N.F., in quanto fino dal suo nascere, l'inizia¬tiva urtò contro l'implacabile avversione dell'Ispettore di Zona del Partito Fascista, dello stesso Federale, che non si limitarono alla loro personale ostilità, ma valendosi delle forze derivategli dalla carica ricoperta misero il locale Comando della Stazione dei C.C.R.R., in condizione di porre ogni ostacolo alla nostra attività.
L'incondizionato appoggio datoci dal rag. Casali, allora Segretario del Fascio, fu solo ap¬poggio strettamente personale. Solo nella sua qualità di Presidente del!' E.O.A. potè favorirci all'insaputa delle sopraccennate autorità, mettendo a disposizione della costruzione della Piscina dei "Buoni Pane", con i quali in parte vennero pagati gli operai addetti ai lavori.

 

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Mentre gli organizzatori da un lato procedevano alla raccolta dei fondi e dei materiali, dall'altra fecero le pratiche presso l'Amministrazione Comunale per la cessione del terreno.
Lo stesso Piochi, che rappresentava nella consulta, le organizzazioni operaie, presentò la domanda. Per la verità soltanto il prof. Cenni si mostrò contrario alla cessione, perché riteneva inattuabile il progetto. Ma la maggioranza fu per la concessione e la domanda venne accetta¬ta. Solo invece di una cessione vera e propria, oppure di una vendita, cosa questa che avrebbe richiesto altra procedura non scevra da ostacoli, fu deliberata la cessione in uso del terreno ri¬chiesto.
Contemporaneamente la Delegazione di Sinalunga non mancò di informare di tutto la Presidenza della Lega Nazionale Italiana, la quale richiese per visione il progetto redatto dal¬l'Ing. Oci Ernesto, e, rassicurata che per il finanziamento dei lavori si sarebbe provveduto con gli introiti previsti dal piano di finanziamento di cui sopra, approvò ed autorizzò la costruzione.
E così i lavori furono iniziati i primi di marzo del 1937 e ultimati gli ultimi di maggio dello stesso anno.
Non intendo escludere che con altra memoria più dettagliata descriva un giorno come si svolsero i lavori. Resti solo fino ad oggi precisato, che mentre la costruzione della Piscina fu vo¬luta e finanziata dalla quasi totalità della cittadinanza, fu ostacolata invece e resa difficile dalla nefasta opera delle Autorità Locali e Provinciali, tra i quali primeggia la losca figura di Sampoli, il quale in occasione di una sua venuta a Sìnalunga in visita ufficiale nel giro che fece ai vari Enti e Istituti paesani, venne dallo stesso rag. Casali invitato a visitare i lavori in corso della Piscina; invito che rifiutò categoricamente. Richiesto non ricordo da chi del perchè di questa sua osti-nata avversione, intese giustificarsi dicendo, che non poteva ammettere che Sinalunga avesse fatto o tentato di fare, quello che Siena non osava sognarsi !

Malgrado tutto, i lavori proseguirono, le difficoltà si appianarono di volta in volta, e si giunse così al completamento dei lavori. Ma giunti alla fine del lavoro dati i lavori fatti e non previsti tra cui la doccia, il camerino comune, gabinetti, condotta dell'acqua dalla vasca di rifiuto dal serbatoio del Vivo, furono create alcune migliaia di lire di debito, e per essere precisi tra le 10 e le 1z.000 lire. Fu per questo quindi che ci trovammo di fronte ed in grande necessità urgenti d'incassare, e, solo per questo, senza attendere il tempo necessario occorrente, finché la muratura ed il fondo di cemento facessero la dovuta presa, solo dopo quattro o cinque giorni ultimati i lavori la Piscina pienata. Unicamente a ciò è dovuta la perdita che si verificò all'istante dal fondo della Piscina, perdita che tutt'ora permane.

Aperta al pubblico, fu un accorrere di gente da tutti i paesi limitrofi. Molti erano coloro che nel pomeriggio domenicale venivano da Arezzo, approfittando del servizio del treno elettri¬co Arezzo - Sinalunga. Gli incassi erano ottimi. In breve, se non ostacolati, i Dirigenti avrebbero con il ricavato saldato ogni debito contratto. Ma il felice esito dell'iniziativa anziché placare la cocciutaggine dei suoi Denigratori, fece sì che questi sempre più si inasprissero, sfociando in una guerra sorda ed implacabile verso gli organizzatori in generale, e del sottoscritto in modo particolare.
Chi non ricorda a Sinalunga lo zelo con il quale l'allora Maresciallo Comandante la Stazio¬ne dei R.R.C.C., si ergeva a paladino del buon costume, e che per ben tre volte fece sgombrare la Piscina perchè a parer suo insindacabile vi erano dei bagnanti i cui costumi erano o corti o troppo attillati ?

E degli avvertimenti domenicali che i vari Parroci davano ai fedeli durante il Vangeli perchè tenessero le loro figlie lontane da quel luogo di vizio e di perdizione ?
Dell'interventi dei R.R.C.C., nelle nostre serate danzanti regolarmente invitati e pagati? E tante e tante altre cosucce che a distanza di 10 anni sfuggono, o sono troppo dolorose rievocare, ma che servirebbero a dimostrare come per quei signori ogni mezzo fu buono pe giungere allo scopo che si prefiggevano. Rendere materialmente impossibile la costruzioni della Piscina in un primo tempo. Fallito questo, sfrattare, possibilmente affondare nel fango costruttori, per governare loro la gloria e gli utili.
Non ebbero vergogna questi signori a denunciare nell'ottobre dello stesso anno tra k realizzazioni del Regime la costruzione di una Piscina Natatoria in Sinalunga!

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Nel luglio dello stesso anno la Lega Navale Italiana, fu attirata nell'orbita del P.N.F. La fortuna è cieca e quindi in massima è logico che assista le persone grado per buone.
La nomina del Delegato Comunale doveva avvenire tramite designazione dei Fasci Locali. Non fu quindi difficile sostituire il rag. Casali nel Fascio e Piochi nella Delegazione e rendersi così arbitri e padroni della situazione. Infatti questo si verificò immediatamente. Si trovarono "bambocci" che si prestarono al giuoco, schifirono la cittadinanza che in buona parte era al cor¬rente delta triste trama, ma questa non valse a che questi signori non si insediassero da padroni, in un trono che avevano disprezzato e spregiato.
Restava loro, dopo divenuti padroni, far scomparire da quel luogo il troppo spesso ri¬petuto nome di colui che della Piscina era stato l'ideatore e costruttore. Provvidero anche per questo, o meglio, credettero di esserci riusciti. Con una azione vigliaccamente diabolica, proprio all' instante della sua partenza per raffica tentarono dare a questo l'ultimo colpo di gra¬zia. E qui mi fermo perché la cosa entrando nel vivo di contese personali, se pure strettamente connesse alla costruzione della Piscina porterebbero il discorso troppo a lungo e fuori causa.
Nel rivedere queste mie note, sarò più preciso in merito, così saprete tutto il retroscena di quanto sia stato fatto da essi per colpire in ogni modo chi aveva saputo tenergli testa, in quel periodo sia pure breve, ma di serrata ed aspra lotta.

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Cari amici collaboratori di un tempo :
Molti di voi durante questi ultimi anni, spesso, ogni qualvolta si approssima la stagione estiva e con essa la riapertura della Piscina, ma ha rivolto alcune domande, quasi a voler scrutare nel mio intimo, quello che da tempo ho tenuto gelosamente nascosto, le mie risposte sono sempre state evasive e generiche. Qualcuno si è anche meravigliato conoscendo la mia impulsività di carattere, della freddezza con cui vedevo e avvalortavo i fatti che ad essa si ri¬ferivano. Vi meraviglierà quindi credere come oggi, con queste mie memorie sciolga ogni mia riserva in proposito. Ciò è dovuto al fatto, che proprio nella ricorrenza del 10° annuale della sua costruzione, l'Amministrazione Comunale si accinge a rivendicarne la proprietà in nome della Cittadinanza tutta, unica e legittima proprietaria. Uomini di ogni tendenza, non possono che onestamente affiancare quest'opera di giusto riscatto.
Mi auguro solo, non per me, che dal locale resterò costantemente e volontariamente

lontano per ragioni tutte mie particolari, ma per il buon nome del paese stesso, che il locale una volta rivendicato ritorni ad essere il ritrovo di tutti. Ove ogni cittadino pagando il suo contributo si senta effettivamente in casa propria, e che i preposti alla nuova direzione dell'ambiente abbiano volontà e possibilità di impedire incresciosi soprusi, contro chi in simili casi cerca solo refrigerio alle sue fatiche e poche ore di ricreazione.

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Copia integrale
f.to Osvaldo PIOCHI

Queste memorie sono dedicate ai seguenti:
SPINELLI Giotto, GRAZIANI Mario, BACCONI Silvio, MUGNAI Brunetto, PINSUTI Aston, MUGNAI Palmiero, BIAGIOTTI Carlo, GUAZZINI Luigi, SAVELLI Luigi, GUAZZINI Gherardo, CASALI Paolo, MARI Luigi.