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GHINO DI TACCO

 

(La scena si svolge a Sinalunga, nel 1303. Un uomo si aggira furtivo nella notte, è senza armatura ed armato alla leggera. Emette un lungo sibilo: una volta, due volte, tre volte. Poi a voce bassa)

Ghino (sibilando) Nerio ..Nerio .. Sei tu?...(Si guarda intorno, strisciando contro i muri)...Nerio! (Ripete il triplice fischio) Sangue di Giuda! Rispondimi!... (A voce più alta) Nerio, perdio! (Si ode un triplice fischio di risposta) Finalmente! Nerio, poltrone, dove sei? (Ghino appare alla luce di una torcia) Vieni fuori, presto!

Nerio (con voce strozzata da lontano) Attento padrone! (Un gruppo di armati appare all’improvviso dall’ombra alle spalle di Ghino e senza dir parola lo aggrediscono, ferendolo. Ghino si difende e gli armati scappano)

Ghino (imprecando ed inseguendoli) Cani! Vigliacchi! (slanciandosi) Pecore, perché fuggite? Così vi hanno insegnato i Santa Fiora? (Fa per rincorrerli, ma stramazza al suolo, in una pozza di sangue)

Nerio (uscendo dall’ombra con un famiglio e uno scudiero) Ghino! Siete ferito?

Ghino (imprecando) Sangue di Giuda! Insegui quei bastardi!

Nerio (accostandosi a lui) Pensate a voi, piuttosto! Dove vi han preso?

Famiglio (spaventato) Guardate, sanguina dal fianco!

Scudiero (preoccupato) Signore, stendetevi a terra...

Ghino (ringhiando) Tua madre si stenderà, non io! (impaziente) Aiutatemi ad alzarmi! (con rabbia) Fate presto! Cristo Santo! (Fanno vari tentativi di alzarlo in piedi, sempre invano)

Nerio (deciso) Rassegnatevi, non ce la potete fare...

Ghino (disteso a terra, sollevandosi su un fianco, rabbioso) Figli di cani, perché non mi avete aiutato?

Nerio (disperato) Ci hanno ingannati...Abbiamo visto un uomo ... credevamo che foste voi...Gli siamo andati incontro..

Scudiero (concitato) Ma quello appena ci ha visti s’è messo a correre...

Famiglio (c.s.)...L’abbiamo inseguito..

Nerio (c.s.)...E quello ci ha portati fuori strada...

Ghino (con rabbia) Razza d’idioti! (Cerca di nuovo di sollevarsi, ma ricade con un grido di dolore, toccandosi la schiena) Ah! Alle spalle m’han preso, quei porci!

Nerio (continuando il racconto)...Ma quell’uomo non era un passante...Abbiamo capito che vi avevano teso un agguato ... Abbiamo corso per ritornare al luogo dell’incontro, quando abbiamo sentito il vostro fischio..

Ghino (con rabbia) E perché m’hai risposto, maledetto!

Nerio (con impeto) Non sono stato io, lo giuro!

Famiglio (c.s.) Nerio non ha fischiato, lo giuro su mia madre!

Scudiero (c.s.) Anch’io!

Nerio (con sincerità) Sono stati loro!...E allora vi ho gridato di stare attento..

Ghino (ironico) E bravo! Così se avevano qualche dubbio su chi fossi, se lo son tolto subito!

Nerio (scusandosi) E che potevo fare?

Ghino (rabbioso) Essere meno scemo ... E correre più veloce!

Nerio (come scusandosi) Quando siamo arrivati, via avevano già colpito!

Ghino (dopo un attimo di riflessione) Possono ritornare, dobbiamo stare in guardia...

Nerio (guardandosi attorno) Bisogna fuggire da qui...(Ai due giovani)...Aiutatemi...Solleviamolo e portiamolo via di qui... (I tre riescono a sollevare Ghino)

Scudiero (premuroso) Appoggiatevi a me...

Ghino (sdegnoso) Posso camminare da solo..

Nerio (premuroso) Se vi appoggiate è meglio

Ghino (divincolandosi) Faccio da solo, ho detto..(barcolla)

Nerio (gentile) Su, non fate il bambino ... Appoggiatevi e cerchiamo di levarci di qui rapidamente...

Famiglio (preoccupato) Su, Signore, non c’è tempo da perdere...

Ghino (ironico) Sentilo, lo stratega! Ha ancora il latte di mamma in bocca e già vuol dare consigli...

Nerio (paterno) Risparmiate il fiato..(rivolto agli altri) Forza, andiamo ... prima che ritornino a completare l’opera...

Ghino (rabbioso) Vorrei vederli in faccia, quei vigliacchi...

Nerio (ironico) Meglio aspettare un altro momento, quando i nostri saranno arrivati...

Ghino (preoccupato) Dove li hai lasciati?

Nerio (ansante, mentre trascina via Ghino) Come avevate ordinato: sono accampati fuori Sinalunga..

Ghino (imperioso) Vai subito a chiamarli! Non possiamo rimaner qui in quattro a farci infilzare come tordi allo spiedo..

Nerio (pacato) Prima sistemiamo voi da qualche parte e poi andiamo..

Ghino (ansioso) Vai subito, ti ho detto ... Anzi, manda i due ragazzi...

Nerio (pacato) Non siete saggio..(riflessivo) Siamo in quattro ... o meglio, scusate, in tre...Dobbiamo restare insieme per avere qualche possibilità di cavarcela...

Ghino (irato) Stupido! Che importa essere in due o in quattro ... Ci ammazzerebbero comunque Lasciatemi qui e correte a chiamare gli altri!

Nerio (deciso) Io qui non vi lascio!

Ghino (imperioso) Obbedisci, corpo di Giuda. O...

Scudiero (spaventato) Sst!...Sssstt! Mi pare di sentire dei passi...(si gettano a terra nell’ombra, appena in tempo per sfuggire ad un gruppo di armati)

1° Armato (a voce bassa) Sei sicuro di averlo ammazzato?!

2° Armato (deciso) Quant’è vero che son figlio di mia madre!

3° Armato (ironico) La madre è sempre certa, ma il padre...

2° Armato (ironico) Senti chi parla...Il figlio della più gran baldracca di Siena...

3° Armato (c.s.) Seconda solo alla tua...

4° Armato (c.s.) D’accordo ... siete due figli di puttana... Ma adesso vediamo di darci da fare per scovare i complici di Ghino ... o quelli ci tirano addosso tutta la masnada...(rivolto al 2° Armato) Ehi, tu, figlio della gran baldracca, davvero l’hai mandato al creatore, Ghino?

2° Armato (tronfio) L’ho infilzato come un pollo allo spiedo, ti dico..

1° Armato (perplesso) Sarà, ma intanto il cadavere non si trova...E’ mezz’ora che si gira...e ancora niente..

2° Armato (ridendo) Se lo saran portato via i suoi...O Belzebù in persona sarà venuto a prenderselo.. tanto Ghino all’inferno deve andare...

3° Armato (illuminando la strada con una torcia) Guardate! (si china a terra)...Macchie di sangue...e vanno in quella direzione...(indica la parte in cui si sono nascosti Ghino e i suoi)

4° Armato (ironico, rivolto al 2° Armato) Sicché l’avevi ammazzato, eh? Adesso i morti camminano, secondo te...(prima che possa finire la frase, Nerio e i suoi escono dall’ombra e si gettano sui 4 armati)

Nerio (feroce) Prendi questa, carogna! (infilza il 2° Armato)

1° Armato (gridando) Tradimento! Scappiamo! (fugge)

Ghino (parandoglisi all’improvviso davanti e colpendolo con la spada) Questo per te, vigliacco! (il 2° Armato stramazza a terra) Vai all’inferno e riferisci ai tuoi padroni che Ghino è sempre vivo!

(Mentre Nerio, il famiglio e lo scudiero finiscono gli altri due armati, Ghino cade nuovamente a terra)

Ghino (rabbioso) Accidenti al destino! Proprio a me doveva capitare!

Nerio (felice) Bel colpo! (risolleva Ghino da terra) Ma possono essercene degli altri...Ai conti di Santa Fiora non mancano certo gli scudi per pagarsi gli sgherri...

Ghino (ironico) Se son tutti della pasta di questi, han buttato via i loro danari!

Nerio (deciso) Leviamoci di qui, che è meglio!

Ghino (improvvisamente tetro) Nerio, non perdere tempo! Non vedi che non mi reggo in piedi...Fuggite, voi, ve lo ordino, prima che ritornino a massacrarvi...E lasciatemi crepare in pace!

Scudiero (commosso) Che dite, messer Ghino! Noi non vi abbandoniamo!

Ghino (tetro) Ragazzo, non fare la donnicciola! Sai quanti ne ho abbandonati io ... Lascia che i morti seppelliscano i morti...

Nerio (con piglio autorevole) Conosco un osteria qui vicino ... Vi porteremo là...

Ghino (spossato) Scappate, vi dico ... e lasciatemi in pace!

Nerio (rassicurante) Quanto siete noioso! Risparmiate il fiato e cercate di camminare piuttosto ... Su, forza, appoggiatevi a me e al ragazzo! (Nerio e il famiglio sollevano Ghino, mentre lo scudiero li protegge, guardandosi spesso intorno Bussano ad una porta)

Nerio (con voce bassa ma decisa) Oste! Oste! Svegliati!

Scudiero (a voce bassa) Ha il sonno duro quel porco!

Nerio (c.s.) Oste! Oste! Svegliati, maledetto! (Si apre una finestra, appare il garzone assonnato)

Garzone (biascicando) Che il diavolo vi porti! Vi par questa l’ora di bussare!? Che volete?

Nerio (con voce piagnucolosa) Pietà per un povero pellegrino ferito!

Garzone (c.s.) Andate in malora! Qui non ci sono medici!

Nerio (imperioso) Apri, figlio d’un cane, o sfondo la porta e ti faccio pentire d’esser nato!

Garzone (impaurito) Scendo, messere! (Quando il garzone apre, trascinano dentro Ghino)

Famiglio (a Nerio) Guardate, è svenuto..

Nerio (sbrigativo) Meglio così...soffrirà meno quando gli medicheremo la ferita...

Garzone (impaurito) Signore...aspettate...vado a chiamare il mio padrone...

Nerio (imperioso) Fermo, c’è tempo.. Prepara subito un secchio d’acqua e dimmi dov’è la cucina...

Garzone (indeciso) Ma...

Nerio (schioccando le dita) Vola! (Il garzone esce per ritornare dopo un momento col secchio) (Rivolto al famiglio) Prendi il secchio e va fuori...cerca di cancellare le tracce di sangue o ci saranno addosso subito..(Rivolto al garzone, imperioso) Allora, dov’è la cucina?...(Il garzone indica una stanza) Bene, aiutatemi a trasportarlo..(Lo scudiero ed il garzone sostengono Ghino svenuto Nerio rivolto al garzone) E tu fai scaldare subito un paiolo d’acqua...bisogna lavargli subito la ferita... (Entrano l’oste e sua moglie, Betta)

Oste (irritato) Cos’è questo fracasso in piena notte, eh? (rivolto a Nerio) E a voi, signor mio, chi v’ha insegnato a spadroneggiare in casa mia?...

Nerio (calmo, ma deciso) Questo gentiluomo è ferito ed ha bisogno di cure...

Oste (deciso) Non abbiamo camere...

Nerio (deciso, guardando fisso l’Oste) Questo gentiluomo starà per un po’ in casa vostra, e noi con lui...(Tirando una grossa borsa all’oste) Questo per il vostro disturbo..(a voce bassa)...Per ragioni che non vi riguardano, voi non dovete sapere il nome di questo signore e...(calcando le parole) Nes-sun-no, ho detto nessuno, deve sapere che è qui...(mostrando di nascosto un pugnale) O per voi c’è questo!

Oste (impaurito) Sarò una tomba...

Nerio (pronto) Bravo! Non fate domande, state zitto e vi troverete bene...o nella tomba vi ci metteremo noi...(Imperioso, rivolto al garzone e allo scudiero) Andiamo, animo, portiamolo in cucina! (escono Rimangono l’Oste e Betta)

Oste (imprecando) Dio dei Dei, proprio a me, porco diavolo, doveva capitare...

Betta (sconcertata) Io non ti capisco! Ricevi una borsa così piena, che non si era mai vista e proprio una sera che non s’era battuto chiodo e ti metti a bestemmiare...Sei proprio strano, caro il mio uomo!

Oste (impaurito) Sta’ zitta, sta’ zitta!...Chiudi codesta boccaccia, stupida! Proprio il diavolo mi doveva entrare in casa!

Betta (contando le monete) Sarà anche il diavolo, ma paga bene!

Oste (inquieto) Sta’ zitta, t’ho detto ... e lasciami pensare!

Betta (curiosa) Ma l’hai riconosciuto?

Oste (impaurito) Quella è una faccia che non si dimentica...

Betta (cercando di farlo parlare) O chi sarà mai, che hai tanta paura? Non sarà mica Belzebù in persona!

Oste (c.s.) Peggio..

Betta (petulante) E allora, dimmi chi è...

Oste (c.s.) Piuttosto mi taglio la lingua...

Betta (c.s.) Ho capito, non lo sai neppure tu chi è...Tu hai solo paura...

Oste (sempre più inquieto) Lo so purtroppo, chi è...Lo so anche troppo bene...(a voce bassissima) Quello è Ghino di Tacco!

Betta (pianissimo, segnandosi) Gesummaria!

Oste (a voce bassa) Ecco, porco diavolo, come siamo sistemati...

Betta (c.s.) Non perderti d’animo ... Domattina, appena giorno, corri dal Bargello e gli dici tutto ... così vengono, l’arrestano e è tutto finito..

Oste (impaurito) Sì e poi, verso sera, arrivano quelli della masnada di Ghino e mi staccano la testa come al Benincasa...Brava, bei consigli mi dai...

Betta (inquieta) E allora che si fa?

Oste (c.s.) Non ci resta che far come dicono loro ... Tenercelo in casa, nasconderlo a tutti e sperare che vada via presto ... coi suoi piedi o fra quattro assi e...Amen! (Entra Fiammetta, la figlia dell’Oste)

Fiammetta (a Betta) Madre, che è successo?

Oste (nervoso) Torna subito a dormire!

Fiammetta (impaurita) Mi sembrate così spaventati, che avete?

Betta (decisa) Torna a letto e non fare domande o ti misuro un ceffone...

Nerio (rientrando, agitato, dà a Fiammetta, che è la più vicina a lui, uno straccio insanguinato, e imperioso) Presto, scalda un secchio d’acqua e portalo di là!

(Si ode bussare alla porta con violenza: è il Bargello con tre armati)

Bargello (da fuori) Ehi! Di casa! Aprite!

Betta (segnandosi) Gesù!

Nerio (pronto, all’Oste) Aspettate un po’ ad aprire! Fingete di esservi svegliato adesso e... (tira a sé Fiammetta e le punta un pugnale) silenzio... o ... voi mi capite, vero? (Rientra nell’altra stanza, trascinando con sé Fiammetta)

Oste (facendo per rincorrerlo) Non fate del male alla Fiammetta o, sangue di Giuda, fo uno sproposito!

Betta (trattenendolo) Fai come ti dicono, per l’amor di Dio!

Oste (a voce bassissima) Apri tu e fai finta di esserti appena svegliata!

Betta (impaurita) E se mi sbaglio...

Oste (c.s.) Si fideranno più di una donna!... E poi io sarò qui pronto a intervenire...

Bargello (da fuori, impaziente) Aprite! O sfondiamo la porta!

Oste (piano) Aspetta ancora...

Bargello (imprecando) Oste! Apri! (Batte furiosamente)

Oste (piano alla moglie) Ora!

Betta (Apre la porta, sbadigliando e stropicciandosi gli occhi) O che scambiate la notte per il giorno, che Dio vi maledica! (fingendo di riconoscere solo adesso il Bargello) Oh! Signor Bargello, scusatemi... (sbadiglia)

Bargello (severo, guardandosi attorno) Vostro marito, dov’è?

Betta (sbadigliando) Ora... (sbadiglia) ... scende... Sapete, ha il sonno duro, il mio uomo! (ridacchia) Come mai al giro a quest’ora?

Bargello (serio) Guardatemi in faccia e ditemi la verità! Ha bussato qualcuno stanotte alla vostra porta?

Betta (fingendo di scherzare) O che mi coglionate? O non avete bussato voi?

Bargello (strattonandola, spazientito) Betta, non è il momento di scherzare! (severo) Ve lo ripeto: ha bussato qualcuno... prima di me... stanotte... un uomo ferito?

Betta (imbrogliandosi un po’) Se anche ha bussato, noi non l’abbiamo sentito...

Bargello (incalzante) Noi?...

Betta (pronta) Io e mio marito... Si dormiva tutti e due ch’era un piacere, prima che voi ci tiraste giù dal letto...

Bargello (severo) E prima d’andare a letto, è passato qualche forestiero da voi?...

Betta (pronta) Magari... (scuotendo la testa) Eh, Signoria... ieri è stata giornata magra... Non s’è visto anima viva... e così siamo andati a letto con le galline!

Bargello (guardandosi attorno) E vostro marito dov’è?

Betta (pronta) Si sarà riaddormentato! Russava come un ghiro... Ora scende, vedrete...

Bargello (impaziente) Andate a chiamarlo!

Betta (che non vuole lasciare solo il Bargello) Ora vado... ma prima non volete un bicchier di vino...? Sarete stanco anche voi... (rivolta agli armati) E anche voi, signori... un po’ di vino?

Bargello (spazientito) Altro che vino ! Voglio vedere vostro marito subito !

Oste (entrando, fingendosi assonnato) Betta, o che succede ? (anche lui mostrandosi stupito di vedere il Bargello) Signoria... che onore... Scusatemi se mi presento in questo modo...

Bargello (secco) Meno chiacchiere! E' venuto qualcuno da voi stanotte? Badate, la verità!

Oste (deciso) Nessuno!

Bargello (incalzante) Davvero?

Oste (c.s.) Davvero!

Bargello (agli armati) Forza, frugate dappertutto! (i tre armati entrano nelle varie stanze)

(A Betta con aria severa) Ci son venti tratti di corda per chi mente alla giustizia, ricordatevelo Betta!... Allora, per l'ultima volta, è venuto qualcuno...

Betta (sottovoce al marito) Diglielo, tanto ormai è tutto perduto!

Bargello (severo) Cosa biascicate, Betta?

Betta (impaurita) Pregavo...

5° Armato (dalla cucina) Qui non c'è nessuno...

Oste (stupito) Nessuno? (riprendendosi prontamente) Che vi dicevo? (a voce alta, perché tutti sentano) Qui non c'è nessuno, ve lo giuro!

6° Armato (dalle camere) Nelle camere non c'è anima viva, signoria...

7° Armato (dalle camere) Nemmeno qui... (scendono)

Betta (con orgoglio) Siamo gente sincera, noi...

Bargello (secco) Meglio cosi! (ai suoi) Andiamo! (all'oste) Buonanotte!

Oste (inchinandosi) Servo umilissimo...

(il Bargello arriva sulla porta, poi si ferma improvvisamente)

Bargello (rivolto ai suoi) E non c'era neppure una bella ragazza?

6° Armato (ridendo) Magari!

7° Armato (c.s.) Se c'era non me la facevo certo scappare!

Bargello (all'Oste) O vostra figlia Fiammetta, dov'è?

Betta (pronta) E' andata a trovare mia sorella e s'è fermata lì a dormire...

Bargello (incalzante) E il vostro garzone?

Betta (c.s.) L'ha accompagnata... Io non mi fido a mandarla sola...

Bargello (ironico) E vi fidate a mandarla col garzone?

Oste (ridendo) Ah! con lui non c'è pericolo! (dice qualche parola nell'orecchio a Bargello, poi scoppiano a ridere tutti e due)

Bargello (ridendo) Sicché nulla di nulla..

Oste (ridendo) Zero!

Bargello (ridendo) Questa è bella! (all'Oste) Siete furbo voi! (con un breve inchino) Buonanotte, brava gente! (esce)

Betta (commossa, gettandosi fra le braccia del marito) Dio Santo, che paura! E' stato proprio un miracolo! (Si accascia su una panca) Domattina vado in chiesa ad accendere un cero alla Madonna! (al marito) Ma dove si saranno cacciati?

Oste (con orgoglio) La Fiammetta li avrà nascosti in giardino! E' svelta di cervello, quella figliola! Come suo padre, non per vantarmi...

Betta (ridendo) Chi si loda, s'imbroda...(curiosa) O che gli hai detto, per farlo ridere, al Bargello?

Oste (ridendo) Gli ho detto che il garzone, come uomo, non funzionava...

Betta (c.s.) Povero ragazzo... per scemo... è scemo... ma quanto al resto...

Oste (sospettoso) O te che ne sai?

Betta (ridendo) Lancia certe occhiate alla Fiammetta!

Oste (geloso) Figlio d'un cane... ma io gli cavo gli occhi, così la smette di guardare...

Betta (c.s.) Via, che male c'è ... in fondo, ormai è un uomo!

Oste (geloso) Ma io gli sego una gamba, se s'azzarda...(rivolto alla moglie) Accidenti a te! Anche questo chiodo in testa, mi dovevi mettere... ma io l'ammazzo, se...

Betta (c.s.) Uh! Quante storie! Ci penso io a farlo stare al suo posto, senza ammazzare nessuno... altrimenti dovresti ammazzare tutti i clienti... tu non vedi niente, come tutti gli uomini! Ma io... io lo vedo come guardano la Fiammetta! Ma puoi stare tranquillo, finché ci sono io... guarderanno e basta! (rientrano Fiammetta, Nerio e il garzone)

Fiammetta (gettandosi nelle braccia di Betta) Mammina mia, che spavento! Meno male che li ho nascosti in giardino!

Nerio (compiaciuto) Oste, la vostra figliola è proprio in gamba!

Garzone (emozionato, balbettando) Se...se...non era per...lei... eravamo tutti fritti!

Oste (al garzone, rabbioso) Di che t'impicci, tu? Eh? (gli molla uno scappellotto) Tu devi pensare a lavorare e tenere gli occhi a terra soprattutto!

Garzone (stupito) Oh questa!

Betta (ridendo) Non ci far caso! Il padrone è nervoso stanotte! Porta un po’ di vino piuttosto!

Garzone (esce grattandosi la testa) E' proprio vero... i padroni son gente strana! Che avrò fatto di male io, proprio non lo so! E invece di ringraziarmi perché mi son comportato bene, mi picchia... secondo me il mondo va alla rovescia! (esce)

Oste (deciso, a Nerio) Signore, lo vedete da voi... qui il vostro amico non può stare... noi vi abbiamo tenuto mano, ma se quelli ritornano, che raccontiamo questa volta? ... è troppo pericoloso... dovete andarvene!

Nerio (secco) Per il vostro disturbo siete già stato pagato... (gli tira un'altra borsa) e questo per i vostri rischi e per il vostro sangue freddo... (deciso) ma il mio amico, finché non starà meglio, rimarrà qui... a nasconderlo, ora che sappiamo come si fa, penseremo noi...

Oste (incerto) Siate ragionevole, signore... è troppo rischioso...

Nerio (secco) Se cercate d'alzare il prezzo, perdete il vostro tempo! Siete già stato ricompensato a sufficienza...

Oste (intascando la borsa) Non è questione di soldi... ma io ho due donne a cui pensare... e non voglio lasciare né vedove né orfane...

Fiammetta (rivolta al padre) Ma è ferito, come possiamo scacciarlo?

Nerio (serio) Vedete? Le vostre donne sanno cavarsela benissimo e sono più sveglie di voi...(tira fuori un pugnale e finge di pulirlo, poi ci giocherella)... E dunque, basta con queste lamentele! Pensiamo piuttosto a sistemare il mio amico in una stanza dalla quale, se necessario, possiamo farlo fuggire facilmente... (entra Ghino sorretto dal famiglio e dallo scudiero)

Nerio (a Ghino preoccupato) Come vi sentite, ora?

Ghino (a voce bassa) Meglio... ma devo parlarti subito... falli andar via!

Nerio (all'oste) Allora... intesi, vero? (fa un gesto deciso) e ora lasciateci soli... tornate pure a dormire, ce la caviamo da noi...

Oste (scuotendo la testa) Dormire... fate presto voi a dire...

Betta (trascinandolo via) Se ti han detto di dormire, dormi! (mentre escono Betta, l'Oste e Fiammetta, entra il garzone col vino)

Ghino (imperioso) Bravo, lascia qui il vino e vai a letto! (rivolto a tutti) e... grazie (escono il Garzone, lo Scudiero, il Famiglio, l'Oste, Betta e Fiammetta. Ghino e Nerio soli)

Ghino (commosso) Stanotte mi hai salvato due volte la vita!

Nerio (tranquillo) Anche voi me l'avete salvata, siamo pari!

Ghino (tetro, versandosi del vino) Le parti si scambiano: una volta ero io a salvare gli altri e adesso... (beve)... sto invecchiando...

Nerio (premuroso) fareste meglio a non bere! La ferita è profonda e pericolosa...

Ghino (tetro) Che importa... di qualcosa si deve pur morire...

Nerio (preoccupato) Non fate questi discorsi...

Ghino (beve ancora, amaro) Stai tranquillo... non morirò neppure questa volta... (a voce più bassa)... purtroppo...

Nerio (si versa da bere) Basta con questa tetraggine.. son giorni ormai che siete d'umor nero...

Ghino (sarcastico) Se trovi qualche motivo per ridere, avvertimi... Cristo! son caduto nel tranello come un ragazzino...

Nerio (deciso) Poteva succedere a tutti...

Ghino (con orgoglio) Non a me! Io non sono... tutti! Io non ero come tutti...

Nerio (commosso) Non lo siete nemmeno adesso, se solo lo vorrete...

Ghino (come fra sé) Ma lo voglio ancora... questo è il punto...

Nerio (deciso) Dovete volerlo... non vorrete mica darla vinta ai vostri nemici...

Ghino (distante, sempre parlando a sé stesso) Sono stanco... (riprendendosi) Che mi importa dei miei nemici... io non ho nemici che possano starmi al pari! Non sono loro il problema...

Nerio (incalzante) E qual è, allora?

Ghino (sincero) Io stesso...

Nerio (stupito) Non vi capisco...

Ghino (versandosi ancora da bere, tetro) Non devi capire...

Nerio (irritato) Certo, certo... Io sono solo un braccio... fedele, ma pur sempre solo un braccio...

Ghino (c.s.) Non volevo offenderti... sono stanco e basta... per ora, questo deve bastarti... comunque... (riprendendo vigore) non ho certo intenzione di crepare in un'osteria... colpito alle spalle come un principiante impaurito... eh, no, per Dio! Ho ancora qualcosa da fare...

Nerio (rinfrancato) Così voglio sentirvi parlare... Un paio di giorni qui, tranquillo, e poi... via... si ricomincia...

Ghino (distratto) Sì, sì... dici bene... (d'un tratto attento) ascoltami bene: corri subito dalla nostra gente e falli entrare in Sinalunga... se possibile senza dar troppo nell'occhio... un po' alla volta... ma se necessario anche con la forza... non c'è tempo da perdere... non voglio rimaner qui a far da bersaglio... e poi non mi fido dell'oste, prima o poi mi tradirà.. l'hai pagato bene?

Nerio (facendo di sì con la testa) Ben pagato e ben spaventato...

Ghino (febbrile) Bravo... ma bisogna andar via il prima possibile... non voglio morir qui, come un ubriacone qualsiasi... (si versa da bere, poi di nuovo tetro) ... benché, per morire, un posto vale l'altro ...

Nerio (deciso) Ma siccome voi dovete vivere... sarà meglio andar via di qui!

Ghino (di nuovo deciso) Vai, allora... porta con te i due ragazzi... io vi aspetterò qui... è inutile barare, non ce la farei mai a correre, se ce ne fosse necessità...

Nerio (deciso) Vado io solo!

Ghino (con tono di comando) No! portane almeno uno... In due avete una doppia possibilità di riuscire...

Nerio (convinto) E sia! Vi lascerò il più sveglio...

Ghino (ironico) Allora posso dormire tranquillo! (come improvvisamente stanco) Vattene, ora... voglio riposarmi... (si distende, come se volesse dormire)

Nerio (si avvicina alla porta e chiama con un gesto i due giovani. Rivolto allo scudiero) Tu rimani qui col padrone. Tieni gli occhi aperti e, al minimo rumore, sveglialo e portalo in giardino... la strada la conosci... (minaccioso)... se ti addormenti, sangue di Bacco!, ti spello vivo... (deciso) se tutto va bene, prima di mezzogiorno sarò di ritorno con tutti i miei compagni...

Scudiero (ostentando sicurezza) State tranquillo, il padrone è in buone mani...

Nerio (poco convinto) Dio lo voglia! (rivolto al famiglio) e tu , vieni con me, svelto! (allo scudiero) Addio!

Scudiero (c.s.) Buona fortuna!

Nerio (c.s.) Auguraci piuttosto buone gambe!

Famiglio (al compagno) Addio!

Scudiero (come per farsi coraggio) A domani! (Nerio e il Famiglio escono)

Lo Scudiero si avvicina a Ghino; questi finge di dormire. Il giovane si aggira un po’ per la stanza, beve un bicchiere di vino, poi si siede sulla panca

Scudiero (stirandosi) Va bene, vegliare... ma mica sono obbligato a stare in piedi! (In breve si addormenta)

Ghino (a voce bassa, al ragazzo) Ehi? Ehi? (ironico, mentre lo scudiero russa) Meno male che questo era il più sveglio! (Si ferma ad ascoltare) Viene qualcuno... (finge di nuovo di dormire. Entra Fiammetta, che si avvicina a Ghino e scruta a lungo il suo volto)

Fiammetta (fra sé) Anche se il prete dice che la curiosità è un peccato, non ho saputo trattenermi... (guarda di nuovo Ghino, a lungo) Ora capisco tutti i misteri e le paure dei miei... (lo guarda di nuovo) E' senz'altro Ghino di Tacco... anche se l'ho visto una volta sola, ed ero bambinetta, il suo viso non l'ho dimenticato... (sorpresa) strano, non ho paura... eppure dovrei... con tutte le storie che si raccontano di lui... (pensierosa) ... come è buffo il mondo! Eccolo qui... addormentato... ferito... perfino una ragazzetta come me potrebbe ucciderlo... mi fa quasi pena... (si segna) Gesù, Maria Madre di Dio, che mi passa per la testa? Provare pietà per questo disgraziato, che ha rovinato tanta brava gente... (decisa) io devo odiarlo... devo provarne orrore o non sarò una buona cristiana... (si avvicina di nuovo e lo guarda fisso. Improvvisamente Ghino si solleva e le afferra un braccio).

Ghino (ironico) Non te l'hanno insegnato che la curiosità è un brutto peccato... e molto... molto pericoloso...

Fiammetta (divincolandosi) Lasciatemi o chiedo aiuto!

Ghino (ridendo) Aiuto? E a chi? (indica lo scudiero che dorme) A lui? (la stringe ancora di più)

Fiammetta (c.s.) Mi fate male...

Ghino (ironico) La curiosità va punita... lo dicono anche i preti! (La tira a sé e la bacia) Era questo che cercavi, no? (Fiammetta con il braccio libero cerca di schiaffeggiarlo, Ghino le ferma il braccio, ma facendo un movimento brusco, sente una fitta alla ferita)

Ghino (lasciando Fiammetta e imprecando) Ah! Maledetto chi so io! (Si accascia)

Fiammetta (con aria di sfida) State fermo, che è meglio per voi!

Ghino (dopo un attimo di silenzio, cupo) Tu mi hai riconosciuto, vero?

Fiammetta (decisa) Sì... siete Ghino di Tacco...

Ghino (guardandola fisso) E hai paura di me?

Fiammetta (dopo un attimo di silenzio, sincera) Credo di no...

Ghino (cupo, fra sé) Brutto segno, se anche una ragazzetta mi tien testa... ( a voce un po’ più alta, sforzandosi di essere ironico) Eppure dovresti... tu lo sai che si dice di me, no?... Su, attacca la litania che ti han insegnato le beghine... "Ghino il bandito, l'assassino, il ladro, il bestemmiatore... Ghino che violenta le donne... che ammazza vecchi e bambini..."

Fiammetta (con orrore) Non c'è da vantarsi di certe imprese...

Ghino (risentito) E tu? Tu credi di essere meglio di me?

Fiammetta (sincera) A chi volete che abbia fatto di male, io?

Ghino (torvo) Lo farai anche tu del male, se ti converrà... non dubitare... (incalzante) Aspetta di crescere ancora un po’ e vedrai...

Fiammetta (risentita) Credete che tutti siano uguali a voi...!

Ghino (furioso, fra sé) Perché tollero che questa mocciosa mi risponda così? (furibondo) E tuo padre? Credi che sia migliore di me?

Fiammetta (decisa) Lui non ha ammazzato nessuno!

Ghino (torvo) Si ammazza in tanti modi! (ironico) Ma dimmi: che dovrebbe fare un buon cittadino e timorato di Dio come il tuo signor padre, se ha un bandito in casa?... Non rispondi?... Te lo dico io che dovrebbe fare... dovrebbe correre dal Bargello a denunciarlo! Questo vuole la giustizia! (ironico) E se poi quel bandito... o qualcuno per lui, gli taglia la gola per il tradimento, meglio... Sarà morto da uomo giusto... in grazia di Dio! Non è così che dicono quei bravi fratacchioni...

Fiammetta (con aria di sfida) E così preferireste che vi denunciasse?

Ghino (ironico) Che conta il mio debole parere a fronte della Maestà della Giustizia!

Fiammetta (per la prima volta incerta) E poi chi vi dice che sappia chi siete?

Ghino (sferzante) Lo sa... lo sa fin troppo bene! E perché credi che non mi denunci? Perché non gli conviene! (insinuante) Mi pare di vederlo... insieme alla sua degna sposa... lassù nella loro cameretta... mentre contano i denari delle due borse che Nerio gli ha dato... il prezzo di Giuda... tu credi che dormano? Ti sbagli... chiacchierano fitto, fitto e dicono... (con voce piagnucolosa) "Che ci conviene fare?... Per ora teniamoci la borsa e speriamo che quel cane muoia da solo, stanotte... e se poi non muore... domani, di nascosto, via dal Bargello... così avremo l'oro e la fama di buon cittadino, coraggioso e amante della Giustizia e... se saremo accorti... anche la testa ancora attaccata al collo! Ecco, facciamo così... è la cosa più conveniente... " (quasi urlando) Ipocriti!

Fiammetta (sdegnata) Ma se ha mentito al Bargello per salvarvi la vita!

Ghino (freddo) Certo, perché gli conveniva... Lo sapeva bene che Nerio avrebbe sbudellato te, tua madre e... soprattutto lui! Era un prezzo troppo alto da pagare alla Giustizia! Ma domattina? Eh? Cosa gli converrà fare domattina? Come può difendersi un uomo ferito, con al fianco... (indica lo scudiero addormentato e ride)... quello scimunito che neppure il diluvio universale sveglierebbe... domattina correrà, vedrai... il prezzo di Giuda non gli basterà più... e io non ho più borse d'oro... il suo interesse gli metterà le ali ai piedi e gli scioglierà la lingua... (ironico) e naturalmente l'amore della Giustizia! E io ritornerò ad essere il bandito, l'assassino ...(furioso) ma perché aspettare domattina? Perché non corre adesso quel maledetto?... Perché non corre a vendermi ora?

Fiammetta (spaventata) Ma voi volete morire?

Ghino (terribile) Che ne sai tu di quello che voglio io? Di che t'impicci? Corri da tuo padre... mandalo dal Bargello... (ironico) conviene anche a te!... (si accascia)

Fiammetta (a voce bassissima) Voi credete...

Ghino (terribile, interrompendola) Si, io credo che tutti agiscano soltanto per interesse... (disgustato) tutto il resto: Giustizia, Amore, Amicizia, Fedeltà, Onore, Timor di Dio è... aria... solo e semplicemente aria nella bocca degli ipocriti! (con forza) Ecco perché nessuno, nemmeno Dio o il Diavolo, mi convincerà che io sono peggiore degli altri... di tuo padre, di te...(fra sé, a voce bassa, cupo) Ecco perché sono stanco!

Fiammetta (coprendosi le orecchie) Mi fate orrore!

Ghino (stanco) Ti faccio orrore... dovrai abituarti, verginella! Dovrai farti crescere un bel po’ di pelo sullo stomaco, se vorrai campare...

Fiammetta (piangendo) Basta, basta!

Ghino (cinico) Piangi? Riderai quando sarai sposa! (dopo un attimo di riflessione) Tu non mi credi? (freddo) Ascoltami, ti dimostrerò che ho ragione... innanzitutto, tu non sei una buona cristiana...

Fiammetta (rabbiosa) E che ne sapete voi dei buoni cristiani?

Ghino (ironico) Io mi intendo moltissimo dei buoni cristiani... li fiuto lontano un miglio... (freddo) tu non sei una buona cristiana perché disobbedisci al Papa!

Fiammetta (incredula) Io disobbedisco al Papa?

Ghino (incalzante) Certo... Perché tu pensi che io sia un assassino, un ladro, un bandito e invece il Papa, il nostro buon pastore Bonifazio VIII, mi ha assolto da tutti i miei peccati e mi chiama suo amico e mi ha fatto suo cavaliere...

Fiammetta (confusa) Così dicono. ma io non ci credo...

Ghino (trionfante) E sbagli, perché è vero... ci sono decine di testimoni: vescovi, cardinali, preti... e dunque ho ragione io: tu non sei una buona cristiana e ritieni il tuo giudizio superiore a quello del Papa!... (con voce stridula) Peccato di superbia! Gravissimo! (ironico) Tu hai di fronte un uomo mondo dai peccati e lo diffami chiamandolo assassino! vergogna! (cambiando improvvisamente tono, quasi allegro) E' stato semplicissimo, sai? Il Papa era in trono, circondato dalla sua corte... e con voce solenne mi ha detto: " Ghino, tu non ucciderai"... e pensava "tu non ucciderai più nel tuo interesse, ma nel mio"... Io ero inginocchiato ai suoi piedi e umile, umile ho risposto: "Io non ucciderò"... e sai cosa pensavo? "Fino alla prossima volta" (scoppia a ridere) ed eccomi mondo dai miei peccati e difensore del Sacro Soglio... (ride di gusto, poi freddo) e sai perché il Papa ha fatto tutto questo?

Fiammetta (esasperata) Non voglio più ascoltarvi...

Ghino (ironico, senza pause) Forse perché un Buon Pastore deve compiacersi se una pecorella smarrita torna all'ovile? (con tono cupo)... Aria!... Menzogna!... Ipocrisia!... L'ha fatto perché gli conveniva avere nel Senese trecento uomini ben armati e pronti a tutto ed io avevo quegli uomini... e Lui spera che io gli porti la testa mozzata di Sciarra Colonna... che l'anima di Benincasa di Arezzo vada al diavolo! E dunque io non sono più un assassino, ma un buon cristiano e chi, come te, dice il contrario, è un eretico e un nemico del Papa! (ironico) bello, no? Commovente! (terribile) E le lacrime delle vedove e degli orfani che io avrei fatto? Che se le asciughino e non si agitino tanto ... trecento uomini nel senese valgono un fiume di lacrime per il nostro Buon Pastore!

Fiammetta (tappandosi le orecchie) Basta !... Basta! ... me ne vado ...

Ghino (terribile) Sì, vattene!... Non ascoltare la verità ... Continua, continua pure a credere alle favole ... Vattene, sono stanco: voglio dormire ...

Fiammetta (fa per andarsene, poi si ferma) Avete bisogno di qualcosa?

Ghino (scostante) Non ho bisogno di nulla ... Levati dai piedi!

(Ghino finge di mettersi a dormire, mentre Fiammetta esce per un attimo, ma rientra quasi subito, agitata)

Fiammetta (fra sé) Aveva ragione lui ... Stanno davvero contando i soldi ... (come rassegnata) Che male c'è Perché non dovrebbero contarli?... (come per convincersi) Questa è un'osteria, mica un convento ... Per stare qui, si paga ... (quasi rispondesse a Ghino) ... Altro che prezzo di Giuda, caro messere, quello è il prezzo dell'ospitalità ...

(mentre parla fra sé, si avvicina sempre più a Ghino, che per la seconda volta l'afferra per un braccio)

Fiammetta (sorpresa) Oh!

Ghino (amaro) Tu scherzi col fuoco! Attenta, la prossima volta potresti bruciarti!

Fiammetta (interdetta) Che intendete dire?

Ghino (sarcastico) Son poche le vergini che han fatto visita a Ghino due volte in una notte, ma nessuna era ancora vergine la seconda volta!

Fiammetta (divincolandosi, spaventata) Voi osereste ...

Ghino (tranquillo) Avrei già osato! ... (ridendo) Ringrazia la tua buona stella e la mia ferita! (la lascia)

Fiammetta (spaventata) Voi vi divertite a tormentarmi ...

Ghino (serio) E tu a ronzarmi intorno ... Che cosa vuoi?

Fiammetta (cercando una scusa) Mi era parso ... di sentire un lamento ...

Ghino (sarcastico) Ah! La buona samaritana! (cambiando tono) Sei ancora ragazza?

Fiammetta (arrossendo) Sì ...

Ghino (c.s.) Nessuno t'ha voluta?

Fiammetta (con orgoglio) Mio padre non ha ancora trovato il partito adatto ...

Ghino (serio) Quanti anni hai?

Fiammetta (mentendo) Venti ...

Ghino (pronto) Bugiarda!

Fiammetta (arrossendo) Diciotto ...

Ghino (scrollando le spalle) E non sei ancora maritata! ... Ecco perché ronzi intorno agli uomini, la notte!

Fiammetta (esasperata) Vi odio

Ghino (pronto) Non sei la sola ... (guardandola fissa) Dimmi la verità: quanti anni hai?

Fiammetta (arrossendo) Sedici ... quasi diciassette ...

Ghino (amaro) A sedici anni, io ero già bandito ... (si versa da bere) E ricevetti la prima condanna ... (ridendo) ... Furto di porci ...

Fiammetta (severa) Bella impresa, davvero!

Ghino (rabbioso) Non li avevo razziati io ... Erano preda di guerra di mio padre, che li aveva affidati a me ... Io fui sorpreso dai soldati di Siena e condannato ... mio padre era già bandito da tempo ...

Fiammetta (colpita) Fu vostro padre, allora ...

Ghino (con voce stanca) Ad insegnarmi il mestiere ... certo fu lui, Tacco il bandito ... (improvvisamente tetro) Vattene, adesso!

Fiammetta (ingenua) Vi addolora parlare di vostro padre?

Ghino (torvo) Sai come si diventa banditi? Te lo dico io ...Tu sei il signore di un forte castello e sei amico di Siena, o di Firenze, o del Papa: uccidi un loro amico e fai razzia del suo bestiame ... e sei un gentiluomo ... ma se sei nemico di Siena , o del Papa, o di Firenze e uccidi un tuo nemico e ti prendi, come è giusto, il suo bestiame e il suo castello, sai cosa sei? Un ladro, un assassino, un bandito ... ma se poi ritorni amico di Firenze, di Siena o del Papa: zac! eccoti di nuovo gentiluomo e signore valente e magari ... mondo dai peccati ... un sant'uomo ... come me, secondo il Santo Padre ...

Fiammetta (disperata) Non vi credo ... Esiste una giustizia ...

Ghino (aggressivo) E quale? Quella che ha fatto decapitare mio padre da gente in tutto uguale a lui ... che aveva ammazzato, razziato, stuprato esattamente come lui ... No, una differenza c'è ...

loro erano al servizio del più forte ... ecco la vera giustizia: quella del più forte ... Vuoi un consiglio? Stai sempre da quella parte ...

Fiammetta (sconvolta) E avete visto uccidere vostro padre?

Ghino (terribile) No ... se fossi stato presente, l'avrei impedito o sarei morto con lui ... No, non ero a Siena, quel giorno ...

(Buio. La scena si svolge nel castello dei Signori della Fratta. Pia, la madre di Ghino, attende ansiosamente un messaggero. Con lei è Clotilde, una ancella)

Pia (con ansia) Ancora niente?

Clotilde (scuotendo la testa) Niente ...

Pia (c.s.) E Ghino dov'è?

Clotilde (con tono dolente) E' corso incontro al messaggero ... Vuol essere lui il primo a darvi la buona notizia ...

Pia (con ansia) Tu pensi ...

Clotilde (tentando di essere convincente) Vedrete, signora, andrà tutto bene ... Pagherà una multa ... forse l'esilio ...

Pia (c.s.) Tu credi, Clotilde? No, io temo il peggio ... i Santa Fiora non perdonano e in Siena hanno amici potenti ...

Clotilde (c.s.) Anche vostro marito ne ha ... E poi, se condannano lui, quanti ne dovrebbero condannare ... Cosa ha fatto vostro marito che anche gli altri non facciano ...

Pia (amara) Non su questo giudicheranno ... ma se a Siena convenga più Tacco vivo o morto ... Solo questo interessa a loro ...

Una serva (interrompendola) Signora, signora, messer Ugolino sta arrivando al galoppo ...

Pia (a Clotilde) Vagli incontro e portamelo subito qua ... (Clotilde e la serva escono) ... Signore, ascoltami ... (si inginocchia)

(Quando rientrano Clotilde e Ugolino, Pia sta pregando in ginocchio)

Ugolino (gettandosi a terra) Madonna ...

Pia (guardandolo fisso, mentre Clotilde scoppia a piangere) Parla ...

Ugolino (sfinito, trattenendo a stento le lacrime) Tutto è perduto, Signora ...

Pia (con un gemito) Morto?

Ugolino (con un filo di voce) Ucciso ...

Pia (con un gemito da bestia ferita) Ah! (Si getta fra le braccia di Clotilde)

Ugolino (con voce bassa, che gradatamente acquista forza) Tutto sembrava mettersi al meglio ... gli amici di vostro marito avevano parlato in suo favore ... molti personaggi influenti in Siena sembravano dalla nostra parte ... vostro marito si era difeso magnificamente ...

Pia (con un filo di voce) L'hanno torturato?...

Ugolino (con orrore) Sì, ma senza cavarne un gemito ... Il suo coraggio, il suo atteggiamento fiero verso i giudici gli avevano procacciato il favore del popolo ... tutto sembrava volgere a nostro vantaggio ... ma il Benincasa non ha voluto intendere ragioni e ha confermato la condanna a morte ... mentre lo portavano al patibolo, vostro marito guardava sprezzante la folla e molti piangevano

Pia (con un filo di voce) Hai potuto parlargli?

Ugolino (commosso) Solo un attimo ... (trae fuori una camicia insanguinata) Ecco, prendete ... si è sfilata questa e mi ha detto: " Portala a mio figlio! "... poi l'hanno trascinato via ... avevano fretta, quei cani ...

Una serva (agitata) Signora, è tornato vostro figlio ...

Pia (andandogli incontro e porgendogli la camicia insanguinata, poi con voce terribile) Giurami che vendicherai tuo padre! Giurami che mi porterai la testa di Benincasa o non sarai più mio figlio!

Ghino (con voce ferma) Lo giuro!

Pia (porgendogli una spada) Questa è la spada di tuo padre ... Vai, adesso e non tornare finché il tuo voto non sia compiuto! (lo abbraccia) Addio!

Ghino (abbracciandola) Addio! (esce di corsa)

(Buio. La scena ritorna all'osteria: Ghino, Fiammetta e lo scudiero sono nella stessa posizione)

Ghino (tetro) Avevo diciott' anni!

Fiammetta (rabbrividendo) Non pensateci più!

Ghino (c.s.) Vattene adesso, lasciami solo ...

Fiammetta (senza muoversi) E vi siete vendicato?

Ghino (amaro) Vuoi ascoltare ancora storie di sangue? Ne ho abbastanza di sangue, io. Ma tu vuoi vedere il bandito all'opera, vero? Ti accontento subito ...

Fiammetta (rabbrividendo) Mi fate paura!

Ghino (tetro) Sì, mi sono vendicato. Altrimenti non avrei avuto pace ... se mai ho avuto pace ... (sfinito) ... Versami da bere ... (tetro) ... L'ho ammazzato come un cane, con un colpo solo di spada ... la sua testa mozzata ha continuato a parlare ancora, già staccata dal corpo ... Lingua di giurista, non tace mai

Fiammetta (orripilata) Basta, vi prego ...

Ghino (afferrandola ancora per un braccio) Ascoltami, invece! Non vorrai perderti il meglio!

Fiammetta (divincolandosi) Lasciatemi ...

Ghino (lasciandola) Calmati! Io ti lascio, ma tu ascoltami! (lascia il braccio di Fiammetta, che resta ad ascoltarlo) Avevo appena conquistato Radicofani che subito pensai giunto il momento della vendetta! Roma mi pareva vicina: e lì presso il Papa, lo sapevo per certo, era stato chiamato il Benincasa. Mi avevano riferito che era stato nominato senatore e che continuava il suo lavoro di giudice ... (con improvvisa rabbia) ... di boia ... non di giudice ... di boia ... (con ironia) ... si sentiva al sicuro, ormai il porco ... quando era ancora a Siena e sentiva il mio fiato sul collo, girava sempre circondato da armati ... Se la faceva sotto dalla paura ... temeva anche la sua ombra ... mi aspettava ... mi credeva ancora così stolto da andare a cercarlo a Siena ... Ma io avevo giurato di uccidere lui, non di farmi ammazzare ... A Siena ero stato condannato a morte e sai chi aveva emesso la sentenza? Eh?

Fiammetta (con un filo di voce) Il Benincasa?

Ghino (feroce) Vedi che sei intelligente! Brava! Hai indovinato!... Credeva che avrei perso la testa ... che sarei andato a stanarlo a Siena ... (tronfio) Non che non ci abbia pensato ... Forse era possibile, ma troppo rischioso ... e poi volevo cuocerlo a fuoco lento, quel cacasotto ... volevo torturarlo con la specie peggiore di tormento: la paura che ogni momento può essere quello buono per crepare ... (tetro) Quando hai questo genere di paura addosso, anche un bisbiglio dietro alla porta ti sembra la voce imperiosa di Dio nel giorno del giudizio ... ogni foglia che si muove il passo del tuo assassino ... ogni rumore il sibilo di una lama che vibra ... Ho visto uomini coraggiosi ridursi come bambini piagnucolosi dopo che gli era entrato nelle ossa questo terrore ... credimi, è come morire mille volte invece di una ... è come vivere nella fantasia, sempre diversa e sempre uguale, la stessa scena ... (si versa da bere, poi con tono narrativo) ... Ma da quando era a Roma, chiamato dal Papa, fatto senatore, si sentiva di nuovo tranquillo e se ne andava tronfio, scortato da qualche vecchio famiglio ... Era già morto e non lo sapeva ... (ride) ... credeva di essere sfuggito alla mia vendetta ... Era qui che lo aspettavo ... era giunto il momento ... (con voce metallica) Avevo con me una masnada di quattrocento uomini, gli stessi con i quali avevo conquistato Radicofani ... Dopo quell'impresa mi avrebbero seguito in capo al mondo ... ero il loro capo ... il loro Dio ... li pagavo bene ... Decisi di agire: ordinai a Nerio di radunare gli uomini perché volevo parlargli ...

(Buio. La scena si sposta nel castello di Ghino a Radicofani. Ghino è a letto, la testa sul grembo di Lucrezia, i due si baciano)

Lucrezia (guardandolo fisso) Tu mi baci, ma pensi ad altro ... sono giorni che ti osservo: è come se tu avessi la febbre ... fai una cosa, ma hai in testa qualcos'altro ... sembra che tu abbia il diavolo addosso!

Ghino (assente) Quando sarà il momento, saprai ...

Lucrezia (interrompendolo) Allora non mi ero sbagliata ... (accorata)... non sfidare ancora la sorte, Ghino ... goditi Radicofani, accontentati di questa conquista ... non mettere tutto a rischio un'altra volta!

Ghino (percuotendola) Non dirmi quello che devo fare!

Lucrezia (c.s.) Battimi pure, ma dammi ascolto ...

Ghino (colpendola di nuovo) Cosa ti sei messa intesta eh? Vorresti essere la signora di Radicofani? (secco) Ricordati bene, a Radicofani c'è un solo Signore: IO! (sprezzante) Il tuo posto, Lucrezia, è a letto ... (ironico) bada di non perderlo ... sta' attenta, perché io cambio i consiglieri più spesso delle amanti ... e a letto troppe chiacchiere non mi piacciono ... (la bacia con violenza, ma senza passione)

Lucrezia (divincolandosi) Non sono che la tua puttana ...

Ghino (baciandola di nuovo) Ecco che ricominci a ragionare ...

(sono interrotti dall'arrivo di Nerio)

Nerio (imbarazzato) Scusate, Lucrezia ...

Ghino (impaziente) Allora? tutto pronto?

Nerio (con voce ferma) Gli uomini aspettano i vostri ordini ...

Ghino (alzandosi di scatto) Andiamo ... (a Lucrezia) Vieni anche tu, e la tua curiosità sarà appagata ... (ironico) Madonna, al mio ritorno sarò tutto per voi ...

Lucrezia (scuotendo la testa) Se ...

Ghino (pronto) Ritornerò, sta' tranquilla, (ridendo) tu intanto tieni caldo il letto ... ma, da sola ...

(Esce, seguito dai due. Buio. Poi i soldati in attesa)

Primo soldato (curioso) Che avrà in mente, Ghino?

Secondo soldato (secco) A giudicare da come si affanna Nerio, qualcosa di grosso ...

Terzo soldato (cauto) Io, con Ghino, andrei anche all'inferno ... se lui comanda, io vado ... (convincente) Però, qui si sta come ragni ... si domina la valle, la strada di Roma ... ci si ingrassa con poco ... appena passa qualche pellegrino ricco o qualche mercante pieno di roba ... zac! si cattura e a suon di riscatti, si fa la pancia piena con poco sforzo ...

Quarto soldato (a voce alta) Ghino sa quello che fa ...

Primo sodato (c.s.) Sicuro ... e vince sempre ...

Terzo soldato (cauto) E chi dice il contrario!... dicevo soltanto che a Radicofani ci si arricchisce con poco rischio ...

Secondo soldato (a voce bassa) E' vero ... non c'è bisogno di rischiare ...

Una vecchia (sicura) Ben detto ... godetevi la vita, finché siete giovani ...

Terzo soldato (preoccupato) Si è girato tanto, alla ventura ... ed ora che abbiamo una rocca tutta nostra

Secondo soldato (con nostalgia) Dopo tante notti a cielo aperto, è bello avere un tetto sulla testa ... un fuoco allegro ...

Una vecchia (ridendo) ... la compagnia di una donnetta ...

Terzo soldato (ridendo) Insomma, godiamoci quello che si è vinto, dico io ...

Quarto soldato (a voce bassa) A dirvela tutta, anch'io vorrei starmene un po' fermo ... mi sono appena messo a fare all'amore con la figliola del mugnaio ...

Secondo soldato (ridendo) E non vorresti lasciarla subito sola ...

Terzo soldato (c.s.) Che lei non ti faccia spuntare un bel paio di corna, nel frattempo ...

Quarto soldato (c.s.) Se s'azzarda l'ammazzo ...

Secondo soldato (c.s.) Sarebbe un peccato sprecare quel ben di Dio ...

(Entrano Ghino e Nerio, seguiti da Lucrezia)

Ghino (con tono solenne) Vi avevo promesso, se mi seguivate, una terra, un castello, la possibilità di fermarci finalmente in luogo nostro e di arricchirci facilmente. Ho mantenuto la promessa, grazie al vostro valore ...

Voci dai soldati Grazie a te! Bravo! Bene!

Ghino (c.s.) ... e alla vostra tenacia. Tutti dicevano che era impossibile ... (con sarcasmo) per dei banditi ... (risate, grida, applausi) ... strappare Radicofani al Papa ... era tanto impossibile ... (ironico) che eccoci qui ...

Voci dai sodati Bene! Viva Ghino! (applausi, grida di giubilo)

Ghino (alzando la voce) E qui rimarremo fino alla fine dei nostri giorni!

Voci dai soldati Viva Ghino! Bravo! Ben detto !

Ghino (a voce altissima) La difenderemo con tutte le nostre forze! Difenderemo i nostri possessi. le nostre donne, i nostri figli, le nostre case! (grida: Sì! Viva!)

Nerio (a voce altissima) E se il Papa oserà attaccarci, lo ricacceremo fino a Roma!

Voci dai soldati Lo cacceremo all'inferno! Viva Nerio! Ben detto!

Ghino (dopo una pausa studiata, durante la quale guarderà a lungo i soldati) Ho mantenuto la mia promessa ed adesso devo chiedervi un ultimo sforzo ...

Voci dai soldati Quello che vuoi! Parla! Comanda!

Ghino (con tono solenne) Quello che vi chiedo non vi procurerà un gran bottino, ma una gloria immensa, perché si tratta di un'impresa che solo noi potremmo pensare ... (a voce alta)... solo noi che abbiamo conquistato Radicofani potremo compiere! (con tono commosso)... ero ancora ragazzo quando feci un voto: vendicare la morte di mio padre! (mostra la camicia insanguinata del padre) Su questa camicia macchiata del suo sangue, ho giurato a mia madre di portarle la testa mozzata del giudice Benincasa che aveva fatto torturare ed uccidere mio padre! (a voce altissima) Il momento della vendetta è giunto! (terribile) Ecco l'impresa che vi chiedo: il Benincasa si crede sicuro a Roma ... Nerio con un pugno di armati ci aprirà la strada. Noi irromperemo di notte, di sorpresa. Assaliremo la casa del giudice, la saccheggeremo. Io mozzerò la testa di quel cane e tutta Roma conoscerà il nome di Ghino e dei suoi compagni! (con voce fermissima) Ascoltatemi bene: io devo compiere la mia vendetta o non sarò degno di essere chiamato un uomo! Se necessario, andrò da solo! Mi lascerete partire da solo?

Voci dai soldati (poco convinte) No, no, verremo!

Nerio (con voce sonante) Ghino, io verrò con voi e chiamerò vile chi non ci seguirà

Una voce di donna E' un'impresa impossibile!

Ghino (con voce sicura) Niente è impossibile per Ghino e i suoi valorosi!

Nerio (sprezzante) Siete donne anche voi?

Voci dai soldati (via via sempre più decise) Verremo! Vendetta! Viva Ghino! Viva Nerio!

(Buio. A Roma di notte. Nerio con alcuni uomini fa segnali con le torce a Ghino e al grosso delle truppe, che irrompono illuminando la scena con le loro torce)

Sentinella (gridando) Chi è là! (è sopraffatto dagli uomini di Ghino)

Seconda sentinella (gridando) Aiuto! Tradimento! (Viene ucciso)

Terza sentinella (c.s.) Aiuto! Assaltano Roma! (viene ucciso)

Quarta sentinella (tenta di scappare, gridando) Aiuto! nemici in città! Soccorso!

Ghino (a voce alta) Fermate quell'uomo! (Nerio e i suoi uccidono la sentinella)

Nerio (trafelato) Ghino, per di qua! Il palazzo di Benincasa è da quella parte! (corrono tutti al lume delle torce. Buio)

(Davanti al palazzo di Benincasa)

Un vecchio servitore (sorpreso nel sonno) Fermi! Che volete?

Ghino (secco) Vecchio, taci se vuoi salva la vita!

Vecchio (gridando) Gente di casa, svegliatevi! Aiuto !

Nerio (uccidendolo) Ora starai zitto!

(accorrono alcuni servi armati. Breve scaramuccia)

Primo servo (gridando) Padrone, aiuto! Assaltano la casa! (viene ucciso)

Secondo servo (c.s.) Fuggite, padrone!

Terzo servo (c.s.) Vogliono uccidere il senatore Benincasa! Aiuto!

(in breve i servitori del Benincasa sono sopraffatti. Buio.)

(Ghino da solo entra nella stanza del Benincasa)

Benincasa (freddo, con voce bassa e ferma) Vi aspettavo.

Ghino (stupito) Mi conoscete?

Benincasa (c.s.) Siete Ghino di Tacco. Sapevo che sareste venuto.

Ghino (ironico) Se eravate così sicuro di morire, potevate risparmiarmi questa fatica. Potevate venire voi da me

Benincasa (freddo) Di questo ero certo: o io avrei condannato a morte voi, o voi avreste ucciso me. Fate dunque quello che dovete fare

Ghino (feroce) Vi accontento subito.

Benincasa (c.s.) Ma pensate alle conseguenze. Voi sfidate il Papa, uccidendomi. Egli mi ha fatto senatore e mi ha chiamato a essere giudice qui a Roma.

Ghino (secco) Il Papa l'ho già sfidato togliendogli Radicofani. E dunque ...

Benincasa (freddo) Bene, come volete. Sono pronto. Ma il sangue di un innocente ricadrà sulla vostra testa!

Ghino (feroce) Di un innocente? Voi faceste torturare ed uccidere mio padre ... il signor Senatore se ne è forse dimenticato?

Benincasa (secco) Vostro padre aveva rubato, razziato ed ucciso. Era stato dichiarato bandito da Siena e condannato a morte. Io applicai soltanto la legge.

Ghino (ironico) La legge di Siena. Perché non condannavate chi rubava, razziava e uccideva in nome di Siena? E perché oggi non condannate chi ruba e uccide in nome del Papa?

Benincasa (freddo) Io condanno chi viola la legge. Non chi agisce in nome di un'entità superiore

Ghino (ironico) Spiegatela al contadino derubato o alla vedova di un assassinato la differenza fra essere depredati e uccisi da Ghino di Tacco o dai signori fedeli a Siena o al Papa! Voi applicate soltanto la legge del più forte!

Benincasa (freddo) Io applico solo la legge. E' la legge che ha bisogno della forza per poter essere applicata. Guardatevi attorno: guelfi contro ghibellini, città in guerra fra loro, signori sempre pronti a scannarsi l'un l'altro e ovunque sangue, distruzione, lacrime ... e sapete perché? Perché troppo spesso manca la legge e la forza per applicarla ...

Ghino (feroce) Vi ripeto: voi applicate la legge del più forte. Quella stabilita non dalla Giustizia, ma dagli interessi ora di Siena, ora del Papa, ora dei Santa Fiora ...

Benincasa (c.s.) E se così fosse? Meglio la legge del più forte, che nessuna legge ...

Ghino (ironico) Bene, seguirò i vostri principi giuridici ...

Benincasa (sorpreso) Che intendete dire?

Ghino (ironico) Seguite il mio ragionamento, voi avete detto: meglio la legge del più forte che nessuna legge. Benissimo. Ammetterete che qui e ora il più forte sono io, fra noi. E dunque ...

Benincasa (insinuante) Qui e ora ... ma fuori di qui?

Ghino (ironico) Permettete che di questo mi occupi io ... dunque, poiché il più forte adesso sono io, io legalmente vi uccido. Non senza dispiacere, invero. Ero venuto per vendicarmi e voi mi avete trasformato in una specie di giudice ...

Benincasa (freddo) Nessun uomo singolo può creare la legge. Voi, uccidendomi, commettete un assassinio ...

Ghino (ironico) Vi sbagliate. Come signore di Radicofani non ho meno diritto della repubblica di Siena a stabilire le leggi. Voi avrete dunque l'onore di aver la testa mozzata secondo le leggi di Radicofani ...

Benincasa (freddo) Ve l'ho già detto: fate quello che dovete.

Ghino (feroce) Appunto. Volete chiedere perdono a Dio?

Benincasa (c.s.) Mi sono confessato stamattina.

Ghino (ironico) Ma nella giornata potreste aver di nuovo peccato, mandando a morte qualche povero diavolo, secondo la legge dei vostri padroni ...

Benincasa (severo) Di questo lasciate giudicare Dio ...

Ghino (freddo) Come volete. Addio, messere. (con un colpo di spada gli mozza la testa. Buio)

(Ghino esce dalla stanza di Benincasa e mostra la testa recisa ai suoi)

Ghino (a voce alta) Ho mantenuto il giuramento, madre! (ai suoi) Giustizia è fatta!

Nerio (c.s.) Viva Ghino!

Voci dai soldati Vittoria! Vendetta! Vendetta! Viva Ghino!

(Ghino infila la testa di Benincasa sulla punta della lancia)

Ghino (feroce, ai soldati) Ecco il trofeo della nostra impresa!

(grida di vittoria dei soldati, come sopra. Alcuni di loro mostrano gli oggetti saccheggiati nella casa del giudice)

Ghino (a voce altissima) A Radicofani!

Nerio e i soldati (come sopra) A Radicofani!

(Escono tutti gridando e applaudendo, al lume delle torce. Buio)

Fine della prima parte

Seconda Parte

(La scena ritorna nell’osteria. Ghino, Fiammetta e lo scudiero)

Scudiero (risvegliandosi) Scusate, Signore, mi ero un attimo appisolato ...

Ghino (ridendo) Davvero un attimo!

Scudiero (confuso) Non ho dormito molto, vero?

Ghino (c.s.) Dormi ancora, se vuoi ...

Scudiero (pronto) No, sono sveglio e pronto a servirvi ...

Ghino (che vuole allontanarlo) Sali di sopra e mettiti ad una finestra ... Se vedi avvicinarsi gente, avvertimi ...

Scudiero (servizievole) Agli ordini, padrone! (A Fiammetta) E tu non dormi, bella?

Ghino (severo) Non sono affari tuoi! Fila!

Scudiero (fra sé) Ho capito, gatta ci cova! (Esce)

Fiammetta (ancora impressionata dal racconto) E così vi siete vendicato! La vendetta contro chi vi ha ucciso il padre posso ancora capirla ... Ma perché tutto il resto?

Ghino (tetro) Perché quando uno comincia un’opera, deve finirla ...

Fiammetta (speranzosa) Secondo me, volete sembrare più malvagio di quello che siete ... Ho sentito dire che spogliate i ricchi per distribuire quei denari ai poveri ...

Ghino (ridendo) Certo, come no? Rubo mille e distribuisco dieci, e quei poveracci sono contenti e mi ringraziano anche. E stanno buoni, buoni ai miei ordini ... Li conosco gli uomini io ... Dai loro due soldi e ti venderebbero la madre ... O li spaventi o li ungi ... il meglio è fare le due cose insieme, come faccio io!

Scudiero (da fuori scena) Signore, signore, arriva un uomo sospetto!

Ghino (tentando di alzarsi e ricadendo a sedere) Maledetta ferita! (allo scudiero) Vieni giù e mettiti dietro la porta! (Prende la propria spada, poi rivolto a Fiammetta) E tu corri a nasconderti ...

Fiammetta (decisa) No, resto. Se è necessario vi faccio nascondere in giardino ...

(Si ode un fischio uguale a quello dell’inizio, mentre rientra lo scudiero)

Ghino (imperioso) Zitti! Questo mi pare il fischio di Nerio! (allo scudiero) Hai visto davvero un uomo solo o te lo sei sognato?

Scudiero (sicuro) E’ un uomo solo ne sono certo ...

(Si ode di nuovo il fischio)

Ghino (stupito) Avrà nascosto gli uomini da qualche parte, per non dare nell’occhio ... (allo scudiero) Guarda dalla finestra ...

Scudiero (dopo un attimo) Ora lo riconosco! E’ Nerio!

Ghino (sollevato) Guarda meglio, babbeo! E’ davvero solo?

Scudiero (deciso) Solissimo e piuttosto male in arnese. Sta correndo qua come avesse le ali ai piedi ...

Ghino (pronto) E allora aprigli la porta, idiota!

(Lo scudiero apre la porta e Nerio entra trafelato)

Nerio (senza fiato) Tradimento ... padrone!

Ghino (scuotendo la testa) Ho capito ... Non hai trovato più nessuno ...

Nerio (ansimante) Come avete fatto a capirlo?

Ghino (tetro) Non importa, ho capito e basta!

Nerio (cercando di essere convincente) Non tutto è perduto ... Magari gli uomini si sono allontanati, temendo qualche attacco dei vostri nemici ... Per questo ha lasciato là il ragazzo, con l’ordine di cercarli ...

Ghino (come rassegnato) Hai fatto bene ... (tentando di salvare Nerio) ... Ma torna là anche tu, cercali insieme al ragazzo ... Tu sei più esperto ... li troverai più facilmente ...

Nerio (che ha capito gli intenti di Ghino) No, non vi lascio più da solo ... Il ragazzo se la caverà da solo ... (ansioso) Voi piuttosto, come state? Vi sentite in grado di camminare?

Ghino (ironico) Mi sento un leone ... Potrei camminare per cinque o sei metri ... (serio) ... Perché fingere ancora, Nerio? Sappiamo benissimo tutti e due come stanno le cose ... Non li biasimo ... Hanno scelto il momento opportuno ... (tetro) La fortuna mi ha voltato le spalle e loro l’hanno capito ... Non sono stati invano alla mia scuola ...

Nerio (poco convincente) Non possono avervi abbandonato ... Uniti siamo ancora forti ... Vedrete, entro oggi saranno già qui ...

Ghino (fra sé, rassegnato) Sarò io che non ci sarò più ...

Nerio (incerto) Come dite?

Ghino (assente) Sono stanco, Nerio, ho bisogno di riposare ... Accompagnami di sopra ... (a Fiammetta) E tu sparisci, vai a letto!

Nerio (sostenendolo) Venite, padrone, andiamo ...

(Ghino si solleva a fatica per il dolore, mentre sta per uscire, a Nerio)

Ghino (imperioso) Vedi che non succeda niente alla ragazza ... Me ne sei responsabile ...

Nerio (scuotendo la testa) Figuratevi se ho certi grilli per la testa ... (accennando allo scudiero) Quanto a quello sbarbatello, se solo la guarda, lo sistemo io ... (premuroso) Riposatevi tranquillamente, e al vostro risveglio ce ne andremo via ... (Escono)

(Anche Fiammetta fa per andarsene, ma lo scudiero la trattiene)

Scudiero (con aria di sfida) E a me non fai compagnia?

Fiammetta (secca) Sono stanca, vado a letto ...

Scudiero (avvicinandosi) E’ un peccato dormire da soli ...

Fiammetta (ironica) Bel gusto a dormire in due ...

Scudiero (insinuante) Si potrebbe non dormire ... ormai è quasi l’alba ...

Fiammetta (ironica) Bravo! Tanto lui ha già dormito ...

Scudiero (impaurito) Non ditelo a Messer Nerio ...

Fiammetta (ridendo) Se starete al vostro posto, sarò una tomba. Ma se vi azzardate ...

(Rientra Nerio)

Nerio (allo scudiero, deciso) Vai a dormire! Ne avrai bisogno, dopo aver vegliato il padrone tutta la notte!

Scudiero (sollevato) Dite bene ... Sono davvero stanco ... Ma se avete bisogno di me ...

Nerio (deciso) Va’ pure, ti ho detto ...

Scudiero (stirandosi) Buona notte! (Esce)

Fiammetta (facendo per uscire) Me ne vado anch’io. Buonanotte!

Nerio (pensieroso) Aspetta un attimo. Quanto tempo è che sei qui?

Fiammetta (incerta) Un po’ ...

Nerio (c.s.) E il mio padrone ha dormito?

Fiammetta (sincera) Mai.

Nerio (preoccupato) Avete parlato?

Fiammetta (c.s.) Lui ha parlato molto ...

Nerio (c.s.) E che ti ha detto?

Fiammetta (sfuggente) Tante cose ... Ma io non capisco niente di certi argomenti ...

Nerio (ansioso) E ti ha detto il suo nome?

Fiammetta (esitante) Noo ...

Nerio (serio) Dimmi la verità ...

Fiammetta (decisa) Non me l’ha detto.

 

Nerio (incalzante) Ma tu non hai mai immaginato niente?

Fiammetta (sfuggente) Ho poca fantasia, io. Sono solo una povera ragazza che sta sempre in casa e non conosce nessuno ... (Comprendendo di essersi tradita, esitante) Voglio dire ... eccetto i clienti dell’osteria

Nerio (fissandola negli occhi, serio) Tu sai chi è, vero? Non mentire, tanto non ne sei capace!

Fiammetta (sincera) Sì, lo so.

Nerio (pensieroso) Di che umore era?

Fiammetta (c.s.) E’ strano il vostro padrone ... Ora è triste, poi improvvisamente diventa quasi allegro ... Racconta storie terribili ...

Nerio (c.s.) E tu gli credi?

Fiammetta (scuotendo la testa) Non so cosa pensare ... Quello che racconta corrisponde a quello che dicono di lui ... Eppure ... non riesco sempre a credergli ... E’ come se volesse apparire più perfido di quello che è ...

Nerio (con tono insieme di preghiera e di minaccia) Tu non lo tradirai, vero?

Fiammetta (decisa) Io non tradisco nessuno ... Anche se ...

Nerio (subito) Anche se?

Fiammetta (meditabonda) Non riesco a capire ... Sembra quasi che desideri essere tradito ... Si è infuriato contro mio padre, perché non l’ha denunciato al bargello ... Non so, a momenti se la prende con il mondo ... poi, dopo un attimo, diventa tetro e sembra che voglia morire ...

Nerio (fra sé, triste) Sono mesi ormai che è di umore nero ... Hai ragione, sembra che voglia morire ... E’ voluto venire a tutti i costi a Sinalunga con solo noi tre, eppure questo incontro puzzava di tranello lontano un miglio ...

Fiammetta (curiosa) E chi doveva incontrare?

Nerio (sincero) Credimi, non lo so ... E’ stato misterioso, vago ... Non sono riuscito a farmi confidare niente ... (fissando Fiammetta con intenzione) Ma tu, perché lo vuoi sapere? (Ironico) Non ti sarai mica innamorata di lui? Non sarai mica gelosa?

Fiammetta (scrollando le spalle) Ma che vi siete messo in testa? Potrebbe essere mio padre! E poi a me i banditi non piacciono ...

Nerio (secco) Ehi, ragazza, bada come parli ...

Fiammetta (decisa) Ma se lui si vanta di essere un bandito ...

Nerio (alterato) Lui è lui e tu sei tu! Lui può dire quello che gli pare, ma tu, mocciosa, non t’azzardare a pronunciare più quella parola!

(Fiammetta fa per andarsene)

Nerio (di nuovo calmo) E così era triste?

Fiammetta (risentita) Io non mi impiccio degli affari altrui ...

Nerio (come parlando a se stesso, compiaciuto) Avresti dovuto incontrarlo qualche tempo fa ... prima che l’invadesse la tristezza ... Era un leone, un fuoco, un’aquila ... Sempre allegro, beffardo ... Un falco in combattimento, ma uno spasso a tavola ... Più beveva e più era lucido ... Sempre pronto ad escogitare beffe ... Non come negli ultimi tempi, che sembrava avesse sempre il morto in casa!

Fiammetta (sincera) Ho avuto l’impressione che desiderasse di essere lui, il morto ...

Nerio (come per convincersi) Gli passerà, vedrai, gli passerà ... o io non sono più Nerio!

Fiammetta (seria) Ve lo auguro!

Nerio (c.s. con improvvisa allegria) Ne sono sicuro ... E torneranno i bei tempi di baldoria ... Come quando si beffò dell’Abate di Cluny ... Scommetto che le malelingue questa storia non te l’hanno raccontata ... Ascolta ...

Fiammetta (con voce stanca) Me la racconterete un’altra volta. Adesso sono stanca ...

Nerio (trattenendola) Ascoltami, ti ho detto ... E poi potrai giudicare che uomo è il mio padrone! (Fa sedere Fiammetta e con tono compiaciuto inizia a raccontare) ... Devi sapere che Radicofani, di cui il mio padrone è Signore, è in una magnifica posizione ... Tutta la Val d’Orcia è ai suoi piedi ... Da lassù nulla ci sfugge ... Non c’è carovana di mercanti, o corteo di pellegrini, o singolo viaggiatore diretti a Roma che non sia avvistato ... così, comodamente, solo buttando un’occhiata ... In un attimo gli siamo addosso e se ci pare gli facciamo pagare gabella ... per il passaggio sulle nostre terre ... Diritto sacrosanto del Signore di Radicofani! (Ride) E più son ricchi, più li rimandiam via nudi come vermi! Che gusto c’è a spogliare un poveraccio! Roba da Santa Fiora! (infervorandosi) Un bel giorno, Ghino vede passare una lunga carovana che procede lemme lemme verso Roma ... Fiuta subito una preda eccezionale ... (con tono incalzante) ... Mi chiama e mi dice: "Vola! Prendi tutto e portami qua il padrone! Dev’essere un gran signore, per viaggiare con quel seguito!". Io prendo un pugno di uomini e mi precipito ...

(Buio. La scena si sposta nei pressi di Radicofani, sulla strada per Roma. Il convoglio dell’Abate Bertrando di Cluny procede lentamente. L’Abate porta con sé ogni genere di roba. Improvvisamente irrompono Nerio, Falco e altri armati)

Nerio (urlando) Falco, chiudigli la strada!

Falco (c.s.) Volo!

Nerio (agli altri armati) E voi con me!

(Circondano il convoglio, mentre gli armati al seguito dell’Abate si accingono a difendersi)

Falco (urlando) Arrendetevi!

Un armato dell’Abate (c.s.) All’armi! Siamo assaliti!

Capitano dell’Abate (c.s.) Mano alle spade!

Secondo armato dell’Abate (c.s.) Signore, siamo circondati!

Capitano (c.s.) Non perdetevi d’animo! Coraggio! All’assalto! (Si slancia contro gli assalitori)

Nerio (con voce tonante) Arrendetevi o sarà peggio per voi!

Capitano (deciso) Mai! (a Nerio) In guardia!

(Le due fazioni si scontrano in un breve combattimento. Improvvisamente Bertrando di Cluny esce da suo carro)

Abate (a voce alta) Capitano, giù le spade! Non spargiamo sangue cristiano!

Capitano (sprezzante) Arrendersi a dei banditi! Mai!

Abate (imperioso) Giù le spade, è un ordine!

Capitano (furente) Giù le spade! (Gli armati dell’Abate gettano le armi)

Gli armati di Ghino (trionfanti) Vittoria!

Nerio (al Capitano) La vostra spada, Signore!

Capitano (sprezzante) Stai lontano da me, brigante!

Abate (dolcemente) Obbedite, capitano. Fiat voluntas Dei!

(Il Capitano finge di dar la spada a Nerio, poi con un gesto fulmineo la spezza e lancia i pezzi ai piedi di Nerio)

Capitano (furente) Ci rivedremo, bandito!

Nerio (fermo) Quando vorrete!

Falco (strappando una catena d’oro dal collo del Capitano) Intanto ... (ironico) favorite questa, monsignore!

Nerio (all’Abate) Seguitemi, Vostra Reverenza, Ghino di Tacco, Signore di Radicofani, vi attende nel suo castello.

Falco (agli armati dell’Abate) E voi seguitemi, svelti! (Ai suoi) Ripulite tutto, fino all’ultima piuma!

Abate (a Nerio) Vi seguo...

(Vocio degli armati di Ghino: hanno scoperto nel seguito la Badessa di Tolone)

Falco (rivolto a Nerio, indicando l’Abate) Sua Signoria non viaggiava solo ... C’era pure questa bella monachella! (Alla Badessa) Animo, sorella, venite con me!

Badessa (sprezzante) E’ difficile pensare di essere vostra sorella ... e tuttavia, per vostra norma, io sono la Badessa del monastero di Tolosa ...

Falco (ridendo) Badessa o come diavolo volete, muovete il deretano e seguitemi!

Abate (a Nerio) Non oserete oltraggiare una sposa di Cristo!

Falco (sghignazzando) Sposa di Cristo ma amante ...

Badessa (schiaffeggiandolo) Insolente!

Falco (colpendola con un calcio nel sedere) Se ci provate un’altra volta, vi faccio raggiungere Radicofani senza toccar terra coi piedi!

Abate (severo) Vergogna!

Nerio (secco a Falco) Falco! Animale, smettila! (Alla Badessa) Scusate! vi prego ... Ma adesso, andiamo!

(Escono tutti. Buio. Poi nel castello di Ghino a Radicofani)

(Ghino, l’Abate - un uomo assai grasso - e la Badessa stanno parlando, seduti ad un tavolo)

Abate (come continuando un discorso) ... Era dunque mia intenzione recarmi a Roma dal Santo Padre per il Giubileo, per recargli i segni tangibili della devozione della nostra Abbazia e della nostra gente, quando i vostri uomini ci hanno sorpreso ...

Ghino (ironico) Una devozione ben profonda ... Ottanta muli carichi di ogni ben di Dio ... Ma, perdonatemi, Cristo non disse: "Beati i poveri, perché loro è il regno dei cieli"? ...

Abate (con compatimento) Ma caro figliolo, le scritture si servono di un linguaggio figurato ... E poi si tratta dei poveri di spirito ... i beni materiali non c’entrano ...

Badessa (altera) Vostra Reverenza non si lascerà trascinare in una disputa teologica con un bandito, spero ... (Rivolta a Ghino) Lasciate perdere i poveri e ricordate piuttosto che per chi fa violenza a un rappresentante di Cristo o a una sua sposa c’è il baratro più profondo dell’Inferno ... ma prima di giungervi, c’è la forca che vi attende ...

Ghino (ironico, con intenzione) E voi ricordatevi che il martirio porta dritti in Paradiso ...

Badessa (sdegnata) Osate minacciarmi?

Ghino (c.s.) Affatto. Ma poiché parlate di forca, sappiate che, qui a Radicofani, io sono la legge e il boia lavora per me ... (con tono di conversazione) E voi dove siete diretta, sorella?

Badessa (con sussiego) A Roma, dal Santo Padre, a compiere un pellegrinaggio nella città eterna ...

Ghino (ironicamente scandalizzato) E vi recate da Sua Santità a mani vuote ... Vergogna, Badessa, che penserà il Buon Pastore?

Badessa (punta sul vivo) Via sbagliate di grosso! Trenta di quegli ottanta muli che tanto vi interessano, sono il segno ...

Ghino (sarcastico) ... della devozione vostra e dei vostri contadini per il Vicario di Cristo eccetera, eccetera ... Bel mestiere quello del Papa ... Mi è sempre piaciuto ... Lui sta a Roma e tutti gli mostrano la loro devozione ... tangibile ... Non come noi, comuni mortali, che dobbiamo sempre arrangiarci in qualche modo ...

Badessa (secca) Per esempio, rubando quegli ottanta muli ...

Ghino (fingendosi scandalizzato) Rubare? ... Che orribile parola ... Un verbo che io aborro e che è così lontano da me che quasi ne ignoro il significato ... Quei bravi asinelli e il loro carico sono sacri, perché rappresentano il segno tangibile della devozione vostra e della vostra gente per il Signore ...

Abate (rincuorato) Bravo figliolo, ben detto: sono offerte fatte al Signore e che noi consegneremo ...

Ghino (sarcastico) ... al Signore ... di Radicofani, che è il Signore più vicino a voi in questo momento ... Sono lieto di poter esaudire il vostro voto ... Come si dice in questi casi: Fiat voluntas Dei! E adesso preghiamo tutti il Padre Eterno per il felice esito della vostra missione ... (si inginocchia e finge di pregare) ... Oremus ... (prega a bassa voce) ... ne nos inducat in tentationem ... Amen ... (Dopo un attimo di raccoglimento, rivolto all’Abate) Deus vult!

Abate (sconcertato) Come dite?

Ghino (c.s.) Dio lo vuole! Proprio adesso, durante la preghiera, ho avuto un’estasi mistica e Dio mi ha parlato ... (con voce solenne e strascicata) "Ghino, figliolo carissimo, tu devi custodire per me quegli ottanta muli" ... (Rivolto all’Abate) Non avete udito anche voi la voce di Dio? (si mette a giocherellare con un pugnale) Vero che l’avete udita?

Abate (impaurito) Sì, l’ho udita ...

Ghino (ironico) Le vie della Provvidenza sono davvero infinite!

Badessa (spazientita) Basta con queste pagliacciate! La voce di Dio voi l’ascolterete il giorno del Giudizio quando, tremenda, vi annuncerà la pena eterna che tocca ai ladri e ai bestemmiatori come voi ...

Ghino (con voce melliflua) Sorella, sorella, l’ira è un peccato gravissimo ... (rivolto all’Abate, sempre tenendo in mano il pugnale) Non è vero, Vostra Reverenza?

Abate (impaurito) E’ vero, ma tuttavia ...

Ghino (c.s.) ... tuttavia, per ogni peccato v’è un perdono, dopo la penitenza ... Avete ragione, dotto Abate ... (rivolto alla Badessa, ironico, ma con un tono che non ammette repliche) Sorella, voi avete manifestato la lodevole intenzione di recarvi in pellegrinaggio a Roma ... Non sarò io ad ostacolare sì nobile intendimento ... Voi andrete a Roma, pellegrina, ma in penitenza del vostro peccato d’ira, a piedi, e non in carrozza ... Due dei miei uomini vi accompagneranno e vi saranno di conforto durante il viaggio ... (suona un campanello)

Badessa (irata) Ma è inaudito!

(Entra Falco)

Ghino (c.s.) Buon Falco, la nostra cara Badessa ha espresso la volontà di recarsi a Roma come penitente, a piedi nudi e rivestita di un ruvido saio ... Dobbiamo assecondare questo pio voto ... Prendi due uomini e falla scortare ... raccomanda loro che non manchino di confortare la penitente con qualche buona nerbata, se dovesse fermarsi troppo a lungo ... (secco) Portala via ...

Falco (ghignando) Con piacere ... Posso scortarla io?

Ghino (ridendo) La penitenza sarà già dura abbastanza anche senza il tuo ... conforto spirituale ...

Badessa (rivolta all’Abate) E voi non dite niente, maledetto pancione?

Abate (supplichevole, rivolto a Ghino) Signore ...

Ghino (voltandosi di scatto, sempre giocando con il pugnale, secco) Dite, Vostra Reverenza ...

Abate (impaurito, allargando le braccia) Fiat voluntas Dei!

Ghino (ridendo) Fiat voluntas Dei!

Falco (ridendo, rivolto alla Badessa) Andiamo, Vostra Superbia! (Le rifila un calcio nel sedere) ... Si stava già fermando ... (Escono. La badessa da fuori scena)

Badessa (a voce alta) Ghino di Tacco, questa me la pagherete!

Ghino (filosofeggiando) Gran brutto peccato l’ira ...

Abate (piagnucolando) Messer Ghino, tenete pure i muli ...

Ghino (ironico) Non dubitate ...

Abate (c.s.) ... ma lasciatemi andare. Io sono un uomo malato, bisognoso di cure ...

Ghino (squadrandolo, freddo) Malato? Non si direbbe ... siete tondo come la luna piena!

Abate (c.s.) Le apparenze ingannano ... Io soffro di mal di stomaco e di una grave forma di disappetenza

Ghino (ridendo) Disappetenza? Davvero?

Abate (c.s.) ... gravissima ...

Ghino (freddo) Mi dispiace ...

Abate (un po’ rincuorato) Così, avevo deciso, dopo essermi recato dal Papa, di andare ai Bagni di Siena, come mi ha consigliato il Santo Padre stesso, per passare le acque ... (piagnucolando) Lasciatemi andare, vi prego, è questione di vita o di morte ...

Ghino (dopo un attimo di riflessione, ridendo per un’improvvisa illuminazione) Siete un uomo fortunato, Reverendissimo Abate ...

Abate (speranzoso) Dunque posso andare ... ?

Ghino (serio) Niente affatto. Non ci si mette in viaggio, se la salute è cagionevole ... Ma voi, dicevo, siete un uomo fortunato ... Sapete qualche tempo fa è stato mio ospite, come voi adesso, un medico della scuola bolognese che mi ha insegnato tutti i segreti della medicina, tanto che anch’io sono diventato un medico valente ... Non c’è dunque motivo che vi rechiate ai Bagni di Siena, vi curerò io ...

Dal vostro colorito giallastro e dai sintomi che mi avete raccontato, sono certo di avere individuato la cagione dei vostri malanni ...

Abate (con un filo di voce) Siete molto gentile, Signore, ma i medici di Parigi e quelli del Santo Padre, a cui è stato sottoposto il mio caso, mi hanno ordinato tassativamente di andare ai Bagni di Siena ...

Ghino (con finto sdegno) Imbroglioni incompetenti! Date retta a me: risparmiate i vostri soldi! Vi curerò io gratis!

Abate (c.s.) Troppo buono! Non vorrei approfittare troppo a lungo della vostra ospitalità ...

Ghino (con intenzione) Voi DOVETE approfittare della mia ospitalità ...

Abate (c.s.) Vi arrecherei disturbo ...

Ghino (ironico) Nessun disturbo ... anzi, è un piacere per me curarvi ... Sono sempre più convinto di avere il rimedio giusto per i vostri malanni ...

Abate (timoroso) E sarebbe?

Ghino (misterioso) Ah, ah! Segreto ... Credetemi: è un metodo infallibile per i ... disappetenti della vostra mole! Ma forse ... (minaccioso) non vi fidate? (giocherella con il pugnale)

Abate (impaurito) Che dite mai ... Temo solo di importunarvi ...

Ghino (deciso) Basta con tutte queste cerimonie! E’ deciso: vi curerò io ... E al diavolo i Bagni di Siena! Vedrete, mi ringrazierete ...

Abate (facendo un ultimo tentativo) Vi ringrazio fin d’ora, tuttavia ...

Ghino (minaccioso) Tuttavia?

Abate (impacciato) Come vi dicevo ... per quanto io goda della vostra compagnia ...

Ghino (ironico) Ne godrete a sazietà, statene certo ...

Abate (c.s.) Tuttavia, come vi ho detto, non voglio approfittare ...

Ghino (fingendosi seccato) Oh insomma: basta! Come medico non posso dimenticare il giuramento di Esculapio ... Voi siete malato ed io ho l’obbligo di curarvi! E dunque, cominciamo subito ... (suona il campanello)

Abate (impaurito) Ditemi, è una malattia grave?

Ghino (ridendo) Assolutamente no.

Abate (c.s.) Potrò guarire?

Ghino (c.s.) Assolutamente sì, se seguirete scrupolosamente la cura ...

Abate (rassegnato) Quand’è così ... Fiat voluntas ...

Ghino (deciso) ... mea! (Entra Nerio) Nerio, Sua Reverenza è malato e bisognoso di cure ... Me ne occuperò io ...

Nerio (ridendo) E’ in ottime mani ... (all’Abate) Veramente, non potevate cascare meglio ...

Abate (fra sé) Bertrando, la tua ora è giunta ... (si mette a pregare con fervore) Signore, aiutami! Signore, aiutami tu!

Ghino (a Nerio con un cenno d’intesa) Il Reverendo Abate ha bisogno di riposo e tranquillità ... Portalo dunque nella torre e che nessuno si avvicini senza mio ordine! Vai ora e chiamami Lucrezia! (all’Abate) Andate con Nerio ... Vedrete, in pochi giorni, sarete un uomo nuovo ...

Abate (disperato, con un filo di voce) Speriamo che l’uomo vecchio non muoia di parto ...

Ghino (ironico) Il vecchio deve morire perché il nuovo possa nascere! Andate, ora!

Abate (c.s.) Mi raccomando a voi!

Ghino (c.s.) State tranquillo! Sia lodato Gesù Cristo!

Abate (c.s.) Amen! (Esce con Nerio)

Ghino (sghignazzando) Ti guarirò, signor pancione, oh se ti guarirò!

(Entra Lucrezia)

Lucrezia (ridendo) Che cos’è questa storia che sei diventato medico?

Ghino (ridendo) So io la cura che ci vuole per Sua Reverenza!

Lucrezia (c.s.) Se vuoi ammazzarlo, ammazzalo, ma ...

Ghino (ironico) Non morirà, stai tranquilla ... Vedrai come guarirà presto e bene!

Lucrezia (c.s.) Che cosa hai in mente?

Ghino (c.s.) Quello è sano come un pesce ... E’ solo un ingordo: di ricchezze come di cibo ... Così, dopo averlo smagrito negli averi ... lo faremo dimagrire anche nel fisico ... Due cose che gli faranno benissimo.

E’ disappetente, poverino! E noi gli faremo provare la fame! Vedrai come riacquisterà presto l’appetito! (ridendo) Nessun ospite ci costerà di meno!

Lucrezia (stupita) Se vuoi farlo morire di fame, perché hai chiesto di me?

Ghino (ridendo) Ti ho già detto che non morirà ... Un po’ di digiuno gli farà solo bene ... Una bella penitenza per il Giubileo! C’è gente che fa quel genere di penitenza ogni giorno della vita e campa lo stesso ... e deve lavorare ... Lui è fortunato: digiunerà oziando! (deciso) Ascolta: è quasi sera ... fra un po’ gli porterai sei fave ... belle dure, mi raccomando ... e una brocca d’acqua ... e basta. Domani sera passerai a vedere se le ha mangiate ...

Lucrezia (ridendo) Non le mangerà ... Abituato a ingozzarsi di chissà quali manicaretti, figurati se mangia le tue fave!

Ghino (ridendo) E tu, finché non le avrà mangiate, non gli darai altro che acqua ... Chi la dura la vince! Quando si sarà abituato a mangiar fave, sarà guarito ... nel corpo e nell’animo!

Lucrezia (dolcemente) Farò come vuoi. (dopo una pausa) Non hai altro da dirmi?

Ghino (avvicinandosi) Moltissime cose. E questa è la prima ... (l’attira a sé e la bacia)

Lucrezia (scherzando) Devo portare ...

Ghino (dolcemente) E’ presto, ancora ... (La bacia di nuovo. Buio)

(Tre sere dopo. Ghino, Nerio e Falco si apprestano ad andare a cena. Entra Lucrezia)

Ghino (curioso) E allora?

Lucrezia (scuotendo la testa) Niente. Sono tre giorni che non mangia. Dice che ha mal di stomaco. Io non resisto a vederlo morir di fame ... Lascia che gli porti qualcosa, anche solo un pezzo di pane ...

Ghino (secco) No! Quando avrà fame davvero, mangerà le fave!

Nerio (ridendo) Ben fatto!

Ghino (pensando) Sì, ma bisognerà intensificare la cura ... (ridendo) E’ il momento di pensare al suo spirito oltre che alla sua carcassa!

Lucrezia (curiosa) Che intendi fare?

Ghino (ridendo) Vedrai ... (a Falco) Portalo qua! (a Lucrezia) E tu dì a Marta che cucini come se fossimo dieci persone affamate ... (Falco e Lucrezia escono)

Lucrezia (rientrando) Marta è quasi pronta ...

Ghino (serio) Sediamoci e prepariamoci ad accogliere Sua Reverenza!

(Entrano Falco e l’Abate, che si aggrappa a lui)

Ghino (cordiale) Come state, Reverendissimo?

Abate (con un fil di voce) Malissimo!

Ghino (con entusiasmo) Benissimo! Ciò vuol dire che la cura funziona a meraviglia.

Abate (c.s.) E’ una strana cura quella che fa star peggio il paziente!

Ghino (c.s.) Voi DOVETE star male! Voi non lo sapete, ma più state male e prima guarirete. Dovete espellere tutto il vecchio sangue putrido e poi starete ottimamente. Ma sedetevi alla nostra povera mensa.

Abate (rincuorato) Grazie. Sto già meglio.

Ghino (rabbuiandosi) Malissimo!

Abate (balbettando) Volevo dire ... nello spirito ... rinfrancato dalle vostre parole ...

Ghino (solenne) Lo spirito non è meno importante del corpo!

Abate (c.s.) Dite davvero?

Ghino (stupito) Non è questo che insegna la Chiesa?

Abate (c.s.) Certo, certo ...

Marta (una vecchia serva, entra seguita da due ragazze che portano grandi vassoi pieni di cibo) Ecco padrone, assaggiate!

Ghino (afferrando un pezzo di carne) Squisito, Marta! Veramente squisito. Stasera hai superato te stessa!

Marta (felice) Grazie, Signore!

Ghino (agli altri) Servitevi!

Marta (premurosa) Padrone, assaggiate il fagiano.

Ghino (servendosi) Uhm! De - li - zio - so ! Lucrezia, tesoro, senti che squisitezza! (Le porge un pezzo di fagiano)

Lucrezia (stando al gioco) Grazie, ma l’agnello non è da meno!

Nerio (c.s.) Ha ragione Lucrezia, l’agnello è straordinario!

Falco (c.s.) Perché non avete ancora provato la beccaccia!

Ghino (c.s.) Con calma assaggeremo tutto! (a Falco) Versami da bere!

Marta (a Lucrezia) Lucrezia, vuoi un po’ di piccione?

Lucrezia (c.s.) Ma è tenero?

Marta (sincera) Tenerissimo!

Ghino (alzando il bicchiere) Servitevi, amici, senza complimenti! (alza il calice) Bevo alla salute di Marta!

Marta (confusa) Grazie, padrone!

Nerio, Falco e Lucrezia (alzando le coppe) Viva Marta!

Ghino (distribuendo pezzi di carne) Mangiate, su ...

(L’Abate pensando che l’invito sia rivolto anche a lui, allunga una mano verso il cibo)

Ghino (battendo violentemente il pugno sul tavolo) Reverendissimo, che diavolo fate?

L’Abate (confuso) Ma io credevo ....

Ghino (urlando) Questo è veleno per voi! Io vi ho fatto venire qui perché provaste disgusto del cibo! Ma vedo che il vostro spirito non è ancora abbastanza forte! (a Lucrezia) Cara, passami un’aluccia di pollo! (all’Abate) Solo quando avrete orrore del cibo sarete guarito!

Abate (con un fil di voce) Davvero?

Ghino (deciso) Certo: non prima!

Abate (c.s.) Non prima?

Ghino (secco) No. (a Falco) Un altro po’ di beccaccia, per favore! (all’Abate) Voi dovete ... Non mi ascoltate?

Nerio (chinandosi sull’Abate) E’ svenuto!

Ghino (ridendo) La sua rieducazione spirituale è a un buon punto! (scoppiano tutti a ridere. A Nerio) Passami il vino! (Buio)

(Alcuni giorni dopo)

Lucrezia (ridendo) Sono ormai cinque giorni che divora le sue fave fino all’ultimo pezzettino ...

Ghino (c.s.) Allora, ormai è guarito ... (a Nerio) Portamelo qui!

Lucrezia (incerta) Tu pensi davvero che abbia capito la lezione?

Ghino (scuotendo la testa) La volpe perde il pelo, ma non il vizio. Però, sono convinto che in mezzo ai banchetti o in fondo alla coscienza un po’ di languorino gli rimarrà per sempre ...

(Entrano l’Abate e Nerio)

Lucrezia (con un goffo inchino) Reverendissimo ...

Abate (allegro) Buon giorno, figliola ...

Ghino (tranquillo) Come vi sentite?

Abate (c.s.) Benissimo. La vostra cura ha funzionato a meraviglia. Mi avete guarito e vi ringrazio. Non dubitate, ho capito la lezione: il mio stomaco non duole più, l’appetito mi è tornato, la coscienza si è sgravata di qualche peccato. Avevo bisogno di provare la fame, per risanare il corpo e l’anima, entrambi oppressi dalla pesantezza ...

Ghino (sorridendo) Quand’è così, siete davvero guarito. Potete continuare il vostro viaggio: siete libero.

Abate (commosso) Saprò ricompensarvi, non dubitate. Parlerò di voi al Papa ... gli chiederò di farvi suo cavaliere ...

Ghino (ironico) Risparmiate il fiato ... Da quando gli ho strappato Radicofani, il Papa è in collera con me

Abate (sicuro) Il Papa è mio amico. Gli parlerò di voi e tutto si appianerà ...

Ghino (tranquillo) Come volete. Anch’io ho un regalo per voi: i vostri muli!

Nerio (stupito) Ma, Signore ...

Abate (sorridendo) Non li rivoglio. Voglio andarmene da qui smagrito anche nelle ricchezze. Sono vostri: considerateli il compenso per la mia guarigione.

Ghino (serio) Grazie. E allora, venite con me. (Si avvicina ad una porta e chiama) Falco!

Falco (entrando) Eccomi, Signore!

Ghino (c.s.) Hai radunato quella gente?

Falco (subito) Sono qui fuori che attendono.

Ghino (c.s.) Falli entrare. (rivolto all’Abate) Questi sono i più poveri della mia gente ... (entra un gruppetto di contadini, mendicanti, storpi, ciechi ecc.)

Ghino (cavando fuori un sacco di monete) Molto lontano da qui, dei poveri come voi si sono svenati a suon di decime e balzelli per racimolare questi danari come offerta per il Giubileo di Papa Bonifazio. Ma io oggi voglio che sia il vostro Giubileo ... (Lancia loro la borsa. Tutti rimangono in silenzio, stupiti, poi prorompono in un coro di ringraziamenti)

1^ Voce - Dio ve ne renda merito ...

2^ Voce - Che la Vergine Santa vi protegga!

3^ Voce - Cristo vi protegga!

Tutti (inginocchiandosi) Grazie, Signore!

Ghino (a voce alta) Non ringraziate me, ma il Reverendissimo Abate Bertrando di Cluny!

(Si ripete la stessa scena di ringraziamento)

Abate (commosso) Addio, messer Ghino: parlerò di voi al Papa!

Ghino (sorridendo) Addio. E se ripassate da queste parti, non mancate di essere mio ospite. Vi sono debitore di una cena sontuosa ...

Abate (ridendo) Ma non dimenticate: voglio almeno un piatto di fave!

(Esce. Buio. La scena si sposta di nuovo nell’osteria: Nerio e Fiammetta)

Nerio (commosso) Hai capito ora che genere di uomo è il mio padrone! Nessuno è più generoso di lui. E quelle canaglie l’hanno abbandonato! Eppure li ha sempre pagati benissimo!

Fiammetta (sconcertata) Voi mi raccontate cose diverse da lui. Mi aveva detto che quello che distribuiva ai poveri era ben poca cosa in confronto a quel che razziava ...

Nerio (irritato) E anche se così fosse, trovamene un altro che divida qualcosa con gli altri! Ne ho cambiati tanti di Signori, io, ma uno come lui non l’ho mai trovato ... E proprio lui è stato tradito!

Fiammetta (pensierosa) Io credo che dentro di sé lo sapesse ...

Nerio (c.s.) Mah, chissà? Quando è d’umore nero è impenetrabile ...

Fiammetta (curiosa) E quella Lucrezia che fine ha fatto?

Nerio (sorridendo) E a te che te ne importa, smorfiosa?

Fiammetta (arrossendo) Così, curiosità ...

Nerio (c.s.) O gelosia?

Fiammetta (sempre più in imbarazzo) Ma che dite! Che volete che mi interessi! Era solo per curiosità ...

Nerio (guardandola fisso) E’ la donna di Ghino e l’aspetta a Radicofani. E io giuro che glielo riporterò!

Fiammetta (curiosa) Ed è bella ?

Nerio (ridendo) E ti pare che Ghino di Tacco, con tutte le donne che ha avuto e poteva avere, se ne sceglieva una brutta! (pausa) Beh, che c’è ? Hai perduto la lingua ?

Fiammetta (pensierosa) Sono stanca ...

Nerio (c.s.) Dì la verità, ti piace messer Ghino ?

Fiammetta (arrossendo di nuovo) Vi ho detto di no, no, no! Piuttosto che ...

Nerio (incalzante) E allora perché diventi rossa appena si accenna al suo nome ? Va’ là che vi conosco voi donne! Ne ho viste tante correr dietro al mio padrone ...

Fiammetta (quasi piangendo) Tante ?

Nerio (ridendo) Una addirittura si fece catturare apposta ... Com’era bella ... Si chiamava Gemma ...

(Buio. Una stanza nel castello di Ghino a Radicofani. Gemma, nobile dama senese, è seduta con accanto Ghita la sua dama di compagnia e la servetta Maria)

Ghita (eccitata, sedendosi e alzandosi in continuazione) Lo dicevo io, che finiva male! (A Gemma) Ma voi, cocciuta ... (le fa il verso con la voce) "Andiamo ancora un po’ avanti ... E’ così bello qui!"

Come se vostro padre non ve lo avesse detto ... E non ve lo avessi detto io che la zona di Radicofani è infestata dai banditi di Ghino ... Ma voi ... niente, testarda come sempre! Eh, se vostro padre avesse usato un po’ più il bastone con voi, ora non saremmo qui ... Prigioniere di quel senza Dio di Ghino ... Che la Madonna benedetta ci assiste ... Al solo pensiero di quello che può accaderci, mi sento rimescolare tutta!

Gemma (acida) A te cosa vuoi che succeda, vecchia come sei!

Ghita (punta sul vivo) Vecchia, vecchia! ... ma sempre donna e ... piacente

Maria (impaurita, rivolta a Gemma) Signora, che può accaderci ?

Ghita (prima che Gemma possa rispondere) Eh, povera bambina, che brutto destino ti aspetta! (Maria impaurita si fa il segno della croce. Ghita a voce bassa a Gemma) E a Maria, non ci avete pensato, eh ? Poveretta, bel destino esser violentata a quattordici anni!

Gemma (a voce alta) Ghita, non spaventarla! (a Maria) Sta’ tranquilla, non ti succederà niente ... (ostentando sicurezza) Non succederà niente a nessuna di noi ... Mio padre pagherà presto il riscatto e noi saremo libere!

Ghita (col tono di chi la sa lunga) Ma prima del pagamento del riscatto, si prenderanno gli interessi ... in natura !

Gemma (riuscendo a sorridere) Sembra quasi che tu te lo auguri!

Ghita (offesa, passando improvvisamente al tu, quasi che Gemma fosse ancora la bambina che lei ha allevato) Sentila, questa sfacciata! Ora fa la spiritosa con me, che l’ho svezzata, e mi dà di vecchia e di donnaccia ... Ah, santa bacchetta, l’avessi usata al tempo opportuno!

Gemma (ridendo, tranquilla) Non volevo offenderti ... Scherzavo, per calmarti ... Lo so che sei uno specchio di virtù ...

Ghita (vanitosa) Oddio, ai miei tempi, un po’ di cavallina l’ho corsa anch’io ... ma dai banditi mi son sempre tenuta lontana!

Maria (curiosa) Cosa avete corso, madonna Ghita ?

Ghita (tirandola per un orecchio) Cosa vuoi sapere tu, che hai ancora i denti di latte in bocca ?

Maria (cercando di liberarsi l’orecchio) Mi fate male ... Perché siete così manesca ?

Ghita (severa) Per insegnarti l’educazione, scimmietta !

Gemma (sorridendo) Lasciala in pace! (rivolta a Maria) Povera Maria, le ricordo anch’io le lezioni di Ghita ...

Ghita (scuotendo la testa) Ma non avete imparato molto, se siamo qui ... Non ve l’ho certo insegnato io ad esser così scavezzacollo (riprendendo la solita litania) Mi fate rabbia, tanto siete tranquilla ... invece di pensare a quello che può capitarci!

Gemma (tranquilla) Io non mi fascio la testa prima di essermela rotta!

Maria (per farsi coraggio) Intanto son ore che siamo qui e non si è visto nessuno!

Ghita (pronta) Ringrazia Iddio! Più tardano, più tempo passa prima che ti facciano la festa!

Maria (spaventatissima) Pensate che mi uccidano? E perché proprio a me?

Ghita (spazientita) Santa innocenza! Sei proprio una tordella, figliola mia ... Io intendevo quell’altra festa!

Gemma (c.s.) La vuoi finire, Ghita! Possibile che tu non pensi ad altro!

Ghita (piccata) Meno male che ci penso io ... Voi invece ... come se la cosa non vi riguardasse da vicino! Perché se Maria è la prima, voi venite subito dopo ...

Gemma (secca) Smettila di spaventare Maria e di parlare a vanvera ... (ironica) Visto che tu sarai la terza ... festeggiata, lascia che ce la vediamo noi, che siamo le prime ...

Maria (tremando) Madonna benedetta, arriva gente!

Ghita (mettendosi le mani sui fianchi) Eccoci al brodo! (a Maria) Tu vieni qui accanto a me ... Dovranno passare sul mio cadavere, prima di metterti le mani addosso!

(Entra Falco)

Falco (con un inchino esagerato) Madonne bellissime, i miei rispetti!

Ghita (fra sé) Bell’uomo, però ... ha una faccia da pendaglio da forca!

Falco (c.s.) Il mio padrone, Messer Ghino di Tacco, si scusa se non ha potuto ricevervi prima e spera che il vostro soggiorno qui sia piacevole ...

Ghita (che ha ritrovato il suo sangue freddo) Quell’uomo, come vi chiamate? ...

Falco (gentile) Falco ...

Ghita (pronta) Dite al vostro padrone che non abbiamo nessuna intenzione di approfittare della sua ospitalità ... E quanto a voi, sappiate che qui non c’è preda per i falchi ...

Falco (ironico) E infatti ai falchi la carne vecchia e secca non piace ...

Ghita (offesa) Brutto scimmione, se mi vieni a tiro, con un ceffone ti rigiro la faccia ... Sentilo, il signor spiritosone!

Falco (rivolto a Gemma) Madonna, il mio signore desidera parlarvi ...

Ghita (fra sé) Eccoci ...

Gemma (fredda) Sono pronta a riceverlo!

Falco (secco) E’ lui che è pronto a ricevere voi. Vogliate seguirmi ...

Ghita (frapponendosi) Ah, no! La Gemma di qui non si muove, senza di me!

Falco (gentile, ma fermo) Temo che dovrà rinunciare al suo angelo custode ... Il mio padrone mi ha ordinato di condurla da lui ...

(Entra improvvisamente Ghino in abiti eleganti)

Ghino (sorridendo) Non importa Falco, sono venuto io!

Maria (piano a Ghita) E’ lui Ghino di Tacco ?

Ghita (piano a Maria) Sì ...

Maria (c.s.) Non sembra così terribile come dicevate ...

Ghita (c.s.) Sta’ zitta, sfacciata!

Ghino (a Falco, imperioso) Conduci fuori l’angelo custode e la ragazza!

Ghita (tentando una resistenza) Io di qui non mi muovo!

Gemma (calma) Ghita, fa’ come ti dicono! E stai sempre accanto a Maria!

Ghino (ridendo) State tranquilla, la ragazza non corre alcun pericolo. Quanto all’altra ...

Ghita (risentita) Che intendete dire?

Ghino (ironico) Che il vostro ... buon carattere è il miglior scudo del vostro onore!

Ghita (scuotendo la testa) Anche i banditi che parlano per enigmi mi doveva toccar di vedere ...

Falco (ironico) Favorite, Madonna ...

Ghita (rabbiosa) Fermo con le mani ...

Falco (ridendo) Non vi ho neppure sfiorato ...

Ghita (c.s.) E non vi azzardate a farlo !

Falco (c.s.) Dio me ne guardi!

Ghita (risentita) Villano! (a Gemma) Se avete bisogno di me, chiamatemi! Nessuno sarà capace di fermarmi! (Se ne va impettita, con Maria e Falco)

Gemma (squadrando Ghino) Dunque sareste il famoso Ghino di Tacco?

Ghino (pronto) Dalla nascita. Ma io non conosco il vostro nome ...

Gemma (altera) Sono Gemma dei Conti ...

Ghino (secco) Gemma, bel nome ... vi si adatta ... Il resto non mi interessa.

Gemma (stupita) E come farete a chiedere il riscatto se ...

Ghino (fermo) Non ho intenzione di chiedere nessun riscatto. Ormai è sera e non sta bene che tre donne si mettano in viaggio, ma all’alba di domani, se volete, siete libere ...

Gemma (stupita) Dite davvero?

Ghino (sorridendo) Perché, siete forse delusa? Vi aspettavate sevizie e violenze ... Mi dispiace per voi, sarà per un’altra volta ...

Gemma (offesa) Insolente! E dovrei forse ringraziarvi per avermi fatta prigioniera?

Ghino (ironico) Una prigionia quasi volontaria ...

Gemma (sulla difensiva) Che intendete dire?

Ghino (incalzante) Suvvia, sappiamo tutti e due come sono andate le cose ... Vedete, da Radicofani nulla sfugge alla nostra osservazione, e sono tre giorni che io seguo le vostre scorribande per la campagna ... Ogni giorno vi siete avvicinata un po’ di più, sembravate un’ ape attorno ad un fiore ... Pareva quasi che mi sfidaste ... Eppure chissà quanto vi avranno riempito le orecchie con Ghino il bandito e dunque sapevate quello che vi aspettava. Viste dall’alto, le vostre escursioni somigliavano alle manovre di un buon comandante, che manda le truppe in avanscoperta, per stanare l’esercito nemico e piombargli addosso con i suoi: ma voi non avevate dietro un esercito e nemmeno una scorta. Dapprima non riuscivo a capire i vostri movimenti, poi ho compreso: volevate attirare la nostra attenzione ed essere catturata ... Ebbene, avete provato quest’avventura, adesso potete ritornare a casa e farvi bella con un racconto più o meno veritiero ...

Gemma (provocandolo) Mi avevano parlato della vostra malvagità, ma non della vostra fantasia ...

Ghino (secco) Bene, adesso avete scoperto anche questa ... Siete fortunata ... Vi saluto adesso, non avrò tempo per voi domattina ...

Gemma (interdetta) Aspettate ...

Ghino (ironico) Pensavo che ne aveste abbastanza della vista del vostro aguzzino ... Che cosa volete?

Gemma (annaspando) Vorrei ... poter rivedere Ghita e Maria ...

Ghino (ridendo) Tutto qui? Ve le faccio riportare subito, Madonna ... (fa per aprire la porta e chiamare)

Gemma (c.s.) Attendete ...

Ghino (sarcastico) Ancora?

Gemma (dandosi un contegno) Giuratemi che non è stato fatto loro alcun male ...

Ghino (ridendo) Lo stesso male che è stato fatto a voi ... Credetemi, abbiamo donne a sufficienza qui ... non ci servono una vecchia acida e una bambinetta ... Addio.

Gemma (ansiosa) Vorrei partire subito ...

Ghino (ironico) Quanta fretta! Sembrate la volpe di fronte all’uva ...

Gemma (adirata) Siete volgare ...

Ghino (c.s.) Vi libererò subito dalla mia volgarità ... Volete andare? Fate pure, siete padrona di farlo quando volete ... Ma viaggiando di notte, potreste fare dei brutti incontri ... o belli, a seconda dei gusti ...

Gemma (fa per schiaffeggiarlo) Non mi lascerò offendere ancora da voi ...

Ghino (bloccandole la mano) Perché siete venuta?

Gemma (senza divincolarsi) I vostri uomini mi hanno trascinata ...

Ghino (stringendola) Non mentite ...

Gemma (cedendo) Volevo conoscervi ... (allontanandosi) ... Volevo vedere in faccia il bandito che semina il terrore in Val d’Orcia ...

Ghino (ironico) Delusa?

Gemma (sfidandolo) Affatto. Ero certa che avreste recitato la parte del gentiluomo ...

Ghino (c.s.) Avreste preferito, forse, quella del bandito ...

Gemma (c.s.) Sareste stato più sincero ...

Ghino (ridendo) Attenta, Madonna, potrei cambiare ruolo ...

Gemma (c.s.) Mi minacciate?

Ghino (sferzante) Vi assecondo ... (e si avvicina)

Gemma (immobile) Presuntuoso!

Ghino (la stringe a sé) Avrete ciò che desiderate ...

Gemma (debolmente respingendolo) Non osate ...

Ghino (baciandola) E’ tardi per la parte di donna virtuosa ...

Gemma (improvvisamente fredda) Liberatemi del mio promesso sposo e sarò vostra ...

Ghino (allontanandola da sé) Ora capisco ... vi hanno male informata ... Io non uccido per gli altri ... (tetro) ... l’omicidio non è un gioco ... Signora ...

Gemma (avvinghiandosi a lui) Lo farete per me ...

Ghino (freddo) Se dobbiamo concludere un affare ... il pagamento deve essere anticipato ...

Gemma (attirandolo a sé) Come volete ...

Ghino (baciandola) E’ tardi per discutere ... andiamo...

(Escono lentamente, abbracciati. Buio. La scena si riapre all’osteria: Nerio e Fiammetta)

Fiammetta (inorridita) E uccise poi quel giovane ...

Nerio (tetro) Quello sciocco si andò a cercare la morte. Gemma rimase quasi tre mesi nel nostro castello. Il suo promesso sposo, folle di gelosia e credendola vittima di chissà quali violenze, tentò l’assalto a Radicofani con un gruppo di armati. Li respingemmo facilmente e il ragazzo cadde nello scontro...

Fiammetta (con un filo di voce) Fu Ghino di Tacco ad ucciderlo?

Nerio (c.s.) No. Io.

Fiammetta (c.s.) E Gemma?

Nerio (c.s.) Alla vista di quel ragazzo morto, quasi impazzì. Si è rinchiusa in un convento ... prega ed espia ...

Fiammetta (inorridita) E’ una storia orribile ...

Nerio (c.s.) Da quel giorno il mio padrone non è stato più lo stesso ... Neanche il perdono del Papa l’ha cambiato ...

Fiammetta (curiosa) Allora è vero che il Papa l’ha perdonato...

Nerio (rianimandosi) Certo. E l’ha creato suo Cavaliere ... Fu l’Abate di Cluny a condurre la cosa ... era amico del Papa e lo convinse. Giunse un messaggero con una lettera dell’Abate: invitava Ghino a Roma. Noi pensammo subito ad un tranello, ma il mio padrone decise di andare. Appena arrivato l’Abate l’abbracciò di fronte a tutta la corte papale e lo accompagnò dal Papa. Rimasero soli a lungo ...

(Buio. Alla corte papale. Bonifacio VIII e Ghino soli)

Bonifazio (solenne) Voi, Ghino, ci avete dato molti dispiaceri ... ci avete privati del possesso di Radicofani ... ci avete sfidato più volte ... avete perfino ucciso crudelmente un nostro amico : il Benincasa. Ma Bertrando di Cluny ci ha narrato del vostro comportamento nei suoi confronti e noi, come il padre della parabola evangelica, siamo pronti ad accogliere la pecorella smarrita e a sacrificare per lei il vitello più grasso ...

Ghino (deciso) Santità, io mi sono comportato in tutto e per tutto come gli altri. Bandito dalle mie terre, ne ho conquistate delle altre ... ho vendicato i torti subiti ... ho imposto la mia legge, quando sono stato il più forte ... Siena e i signori al suo servizio si comportano forse diversamente ? E Voi, e i vostri soldati, non agite allo stessa modo ? E’ l’interesse, Santità, e non la Giustizia che muove il mondo ! Dunque, ditemi che cosa volete da me ...

Bonifazio (stupito) Bertrando vi aveva descritto come un uomo sincero, ma non credevo che mi avreste parlato così apertamente ...

Ghino (c.s.) Preferivate il linguaggio di un fariseo ?

Bonifazio (sospirando) Bene, parliamo schiettamente. Voi avete espugnato Radicofani ... una dura perdita per il papato ... e sia, tenetela pure ma ad una condizione ... che voi siate dalla nostra parte ...

Ghino (secco) Volete dire dalla vostra parte, contro i vostri nemici ... o dalla parte della Chiesa ...

Bonifazio (solenne) Ubi pastor, ibi ecclesia ... dov’è il pastore, lì é la Chiesa ...

Ghino (secco) Sciarra Colonna risponderebbe: Ubi Caetani, ibi Ecclesia ...

Bonifazio (contrariato) Siete astuto, Ghino. Ebbene dalla mia parte, che é la parte della Chiesa, piaccia o non piaccia al Colonna ...

Ghino (interrompendolo) Vi servono i miei quattrocento uomini ...

Bonifazio (vivacemente) Anche questo si doveva vedere, il Vicario di Cristo in terra costretto ...

Ghino (c.s.) ... a trattare con un bandito ...

Bonifazio (c.s.) L’avete detto voi ...

Ghino (secco) Non ho fatto io questi tempi, però ...

Bonifazio (secco) Non discutiamo di questo ... non ne abbiamo il tempo ... allora accettate ? La mia proposta è fin troppo generosa, ma come dite voi ...

Ghino (fermo) Il vostro interesse è quello di aver gente fidata nel senese ...

Bonifazio (ironico) Lo so che siete intelligente, non fatemelo notare ogni momento ... la troppa intelligenza è l’anticamera dell’eresia e della superbia ! Allora, Ghino, attendo una vostra risposta ...

Ghino (deciso) Anch’io pongo una condizione ... voglio essere pubblicamente mondato dai miei peccati ...

Bonifazio (severo) Mi volete complice di un peccato gravissimo ... Non posso assolvere chi non si pente ...

Ghino (secco) Mi pareva che questo fosse un accordo politico ...

Bonifazio (c.s.) Non potete ingannare Dio ...

Ghino (secco) Né lo voglio. Io voglio ingannare gli uomini ...

Bonifazio (rassegnato) E sia. Dio mi perdonerà, perché agisco per il bene della Chiesa !

Ghino (ironico) Appunto ... per l’interesse della Chiesa ...

Bonifazio (deciso) L’interesse della Chiesa è il bene della Chiesa ...

Ghino (ironico) Se lo dite Voi ...

Bonifazio (severo) Basta. Non vi permetto oltre questo tono insolente ! E ricordate: è un accordo politico ...

Ghino (serio) Che durerà finchè sarà conveniente per ognuno di noi ...

Bonifazio (serio) Ora tutto è chiaro ...

Ghino (c.s.) Chiarissimo ... (ironico) Assolvetemi, Santità ...

Bonifazio (solenne) Ego te absolvo a peccatis tuis ...

(Buio. Di nuovo nell’osteria. E’ l’alba)

(Ghino scende pesantemente le scale e si avvicina a Nerio e Fiammetta)

Nerio (felice) Vi sentite meglio ?

Ghino (tranquillo) Meglio, grazie !

Nerio (c.s.) Bisognerà pensare ai preparativi per la partenza ...

Ghino (fermandolo) Non correre troppo. Non sono ancora in grado di viaggiare.Esci subito e guardati 

in giro e riferiscimi, se vedi qualcosa di sospetto.

Nerio (tranquillo) Sta bene. (si apre la porta ed entra un soldato)

Soldato (a Fiammetta) Portami qualcosa da mangiare!  

Fiammetta (cordiale) Vi siete alzato presto, stamani!

Soldato (a voce alta) Alzato? E’ tutta la notte che giriamo alla ricerca di un bandito ferito ...

Fiammetta (c.s.) E l’avete trovato?

Soldato (c.s.) Macché, nulla. Sparito.

Fiammetta  (uscendo) Vi porto qualcosa da mangiare ...

Ghino (sottovoce a Nerio) Va’ a svegliare il ragazzo e state pronti!

Nerio (sottovoce a Ghino) Volo (esce)

Soldato (a Ghino) Non vi ho mai visto da queste parti, messere ...

Ghino (secco) Infatti, sono arrivato stanotte ...

  Soldato (curioso) Stanotte?

  Ghino (c.s.) Sono un mercante diretto a Roma e ho fretta di arrivarvi.

 (entra Fiammetta)

  Fiammetta (cordiale) Ecco qua ...

  Soldato (irritato) Ma questo pane è duro ...

  Fiammetta (pronta) E che pretendete all’alba. E’ duro perché è di ieri.

  Soldato (alterandosi) Io non voglio pane duro ...

  Fiammetta (seccata) E allora state senza mangiare ...

  Soldato (iroso) Come ti permetti, stupida arrogante ... (la batte con la spada)

  Ghino (a voce alta) Ehi, tu , figlio di puttana, chiedile scusa ...

  Fiammetta (pronta) Lasciate perdere, ci sono abituata ...

  Soldato (alzandosi) Come avete detto ...

  Ghino (tranquillo) Ho detto: chiedile scusa, figlio di puttana! Beh, non hai sentito? Devo ripetertelo ancora: chiedile scusa!

  Soldato (a voce alta) Signor mercante, adesso ti raddrizzerò la schiena!

  Ghino (alzandosi) Raccomandati l’anima a Dio, perché stai per morire ... (estrae un pugnale)

  Soldato (snudando la spada) Raccomandala tu!

  Fiammetta (a voce alta) Nerio, aiuto!

  Soldato (slanciandosi su Ghino) Prendi, cane insolente!

  Ghino (schivando il colpo e ferendo il soldato col pugnale) Eccoti servito! (lo sforzo gli procura un dolore lancinante alla spalla. E’ costretto a bloccarsi, toccandosi la spalla) Ah!

  Soldato (con la punta della spada, mentre Ghino è indifeso) Prendi! (lo colpisce e cade morto)

  Fiammetta (disperata) Nerio, aiuto!

  Nerio (arriva di corsa) Padrone ...

  Ghino (con un filo di voce) Troppo tardi ... Ascoltami ... Vieni più vicino ...

  Nerio (disperato) Ma padrone ...

  Ghino (c.s.) Non interrompermi ... non c’è tempo ... vai a Radicofani subito, prendi Lucrezia e nascondila ... In un cofanetto che lei conosce c’è quanto vi consentirà di vivere dignitosamente ...ascoltami: ti affido Lucrezia ... giurami che la proteggerai ...

  Nerio (in lacrime) Lo giuro

  Ghino (c.s.) Vai adesso ...

  Nerio (c.s.) Aspettate, cerchiamo di tamponare la ferita ...

  Ghino (deciso) Tempo perso. Vai, ti ho detto ...

  Fiammetta (commossa) Penserò io a lui ...

  Ghino (c.s.) Non ho bisogno di nessuno ... (si accascia) (a Fiammetta) Versami da bere ... (alza la coppa) Alla tua salute, sorella morte! Era un po' che ti aspettavo ... ( sarcastico) ... Hai sbagliato a volere Ghino così presto ... adesso dovrai sopportarmi tu ... Ti darò del filo da torcere ... Ma intanto, ti ringrazio ... (a Nerio) Nerio, ascolta ... sulla mia tomba fai scrivere queste parole: “Né migliore, né peggiore” ... Addio!

  Fiammetta (scoppiando a piangere) E’ morto!

FINE