il Testo

ATTO I

SCENA I

(Una sala dove ha sede il Vicario di Giustizia di Siena: un grande tavolo, sgombro di carte, con dietro una poltrona dall’alta spalliera. Accanto un tavolo più piccolo, con una sedia più modesta, ingombro di carte, al quale è seduto Tommaso, giovane aiutante del Vicario. Da una porta entrano due anziani coniugi popolani: Checca e Berto, quest’ultimo con il cappello in mano)

BERTO: _ (con aria umile) Permesso ?

CHECCA: _ (decisa, senza aspettare una risposta) C’è il signor Vicario ?

TOMMASO: _ (sollevando la testa dalle carte) No, è ancora presto ...

CHECCA: _ (spavalda) Eh già, messer Vicario ci ha la moglie giovane e bella e la mattina rimane volentieri sotto le coperte ....

BERTO: _ (spaventato, piano a Checca) Stai zitta, boccaccia ... (Poi rivolto a Tommaso, tremante) Non le date retta, messer Tommaso, questa vecchiaccia non sa cosa dice ...

TOMMASO: _ (ridendo) E invece dice bene ... La mattina, Messer Ubaldo, lascia tardi il calduccio del letto ...

CHECCA: _ (sfrontata) Si vede che qualcuno glielo riscalda bene .. il letto !

BERTO: _ (sempre spaventato) Che ti sembrano discorsi da fare, accidenti a te! (Umile rivolto a Tommaso) Messer Tommaso, non ci badate .. Vuol dire che torneremo più tardi ...

CHECCA: _ (secca) Bravo ! e al mercato chi ci va eh ?

TOMMASO: _ (gentile) Se volete dire a me, intanto ...

CHECCA: _ (decisa) S’era venuti per l’affare della vacca..

BERTO: _ (pronto) Che ci è sparita dalla stalla ...

CHECCA: _ (c.s.) Sparita un corno ! Rubata, altro che sparita! (Spazientita, rivolta al marito) Che fandonie vieni a raccontare stamani?

BERTO: _ (facendo buffi gesti alla moglie perché si moderi) Con la giustizia bisogna essere precisi, come mi ha detto il Signor Vicario, che Dio lo rimeriti ... E siccome io non ho visto rubare la vacca, messer Ubaldo mi ha detto di dire sparita ...

CHECCA: _ (perdendo definitivamente la pazienza) Nemmeno se ti rubassero l’orinale di sotto il culo, ti accorgeresti di qualcosa, vecchio scemo ! Dimmi un po’ : l’hai mai vista te sparire una vacca, eh ? Da una stalla sprangata, eh ? E voi, messer Tommaso?

TOMMASO: _ (divertito) O Dio, mi sembra difficile ... (rivolto a Berto) Ma voi, anche se non avete visto il ladro in azione, avete qualche sospetto? Avete mica visto qualcuno intorno alla stalla, che possa aver aiutato la vacca ... a sparire?

CHECCA: _ (prontissima) Qualcuno ? Altro che ! C’erano quattro famigli del Bargello che gironzolavano intorno alla stalla e poi, guarda caso, la vacca è sparita ...

BERTO: _ (agitatissimo) Stai zitta, porco diavolo ... Non le date retta, poveretta, con l’età ha le traveggole ! (Piano alla moglie) A casa si fanno i conti ... Non ti voglio lasciare un dente in bocca ...

CHECCA: _ (sfrontata) Sai che perdita, ce n’ho tre soli ... (Con le mani sui fianchi, abbandonandosi ad una comica disperazione) Ma che uomo ho sposato, eh, messer Tommaso ! Ha paura anche della sua ombra ! E’ stato lui a dirmi degli sgherri del Bargello ed ora se la fa sotto e viene a cianciare che ho le traveggole ...

TOMMASO: _ (interessato) Come, come ? C’erano dei soldati del Bargello quando vi hanno rubato la vacca?

BERTO: _ (imbarazzato) Signor ...

TOMMASO: _ (incalzante) Allora, vi ho fatto una domanda ?

CHECCA: _ (mentre il marito le tappa la bocca con una mano) Sicu ...

BERTO: _ (come sopra) Signor NO ... Insomma, per essere c’erano ... ma lontani ... lontani ...

CHECCA: _ (scimmiottando il marito) Lontani, lontani ... Pensi messer Tommaso, a una coda di vacca di distanza!

BERTO: _ (sbuffando, spazientito) Oh, insomma ! So io, e il Signor Vicario, come si deve trattare quest’affare ...

TOMMASO: _ (interessato) Cioè, col Vicario avete parlato dei soldati ?

BERTO: _ (sempre più imbarazzato) Sì ... cioè no ... non propriamente ...

CHECCA: _ (ancora le mani sui fianchi) Vede, messer Tommaso, mio marito un pregio ce l’ha: la chiarezza ... (rivolta a Berto) Ti venisse un canchero ! La vuoi dire la verità !

BERTO: _ (non resistendo più) La verità l’ho detta a Messer Ubaldo, che Dio lo rimeriti ...

TOMMASO: _ (seccato) Ho capito: non volete che vi aiuti ... e allora, aspettate che arrivi il vostro Messer Ubaldo ... Buongiorno (rimette la testa fra le carte).

BERTO: _ (impaurito) Ma io non volevo offendervi ...

TOMMASO: _ (secco) E invece mi avete offeso. Cosa credete che mi importi della vostra vacca! Ho ben altro a cui pensare, io ! Se mi informavo, era solo per aiutarvi e per riferire con precisione al Signor Vicario, se mai si fosse dimenticato di voi ... Ma se fate tanto il misterioso, per me potete pure andare al diavolo ! Mica l’hanno rubata a me la vacca, e dunque, contento voi ...

CHECCA: _ (trionfante) Ben ti sta, scimunito vigliacco !

BERTO: _ (confuso, quasi in lacrime) Ora vi ci mettete anche voi, messer Tommaso, a confondere questo pover’uomo ... Come se non bastasse questa strega (indicando Checca) ... Io gliel’ho detto dei soldati al Signor Vicario, ma lui mi ha preso da parte e mi ha sussurrato in un orecchio che, se volevo rivedere la bestia, dovevo dire a tutti che la vacca era sparita ... Proprio così mi ha detto: ( imitando la voce del Vicario, pianissimo) "Caro Berto, se c’erano dei soldati del Bargello in giro, è meglio non parlare di furto ... Dai retta a me, dì a tutti che la vacca è ...

UBALDO: _ (il Vicario di Giustizia di Siena, un uomo sulla quarantina, ironico e scettico entra improvvisamente senza far rumore: ha sentito l’ultima parte del discorso di Berto ed interviene prontamente) Sparita! Come di fatti è avvenuto ! Ma caro Berto, il miracolo si è compiuto e ritroverai la vacca nella stalla, al tuo ritorno a casa. Ce la stanno portando quei bravi soldati del Bargello che l’hanno casualmente ritrovata ...

TOMMASO: _ (ironico) Oh, che bella coincidenza !

CHECCA: _ (ironica) Miracolo !

UBALDO: _ (con leggerissima ironia) Sì, è un vero e proprio miracolo, ma insieme il frutto delle indagini accurate subito predisposte da Messer Bargello, non appena l’ho informato del caso ... I soldati hanno avuto una mirabile intuizione e zac ...

TOMMASO: _ (beffardo) Sono andati a colpo sicuro !

UBALDO: _ (c.s.) L’hai detto ! Han seguito tre o quattro piste e l’hanno ritrovata che brucava tranquilla in un bel prato ...

TOMMASO: _ (c.s.) Chissà come ci sarà arrivata in quel prato, se la porta della stalla era sprangata? Che ce l’abbia portata il diavolo ?

UBALDO: _ (c.s.) O gli angeli: chissà! Le vie del Signore sono infinite! (rivolto a Berto) Tu però, caro il mio vecchio, sei un po’ troppo chiaccherone e non dai retta ai consigli ... E chi parla troppo, difficilmente ritrova le cose sparite ...

BERTO: _ (piagnucolando e baciando le mani al Vicario) Che Dio vi rimeriti! Grazie, Grazie !

UBALDO: _ (ridendo) Basta, basta ! (piano al vecchio) E mi raccomando: sparita e ritrovata per miracolo ... Intesi ?

BERTO: _ (pianissimo) Io non ho parlato con nessuno, ve lo giuro! Ma purtroppo, prima di parlare con voi, mi ero confidato con quello staccio sfondato (indica la moglie) e ...

UBALDO: _ (piano) Va bene, va bene ... ma ora: acqua in bocca ! (A voce alta) Andate ora, Berto, correte dalla vostra bestia. Che il Signore vi assista , Checca. Andate pure !

(I due vecchi se ne vanno inchinandosi. Sull’uscio ...)

CHECCA: _ (piano al marito) Che ti ha detto all’orecchio il Vicario ?

BERTO: _ (piano) Mi ha detto: "Berto, appena arrivi a casa, bastona tua moglie". (escono)

SCENA II

(Ubaldo e Tommaso)

UBALDO: _ (fregandosi le mani, soddisfatto) E questa è fatta ! (Rivolto a Tommaso) Che c’è di nuovo stamattina?

TOMMASO: _ (scuotendo la testa) Una visita e una missiva.

UBALDO: _ (già annoiato) Hai sentito che caldo ? Si starebbe bene sulla riva di un bel ruscello ... Maledetto mestiere ... Allora, cominciamo dalla missiva: verba volant sed scripta manent !

TOMMASO: _ (serio) Se permettete, comincerei dalla visita ...

UBALDO: _ (stupito) E perché ?

TOMMASO: _ (piccato) Perché mi pare questione più grave ...

UBALDO: _ (sarcastico) Ragion sufficiente per rimandarla post prandium: a pancia piena si ponderan meglio le gravi questioni ... (sempre più stupito) perché fai quella faccia da beccamorto? Guarda che occhi cisposi che hai? (con tono da confessore) Figliuolo, hai peccato stanotte?

TOMMASO: _ (con finta ingenuità) La mia notte fu pura come l’acqua di fonte ...

UBALDO: _ (ridendo) Malissimo, alla tua età ! Vergognati !

TOMMASO: _ (serio) E’ stata la visita di stamattina che mi ha messo di malumore ...

UBALDO: _ (seccato) Vedo che hai deciso di rovinarmi la giornata ! Su, racconta e facciamola finita !

TOMMASO: _ (c.s.) E’ venuto un cavaliere, un parente del giovane trovato morto l’altra notte per strada ... Voleva sapere se il colpevole era già stato assicurato alla giustizia ...

UBALDO: _ (annoiato) Tutto qui ?

TOMMASO: _ (scandalizzato) Se vi par poco: un morto ammazzato e il Bargello che nemmeno si muove, non fa ricerche, non fa domande, come se il caso non lo riguardasse ...

UBALDO: _ (c.s.) E invece ti sbagli ... Abbiamo già analizzato e risolto il mistero con conclusioni inoppugnabili: mors accidentalis ... morte incidentale ... è scivolato sulla sua stessa spada e si è trafitto a morte ... requiescat in pace...

TOMMASO: _ (accalorandosi) Ma è impossibile: se è stato colpito alla schiena !

UBALDO: _ (ironico) E invece è possibilissimo: impaurito da qualcosa, ombra o rumore, il giovane ha snudato la spada e si è messo a correre: è inciampato e, per non cadere, ha cercato di poggiare a terra la mano che reggeva la spada, ma (tenta di fare il gesto, ma non riuscendogli, rinuncia subito) ha sbagliato mossa e si è trafitto alla schiena ... caso raro, l’ammetto, ma plausibile ...

TOMMASO: _ Plausibilissimo, specialmente se qualcuno l’ha aiutato ...

UBALDO: _ (pacifico) Ti sbagli. Il Bargello, che è molto più agile di me nelle manovre ... militari, mi ha mimato la caduta alla perfezione ... (ironico) Mors accidentalis ... non c’è dubbio !

TOMMASO: _ (piccato) E com’è che la spada era a qualche metro di distanza e non conficcata nella schiena ?

UBALDO: _ (serafico) Magnifico: e l’ha anche ripulita, visto che non era insanguinata ...

UBALDO: _ (c.s.) Così pareva effettivamente a prima vista ... ma una più accurata visita successiva effettuata dal Bargello in persona ha mostrato tracce di sangue ...

TOMMASO: _ (ironico) Un altro miracolo: il sangue che appare due giorni dopo ...

UBALDO: _ (seccato) Oh, insomma ... E va bene: un famiglio del Bargello, accorso sul luogo per primo, visto che la spada aveva una bella impugnatura e un’ottima lama, voleva appropriarsene e così l’ha ripulita ... ma alcune tracce di sangue rappreso sono rimaste e non sono sfuggite al vigile occhio del Bargello ...

TOMMASO: _ (beffardo) Come la vacca di Berto ...

UBALDO: _ (ironico) Non nego alcune affinità fra la vicenda della vacca e quella della spada ... affinità ... furtive ! Ahimè, la fragile natura umana ! Ma quello che conta è il risultato finale: la vacca che ritorna ai legittimi proprietari ... l’anima dello sfortunato giovane che ascende serena al cielo, senza reclamare la vendetta dell’assassino ...

TOMMASO: _ (sarcastico) Veramente il parente venuto stamattina non mi sembrava disposto a credere che i ciuchi volano ... e se non otterrà giustizia da noi, se la farà da solo ...

UBALDO: _ (serio) I parenti del morto sono stati avvertiti dal Bargello in persona e hanno compreso ...

TOMMASO: _ (sconsolato) Oh, sì e comprenderanno così bene che stanotte, o al massimo domani, un giovane della parte avversa cadrà anche lui sulla spada e si trafiggerà il groppone ... un’altra mors accidentalis ...

UBALDO: _ (cinico) Mai porre limiti alla Divina Provvidenza ! (Tommaso tace amareggiato, mentre sta per riprendere a parlare, Ubaldo lo precede)

UBALDO: _ (con una leggera punta d’ironia) Tommaso, perché stai qui a scribacchiare carte ?

TOMMASO: _ (sorpreso) Per guadagnarmi da vivere ...

UBALDO: _ (c.s.) Non essere troppo modesto ! Via, tu aspiri a succedermi un giorno, come Vicario di Giustizia ...

TOMMASO: _ (schifato) All’inizio forse, ma ora ...

UBALDO: _ (serio) Ebbene, se vuoi fare questo mestiere medita attentamente sul caso del giovane morto l’altra notte ...

TOMMASO: _ (deciso) Ci ho già meditato abbastanza ...

UBALDO: _ (secco) Non credo ...

TOMMASO: _ (c.s.) Vi sbagliate ...

UBALDO: _ ( dopo un attimo di pausa, secco) hai il voltastomaco, vero ?

TOMMASO: _ (spavaldo) Si ...

UBALDO: _ (torvo) L’avevo anch’io alla tua età, ma poi passa ... (di nuovo ironico) Vedi che ho ragione: non hai meditato abbastanza sul giovane morto ... Altrimenti avresti capito che ci sono morti che devono essere accidentali, per il bene ... mi correggo, per il minor male ... di tutti . Il sangue chiama sangue, l’hai detto tu, poco fa ... capisci, ora ?

TOMMASO: _ (accalorandosi) Io capisco che se la giustizia è negata, è difficile che non segua la vendetta ... in questo senso, certo, sangue chiama sangue ...

UBALDO: _ (dapprima ironico, poi accalorandosi a poco a poco) Tu non rifletti abbastanza, benedetto figliolo ! Possibile che tu non capisca ? Mi credi davvero così sciocco da non capire che questa morte sarà vendicata? certo, che lo sarà ... forse stanotte stessa, come dici ... ma prova ad immaginare ora, per un momento, se quella morte, invece di essere definita accidentale, fosse pubblicamente dichiarata, da noi ... (con sarcasmo) dalla Giustizia ! , per quello che è: un assassinio freddamente eseguito da un sicario al soldo di una famiglia rivale ... oh, allora, non basterebbe una semplice vendetta ... allora la famiglia del giovane dovrebbe fare le cose in grande ... sbattere la propria forza e la propria vendetta in faccia a tutti e comincerebbe una carneficina, perché gli altri non starebbero certo a guardare ... mentre così, mancando l’avallo della Giustizia, si può sperare di cavarsela con un paio di morti ... (quasi gridando) ti sembra disgustoso, vero ? Eh, dillo, dillo ... (calmandosi, e quasi parlando a se stesso) imparerai presto, ragazzo mio, che non scegliamo noi i tempi in cui vivere ... (improvvisamente scherzoso) quando le tue notti saranno meno pure, verginello, capirai anche tu ...

(Lungo silenzio. Tommaso ficca la testa nelle sue carte, senza rispondere. Ubaldo finge di immergersi pure lui negli incartamenti, sedendosi al suo grande tavolo. Poi alzando improvvisamente la testa)

UBALDO: _ (tranquillo) Mi avevi parlato di una missiva ...

TOMMASO: _ (sollevando la testa e prendendo una carta, secco) Eccola ... (fa per porgerla a Ubaldo)

UBALDO: _ (incrociando le dita, con rassegnazione) Leggimela ...

TOMMASO: _ (distrattamente) L’han portata da Vicomagno ... Ve la manda il Vicario Carcerario ... (legge) "Magnifico Signore ..."

UBALDO: _ (ironico) Quest’uomo è la bocca della verità !

TOMMASO: _ (c.s.) "dichiaro che il giorno 27, di notte, una donna, moglie di un caporale che abita qui, si mise a strepitare e disse e ripeté e giurò che era andato da Lei un servo di ser Antonio Bargelli, nobile possidente. Il quale servo abbiamo qui detenuto e incarcerato. Piaccia alla Signoria Vostra indicarci cosa dobbiamo fare in siffatta situazione e che cosa è meglio facciamo di detto servo. Della Signoria Vostra servo umilissimo, il Vicario Carcerario del Comune di Vicomagno. Addì 28 luglio, Anno Domini 1389".

UBALDO: _ (fregandosi le mani) Bella storia ... Caso complesso, dilemma cornuto ...

TOMMASO: _ (ridendo) Più che il dilemma, sembrerebbe cornuto il caporale ...

UBALDO: _ (alzandosi di scatto) E’ quello che andremo a scoprire a Vicomagno ... la giustizia, per essere efficace, ha da essere celere ... avanti, poltrone, in marcia ... fai sellare il cavallo e la mula ...

TOMMASO: _ (ironico) Quanto zelo per un paio di corna ...

UBALDO: _ (ridendo) Le corna rovinano le famiglie e le famiglie corrotte rovinano gli stati ... ergo, noi difensori dello stato dobbiamo accorrere a puntellare la morale in pericolo ... e poi qui a Siena fa caldo e ci sono sempre impicci ... qualche giorno nel contado non potrà che farci bene all’animo ...

TOMMASO: _ (ridendo) ... e alla pancia ...

UBALDO: _ (c.s.) L’hai detto, mio prode aiutante ... l’ospitalità dei villici è proverbiale ... schidionate di tordi e vino buono ...

TOMMASO: _ (c.s.) Corpo mio fatti capanna !

UBALDO: _ (dandogli un buffetto) Bravo ! Vedo che il muso lungo t’è passato ! Potenza dei tordi ! E allora vola ! Andiamo ! ... Son proprio curioso di vedere il musetto di questa madonna così visitata di notte ! (escono)

SCENA III

(Una piazza a Vicomagno. Una piccola folla radunata per il mercato: in un angolo un cantastorie)

L’OSTESSA: _ (a voce bassa, rivolta ad una vecchia) Cose grosse! Per l’affare della Lorenza, viene da Siena il Vincastro di Giustizia !

LA VECCHIA SORDA: _ (tendendo l’orecchio) Cosa ?

L’OSTESSA: _ (alzando la voce) Per la Lorenza si muove da Siena il Vincastro ...

LA VECCHIA SORDA: _ (stupita) Oh Bice, o che te ne fai del vincastro, non ci hai mica le pecore, te...

L’OSTESSA: _ (spazientita) Accidenti ai sordi ! (fra sé) Me ne farei del vincastro, ma ormai ... (allargando le braccia , chiamando a voce alta) Neri ! Neri ! (Neri, l’oste, esce dalla bottega)

NERI: _ (sbadigliando) Che c’è ?

L’OSTESSA: _ (piano) Sai, mi hanno detto che per la storia della Lorenza s’è mosso da Siena il Vincastro di Giustizia ...

NERI: _ (con aria stupita) Vedi, io il vincastro te lo darei in capo ... Vicario non vincastro, Vicario di Giustizia ...

L’OSTESSA: _ (alzando le spalle) Eccolo, il sapientone ! Insomma Vi ... ; come so dice ... sempre un pezzo grosso è ...

NERI: _ (sempre sbadigliando) E m’hai chiamato per questo ? Lo sapevo già da ieri ...

L’OSTESSA: _ (stupita) Lo sapevi ?

NERI: _ (strafottente) Moglie, non vorrai mica insegnare al naso a starnutire ...

L’OSTESSA: _ (curiosa) Chi te l’ha detto ? ...

NERI: _ (misterioso) Chi me l’ha detto, lo so io e basta ...

L’OSTESSA: _ (alzando le spalle) Uh ! Quanti misteri ! Secondo me, te lo sei inventato ...

NERI: _ (con aria d’importanza) Me l’ha detto messer Nanni, il nostro Vicario carcerario ... piuttosto, moglie, preparati, perché verrà scortato da venti soldati e per noi sarà una vera pacchia ... venti bocche da lupi da sfamare mattina e sera e se l’indagine va per le lunghe, chissà quanti giorni ci stanno ... dunque, datti da fare ! (esce)

L’OSTESSA: _ (a squarciagola) Fiammetta ! Lisa ! Arrigo! (arriva correndo Lisa, giovane cameriera dell’osteria)

LISA :_(pronta) Che è successo, padrona ?

L’OSTESSA: _ (piano) Lisetta, stammi a sentire. Oggi arriva da Siena il ... Vi ... Vi ... insomma un giudice importante per la Lorenza... e con lui 40 soldati ... dunque, olio di gomiti ... lustrate tutto ... dev’essere così pulito all’osteria da poter mangiare per terra ! Io vo’ a far provviste, tu avvisa gli altri (si allontana. Entra Fiammetta con dei vassoi in mano)

FIAMMETTA: _ (ridendo) Oh bella, mi era sembrato di sentir chiamare la padrona ...

LISA: _ (c.s.) Ti era sembrato ? Siamo duri d’orecchio, eh ? La vecchia strillava come un cappone stretto all’uscio! (maligna) Ma forse le tue orecchie erano occupate a sentir qualche parolina dolce ...

FIAMMETTA: _ (fra se) Pettegola ! (a voce alta) Che voleva la padrona ?

LISA: _ (maligna) Oggi processano quella civetta della Lorenza ! Viene un giudice da Siena insieme a 60 soldati ... bisogna pulir tutto e preparare da mangiare ... la padrona è andata a far spese ...

FIAMMETTA: _ (pronta) vo’ ad avvertire Arrigo ...

LISA: _ (con intenzione) Brava, vai te a dirlo ad Arrighetto ... (Fiammetta esce) (invidiosa) Oggi ci avrà meno tempo per sbaciucchiarti il tuo Arriguccio ! (esce)

FIAMMETTA: _ (entra con Arrigo, continuando il discorso) ... con 80 soldati ...

ARRIGO: _ (abbracciandola e baciandola) Sì, con l’esercito di Carlo Magno ! Mi gioco la testa che non son più di cinque ...

FIAMMETTA: _ (divincolandosi, ma rimanendo vicino ad Arrigo) Io fossi in te non mi giocherei nulla ...

ARRIGO: _ (scherzando) Stai tranquilla, mi gioco la testa, mica il resto ...

FIAMMETTA: _ (fingendo di non capire) Per me ti puoi giocare quel che ti pare ...

ARRIGO: _ (baciandola) E se stanotte venissi in camera tua, come Rinuccio dalla Lorenza ? ...

FIAMMETTA: _ (fingendosi adirata) Brutto scemo, ti tirerei in testa uno zoccolo ...

ARRIGO: _ (c.s.) Ma io mi scanso ...

FIAMMETTA: _ (c.s.) ed io ti tiro quell’altro ...

ARRIGO: _ (c.s.) E io mi scanso ...

FIAMMETTA: _ (ridendo) E io mi metto a gridare ... e ti faccio arrestare come Rinuccio ...

ARRIGO: _ (baciandola) Ed io ti tappo la bocca ... così ...

FIAMMETTA: _ (scherzando) Che ci verresti a fare in camera mia ?

ARRIGO: _ (scherzando) Stanotte te lo dico ...

FIAMMETTA: _ (si leva uno zoccolo e fa il gesto di tirarglielo) Se ti piglio ... (Arrigo scappando le strappa di mano lo zoccolo)

ARRIGO: _ (scappando) Te lo renderò stanotte ...

FIAMMETTA: _ (correndogli dietro) Dammelo ... (Arrigo finge di restituirlo, ma quando Fiammetta allunga la mano, si ritrae. Poi l’attira a sé e la bacia, rendendole lo zoccolo)

ARRIGO: _ (uscendo e imitando la voce di Fiammetta) Mamma, Arrigo mi bacia ... baciami Arrigo, che mamma non vede !

FIAMMETTA: _ (correndogli dietro) Disgraziato ! (esce)

IL CANTASTORIE:_ (davanti a lui una piccola folla) Vi narrerò un’antica storia che ho appreso in un paese lontano, in terra di Francia. Tanti anni fa, in quelle lande regnava un sovrano saggio e valoroso di nome Artù che aveva una moglie bellissima: Ginevra. Re Artù aveva radunato attorno a sé i migliori cavalieri di Francia, ma il più coraggioso e leale di tutti era Lancillotto e per questo il preferito del re. Ma Lancillotto divenne improvvisamente triste e chiese più volte invano ad Artù il permesso di lasciare la corte. Nessuno riusciva a spiegarsi i motivi della tristezza del nobile cavaliere, perché egli non apriva a nessuno il suo cuore. Custodiva gelosamente un terribile segreto: nonostante il suo affetto per il re e la sua lealtà, Lancillotto si era innamorato di Ginevra e lei di lui. Invano Artù cercava di distrarlo invitandolo alle sue cacce reali: Lancillotto ci andava di malanimo e se ne stava tutto il tempo zitto in disparte. Così finì per rifiutare gli inviti del re, restandosene a castello. Ma una sera di tempesta, Artù non poté ritornare al suo maniero e nel cuore della notte, Lancillotto, non riuscendo più a vincere il suo amore, entrò nella camera di Ginevra ...

UN GIOVANE:_ (a voce alta) Come Rinuccio con Lorenza ! (tutti ridono)

UN UOMO:_ (rivolto al cantastorie, beffardo) E sei andato in Francia per conoscere questa storia ! Se venivi a Vicomagno, facevi prima ! (risate)

UN VECCHIO:_ (scuotendo la testa) L’ho sempre detto io: che ci andranno a fare fuori del paese, tanto ...

UN GIOVANE:_ (ridendo) I cornuti ci sono anche qui! (in un altro angolo della piazza)

UNA VECCHIA:_ (rivolta ad una venditrice) Che scandalo ! Che scandalo ! Il mio vecchio, se trovava un uomo in camera mia, ci ammazzava tutti e due, senza lasciarci il tempo di dire bah ! Altro che mettersi a urlare e far arrivare gli sgherri ...

VENDITRICE:_ (pesando la frutta) Dite bene, nonna ! Di quegli uomini lì, s’è perso lo stampo ! ... Cosa volete sperare dal marito della Lorenza, quel lungagnone ...

UNA VECCHIA:_ (con disprezzo) Lungo, lungo e grullo, grullo ... E’ più intelligente la mia gallina di lui ...

VENDITRICE:_ (c.s.) E Rinuccio? Buono anche quello ...

VENDITORE:_ (accalorandosi) Ma che poteva fare quel pover’uomo del Masino, quella notte era di guardia ...

VENDITRICE:_ (con sarcasmo) E Rinuccio gli guardava la moglie ...

CIABATTINO:_ (deciso) Date retta a me, Rinuccio non c’entra nulla, poveretto ! E’ troppo scemo per andar di notte a caccia di donne ... fossero gotti di vino, ci potrei credere ...

UNA VECCHIA:_ (piccata) E allora, come sarebbe andata, secondo voi ? Le guardie l’han pur trovato, Rinuccio, in casa della Lorenza...

CIABATTINO:_ (deciso) Tutte fole ! Le guardie non han trovato nessuno ... Madonna Lorenza era sola ...

VENDITRICE:_ (stupita) E allora perché lo hanno arrestato ...

CIABATTINO:_ (con aria saputa) Perché quella civetta urlava ch’era stato Rinuccio ad entrare da lei ... e siccome lui passava nei paraggi ...

UNA VECCHIA:_ (ironica) Sì, andava a far la serenata alle gatte al chiar di luna !

CIABATTINO:_ (riscaldandosi) Ma se era ubriaco fradicio ...

VENDITRICE:_ (acida) Si vede che alla bella Lorenza gli piace il vino !

VENDITORE:_ (interrompendo la disputa) Non vi riscaldate tanto ! Fra poco arriva un gran giudice da Siena, ci penserà lui a sbrogliare la matassa ... (rivolto alla moglie) tu bada che non ci rubino nulla, io vado a portare la merce all’osteria ...(esce seguito da un garzone, entrambi carichi di ceste. Da un altro lato della piazza, davanti all’osteria, Nanni, il Vicario carcerario, precede Ubaldo e Tommaso)

NANNI: _ (a voce alta) Neri ! Bice! (l’oste e l’ostessa escono di corsa)

BICE:_ (inchinandosi) Messer Nanni ...

NANNI: _ (indicando Ubaldo e Tommaso) Neri, questo signore è sua Signoria il Vicario di Giustizia di Siena e quello è il suo assistente. Si fermeranno da voi ... spero che sarete degni dell’onore concessovi .,..

NERI: _ (inchinandosi) Signoria ...

UBALDO: _ (entrando nell’osteria) Brav’uomo, fateci portare qualcosa da mangiare che abbiamo una fame da lupi ... (Tommaso lo segue, mentre Arrigo esce)

BICE: _ (inchinandosi) Subito, signoria ... (a voce alta) Lisa ! Fiammetta ! (le due ragazze escono) Subito da mangiare per Sua Signoria e il suo assistente !

NANNI: _ (avvicinandosi a Bice e Neri) Mi raccomando a voi ...

BICE: _ (pronta) State tranquillo, messer Nanni, eravamo pronti a riceverli e saranno trattati come Papi ... piuttosto, come facciamo con i soldati ?

NANNI: _ (stupito) Quali soldati ?

NERI: _ (pronto) Quelli della scorta di Sua Signoria ...

NANNI: _ (c.s.) Nessuna scorta, sono venuti da soli (in quel mentre il venditore ed il garzone posano le ceste davanti all’osteria). Mi raccomando ... (esce)

BICE: _ (prende a calci le ceste, con astio, rivolta al marito) Venti soldati, eh, balordo ? (Neri entra precipitosamente nell’osteria)

ARRIGO: _ (ironico) Anche per oggi la mia testa resta al suo posto ! (l’ostessa con grandi gesti di disperazione comincia a pagare il venditore)

 

SCENA IV

(Una stanza nel Vicariato di Vicomagno. Un tavolo con due poltrone per Ubaldo e Tommaso; un altro tavolo, con due sedie, per Nanni. Una sedia dove prenderanno posto i testimoni)

UBALDO: _ (fregandosi le mani, serafico) Via, incominciamo ... (Rivolto a Tommaso) Tu, prendi nota di tutto ... ma non ufficialmente ... Poi, ti dirò io quel che dovrai trascrivere ... (Rivolto anche a Nanni) E soprattutto secondatemi ...

(Improvvisamente si apre la porta ed entra Cecco, un vecchietto magro, che starnutisce in continuazione, con in mano dei fogli)

CECCO: _ (con voce stridula) Buongiorno alle Lor Signorie ...

UBALDO: _ (piano a Nanni) E questo spaventapasseri, chi è ?

NANNI: _ (piano a Ubaldo) E’ Cecco, il nostro scrivano ... (A voce alta) Buongiorno, Cecco !

CECCO: _ (starnutendo) Servo umi ...Etcì, etcì, etcì !

UBALDO: _ (ridacchiando) Salute, buon uomo !

CECCO: _ (si avvicina ad Ubaldo e gli starnutisce addosso) Signor Vi... Etcì!

UBALDO: _ (ripulendosi) Il vostro non è un naso, è un vulcano!

CECCO: _ (inchinandosi per scusarsi) Monsignore, perdonate ... il maledetto fieno ... Etcì!

UBALDO: _ (allontanandosi di colpo) Siete perdonato ... Ma sedetevi e non muovete troppo la testa, ogni scossa può provocare una nuova eruzione! (Cecco si siede accanto a Tommaso) Allora, si diceva? ... Ah, sì ... Cercate di secondarmi ... Siate minacciosi quando sarò severo ... Suadenti, se sarò comprensivo ... (piano, rivolto a Nanni, indicando Cecco) Ma quel vecchio moccolone saprà comportarsi come si deve? Da quello che mi avete detto, caro Nanni... troppe circostanze non quadrano. Ma io, come voi, del resto, non vorrei rovinare nessuno ... E dunque non tutto quello che sarà detto qui dentro deve finire trascritto ...

NANNI: _ (piano a Ubaldo) Lasciate fare a me ... (A voce alta) Cecco, ascoltatemi ... Siccome anche Messer Tommaso, l’Assistente di Monsignor Vicario, dovrà stendere un verbale ...

TOMMASO: _ (con un cenno d’intesa) ... perché non vi sia difformità negli atti ...

NANNI: _ (deciso) ... anche voi scriverete il vostro verbale in seguito, insieme a Messer Tommaso. Avete ben capito?

CECCO: _ (fa per parlare, alzandosi) Etcì! (starnuto potentissimo)

UBALDO: _ (ironico) Benissimo! Mai assenso fu più convinto e tonante ... (fa cenno a Cecco di sedersi) Ora che siamo tutti d’accordo, introducete la parte lesa, Madonna Lorenza, l’accusatrice ... (A Cecco che fa per alzarsi) Fermo, per carità o affogheremo tutti! Tommaso, vai tu ...

TOMMASO: _ (ripulendosi, fra sé) Accidenti a questo vecchio catarrone! (Esce)

UBALDO: _ (a Nanni) Son proprio curioso di vedere la causa di tutto questo sconquasso ...

NANNI: _ (ridendo) Credetemi, non rimarrete deluso!

TOMMASO: _ (rientra insieme ad una giovane donna, molto avvenente) Ecco la parte lesa, Madonna Lorenza ...

UBALDO: _ (colpito) Rosa fresca aulentissima! ... (Paterno) Entrate, figliola e non abbiate timore ...

LORENZA: _ (con tono patetico, gettandosi ai piedi di Ubaldo) Giustizia! Giustizia! Giustizia! Per una povera donna oltraggiata! Ferita in quanto ha di più sacro!

UBALDO: _ (contemplando la scollatura della donna, fra sé) A me basterebbe anche il profano! (paterno) Ma alzatevi, figliola ... E state tranquilla ... (ammiccante) Non vedo l’ora di rendere giustizia a quanto avete di più sacro ... e ce ne avete molto ...

LORENZA: _ (sempre con tono patetico e restando inginocchiata) Magnifico Signore ...

UBALDO: _ (divertito) Buongustaia!

LORENZA: _ (scoppiando in lacrime) Rendetemi l’onore!

UBALDO: _ (ironico) Figlia mia, calmatevi ... e soprattutto, alzatevi, vi prego ... Se continuate a mettermi sotto il naso (indica la scollatura) ... tutto quel ben di Dio ... mi sarà difficile rendervi ciò che desiderate ...

CECCO: _ (improvvisamente) Etcì!

UBALDO: _ (ridendo) Grazie per il fragoroso consenso, caro Cecco e buon pro vi faccia ... (a Lorenza) Su dunque, alzatevi e raccontatemi tutto dal principio ... (Le indica la sedia)

LORENZA: _ (restando in piedi, con tono sempre più calmo) Era notte piena ed io dormivo tranquilla nel mio letto, quando ho sentito un rumore provenire dalla stanza accanto alla mia ...

UBALDO: _ (con apparente noncuranza) Avete un sonno molto leggero ...

LORENZA: _ (pronta) Oh, sì, Signore, leggerissimo ...

TOMMASO: _ (subito) Ed eravate sola in casa?

LORENZA: _ (con una qualche esitazione) Praticamente sì ...

TOMMASO: _ (incalzante) Che intendete dire? Praticamente sì e ... (ironico) teoricamente no?

LORENZA: _ (c.s.) Mio marito era fuori casa, di guardia ... Sapete, è caporale ...

TOMMASO: _ (c.s.) Lo sappiamo ... Ma non c’era qualcun altro in casa?

LORENZA: _ (pronta) Oh, certo ... Lucia, la mia servetta ... Ma ha il sonno talmente duro che ... (calcando le parole) praticamente ero sola in casa ...

UBALDO: _ (sornione) Tommaso, se interrompi continuamente non arriveremo mai a niente ... Dunque, eravamo rimasti al rumore ... Fu molto violento?

LORENZA: _ (esitante) In un certo senso ...

UBALDO: _ (un po’ spazientito) Sembrano i responsi della Sfinge ...

LORENZA: _ (riprendendosi) Volevo dire che per svegliarmi deve essere stato abbastanza forte ...

UBALDO: _ (c.s.) E poi che faceste?

LORENZA: _ (con tono drammatico) Mi alzai ad accendere la candela nel braciere, per andare a vedere, e quando rialzai la testa, lo vidi lì accanto al mio letto ...

UBALDO: _ (fra sé) Beato lui!

TOMMASO: _ (maligno) Cosa dite, Signor Vicario!

UBALDO: _ (fra sé) Maledetto spione! (A voce alta) Dicevo: che malnato ... quel Rinuccio ... (Improvvisamente, rivolto a Lorenza) A proposito, figliola, come faceste ad identificarlo subito come Rinuccio: lo conoscevate già prima?

LORENZA: _ (schermendosi) Signore, il paese è piccolo e ci conosciamo tutti!

NANNI: _ (come per confermare le parole di Lorenza) E sappiamo tutto di tutti ...

UBALDO: _ (convinto) Troppo giusto. (rivolto a Lorenza) E dunque oltre a conoscerlo, Rinuccio, sapete anche qualche altra ...

LORENZA: _ (pronta) Che si ubriaca spesso? Certo che lo so, come tutti in paese ...

TOMMASO: _ (incalzante) E quella sera era sbronzo?

LORENZA: _ (esitante) Ecco, a dir la verità ...

NANNI: _ (come per aiutarla) E proprio la verità vogliamo sapere da voi ...

LORENZA: _ (c.s.) ... In verità, non lo so ...

TOMMASO: _ (trionfante) Non lo sapete? Dite voi, messer Nanni: in che stato era Rinuccio quando lo arrestaste?

LORENZA: _ (pronta) Lasciatemi finire ... Intendevo dire: non so se fosse proprio ubriaco, certo di vino puzzava...

UBALDO: _ (dandogli un’occhiataccia) Mio caro Tommaso, non essere così impaziente ... (con intenzione) Lascia che Madonna Lorenza dica tutto quello che ha da dire con calma ... Dunque, vi trovaste Rinuccio in camera e poi? Che faceste? Perché non gridaste?

LORENZA: _ (con tono drammatico) Ci provai, Signore ... Ma Lucia ha il sonno talmente duro ... e poi quel mostro mi mise subito una mano sulla bocca ... impedendomi di chiamare aiuto ... Solo quando se ne fu andato, mi misi a urlare con quanto fiato avevo in gola ...

TOMMASO: _ (maligno) Ed allora Lucia si svegliò?

LORENZA: _ (esitante) Non subito, mi pare ...Ora che mi ricordo, si svegliò solo quando cominciò ad arrivare gente ...

UBALDO: _ (secco) Non passiamo subito al dopo, rimaniamo sul prima: che accadde quando vi trovaste Rinuccio davanti? Egli vi impedì di gridare e ... poi?

LORENZA: _ (c.s.) Ma ve l’ho già detto ... Me lo trovai accanto al letto ...

UBALDO: _ (c.s.) E rimase sempre accanto al letto?

LORENZA: _ (con voce spenta) Che cosa volete sapere ancora?

UBALDO: _ (ironico) Insomma, cara figliola ... voi m’intendete ... Come si dice? Matrimonio rato e consumato ... Ecco, Rinuccio, anche se non era vostro marito, consumò?

LORENZA: _ (stupita) Non capisco ...

UBALDO: _ (seccato) Via, non fatemi la tortorella ... Cosa fa vostro marito quando si giace con voi nel talamo ...

LORENZA: _ (pronta) Russa ...

TOMMASO: _ (maligno) E anche Rinuccio si mise a russare?

LORENZA: _ (c.s.) Oh, no, Signore ...

TOMMASO: _ (c.s.) E che fece dunque?

LORENZA: _ (piagnucolando) Mi vergogno ...

UBALDO: _ (ammiccante) Suvvia, vincete il vostro rossore ... Se volete giustizia, dovete raccontarci cosa accadde! E poi, voi siete pur sempre una donna sposata ...

LORENZA: _ (volgendo la testa, come per pudore, con voce rotta) Mi spinse sul letto ...

UBALDO: _ (ironico) Sia lodato Iddio! Finalmente!

NANNI: _ (scandalizzato) Signor Vicario!

UBALDO: _ (ironico) Ma che avete capito? Intendevo dire, finalmente la lingua di Madonna Lorenza comincia a sciogliersi ...

TOMMASO: _ (secco) E voi non lottaste, non vi divincolaste?

LORENZA: _ (con voce rotta) Oh, sì, con tutte le mie forze ... Ma quel mostro con una mano mi immobilizzò le braccia e con l’altra le gambe ...

UBALDO: _ (ironico) Ma quante mani ha il nostro Rinuccio? Con una vi tappava la bocca, con l’altra vi immobilizzava le braccia e con la terza ... Oh, un vero mostro, non c’è che dire! ...

LORENZA: _ (confusa) Voi mi confondete ...

TOMMASO: _ (incalzante) E allora spiegateci il mistero delle tre mani?

LORENZA: _ (c.s.) Aveva smesso di tapparmi la bocca ...

TOMMASO: _ (c.s.) E perché non gridaste, allora?

LORENZA: _ (c.s.) Perché mi disse: "Se fiati, ti sgozzo" ed io ero terrorizzata ...

UBALDO: _ (paterno) Capisco, capisco ... più che logico ... Ma, dopo aver acquistato finalmente la parola, Rinuccio che fece: abusò di voi?

LORENZA: _ (stupita) Non capisco ...

UBALDO: _ (fra sé, stizzito) Questa volpe mi vuole corbellare! (paterno, a voce alta) Mi spiego meglio: Rinuccio fece quello che fa vostro marito quando non russa e vi rende ... il debito coniugale? ...

LORENZA: _ (pronta) Io non ho debiti e nemmeno Masino che io sappia ...

UBALDO: _ (fra sé) Santa pazienza! (paterno e scandendo le parole) Ascoltatemi bene: quando Masino, vostro marito giace a letto con voi e non russa ... che cosa fa? Eh?

LORENZA: _ (pronta) Lui russa sempre ...

UBALDO: _ (sbottando) Bravo cappone! Con tutta questa grazia di Dio accanto, questo scimunito pensa a russare ... Il mondo è ingiusto ...

CECCO: _ (improvvisamente) Etcì! Etcì! Etcì!

UBALDO: _ (ridendo) Saggia opinione, ottimo Cecco!

TOMMASO: _ (ironico) Un bel guaio per voi che avete il sonno leggerissimo tutto quel russare!

LORENZA: _ (pronta) Ci ho fatto l’abitudine ...

UBALDO: _ (paterno, passando improvvisamente al tu) Ti comprendo, figliola, una ben triste abitudine ... Dimmi, cara, quanti anni sono che siete sposati?

LORENZA: _ (umile) Quattro Signore ...

UBALDO: _ (ironico) E se li è russati tutti? ...

LORENZA: _ (dimessa) E’ sempre tanto stanco e quando entra a letto si gira dall’altra parte e dorme ...

UBALDO: _ (paterno) Quanti anni hai, figlia mia?

LORENZA: _ (c.s.) Ventuno ...

UBALDO: _ (c.s.) E Masino?

LORENZA: _ (c.s.) Trenta il mese prossimo ...

UBALDO: _ (c.s.) E ... mai, dico ... mai, neppure la prima notte di matrimonio ...

LORENZA: _ (sconsolata) Mai! Figuratevi, la prima notte era così stanco ...

UBALDO: _ (fra sé, ridendo) Sante corna, affluite copiose sulla testa di Masino ... se c’è giustizia al mondo ...

TOMMASO: _ (incredulo) Vorreste dirci che siete ancora vergine?

NANNI: _ (scandalizzato) Ma son domande da fare queste?

TOMMASO: _ (deciso) Perché vi riscaldate tanto?

NANNI: _ (inviperito) Che cosa osate insinuare?

UBALDO: _ (seccato) Basta, Signori, basta ... Fatela finita! Dunque, mia cara, scusa la domanda ... sì’, insomma ... Tu devi capire ... Noi dobbiamo poter valutare fino in fondo la gravità dell’azione di Rinuccio ... Voglio dire, forse Rinuccio ha fatto quello che Masino ...

LORENZA: _ (ingenua) Io... non so ... ecco ... Non m’intendo di queste cose ... Ma ...

UBALDO: _ (invitante) Ma?

LORENZA: _ (c.s.) Ecco ... per quello che posso capire ... penso ...

UBALDO: _ (c.s.) Sì? Coraggio, figliola ... Rinuccio? ...

LORENZA: _ (coprendosi il viso con le mani) Sì ... (gettandosi a terra) Credo di sì ... ma non so, ero così sconvolta ...

UBALDO: _ (sospirando) E dunque ... violenza carnale ... (serio) E’ un’accusa grave ... (fissando Lorenza con gravità) Ascoltami, figliola: per delitti come questi, c’è il boia ... Tu mi capisci, vero? ... Mi hai detto proprio la verità ... Sei sicura?

CECCO: _ (stupito) Oh, bella ... se non è sicura lei ... Etcì!

UBALDO: _ (seccato) Voi pensate a starnutire e non vi impicciate ... (a Lorenza) Allora, figlia mia ...mi hai detto la verità?

LORENZA: _ (gettandosi ai suoi piedi) Oh, Signore ... ero così sconvolta ... Ve l’ho detto, non m’intendo di queste cose ... Penso di sì ... Ma non so ... ero tanto impaurita ... non vedevo l’ora che se ne andasse ...

UBALDO: _ (severo e di nuovo formale) Dunque, Madonna Lorenza, voi asserite di aver subito violenza da Rinuccio? (come cercando di dissuaderla) E’ proprio così, figliola? (severo) Bada bene, dì la verità! E pensaci bene ... perché l’accusa è gravissima ... Allora?

(Lorenza scoppia a piangere e si getta a terra, incapace di profferir parola)

NANNI: _ (commosso) Su, su Lorenza, calmati adesso ... Non temere ...

UBALDO: _ (calmo) Basta così, per oggi ... (rivolto a Lorenza) Vai pure, figliola e stai tranquilla ... (a Nanni) Accompagnatela fuori ... (Nanni solleva Lorenza ancora piangente e fa per accompagnarla fuori)

TOMMASO: _ (testardo) Veramente io avrei ancora qualcosa da chiedere: come uscì Rinuccio da casa? ...

NANNI: _ (impietosito) Ma abbiate un po’ di pietà ...

TOMMASO: _ (c.s.) Ma qui ne va della testa di un uomo ...

UBALDO: _ (secco) Ho detto che per oggi basta! Vai in pace, figliola! (Lorenza esce scortata da Nanni, che rientra subito)

TOMMASO: _ (quando Lorenza è uscita, agitato) Ma mente ... sono certo che mente ... (sempre più concitato) Questa storia non regge ... è un cumulo di falsità e anche mal congegnate ... Questo Rinuccio che salta fuori chissà da dove ... ma non dalla porta che non risulta forzata ... La serva che non si sveglia ... il marito che non l’ha nemmeno sfiorata ... E poi Rinuccio fu trovato pochi minuti dopo ubriaco fradicio, ma perfettamente vestito ... Figuriamoci se in quello stato poteva arrampicarsi fino ad una finestra o salire su un tetto ... E senza sporcarsi le braghe ...

NANNI: _ (inviperito) Vi ho capito, voi ... messer Ubaldo ... Siete pieno di astio verso Lorenza ... (maligno) Forse che non vi piacciono le donne?

TOMMASO: _ (risentito) Se e quanto mi piacciono è affar mio ... Certo io non dimentico i miei doveri, solo perché una bugiardella mi sgonnella davanti e mi fa vedere ...

UBALDO: _ (ironico) Un bel ... panorama, non c’è che dire ... (paterno) Ma suvvia, signori, non vi becchettate ... (rivolto a Tommaso) E tu frena il tuo zelo ... Se ci sono dei lati oscuri, li chiariremo ... Ma non si può far tutto in un giorno ... Anche Nostro Signore ce ne mise sette ...

NANNI: _ (convinto) E poi considerate che la povera figliola è frastornata ... impaurita ... Il paese è piccolo e il suo nome corre sulle bocche di tutti ... Certo nemmeno io pensavo che Rinuccio fosse arrivato a tanto, ridotto com’era ...

UBALDO: _ (ironico) E Masino a tanto poco ...

TOMMASO: _ (riallacciandosi alle parole di Nanni) Ecco, vedete, lo ammettete anche voi ... Se Rinuccio ha fatto quello che si dice, è perché è il suo amante ... perché lei gli ha aperto la porta e lui si è ubriacato pian piano in casa di Madonna ...

NANNI: _ (ridendo di cuore) Rinuccio, l’amante di Lorenza! ... Ma che dite? Aspettate a vederlo e poi ne riparliamo ...

CECCO: _ (ridendo anche lui) Uh! L’amante di Lorenza! Etcì!

UBALDO: _ (serio) Ebbene, ora lo vedremo, questo mostro a tre mani ... Andate a prenderlo ...

CECCO: _ (ancora ridendo) Etcì!

UBALDO: _ (secco) Bravo, andate voi (rivolto a Cecco) ... (rivolto agli altri) Così staremo in pace per cinque minuti ...

(Cecco esce, ridendo e starnutendo)

SCENA V

( Fuori dall’aula dell’interrogatorio, Cecco è circondato da alcune Popolane che sono in attesa di notizie)

PRIMA POPOLANA (curiosa) Allora, Cecco, che si dice?

CECCO: _ (agitando le mani in segno di diniego) Non posso dir nulla ... Segreto ... etcì ... di Stato ...

SECONDA POPOLANA (asciugandosi) Accidenti a voi! ... e al vostro naso!

TERZA POPOLANA (curiosa) La povera Lorenzina è uscita che sembrava un cencio lavato, da come era bianca ... Si mette male, eh?

QUARTA POPOLANA (con aria di sufficienza) Io non ci ho mai creduto alle sue storie ... Chissà perché a me ... non mi viene a trovare nessuno di notte ... Se ci si comporta bene, gli uomini vanno a ronzare sotto le finestre di quelle ...Insomma, non mi fate dir altro ...

SECONDA POPOLANA (rivolta alla quarta) Oddio, che non vengano da voi, non mi meraviglia! Maligna come siete! Povera Lorenza, a me mi fa pena! Chissà quante ne ha passate ...

QUARTA POPOLANA (maligna) Eh, per passate, ne ha passate ... Ecco perché ronzano sotto le sue finestre ...

PRIMA POPOLANA (piccata) Fareste meglio a pensare alle vostre ... di finestre ...

QUARTA POPOLANA (con le mani sui fianchi) Per vostra norma e regola, le mie son sempre chiuse ... Quelle della Lorenza, evidentemente no!

SECONDA POPOLANA (maligna) E quelle della vostra figliola, come sono? Ve lo dico io, spalancate sono ... E non solo le finestre, anche qualche cos’altro ...

QUARTA POPOLANA (minacciosa, alla seconda) Brutta seccaccia linguacciuta ...

SECONDA POPOLANA (indietreggiando) Palla di lardo!

QUARTA POPOLANA (slanciandosi su di lei) Te la faccio ingoiare codesta lingua d’inferno ...

TERZA POPOLANA (interponendosi) Via, state buone, pettegole!

(Mentre Cecco fa per svignarsela, la PRIMA POPOLANA lo blocca)

PRIMA POPOLANA (curiosa) Via Cecco, siate bravo! Ditemi come è andata ... Son così in pena per la Lorenzina ...

CECCO: _ (cercando di andare) Non posso ... non posso ... (Le altre tre popolane, dimentiche della lite, circondano Cecco, impedendogli di passare)

PRIMA POPOLANA (insistente) Via, Cecco ...

SECONDA POPOLANA (c.s.) Diteci qualcosa ...

TERZA POPOLANA (c.s.) Non l’andiamo mica a ridire ...

QUARTA POPOLANA (c.s.) Ah, io sono una tomba ...

CECCO: _ (cercando di divincolarsi) Etcì! Etcì! (cerca di cavarsela col latino, in un soffio) Violentia ... carnalis...

TERZA POPOLANA (stupita) Chi è caduto in un canale?

SECONDA POPOLANA (ironica) Se era di vino ... Rinuccio!

QUARTA POPOLANA (curiosa) Che ha detto? Lorenza nel canale?

PRIMA POPOLANA (secca) Parlate schietto, Cecco!

CECCO: _ (non resistendo più) Violenza carnale ... (maligno) Se continua così ... vedremo Rinuccio sgambettare da una forca ... (improvvisamente impaurito) Oh, ma io non vi ho detto niente ... E poi ... (con aria di importanza) siamo solo agli inizi ... Etcì! (mentre le donne si scansano per sfuggire al micidiale starnuto di Cecco, questi riesce a svignarsela)

PRIMA POPOLANA (scuotendo la testa) Accidenti a quel moccolone ... Io non ci ho capito nulla ... Che avrà voluto dire?

SECONDA POPOLANA (perplessa) L’unica cosa che ho capito è che per Rinuccio si mette male ...

TERZA POPOLANA (commossa) Povero figliolo ... non ci posso credere ...

QUARTA POPOLANA (saccente) Ma che date retta a quello scimunito di Cecco ... E’ sordo come una campana ... chissà che avrà capito ... Ve lo dico io come va a finire ... Tante belle nerbate, in piazza, a quella bugiarda della Lorenza, come anticipo sulle bastonate del marito ... Se c’è giustizia!

PRIMA POPOLANA (ironica) Ecco la saputona! Io ho sentito parlare di forca ... E dunque qualcosa di grave c’è stato ... E poi Cecco l’ha detto ... violenza ... e quel che segue ... (mentre si allontanano)

SECONDA POPOLANA (uscendo) Sì , violenza l’ho sentito anch’io ... Ma che c’entra il canale? ...

TERZA POPOLANA (c.s.) Accidenti a essere ignoranti ...

QUARTA POPOLANA (c.s.) Comunque, siamo solo agli inizi ... l’ha detto anche Cecco ...

PRIMA POPOLANA (c.s.) Ma ... proverò a chiederlo al mio marito ... Lui è stato anche a Firenze ... una volta ... (Escono)

SCENA VI

(La stanza del Vicariato dove si svolge l’interrogatorio. Cecco introduce Rinuccio, un uomo ancora giovane, alto e un po’ alticcio, visibilmente spaventato)

CECCO:_ (con voce tonante) Ecco il reo ... (con tono ironico) Messer Rinuccio ...

UBALDO:_ (paterno) Entrate, Rinuccio ... (rivolto a Cecco) E voi fatemi il favore di andare a prender il marito di Madonna Lorenza ... come diavolo si chiama?

CECCO:_ (un po’ seccato) Masino ...

UBALDO:_ (c.s.) Ecco, bravo, Masino ... Andate, buon Cecco ...

CECCO:_ (c.s. fra sé) Che colpa ne ho io di questo maledetto raffreddore ... (a voce alta) Io vado, ma non so, se per la regolarità ...

NANNI:_ (persuasivo) Andate, andate, Cecco ...

CECCO:_ (fra sé) Proprio ora che veniva il bello ... (tonante) Etcì! (esce)

UBALDO:_ (a Nanni) Scusate, ma non ne potevo più dei suoi starnuti ... (rivolto a Rinuccio, con tono paterno) E allora, mio caro Rinuccio ...

RINUCCIO:_ (spaventato) Io non ho fatto niente ... Non l’ho sfiorata neppure con lo sguardo ...

UBALDO:_ (ironico) Infatti Madonna Lorenza vi accusa di averla sfiorata con qualche altra cosa ...

RINUCCIO:_ (c.s.) Non capisco ... (piagnucoloso) Io sono un pover’uomo ignorante, timorato di Dio ... Se mi piace bere, che colpa ne ho io? Io non ho fatto nulla alla Lorenza ... (si getta ai piedi di Ubaldo) Pietà, Signore, pietà ... Rendete giustizia ad un pover’uomo! ... (gridando) Io passavo di lì per caso, per tornare a casa, e mi hanno arrestato ... Ma io sono innocente come una goccia d’acqua ... Dio e la Madonna Benedetta mi sono testimoni ...

UBALDO:_ (ironico) Con tali testimoni siete a posto!

TOMMASO:_ (gentile) Calmatevi, Rinuccio, e non temete. Dite solo la verità ...

RINUCCIO:_ (piagnucolando) La verità è che io non c’entro niente ...

UBALDO:_ (paterno) Su, Rinuccio ... da bravo ... state calmo e raccontateci tutto dall’inizio ...

RINUCCIO:_ (rinfrancato) Vedete, Signore, io sono nato qui ...

UBALDO:_ (ironico) Non cominciamo da Adamo e Eva ... Su, ditemi che cosa avete fatto la notte in cui siete stato arrestato ... (tirandolo su) ... Ma prima, alzatevi in piedi ... Dio mio, puzzate ancora di vino! ... La guardia vi ha forse dato da bere?

RINUCCIO:_ (impaurito) Mia madre ... ha portato del vino ... Ed io ero così disperato ... che la guardia ... oh, è proprio un bravo figliolo, Messer Nanni ... sì, insomma ... per consolarmi ... mi ha dato qualche bicchiere ...

UBALDO:_ (ironico) E si è bevuto il resto ...

RINUCCIO:_ (ammirato) Come avete fatto ad indovinare ...

UBALDO:_ (ridendo) Ma, chissà, m’è venuto così!

RINUCCIO:_ (schermendosi) Ma se sapevo di dover parlare con Vostra Signoria ... non ne toccavo neppure un goccio ...

UBALDO:_ (deciso) Va bene, va bene ... Ma ora, raccontateci quello che accadde quella notte famosa ...

RINUCCIO:_ (piagnucolando) Io, Signore, me ne stavo in grazia di Dio all’osteria ... come tutte le sere ... ed avevo bevuto qualche bicchiere ...

TOMMASO:_ (pronto) ... di troppo ...

RINUCCIO:_ (c.s.) Bugia, bugia, Signore ... Io sono un buon cristiano e non bevo mai troppo ...

TOMMASO:_ (serio) Rinuccio, non dite bugie ... o è peggio per voi ...

UBALDO:_ (ironico) Tommaso, non confondere il testimone! ... (a Rinuccio) Dunque, non eri ubriaco?

RINUCCIO:_ (c.s.) Oh, no, Signore ... lo giuro sulla testa di mia madre ...

UBALDO:_ (ironico) Stai attento, che poi non ti porta più il vino!

TOMMASO:_ (fra sé) Maledetto bestione, si rovina con le sue mani ... (a voce alta) Eppure Messer Nanni dice che quando vi ha arrestato eravate ubriaco fradicio ... (a Nanni) Non è così ?

NANNI:_ (freddo) A me è parso ubriaco ...

UBALDO:_ (pronto) E allora, Rinuccio, perché mentite?

RINUCCIO:_ (impaurito) Oh, no Signore ... Io non dico bugie ...

UBALDO:_ (serio) Vuoi dire che il bugiardo è Messer Nanni?

RINUCCIO:_ (confuso) No, Signore ... io ... io ... sono un povero ignorante ... Non so esprimermi ... Scusate, Messer Nanni ...

UBALDO:_ (seccato) Insomma, eri sbronzo, sì o no?

RINUCCIO:_ (c.s.) Se lo dice Messer Nanni, sarà stato così ... E poi io non mi accorgo di essere ubriaco ... altrimenti smetterei subito di bere ...

TOMMASO:_ (sbrigativo) Dunque ammetete di essere stato ubriaco ... Bene ... Ed ora state attento e dite la verità! Ubriaco come eravate, eravate capace di salire su una scala o di camminare sui tetti?

RINUCCIO:_ (stupito) Io salire su una scala o camminare sui tetti? ... No, Signore, mai! ... E non perché avevo un po’ bevuto ... ma perché soffro di vertigini ...

TOMMASO:_ (trionfante) Come, come? ...

UBALDO:_ (stupito) Tu soffri di vertigini? ...

RINUCCIO:_ (stupito a sua volta) Ma se lo sa tutto il paese ...

UBALDO:_ (interessato) Continua ...

RINUCCIO:_ (deciso) Sì, lo sanno tutti e mi fanno anche degli scherzi per questo ... Tante volte, durante le feste del paese, mi mettono di forza su una scala e ridono come matti perché rimango lì come un pesce lesso, incapace di scendere ... e chiedo aiuto, disperato ... mentre la testa mi gira e vedo ruotare tutto intorno a me ... Ho perso anche il lavoro come muratore per questo ed adesso devo fare il fabbro ...

UBALDO:_ (a Nanni, serio) E’ vero?

NANNI:_ (stringendosi nelle spalle) Per succedere, è successo, in qualche festa, che l’abbiano messo su una scala e che non fosse capace di scendere ... Ma io credevo che fosse semplicemente ubriaco, come sempre ...

TOMMASO:_ (trionfante) Ubriaco o sofferente di vertigini, nel nostro caso fa poca differenza ... Rinuccio non può essere salito su una scala né aver camminato sui tetti ... Dunque ...

UBALDO:_ (serio) Calma, calma ... Rinuccio, raccontaci cosa hai fatto quando sei uscito dall’osteria ...

RINUCCIO:_ (rinfrancato) Sono andato subito verso casa e come ogni sera sono passato sotto le finestre della Lorenza ...

UBALDO:_ (curioso) E perché passate ogni sera sotto casa di Madonna Lorenza?

RINUCCIO:_ (stupito) Oh bella, perché è la strada che porta a casa mia! Non è vero, messer Nanni?

NANNI:_ (allargando le braccia) E’ vero.

UBALDO:_ (c.s.) E lei, per caso, era alla finestra?

RINUCCIO:_ (pronto) Sì.

TOMMASO:_ (insinuante) E la vedi spesso, quando passi, alla finestra?

RINUCCIO:_ (c.s.) Sì, ci vediamo spesso ...

UBALDO:_ (secco) Che vuol dire, ci vediamo?

RINUCCIO:_ (con aria di importanza) Che spesso io la saluto e lei mi risponde.

TOMMASO:_ (c.s.) Dunque lei sa bene che tu passi tutte le sere sotto casa sua ...

RINUCCIO:_ (stupito) Oh bella, certo che lo sa ... Ogni tanto le faccio anche una cantatina ...

TOMMASO:_ (c.s.) E lei?

RINUCCIO:_ (orgoglioso) Secondo come c’ha la luna ... Delle volte si mette a ridere ... delle volte mi tira un secchio d’acqua ... Lei o quel serpente della Lucia, la sua serva ...

TOMMASO:_ (c.s.) E ti ha fatto mai salire in casa?

RINUCCIO:_ (spaventato) Mai, lo giuro! ... Figuriamoci se una smorfiosa come lei, che si crede una gran signora ... fa entrare un poveraccio come me ...

TOMMASO:_ (c.s.) Perché, qualcun altro lo fa salire?

RINUCCIO:_ (con aria furba) Io non so nulla ... (dopo una pausa) Chiedetelo alla Lucia, piuttosto ...

UBALDO:_ (interessato) E che dovrebbe sapere la Lucia?

TOMMASO:_ (secco) Ascoltatemi, Rinuccio: se sapete qualcosa, dovete dirlo, nel vostro interesse. Madonna Lorenza vi accusa di averla presa con la forza ... e per un simile delitto c’è la forca!

RINUCCIO:_ (spaventato) Io sono innocente, Signore ... Io non l’ho mai toccata ... E chi dice il contrario è un bugiardo e sarà divorato dalle fiamme dell’inferno ...

UBALDO:_ (incalzante) Allora sapete qualcosa, sì o no?

RINUCCIO:_ (c.s.) Io non so nulla e non accuso gli altri di quello che non so ... Certo ...

UBALDO:_ (incoraggiante) Certo? ...

RINUCCIO:_ (esitante) Io non capisco nulla ... Sono un povero ubriacone ... Ma una cosa me la chiedo anch’io ... Che ci fa la Lorenza sempre alla finestra ... d’estate e di inverno ... la notte ... specialmente quando suo marito è fuori casa ...

NANNI:_ (secco) E tu come sai che Masino non è in casa? ...

RINUCCIO:_ (pronto) Perché lo incontro mentre fa la ronda o lo vedo passare dall’osteria ...

TOMMASO:_ (curioso) E l’hai visto anche la sera ...

RINUCCIO:_ (c.s.) Certo ... e l’oste lo può confermare!

UBALDO:_ (cambiando improvvisamente discorso) Non ci avete ancora raccontato le circostanze del vostro arresto ... Che accadde, insomma?

RINUCCIO:_ (di nuovo incerto) Non lo so ... Io passavo sotto le sue finestre ... la saluto e non mi risponde ... faccio ancora quattro passi e la sento strillare come un’aquila ...

UBALDO:_ (pronto) E che cosa gridava?

RINUCCIO:_ (c.s.) Oh, Signore ... a dir la verità, non l’ho capito ... Ero ... ero troppo sbronzo ...

NANNI:_ (severo) Ma poco fa hai negato di essere stato sbronzo ...

RINUCCIO:_ (c.s.) Via, messer Nanni, lo sapete meglio di me in che stato ero ...

TOMMASO:_ (impaziente) Continuate ...

RINUCCIO:_ (c.s.) Lei strillava ed io ho creduto che bastonasse la serva ... (dopo un’esitazione) Ed ho continuato per la mia strada, anche perché cominciava a radunarsi gente ed io mi vergognavo di essere ubriaco ... Poi è arrivato di corsa messer Nanni e mi ha arrestato ... Quella bugiarda gridava che ero entrato con la forza in casa sua, mentre lei era a letto ... ma io, lo giuro sulla testa di mia madre, in casa sua non ci sono mai entrato né di giorno né di notte ... (con intenzione) Io ... (scoppia a piangere) Signor Vicario, sono innocente ...

UBALDO:_ (secco) Questo lo vedremo ... Portatelo via ... (fa un cenno a Nanni)

TOMMASO:_ (pronto) Ma ...

UBALDO:_ (severo) Ma ... niente! (autoritario) Basta così! (Nanni fa uscire Rinuccio, affidandolo a due guardie)

TOMMASO:_ (serio) Secondo me, dice la verità ...

UBALDO:_ (pensieroso) Vedremo, vedremo ...

TOMMASO:_ (c.s.) Il suo racconto torna perfettamente ... Era ubriaco e per di più soffre di vertigini ... non avrebbe mai potuto entrare dalla finestra o calarsi dal tetto ... Secondo me, si potrebbe perfino lasciare libero ...

UBALDO:_ (c.s.) Non correr troppo ... Per ora abbiamo sentito due campane, e suonano entrambe false ...

TOMMASO:_ (piccato) Ma come poteva entrare, se tutto il paese sa ...

UBALDO:_ (pronto) Dalla porta, che la serva aveva magari dimenticato di chiudere ... A forza di vedere la bella Lorenza alla finestra, ammesso che sia vero, a Rinuccio, euforico per il vino, può esser passato per la capoccia di fare una visitina a quel ben di Dio, ben sapendo che il marito non era in casa ... Magari ha scambiato quattro parole con lei e ha creduto, sbronzo com’era, che lei lo invitasse ... ha trovato la porta aperta ... E se avesse una tresca con la serva? Eh? E per una sera dalla serva fosse voluto passare alla padrona?

TOMMASO:_ (sbotta) Ma sono solo ipotesi ... fantasiose ...

UBALDO:_ (ironico) Ricordati, ragazzo: non c’è fantasia che superi la realtà, quanto a stranezza ... E questo caso continua a sembrarmi ben strano ... (improvvisamente di buon umore) Sai che cos’è la realtà?

I tordi che ci andremo a mangiare dal buon oste ... Mens sana, in corpore pleno ...

TOMMASO:_ (pensieroso) Ma ...

UBALDO:_ (sbottando) Ma ... un par di zenzeri! Io ho fame e vado a mangiare ... Tu arrovellati pure a becco asciutto se vuoi ... (a Nanni) Voi, mi onorerete della vostra compagnia, spero ...

NANNI:_ (cortese) Con piacere ...

FINE ATTO PRIMO

ATTO SECONDO

SCENA I

(All’osteria. Ubaldo, Nanni, Tommaso stanno mangiando. Neri e Bice sono seduti allo stesso tavolo e porgono vivande ai tre commensali, mentre Fiammetta porta le vivande dalla cucina)

UBALDO:_ (euforico, addentando del cibo) SE PUR SEI CIECO O SORDO / QUANDO TU ADDENTI UN TORDO / LA VITA IN TE RISPLENDE / LIETO E SICUR TI RENDE ... (Nanni, Neri e Bice applaudono)

NERI:_ (con piaggeria) Ben detto!

BICE:_ (c.s.) Bravissimo!

TOMMASO:_ (ironico) Un vero figlio delle Muse!

UBALDO:_ (pronto) Meglio figlio bastardo delle Muse, che Musone come te! Coraggio, Tommasino! La vita è bella! Sursum corda!

TOMMASO:_ (fra sé) Meglio musone che beone!

UBALDO:_ (sempre euforico, alzando il bicchiere rivolto a Fiammetta che sta giungendo dalla cucina)

BRINDO ALLA VITA ELETTA / E ALLA BELLA FIAMMETTA! (abbraccia la ragazza, che ridendo si divincola)

FIAMMETTA:_ (con un mezzo inchino) Voi mi fate troppo onore, Messer Vicario!

UBALDO:_ (abbracciando di nuovo Fiammetta) Non sia mai detto che il poeta non si inchini alla bellezza!

FIAMMETTA:_ (con intenzione, vedendo passare Arrigo) Meno male che c’è qualcuno che l’apprezza!

UBALDO:_ (pronto) C’è forse qualcuno che la disprezza?

FIAMMETTA:_ (fissando Arrigo, inviperita) Qualcuno che gira un po’ troppo di notte! (Si divincola e si allontana, seguita da Arrigo)

UBALDO:_ (cantarellando) GIOVIN RONDONE / SVELTO RONZAVA / PRESSO UN BALCONE / ALFIN POSAVA. / SU QUEL BALCONE / LA BELLA BICE ... (interrompendosi, rivolto a Tommaso) E tu, pesce lesso, perché non corri a consolar Fiammetta? Non lo sai che il momento migliore per corteggiare una donna è quando vuol vendicarsi del suo bel damo?

TOMMASO:_ (seccato) Ho di meglio io che la Fiammetta ...

UBALDO:_ (ironico) Disse la volpe all’uva: Nolo sumere acerbam ...

NANNI:_ (sorridendo, rivolto a Tommaso) Siete fortunato, messer Tommaso, se avete di meglio, perché la Fiammetta è proprio bella ...

BICE:_ (interrompendo) Ma il suo cuore è già impegnato ...

UBALDO:_ (improvvisamente curioso) Ah, sì? E con chi?

BICE:_ (indicando Arrigo, che sta entrando) Con quel bel muso lì!

UBALDO:_ (afferando Arrigo per un braccio) Fai male, figliolo, a girar tanto di notte, quando hai in casa un tesoro ...

ARRIGO:_ (crollando le spalle) Di tesori ce ne son tanti al mondo!

NANNI:_ (serio) Ma i tesori altrui è meglio lasciarli stare, caro Arrigo!

UBALDO:_ (insinuante) A proposito, da che parte ronzi la notte?

ARRIGO:_ (improvvisamente turbato) Non date retta alle chiacchiere di una bambinetta gelosa: io la notte dormo! (si allontana bruscamente)

NERI:_ (rabbioso) Mica tanto: certe mattine dorme in piedi da quanto è stanco!

BICE:_ (melliflua, a Ubaldo) E come va il vostro lavoro, messer Vicario? E’ proprio colpevole, Rinuccio?

NANNI:_ (pronto) Bice, non disturbate messer Vicario con domande importune!

UBALDO:_ (ironico) I vostri tordi erano così buoni che meritate vi riveli un segreto ...

BICE:_ (curiosa) Davvero?

UBALDO:_ (c.s.) Ma prima dovete aiutarmi ... (serio) Voi conoscete bene Rinuccio, non è vero?

BICE:_ (titubante) Oddio ... bene ... lo conosciamo come tutti ... in paese ...

TOMMASO:_ (subito) Ma non viene qui tutte le sere a ubriacarsi? ...

NERI:_ (intromettendosi) Viene spesso, sì ...

TOMMASO:_ (c.s.) E si ubriaca sempre ...

BICE:_ (pronta) Sempre ...

UBALDO:_ (secco) E quando è sbronzo, diventa violento?

BICE:_ (ridendo) Chi? Rinuccio? ... Macché violento ... al massimo comincia a cantare ...

NERI:_ (ridendo) O si addormenta come un sasso e devo portarlo di peso fuor della porta ...

UBALDO:_ (insinuante) E una donna, ce l’ha?

NERI:_ (ridendo) Una donna? ... Secondo me non sa nemmeno come sono fatte!

BICE:_ (c.s.) Se le donne fossero botti di vino, non ne perderebbe una ...

UBALDO:_ (bevendo un bicchiere) Ma quelle di ciccia ...

NERI:_ (ridendo) Non gli interessano proprio ...

UBALDO:_ (secco) Allora, secondo voi, Madonna Lorenza non dice la verità?

BICE:_ (impaurita) Io non ho detto questo ... Che volete che ne sappia io ...

NERI:_ (titubante) Noi volevamo solo dire che qui viene solo per bere ... Quello che fa fuori non lo sappiamo ... E poi ... anche l’uomo più calmo è sempre un uomo ... E magari, sbronzo com’era quella sera ... gli può esser presa una mattana ...

UBALDO:_ (ironico) Eh, già, come si dice: semel in anno licet insanire ...

NERI:_ (ruffiano) Ben detto!

BICE:_ (per cambiare discorso) Ma ... il segreto, Signoria ...

UBALDO:_ (ridendo) Ora, ora ... Ma prima ditemi, Bice, che si dice in paese della Lorenza?

BICE:_ (sulla difensiva) Nulla ...

UBALDO:_ (insinuante) Nulla, nulla? ... Per caso, non si dice che le piace prendere il fresco alla finestra, estate e inverno?

BICE:_ (c.s.) E che male c’è? ... Si vede che ha caldo ...

TOMMASO:_ (maligno) E’ una donna calorosa ...

BICE:_ (compassionevole) Poveretta, cercherà di distrarsi un po’ ... Tanto, se aspetta la compagnia di Masino, sta’ fresca!

UBALDO:_ (insinuante) Che tipo è questo Masino?

NERI:_ (pronto) Un uomo molto pio ... devoto alla Madonna ...

BICE:_ (ironica) ... e a tutti i Santi ... E’ sempre a biascicar preghiere, rosari ... Si confesserà cento volte il mese ...

NERI:_ (lanciando un’occhiataccia alla moglie) Un vero cristiano!

UBALDO:_ (ironico) Un lodevole esempio!

BICE:_ (ormai a ruota libera) Passa la vita a far voti, fioretti e penitenze ... Viene qui e beve solo acqua, perché ha fatto voto alla Madonna di non bere vino per un mese ... Poi digiuna per penitenza ...

UBALDO:_ (ironico) E fa far troppe penitenze anche alla moglie! ...

NERI:_ (ingenuo) No... la Lorenza credo che mangi e beva quel che le pare ... E’ lui che fa i voti ... mica lei ...

BICE:_ (c.s.) Si figuri, Signoria, che un soldato ubriaco, una sera, mi ha detto che Masino gli aveva confidato di aver fatto voto di castità ... alla Madonna, perché salvasse sua madre malata ...

UBALDO:_ (curioso) E la donna è sempre viva?

BICE:_ (ridendo) Sfido io! quando fece il voto, sua madre ci aveva il raffreddore!

UBALDO:_ (ironico) Mirabile esempio di pietà filiale!

NERI:_ (cercando di rimediare alle confessioni della moglie) Non dia retta a questa pettegola ... Quel soldato era ciucco perso e chissà che s’è inventato! ...

UBALDO:_ (pronto) Ma certo, certo, caro Neri ... Se si dovesse dar retta a tutti gli ubriaconi ... (piano a Tommaso) Vedi, ragazzo ... è più utile un’ora all’osteria, che cento di interrogatorio!

BICE:_ (piccata) Sarà come dite voi, ma anche la Lucia, la serva ...

NERI:_ (pronto) Zitta! (indica verso la porta) Ecco Masino!

UBALDO:_ (fra sé) Proprio ora doveva arrivare questo cappone! Boia d’un ladro! (piano a Neri) Fatelo venire qua ... (Neri si alza e raggiunge Masino, che si è seduto ad un tavolo: è un uomo alto e secco, dall’aria stordita. Neri e Masino parlottano fra loro, poi si avviano verso il tavolo di Ubaldo)

UBALDO:_ (gentile) Sedetevi, signor caporale, e bevete un bicchiere con noi ... (fa cenno a Bice e Neri di allontanarsi)

BICE:_ (piano, a Ubaldo) E il segreto, Signoria?

UBALDO:_ (piano) Ah, già ... Eccolo: il vostro vino è buono quasi come i vostri tordi! (invita nuovamente la donna ad alzarsi)

BICE:_ (si alza imprecando fra sé) Accidenti a me! Ci son cascata come una baggiana!

UBALDO:_ (a Tommaso) Versa del vino al caporale! (a Masino) Sedete, sedete!

MASINO:_ ( a Tommaso) Non vi disturbate, bevo solo acqua ...

TOMMASO:_ (fingendo stupore) Siete astemio?

MASINO:_ (pronto) No, Signore! Sono sano come un pesce!

TOMMASO:_ (trattenendo le risa) Voglio dire: non bevete vino?

MASINO:_ (titubante) Oh, sì ... Ma ora, no ... Ho fatto un voto alla Madonna ...

UBALDO:_ (accattivante) E’ un’azione molto meritoria! Bravo, Masino!

MASINO:_ (timido) Grazie, Signor Vicario! Anche voi fate spesso dei voti?

UBALDO:_ (trattenendo le risa) Qualche volta, per Quaresima! Il nostro Tommaso invece ne fa spessissimo ...

MASINO:_ (convinto) La penitenza è un dovere di ogni buon cristiano ...

UBALDO:_ (ironico) Troppo giusto! Eh, se tutti fossero come voi, ci sarebbero meno delinquenti in giro! (con aria di mistero) Sapete, il nostro buon Tommaso, il mio aiutante, è anche lui del vostro stesso parere. E fa penitenze di ogni genere ... (strizzando l’occhio a Tommaso) Vero?

TOMMASO:_ (pronto) Certo!

UBALDO:_ (a Tommaso) Su, raccontagli l’ultimo fioretto che hai fatto! ...

TOMMASO:_ (colto alla sprovvista) Ma, veramente ...

UBALDO:_ (ironico) Sei troppo modesto e timido ... Va bene, lo dirò io, al nostro caporale ... Pensate ... giovane com’è ... Tommaso ha fatto voto di non alzare gli occhi su una donna per tutto questo mese ...

MASINO:_ (trionfante) Oh! in questo io l’ho superato!

UBALDO:_ (fingendo stupore) Davvero? Siete arrivato a due mesi?

MASINO:_ (c.s.) Ho fatto voto di castità perpetua!

UBALDO:_ (ironico) Capperi! (mellifluo) E quanto tempo è che ...

MASINO:_ (c.s.) Dall’età di diciott’anni! Mia madre era ammalata ed io giurai alla Madonna ...

TOMMASO:_ (ironico) Ed era molto grave?

MASINO:_ (serio) La povera donna starnutiva da tre giorni e tre notti ... Ma dopo il voto, in un paio di giorni guarì ...

UBALDO:_ (ironico) Un vero miracolo! (a Nanni) Voi dovreste fare lo stesso per il buon Cecco!

NANNI:_ (ridendo) Ci penserò! Mezz’ora può bastare?

UBALDO:_ (c.s.) Sufficit! (a Masino) E lo avete mantenuto sempre?

MASINO:_ (serio) Sempre!

NANNI:_ (stupito) Sarà stato terribile ...

MASINO:_ (trionfante) Terribile no ... Certo, da principio le tentazioni erano forti, ma poi a tutto ci si abitua ... E poi, adesso, sono un uomo sposato e non ho più grilli per la testa ...

UBALDO:_ (ironico) Grilli, no di sicuro! ... E poi, come dite voi, al resto ci si abitua ...

MASINO:_ (tranquillo) Oh, sì! (pausa)

UBALDO:_ (serio) Bene, caporale. Felice di avervi conosciuto.

MASINO:_ (titubante) Ecco, Signor Vicario ... permettete una preghiera? ...

UBALDO:_ (ironico) Anche un rosario! ...

MASINO:_ (c.s.) So che voi vi occupate ... della disgrazia ... della mia povera moglie ...

UBALDO:_ (ironico) Ha fatto voto di castità anche lei?

MASINO:_ (pronto) Oh, no! Non ce n’è bisogno ... avendolo fatto io ...

UBALDO:_ (c.s.) Uno in famiglia basta! ...

MASINO:_ (c.s.) E’ come se l’avesse fatto anche lei!

TOMMASO:_ (ironico) E come no!

UBALDO:_ (c.s.) Giustissimo! Perché sacrificarsi in due? Tanto l’avete fatto voi ...

MASINO:_ (di nuovo incerto) Ecco, volevo chiedervi ... che quel malnato di Rinuccio abbia una punizione esemplare ... come merita un uomo che entra nella camera di una donna sposata ... Povera Lorenza mia ... è così sconvolta ... Non le era mai capitato nulla di simile ...

UBALDO:_ (ironico) Poveretta! Non ne dubito ...

MASINO:_ (c.s.) E dunque ... potrò stare tranquillo?

UBALDO:_ (ironico) Voi dovete stare sempre tranquillo ... Se Rinuccio sarà riconosciuto colpevole ...

MASINO:_ (stupito) E potete dubitarne dopo che Lorenza l’ha denunciato?

UBALDO:_ (ironico) No, certo ... Tuttavia, Rinuccio nega ... e come sapete, ci vuole una prova certa ... E in mancanza di testimoni, bisogna ottenere la confessione del reo ... (rassicurante) Ma l’avremo presto ... non dubitate ...

MASINO:_ (felice) Grazie, Signor Vicario, grazie ... Mi levate un gran peso dal cuore e dalla testa ...

UBALDO:_ (ironico) Soprattutto i pesi di testa sono terribili ! ...

MASINO:_ (congedandosi) Io riprendo il mio servizio ... Grazie ancora, Signore ... (retrocedendo urta in Arrigo che sta portando dei piatti)

ARRIGO:_ (seccato) E state attento a dove mettete i piedi!

MASINO:_ (con aria severa) Guarda chi si vede! Se un’altra volta, come stanotte, scappi quando ti ordino di fermarti, ti faccio dare una bella scarica di nerbate dal boia!

UBALDO:_ (incuriosito) Come, come? Quel briccone stanotte girellava per il paese?

MASINO:_ (c.s.) Fosse solo stanotte ... Non sapete quante volte lo trovo, la notte ... Si può dire che lo vedo sempre quando sono di ronda!

TOMMASO:_ (pronto) E dove lo incontrate?

MASINO:_ (dopo un attimo) Mah, ora qua, ora là ... Vicino a casa mia, spesso ... Chissà che farà, in giro, la notte!

ARRIGO:_ (turbato) Non riesco a dormire e vado a prendere un po’ d’aria ...

UBALDO:_ (ironico) ... buona ... dalle parti dove abita il caporale ... perché lì l’aria è migliore ...

MASINO:_ (pronto) Questo è vero ... da noi l’aria è meglio che nel resto del paese ... (senza farsi notare Arrigo esce)

TOMMASO:_ (ironico) Scommetto che lo dice anche vostra moglie!

MASINO:_ (stupito) Bravo, avete indovinato ... A dire il vero è lei che dice che da noi c’è l’aria buona ... Alla Lorenza piace tanto prendere una boccata d’aria alla finestra, la sera ... Anche d’inverno, sapete ... Dice che l’aria chiusa la disturba ...

UBALDO:_ (ironico) Siete fortunato, Masino ... Avete sposato una donna saggia e istruita ... che pensa alla salute ...

MASINO:_ (felice) Oh, sì ... Le piace tanto guardare le stelle ...

UBALDO:_ (c.s.) Statemi bene, Masino e ... buona ronda!

MASINO:_ (avviandosi alla porta) Grazie, Signore ...

UBALDO:_ (c.s.) E state attento alla testa ... Alto come siete, non vorrei sbatteste nella porta ...

MASINO:_ (uscendo) Ci passo, ci passo! (esce)

UBALDO:_ (ridendo) Mi gioco i pendenti che quello è becco e felice ... (a Tommaso) Ottima caccia! (versandosi un bicchiere di vino e mescendolo anche a Nanni e Tommaso) E ora, al lavoro! Voi, Nanni, andate a prendere la servetta e portatela nel vostro ufficio ... Tu (a Tommaso) precedimi ... Io resto a far quattro chiacchiere col farfallone notturno ... (Nanni e Tommaso escono)

UBALDO:_ (fra sé) E bravo Arriguccio! A chi troppo e a chi niente! Del resto, quando il gallo entra nella stia del cappone ... (sbadiglia) le galline fan festa ... (sbadiglia ancora) Beh, Arrigo può aspettare, Morfeo no (si stira e si addormenta)

SCENA II

(La piazza del mercato. Quattro giovani contadine con dei cesti di verdura in mano)

PRIMA GIOVANE:_ (tutta agitata) Avete sentito? Rinuccio non c’entra nulla e stasera verrà rilasciato ...

SECONDA GIOVANE:_ (stupita) Davvero? E la Lorenza allora s’è inventata tutto? E che vantaggio c’aveva?

TERZA GIOVANE:_ (alla prima) E a te chi te l’ha detto?

PRIMA GIOVANE:_ (piccata) L’ha detto Cecco a mio padre ...

QUARTA GIOVANE:_ (maligna) Vuol dire che invece di veder sgambettare Rinuccio dalla forca, si vedrà saltare la Lorenza sotto le nerbate ... o come bugiarda o come puttana ...

PRIMA GIOVANE:_ (seria) Veramente, Cecco della Lorenza non ha parlato ...

SECONDA GIOVANE:_ (aggressiva) Oh bella! Delle due, l’una: o è stato Rinuccio o la Lorenza s’è inventata tutto. Ma perché inventarsi questa storia, mi dico io?

TERZA GIOVANE:_ (spaventata, facendosi il segno della croce) Gesù Maria!

QUARTA GIOVANE:_ (stupita) Che ti prende, ora?

TERZA GIOVANE:_ (c.s.) Vi ricordate cosa disse il predicatore che venne per la Quaresima? Che delle volte il diavolo, quando vuol tentare qualcuno, gli appare sotto l’aspetto di una persona conosciuta ... (le tre giovani si segnano spaventate)

SECONDA GIOVANE:_ (impaurita) Certo questo spiegherebbe tutto: Rinuccio che non c’entra niente e la Lorenza che ha creduto di vederlo in camera ...

PRIMA GIOVANE:_ (c.s.) Gesù Maria, il Diavolo a Vicomagno!

QUARTA GIOVANE:_ (perplessa) Certo il diavolo spiegherebbe tutto, eppure io non ci credo ...

TERZA GIOVANE:_ (stupita) Non credi al diavolo?

QUARTA GIOVANE:_ (seccata) Al diavolo ci credo, ma se proprio voleva tentare la Lorenza, perché prendere l’aspetto di quel ranocchio di Rinuccio ... poteva scegliere un altro, un po’ più bellino ...

SECONDA GIOVANE:_ (segnandosi) Non scherzare su queste cose ...

PRIMA GIOVANE:_ (ricordando) Vi ricordate cosa disse il predicatore ... il diavolo è ...imper ... impre ... insomma non si può capire che ha in testa ...

QUARTA GIOVANE:_ (scoppiando a ridere) In testa c’ha le corna ... come Masino ... Poveraccio, anche il diavolo ci si doveva mettere a farlo becco ...

SECONDA GIOVANE:_ (impaurita) Proprio lui che sta tutto il giorno a pregare ...

TERZA GIOVANE:_ (spaventata) E Belzebù s’è voluto vendicare ...

QUARTA GIOVANE:_ (ridendo) Comunque Satana un gran gusto non ce l’ha ... proprio in Rinuccio si doveva manifestare! ...

(Entrano le quattro popolane)

PRIMA POPOLANA:_ (curiosa) Figliole, ci sono novità sulla storia della Lorenza?

SECONDA GIOVANE:_ (subito) Pare che Rinuccio non c’entri nulla ... E’ stato il diavolo ad apparire alla Lorenza sotto l’aspetto di Rinuccio ...

SECONDA POPOLANA:_ (spaventata) Gesù!

QUARTA POPOLANA:_ (scettica) E a te chi te l’ha detto?

PRIMA GIOVANE:_ (con aria d’importanza) L’ha detto Cecco a mio padre e lui l’ha saputo dal Vicario in persona ...

TERZA POPOLANA:_ (convinta) Allora è una notizia sicura ...

TERZA GIOVANE:_ (c.s.) Sicurissima ...

PRIMA POPOLANA:_ (spaventata) Ora faranno venire un esorcista da Siena per togliere il demonio a Lorenza ...

SECONDA POPOLANA:_ (sincera) Veramente a me la Lorenza tanto indemoniata non mi pareva, quando l’ho vista ieri ...

QUARTA POPOLANA:_ (saccente) Come correte ... indemoniata! Se tutte le donne che si ritrovano un uomo in camera fossero indemoniate ... sarebbe pieno il mondo ... Sta’ a vedere che tutte le puttane sono possedute dal demonio! ... Satana c’avrebbe un gran daffare! ...

SECONDA POPOLANA:_ (alla quarta) Tu che sai tutto, spiegami allora: se Rinuccio non c’entra nulla, perché mai la Lorenza l’avrebbe accusato?

QUARTA POPOLANA:_ (piccata) Sarà il suo ganzo!

PRIMA POPOLANA:_ (sarcastica) Via, che dici? Se la Lorenza voleva un ganzo, proprio Rinuccio s’andava a prendere? Ma l’hai visto bene?

QUARTA POPOLANA:_ (c.s.) Delle volte gli uomini c’hanno delle doti nascoste ...

SECONDA POPOLANA:_ (ironica) Lui l’ha nascoste bene davvero! Quel seccadamigiane! Addosso a lui, s’imbriacano anche le pulci!

PRIMA GIOVANE:_ (segnandosi) E’ stato il diavolo, vi dico!

TERZA POPOLANA:_ (c.s.) Madonnina santa!

PRIMA POPOLANA:_ (c.s.) E ora che succederà? Povera Lorenza! (mentre si allontanano arriva il ciabattino)

CIABATTINO:_ (a voce alta) O donne, che ci sono novità?

SECONDA POPOLANA:_ (subito) Il Vicario venuto da Siena ha detto che c’entra il diavolo ... La Lorenza è indemoniata e ha le visioni ... (Le donne si allontanano)

CIABATTINO:_ (pensieroso) Ma guarda un po’, il diavolo! (uscendo di corsa) Vado subito a dirlo all’osteria! (Esce)

SCENA TERZA

(La stanza del vicariato dove si svolge l’interrogatorio: sono presenti UBALDO, TOMMASO, CECCO)

CECCO:_ (tonante) Etcì !

UBALDO:_ (ironico) Non c’avete nessuno che fa un bel voto di castità per la vostra salute ?

CECCO:_ (stupito) Come dite?

UBALDO:_ (ridendo) Niente, niente ... pare che i voti di castità abbiano effetti miracolosi sui raffreddori ...

CECCO:_ (allargando le braccia) Che volete, alla mia età, voto o non voto ...

TOMMASO:_ (ridendo) Vedete, basta nominarlo e subito non starnutite più !

CECCO:_ (fra sé,sconcertato) Beato chi li capisce, questi cittadini ?

UBALDO:_ (tranquillo, a Cecco) Che si dice in paese ?

CECCO:_ (ridendo) Figuratevi, son tutti convinti che la Lorenza sia indemoniata... che Rinuccio non c’entri nulla e che lei abbia ricevuto la visita del diavolo sotto le sembianze di Rinucccio ! Etcì !

UBALDO:_ (pronto) Povero diavolo ! Proprio Rinuccio avrebbe scelto ! (improvvisamente rabbuiandosi, a Tommaso) Qui bisogna chiudere questa storia al più presto ! Questi discorsi non piacciono affatto. Quando si parla del diavolo si sa dove si comincia, ma non dove si finisce! poi magari qualche gonzo si convince davvero e tutti cominciano aveder Satana ad ogno angolo ... arrivano preti ed esorcisti ... brrr ! Brutto affare, allora! Sarà meglio tener le tonache alla larga !

NANNI:_ (affacciandosi) Lucia é qui. La faccio entrare ?

UBALDO:_ (pronto) Fatela aspettare. Entrate voi, piuttosto. (Nanni entra)

UBALDO:_ (a Nanni) Avete sentito queste stupide chiacchere sul diavolo ?

NANNI:_ (perplesso) In paese non si parla d’altro. (guardando Cecco) Io vorrei sapere chi ha messo in giro queste voci !

UBALDO:_ (secco) Be, queste dicerie non mi piacciono affatto. Bisogna chiudere subito l’inchiesta. Bisogna far cantare Lucia. (Riflette un attimo) Bisogna spaventarla ben bene e farle sputare il rospo...

TOMMASO:_ (perplesso) Se sa qualcosa ...

UBALDO:_ (riflettendo) Sa, sa ... (improvvisamente) Avete un frustino ?

NANNI:_ (tirando fuori la frusta) Eccolo !

UBALDO:_ (con un sorrisetto) Non preoccupatevi, non voglio usarlo ! Ma spaventerà ben bene la servetta ! Mi raccomando, un’aria severa ... (a Cecco) Voi andate a prendere la Lorenza e poi Arrigo, Masino e Rinoccio. Li farete entrare quando ve lo dirò io ! (Cecco esce visibilmente seccato) Bene! Ed ora fate entrare Lucia ! (Nanni fa entrare la ragazza. Ubaldo batte nervosamente il frustino sul suo stivale)

LUCIA:_ (turbata) Buon giorno, signore !

UBALDO:_ (severo e continuando a muovere il frustino) Figliola, voi siete di fronte alla giustizia e dovete dire la verità ! Guai a voi se mentite ! (fa schioccare il frustino sul tavolo)

LUCIA:_ (spaventata) Io... dico sempre... la verità !

TOMMASO:_ (severo) Sarà meglio per voi !

UBALDO:_ (c.s.) Questo lo vedremo presto ! (a Nanni) Avete preparato gli strumenti per far sciogliere la lingua a chi mente ?

NANNI:_ (serio) Sono già pronti insieme all’aiutante del Bargello.

UBALDO:_ (severo) Benissimo ! (improvvisamente, rivolto a Lucia) Raccontateci che cosa avvenne in casa di Madonna Lorenza quella sera famosa !

LUCIA:_ (spaventatissima, balbettando) Io non lo so... dormivo... della grossa... e mi sono svegliata... solo quando la signora ha chiamato aiuto... mi indicava la finestra aperta ed io ho... visto Rinuccio... che correva...

TOMMASO:_ (all’improvviso) Quando vedeste la vostra padrona, era vestita di tutto punto come la trovò Messer Nanni o...

LUCIA:_ (confusa) Non... ricordo...

UBALDO:_ (con voce terribile. battendo il frustino sul tavolo) Tutte bugie !... Solo un cumulo di bugie!... Ragazza, state attenta (agita il frustino)... o sarà peggio per voi...

LUCIA:_ (piagnucolando) Signore... pietà !

UBALDO:_ (dopo uno sguardo d’intesa con Tommaso e Nanni) Badate bene a quel che dite, o perderò la paziena ! Noi sappiamo già tutto... quindi mentire non serve!... Vi dirò io come sono andate le cose, quella sera ! Rinuccio non c’entra niente... la vostra padrona sapeva che passava sempre di lì e quando l’ha visto ha cominciato a gridare... ma Rinuccio non é mai entrato in casa vostra. C’entrava invece l’amante della vostra padrona ! Io so quel nome, perché lui ha già confessato... ma voglio che lo diciate voi, per vedere se siete sincera ! Allora, quel nome !?! (batte di nuovo il frustino sul tavolo)

LUCIA:_ (spaventatissima) Ma... io

NANNI:_ (severo) Su, Lucia, non vi rovinate... dite quel nome...

LUCIA:_ (vinta) A... rri... go !

UBALDO:_ (cambiando improvvisamente tono,gioviale) Brava figliola ! Hai detto la verità ! (paterno) Puoi andare adesso, libera come un uccellino ! E stai tranquilla... la tua padrona non saprà mai che hai parlato...

LUCIA:_ (piangendo) Oh, signore, non mi rovinate...

UBALDO:_ (paterno) Stai tranquilla, ti ho detto. Vai, ora, e stai bene ! (Lucia esce ancora tremante)

TOMMASO:_ (felice) Finalmente ! Ma davvero Arrigo aveva confessato ?

UBALDO:_ (ridendo) Mai parlato con Arrigo !... Dopo pranzo mi sono addormentato !

NANNI:_ (stupito) E allora ?

UBALDO:_ (ridendo) Come dire... mestiere ! (fregandosi le mani) Ed ora, dopo la serva, pensiamo alla padrona !

TOMMASO:_ (serio) Stesso trattamento ?

UBALDO:_ (dopo un attimo di riflessione) Aspettiamo... cominciamo con la dolcezza... poi eventualmente... se ho capito bene la Lorenza, va presa per il verso del pelo... poveretta,con quel marito... un ganzo era il meno che potesse desiderare !

NANNI:_ (calmo) La faccio entrare ? (Ubaldo fa segno di sì con la testa e posa il frustino sul tavolo)

LORENZA:_ (entrando) Buongiorno, messer Vicario...

UBALDO:_ (paterno) Entra, figliola, entra e non aver paura. (breve pausa) Ascoltami, Lorenza. Io potrei essere tuo padre e come un padre ti parlo. Tu non ci hai detto la verità...

LORENZA:_ (irrigidendosi) Signore, non dubitate di me...

UBALDO:_ (un pò più severo) Senti, figliola, noi sappiamo già molte cose... soprattutto che Rinuccio non é mai entrato in casa tua... e poi che tu avevi un amante...

LORENZA:_ (cercando di difendersi) E’ falso, é falso...

UBALDO:_ (senza curarsi dell’interruzione, via via sempre più implacabile) Io ti capisco... tu sei giovane, bella e con quel babbeo di tuo marito... io capisco benissimo... e ti prometto che se mi dirai la verità... io sistemerò ogni cosa...

LORENZA:_ (annaspando) Io ho visto Rinuccio in camera mia... (come per un’improvvisa illuminazione) A meno che...

UBALDO:_ (subito) Sì ?

LORENZA:_ (fingendosi spaventata) Ora mi tornano in mente le parole del predicatore che é venuto qui per la Quaresima... disse che talvolta il diavolo... per tentare un buon cristiano... prende le sembianze più strane... potrebbe essermi apparso Rinuccio...

UBALDO:_ (severo, battendo il frustino sul tavolo) Te lo dico io come si chiama il tuo diavolo ... si chiama Arrigo !

LORENZA:_ (annichilita) Co... me... di... te...

UBALDO:_ (incalzante) Senti, sappiamo già tutto... meno un particolare... dimmi quel particolare e io prometto di aiutarti...

LORENZA:_ (tentando l’ultima difesa) Voi mi offendete... forse... il diavolo...

UBALDO:_ (di nuovo paterno) Lascia stare il diavolo, che é meglio per tutti ! Sciocca, tu non sai che cosa vuol dire toccare certi argomenti... tu non ti troveresti di fronte me... ma un esorcista e forse un inquisitore... e quelli usano i tratti do corda !

LORENZA:_ (spaventata) Mio Dio !

NANNI:_ (amichevole) Sii ragionevole, Lorenza !

UBALDO:_ (fermo. ma amichevole) Seguimi... tu hai visto passare sotto le tue finestre Rinuccio, ubriaco come sempre, e hai pensato che era l’uomo adatto per essere accusato di violenza carnale... ma hai commesso un errore... lui non può essere entrato dalla finestra in casa tua... e tu, come tutto il paese, sai bene perché... allora, dimmi perché hai dovuto accusarlo e io ti aiuterò...

LORENZA:_ (cedendo) Perché sono incinta...

UBALDO:_ (sollevato) Laus Deo !

TOMMASO:_ (scandalizzato) Che dite ?

UBALDO:_ (sorridendo) Che hai capito ? Laus Deo, perché finalmente il caso é chiuso... ed é il figlio del diavolo... Arrigo ?

LORENZA:_ (con fil di voce) Sì...

UBALDO:_ (incalzante) E siccome quel grandissimo bue di tuo marito ha fatto il voto di castità... tu non sapevi come fare... e hai pensato a quell’ ubriacone di Rinuccio che tutte le notti ti faceva una cantatina sotto le finestre... e quando l’hai visto passare... é così ?

LORENZA:_ (con un fil di voce) Sì... aiutatemi, signore !...

NANNI:_ (stupito) E adesso che si fa ?

TOMMASO:_ (incredulo) Non c’é via d’uscita !

LORENZA:_ (piangendo) Povera me !

UBALDO:_ (riflettendo) Certo, non é facile !... ma si può fare... (rivolto a Lorenza) Lascia fare a me! Hai qualche parente a Siena?

LORENZA:_ (rinfrancata) No, signore !

UBALDO:_ (dopo un attimo di riflessione) Va bene, verrai a casa mia !

TOMMASO:_ (ironico) Che intendete fare ?

UBALDO:_ (deciso) Aspetta e vedrai... (a Lorenza) quanto manca alla nascita ?...

LORENZA:_ (con un fil di voce) Sei mesi...

UBALDO:_ (c.s.) bene, tu dirai a tuo marito che hai fatto voto di ritirarti per sei mesi in convento a Siena, per penitenza e meditazione. Il cappone sarà felicissimo !... Ti porterai dietro anche Lucia... e starete a casa mia...

NANNI:_ (stupito) Sì, ma come nascondere il pargolo ?...

UBALDO:_ (sempre più sicuro) Non ci sarà niente da nascondere... Masino se lo prenderà in casa ben volentieri... questo é affar mio...

TOMMASO:_ (perplesso) E a Rinuccio che diremo ?

UBALDO:_ (ormai tranquillo) Anche questo é affar mio... (rivolto a Lorenza) tu esci e fidati di me, poi ti dirò tutto...

LORENZA:_ (commossa) Sono nelle vostre mani...

UBALDO:_ (baciandola in fronte) Stai tranquilla, ragazza mia... (Lorenza esce) Sù, cominciamo dall’osso più duro... fate entrare Rinuccio... e voi secondatemi in tutto... (Nanni fa entrare Rinuccio)

UBALDO:_ (fingendo di confabulare con Tommaso) Capisci ? Non c’é altra soluzione... per il bene di tutti...

RINUCCIO:_ (confuso) Signore ?

UBALDO:_ (paterno) Vieni, vieni, figliolo... (con tono paziente, ma serio) Ascoltami, Rinuccio... Madonna Lorenza ha ammesso di essersi sbagliata...

RINUCCIO:_ (sollevato) Sia lodato il cielo !

TOMMASO:_ (serio) Sempre sia lodato !

UBALDO:_ (deciso) Però, ormai il danno é fatto... di fronte al paese, Lorenza non può dire di essersi sbagliata senza perdere l’onore...

RINUCCIO:_ (spavaldo) E io che c’entro?... all’onore di Lorenza, ci penserà Masino...

UBALDO:_ (deciso) E invece devi pensarci anche tu... perché se tu non farai quello che ti dico io, lei insisterà nelle sue accuse... e sarà la tua parola contro la sua... ma tu sei un ubriacone, e lei la moglie di un pio caporale... capisci ?

RINUCCIO:_ (stordito) Non molto... ma credo di essere rovinato...

UBALDO:_ (sorridente) Niente affatto, se mi darai retta... c’é un modo per salvare capra e cavoli... tu confesserai di essere entrato in casa di Lorenza, ma per parlare alla serva, a Lucia... che doveva darti un qualche lavoro da fare... e siccome eri ubriaco fradicio, hai sbagliato porta e sei finito in camera di Madonna Lorenza, che, per lo spavento si é messa a gridare... tu, impaurito a tua volta, e non capendo niente per il vino, ti sei messo a scappare... etcetera, etcetera, etcetera... tu ne esci pulito e l’onore di Lorenza é salvo... (fa un cenno d’intesa a Nanni)

NANNI:_ (paterno) Dai retta al Signor Vicario, Rinuccio ! Così ne uscite tutti senza problemi...

RINUCCIO:_ (dopo un attimo di riflessione) Ah, per me... se va bene a voi e a Lorenza...

TOMMASO:_ (amichevole) Bravo Rinuccio, voi sì che siete ragionevole...

RINUCCIO:_ (perplesso) Ma che lavoro dovevo fare per Lucia ?...

UBALDO:_ (ironico) Forgiare un bell’elmo con due grandi corna per Masino... un regalo di Madonna Lorenza per il caro sposo...

RINUCCIO:_ (convinto) Gli elmi sono la mia specialità... ma le corna mi riescono peggio...

UBALDO:_ (ironico) Non ti preoccupare, per Masino, purché siano grandi, vanno benissimo anche un po' storte... vai adesso, figliolo, sei libero...

RINUCCIO:_ (felice) Così ci ho guadagnato anche un lavoro...

UBALDO:_ (ridendo) Appunto... e mi raccomando, mettiti subito all’opera...

RINUCCIO:_ (uscendo) Farò delle corna straordinarie...

TOMMASO:_ (tirando un sospiro di sollievo) E... uno !

UBALDO:_ (sorridendo) E ora il cappone ! (Nanni fa entrare Masino)

UBALDO:_ (gentile) Entrate, caporale e state lieto... il caso é risolto !

MASINO:_ (felice) Rinuccio sarà impiccato ?

UBALDO:_ (fra sé) Eccolo qua, il santerellino, che vuole il suo pezzo di carne umana ! (a voce alta) Nemmeno per sogno ! Ascoltate, Masino: si è trattato di un ridicolo abbaglio...

MASINO:_ (stupito) Come, un abbaglio ?

TOMMASO:_ (rassicurante) Sì, un abbaglio...

NANNI:_ (c.s.) Un abbaglio, credetemi...

UBALDO:_ (c.s.) Rinuccio é entrato davvero in casa vostra, perché l’aveva chiamato Lucia...

MASINO:_ (stupito) Ma come, di notte... e perché ?

UBALDO:_ (convincente) Quella sbadata di Lucia si era dimenticata di una commissione che vostra moglie le aveva affidato... Madonna Lorenza voleva farvi un regalo: un bell’elmo nuovo...

TOMMASO:_ (maligno) Con delle corna fiammanti...

UBALDO:_ (c.s.) La serva se n’era scordata e quando l’ha sentito cantare per la strada, ha fatto un cenno a Rinuccio d’entrare...

MASINO:_ (stupito) E perché non l’ha detto subito ?

TOMMASO:_ (mellifluo) Per paura che vostra moglie la bastonasse per la sua dimenticanza...

MASINO:_ (felice) Però, come é buona la mia Lorenza... pensa sempre a me... un elmo nuovo...

UBALDO:_ (ironico) Con delle corna nuovissime...

MASINO:_ (soddisfatto) Con le corna... non ce l’ha nessuno in paese...

UBALDO:_ (fra sé) Ce l’hanno, ce l’hanno... (a voce alta) Rinuccio, ubriaco com’era, é entrato per sbaglio in camera di vostra moglie, che, visto profanare il sacro talamo, si é messa a gridare...

MASINO:_ (perplesso) Ma l’accusa di violenza ?...

TOMMASO:_ (rassicurante) Giustamente adirata contro Rinuccio, voleva vendicarsi dell’affronto subito e...

NANNI:_ (c.s.) ... lasciandosi prendere dalla voglia di vendetta...

UBALDO:_ (ironico)... e preoccupata soprattutto del vostro onore... ha un po' esagerato nell’accusa... ma state lieto, non c’é stata nessuna violenza... figuratevi, ubriaco com’era !...

MASINO:_ (felice) Sia ringraziato Iddio !

UBALDO:_ (ironico) Non vi precipitate a far nuovi voti, perché ci ha già pensato vostra moglie...

MASINO:_ (stupito) Mia moglie ?

UBALDO:_ (convincente) Sì... pienamente contrita per aver esagerato nelle accuse a Rinuccio... per punire uno spirito di vendetta che poteva costare la testa a quel pover’uomo, ha fatto voto di ritirarsi ad espiare e a meditare per sei mesi in un convento di monache di clausura a Siena... (ironico) Non vi dispiace, vero, di non vederla per sei mesi?

MASINO:_ (soddisfatto) Mi dispiace, sì, ma di fronte ad un voto...

TOMMASO:_ (ironico) Appunto... fiat voluntas Dei !

MASINO:_ (giungendo le mani) Per omnia secula seculorum !

UBALDO:_ (ironico) Amen ! (con fare compiaciuto) Vedete, tutto si é risolto nel migliore dei modi... Sono stato bravo nel condurre l’affare ?...

MASINO:_ (sincero) Bravissimo, signor Vicario...

UBALDO:_ (c.s.) L’onore di vostra moglie é salvo e pure la testa di Rinuccio... siete contento ?

MASINO:_ (c.s.) Contentissimo !

UBALDO:_ (mellifluo) Adesso, però, sta a me chiedervi un favore...

MASINO:_ (pronto) Disponete di me...

UBALDO:_ (secco) Masino. vi piacerebbe avere un figlio ?

NANNI:_ (a voce bassa) Eccoci !

TOMMASO:_ (c.s.) Dove diavolo vuole arrivare !

MASINO:_ (sincero, ma un po' stupito) Oh, sì, tantissimo, ma con il mio voto... é impossibile !

UBALDO:_ (incalzante) E se io ve lo facessi avere, senza rompere il voto ?

TOMMASO:_ (a voce bassa) O mio Dio !

NANNI:_ (c.s.) Catastrofe !

MASINO:_ (stupito ) Non capisco !

UBALDO:_ (prendendolo sottobraccio) Caro Masino, statemi a sentire. Io conosco in Siena una pia donna, già madre di dieci figli ed in attesa dell’undicesimo... ma purtroppo, un mese fa il suo degno consorte é passato a miglior vita, lasciandola in disperata miseria... la povera madre mi ha pregato di trovare una famiglia devota e pia che accolga la sua ultima creatura, che lei non potrebbe mai sfamare... non vorreste voi fare quest’opera di misericordia, per amor mio e ad majorem Dei gloriam ?

TOMMASO:_ (stupefatto) Che volpe !

NANNI:_ (ammirato) Che testa fina !

MASINO:_ (dopo un attimo di esitazione, felice) Io sarei felicissimo ! Sarei padre senza rompere il voto... (rabbuiandosi) ma Lorenza che dirà ?

UBALDO:_ (mellifluo) Mi son permesso di accennare al Madonna Lorenza, che si é dimostrata entusiasta...

MASINO:_ (felice) Davvero ?

NANNI:_ (rassicurante) Sul mio onore !

TOMMASO:_ (maligno) Pensate che ha già scelto il nome, se é maschio...

MASINO:_ (stupito) Ah sì ? E quale ?

TOMMASO:_ (c.s.) Arrigo !

MASINO:_ (interdetto) Non mi piace tanto... ma se va bene a lei...

UBALDO:_ (ironico) A lei va benissimo,. statene certo !

MASINO:_ (entusiasta) E quando nascerà ?

UBALDO:_ (pronto) Fra sei mesi...

MASINO:_ (felice) Proprio quando la Lorenza torna dal convento...

UBALDO:_ (ironico) Ma guarda che combinazione ! Non ci avevo proprio pensato !

TOMMASO:_ (maligno) Coì ritroverete insieme la moglie e il figlio !

NANNI:_ (a voce bassa, rivolto a Masino) Che grandissimo coglione !

UBALDO:_ (ironico) E dunque, siete felice ?

MASINO:_ (felice) Felicissimo ! Pensate, a me piacerebbe avere tanti bambini... ma con quel voto...

UBALDO:_ (ironico) Mai mettere limiti alla Divina Provvidenza... chissà che in futuro non ci sia qualche altro caso pietoso da sanare !

MASINO:_ (beato) Sempre pronto !

NANNI:_ (ironico) Bravo caporale , continuate così !

UBALDO:_ (paterno) Andate ora Masino a dividere la vostra gioia con la cara Lorenza...

MASINO:_ (rivolto a Ubaldo) Grazie, signore, volo... (fra sé) Sarò padre... e senza rompere il voto ! (esce)

UBALDO:_ (soddisfatto) E anche questa é fatta e senza diavoli in mezzo !

NANNI:_ (c.s.) E con soddisfazione di tutti !

UBALDO:_ (a Tommaso) Vedi, figliolo, con un po' di buon senso si può far giustizia a tutti, senza rovinar nessuno...

TOMMASO:_ (convinto) Me ne ricorderò !

NANNI:_ (a Ubaldo) Signor Vicario, ho pensato che sarebbe meglio, viste quelle sciocche dicerie sul diavolo che si sono diffuse in paese, se voi parlaste alla nostra gente, spiegando per filo e per segno il caso...

TOMMASO:_ (ridendo) Bugie comprese...

UBALDO:_ (ridendo) Eh, le bugie sono spesso il sale della verità: ricordatelo, ragazzo ! (a Nanni) Su, raduna questa buona gente !

TOMMASO:_ (ironico) Ma al diavoletto Arrigo non diciamo niente ?

UBALDO:_ (ridendo) Quello sarebbe ben felice di restarne fuori, per ora... e a seconda delle ronde di Masino, continuerà a godersi la Lorenza, la Fiammetta e il pargoletto ! (con un sospiro) Beata gioventù ! (a Tommaso) E tu svegliati, allocco !

NANNI:_ (ridendo) E fatti un po' diavolo anche tu !

UBALDO:_ (ridendo) Povero diavolo ! Fra Rinuccio e Tommaso, meno male che c’é Arrigo a salvargli la reputazione !

TOMMASO:_ (fingendosi adirato) Accidenti a voi, boccacce d’inferno ! Ma vi farò ricredere !

UBALDO:_ (ridendo) Meglio tardi che mai ! (i tre escono ridendo)

SCENA QUARTA

(Sulla piazza si svolge una festa popolare. Tutti ballano, bevono e cantano. In mezzo alla confusione si sente la voce di Nanni)

NANNI:_ (a voce tonante) Amici, un attimo di attenzione ! Messer Ubaldo ha chiarito il caso, di Lorenza e Rinuccio e adesso, se starete zitti, vi racconterà come sono andati i fatti... (tutti tacciono)

UBALDO:_ (con voce tonante) Cari amici... eccovi la verità nuda e cruda... Madonna Lorenza... (la voce di Ubaldo si spenge lentamente mentre tutti ritornano alla festa)

UBALDO:_ (ballando con Lorenza) Lorenzina, ricordati, al battesimo il padrino sarò io !

LORENZA:_ (raggiante) Promesso ! (Ubaldo continua a ballare, poi cede Lorenza ad Arrigo)

UBALDO:_ (ad Arrigo) Senti, ragazzo, se in questi sei mesi metti in cinta qualcun altra, dimmelo subito, prima di scomodare diavoli e ubriaconi !

LORENZA:_ (maliziosa) Se si prova, l’ammazzo ! (ma in quel mentre Fiammetta soffia Arrigo a Lorenza e lo trascina a ballare)

UBALDO:_ (ridendo, a Lorenza) Per sei mesi... niente diavoli... solo acqua santa !

Fine