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I CACCIACONTI

dramma in due atti di
FRANCO MANFRIANI

4-5-6 luglio 1996 ore 21.15
piazza Garibaldi

torna a teatro

PERSONAGGI
Messer Ildobrandino Cacciaconti   Piero Baccheschi
Beatrice la moglie   Lucia Bassi
Bindo il figlio   Lorenzo Bartoli
Laura la figlia   Olga Rossi
Rinaldo Cacciaconti fratello di Ildobrandino   Stefano Buracchi
Giovanni capo dei famigli del Cacciaconti   Luca Tiezzi
Betta nutrice di Beatrice   Martina Mussolini
Fiammetta lavorante dei Cacciaconti   Michela Marignani
Lamberto l’innamorato di Fiammetta   Sandro Stefanini
Bianca lavorante dei Cacciaconti   Simona Ghigiotti
Damiano l’innamorato di Bianca   Andrea Marcucci
Messer Mino notaio   Gianni Poliziani
Messer Brunamonte podestà di Siena   Brunero Terrosi
Messer Nuccio Saracini inviato del podestà di Siena   Francesco Storelli
Maffeo Trecchi sindaco di Sinalunga   Cesare Giani Contini
Un sacerdote   Giampiero Peruzzi
Una Voce   Anna Maria Bigliazzi
Servi Anna Semeraro, Daniele Baccheschi Le servette Mara terrosi, Barbara Gori, Francesca Molinaro, Gabriella Alvini
 
Direttore artistico Massimo Masini
Assistente alla regia Laura Nepi
Testo Paolo Manfriani su Ricerche storiche di Giorgio Gengaroli
Realizzazione costumi Antonella ed Ersilia Botticelli, Marisa Peruzzi, Vanna Caporali, Lara Parri, Nada Posani, Mara Cacioli, Renata Bertocci, Miria Giannini
Allestimento strutture Ditta Fornai Daniele Realizzazioni grafiche Studio Padrini Realizzazione scene Giulio Benvenuti, Ivo Padrini, Sergio Marignani, Renato Alvini Musica Gianni Bagnoli Impianto luci e fonico Cast Nuovi Orizzonti
Organizzazione-Pubblicità Ass.Sinalunga Storia e Cultura Pro-Loco Sinalunga

 

 

Il Testo

ATTO I

Scena I

Una sala del castello dei Conti Cacciaconti.
(Beatrice, moglie di Ildobrandino sta pregando con le sue giovani serve)

Beatrice (facendosi il segno della croce) ... nunc et in hora mortis nostrae, Amen.

Tutte Amen.

Betta (rivolta alle ragazze) Su svelte, al lavoro ! (Le ragazze prendono a cucire)

Beatrice (agitata, fra sè) Oh, signore, aiutami tu ! Illumina la mente di mio marito e fa’ che torni da Siena sano e salvo, (Si alza sempre più agitata, torcendosi le mani, poi si siede nuovamente, prendendosi la testa fra le mani)

Betta (avvicinandosi con premura a Beatrice) Calmatevi, Signora ! Confidate nel Signore e nella saggezza del padrone ...

Beatrice (abbracciando Betta) Non riesco a trovar pace, Betta cara ...

Betta (tentando di farla distrarre) Eh via ! che temete ? Non è la prima volta che messer Aldobrandino va a Siena ... e alla sua età, non avrà più voglia di correre la cavallina ...

Beatrice (interrompendola) Non scherzare. Betta! Questa volta non è come le altre, questa volta mio cognato ha passato il segno ...

Betta (cercando di minimizzare) Lo sanno tutti che messer Rinaldo è, con rispetto parlando, una testa calda e gli piace menar le mani ... ma in fondo, per quattro bastonate, cosa volete che succeda ...

Beatrice (con forza) Quattro bastonate ! Ma se ha spaccato la schiena a dieci contadini e ha quasi ammazzato Baccio di Piero! E tu sai chi è Baccio di Piero ?

Betta (fingendo) Io non so niente .. so soltanto che non è amico di messer Rinaldo ...

Beatrice (a voce bassa) Baccio ha molti amici a Siena ... insomma, qui a Sinalunga, è il più fidato collaboratore dei senesi ed è anche molto influente nel Comune ...

Betta (c.s.) Anche vostro marito ha amici a Siena ...

Beatrice (scoraggiata) Sempre meno, temo. Quel pazzo di Rinaldo gli ha inimicato molti personaggi importanti ...i miei parenti mi han fatto sapere che messer Brunamonte, Potestà di Siena, aveva un diavolo per capello, quando è venuto a conoscenza che Baccio era stato ferito dagli uomini di Rinaldo ... l’ha considerato un insulto a Siena ...

Betta (sempre cercando di minimizzare) Se messer Rinaldo s’è cacciato nei pasticci, peggio per lui: ne pagherà le conseguenze ! Ma vostro marito non c’entra nulla e dunque ...

Beatrice (sempre più agitata) Ma è lui il capofamiglia ... e ogni atto di Rinaldo è un atto della famiglia Cacciaconti, per i senesi ... siamo tutti responsabili delle sue mattane ... e per l’onore della famiglia bisogna difenderlo ! I senesi volevano che mio marito portasse con se anche Rinaldo, ma lui, temendo che stavolta l’arrestassero, ha preferito farlo nascondere e andare da solo ...

Betta (consolante) Povero padrone ! Passerà qualche brutto quarto d’ora per quello scapestrato di fratello, ma vedrete... la stima che tutti hanno di lui ...

Beatrice (scuotendo la testa) La stima, la stima ... l’onore, il prestigio, la considerazione ... tutte belle parole... ma quando il più forte vuole qualcosa e gli si offre l’occasione di averlo perchè ci si mette dalla parte del torto... Oh, mio Dio, aiutaci tu !

Betta (stupita) Non vi capisco...

Beatrice (frettolosa) Non importa, lascia perdere... (sempre più sconvolta) e se davvero vogliono Rinaldo e tengono in ostaggio Ildobrandino finché mio cognato non si consegna, che sarà di noi ? Madonna Santa, aiutami ! (si mette la testa fra le mani)

Betta (terrorizzata) Signora, calmatevi ! Non vi fate vedere in questo stato dalle ragazze ! Queste mocciose hanno certe lingue lunghe ... andiamo, uscite a prendere un po’ d’aria, vi farà bene ..

Beatrice (aggrappandosi a Betta, esce come parlando fra sè) Sì, un po’ d’aria, mi farà bene... noi siamo vecchi ormai...succede quel che Dio vuole ... Betta, ho tanta paura per mio figlio...

Betta (sorreggendola e tranquillizzandola) Su, su, andiamo ... (improvvisamente rivolgendosi alla servetta) E voi, lavorate e niente chiacchiere ! Se quando torno, trovo qualcuno a parlare, le strappo la lingua, quanto è vero Iddio ! (escono)

SCENA II

(Dopo un attimo di silenzio, le ragazze cominciano a parlare, dapprima sottovoce e senza smettere di lavorare, quasi timorose, poi sempre più a voce alta e liberamente)

Prima servetta (a voce bassa) Avete visto che faccia ha oggi la padrona: deve aver pianto tutto il giorno ...

Seconda servetta (c.s.) Han pianto tanto le mogli di quei poveretti mezzi ammazzati da messer Rinaldo, che se piange un po’ anche la nostra signora padrona, non le fa che bene ...

Terza servetta (a voce un po’ più alta) Zitta, queste cose non si dicono nemmeno per scherzo !

Fiammetta ( ironica) Ma magari si pensano !

Terza servetta ( subito) Ti sbagli, Fiammetta ! Io non le dico e non le penso !

Quarta servetta (rivolta alla terza) Che tu non pensi, lo sappiamo bene! (Risatine sommesse)

Terza servetta ( facendo un linguaccio alla quarta) Signora sapientona, verrò a scuola da lei!

Quarta servetta (seccamente) Io non so nulla di nulla! So solo che a far le ruffiane, ci si guadagna !

Terza servetta (saltando su rossa in volto) Per tua norma e regola io non sono una ruffiana !

Quarta servetta (alzandosi anche lei, con le mani sui fianchi) Ah, no? E chi è andato a spifferare alla Betta che avevo rotto un piatto, eh ? E così m’è toccato assaggiare la cinghia della vecchiaccia !

Terza servetta (piccata) E che dovevo prenderle io per te ?

Quarta servetta (c.s.) Hai evitato la cinghia, ma i miei ceffoni non te li leva nessuno ! (Si slancia contro la terza)

Terza servetta (cercando di difendersi) Boccaccia d’inferno!

Fiammetta (frapponendosi) Oh, insomma, fatela finita! Oltre alle botte che ci rifila la Betta, volete che ci picchiamo anche fra noi ? Bel gusto davvero ! Su, basta ! (Riesce a dividerle)

Prima servetta (rivolta a Fiammetta) Fiammetta, che dice il tuo Lamberto di quello che è successo ?

Fiammetta (reticente) Non l’ho visto e poi non è il "mio" Lamberto !

Seconda servetta (ridendo) Via, lo sanno tutti che Lamberto è il tuo innamorato!

Quarta servetta (con ammirazione) E che è molto ascoltato a Sinalunga ...

Fiammetta (pronta) Se è molto ascoltato, vuol dire che ha qualcosa da dire ...

Prima servetta (curiosa) E allora, che dice del fattaccio ?

Fiammetta (infervorandosi) Dice quello che dicono tutti in paese: che sarebbe l’ora che qualcuno desse una bella lezione a messer Rinaldo !

Terza servetta (facendosi il segno della croce) Non si dicono queste cose del fratello del padrone !

Quarta servetta (inviperita, rivolta alla terza) Se vai a spifferare qualcosa, giuro che t’ammazzo !

Fiammetta (pronta) Non ricominciate, voi due ! (rivolta alla terza) E tu, acqua in bocca, intese ?

Seconda servetta (decisa) Io penso che Lamberto abbia ragione: anche mio padre la pensa così ...

Prima servetta (rivolta a Bianca, che finora è sempre stata in silenzio, continuando a lavorare) E tu Bianca , non dici una parola ?

Fiammetta (pronta) Lasciala in pace !

Quarta servetta (avvicinandosi a Bianca e abbracciandola) Su, coraggio, il peggio è passato !

Seconda servetta (curiosa) Perchè, che è successo ? (Bianca scoppia a piangere, rivolta a Bianca) Bianca, che hai, perchè piangi ?

Quarta servetta (alla seconda) Piangeresti anche tu, se il babbo del tuo promesso fosse stato ridotto quasi in fin di vita ...

Seconda servetta (stupita) Come ? Messer Rinaldo ha fatto bastonare anche Neri ? Che mascalzone !

Fiammetta (a Bianca) E il tuo Giovanni ?

Bianca ( singhiozzando) Giovanni aveva giurato che se suo padre moriva, appena vedeva Binduccio Cacciaconti, l’ammazzava !

Terza servetta (facendosi il segno della croce) Gesumaria ! Il figlio dei padroni !

Fiammetta (cercando di consolare Bianca) Via, via ... in un momento d’ira si dicono tante cose ... ringraziando Iddio, Neri non è morto e Giovanni si calmerà ...

Prima servetta (stupita) E poi, perchè ammazzare Bindo se tutta la colpa è di Rinaldo ?

Quarta servetta (ironica) Brava ! Ammazzalo tu, Messer Rinaldo, se ti riesce ! Quel cane gira sempre circondato dai suoi sgherri ! Binduccio , invece, è sempre a scorrazzare a cavallo per i campi, da solo, a caccia

Seconda servetta (pronta) ... di sottane !

Fiammetta (decisa) Smettetela di fare discorsi stupidi ! Non si ammazza nessuno, non ci si fa giustizia da soli !

Quarta servetta (ironica) E se aspetti che la facciano gli altri ... campa cavallo mio ...

Fiammetta (c.s.) Intanto si riunirà il Consiglio del Comune per decidere ...

Terza servetta (improvvisamente) Zitta, zitta, sta tornando la padrona ! (tutte si rimettono a lavorare in silenzio)

 

SCENA III

(Beatrice e Betta rientrano nella sala. Beatrice è sempre agitata)

Betta (rivolta alle ragazze) Troppo silenzio... qui gatta ci cova ... (rivolta alla Quarta servetta) Tu, vieni qua e fammi vedere che cosa hai fatto in tutto questo tempo !

Beatrice (decisa) Betta, lascia perdere. (rivolta a Betta) Va’ piuttosto a vedere se Binduccio è tornato ...

Betta (cercando di convincerla) Siamo andate a vedere un attimo fa’ ... State calma, signora, fra poco tornerà ! Vedrete, quando lo stomaco suonerà l’ora di cena, ce lo troveremo davanti pronto a divorare un bue con tutte le corna !

Beatrice (a Betta, prendendole le mani) Betta mia, ho tanta paura ! (entra un Servo)

Servo (rivolto a Beatrice) Madonna, c’è il notaio, Messer Mino che cerca del signor Conte ...

Beatrice (distratta) E non gli hai detto che è a Siena?

Servo (c.s.) Madonna, sì. Ma Messer Mino ha chiesto di voi ...

Beatrice (subito ansiosa) Fallo entrare subito ! (Il Servo esce, Beatrice rivolta a Betta) Fai uscire le ragazze (preoccupata) Che vorrà, Betta ?

Betta (rassicurante) Calma, calma ... non essendoci vostro marito, vorrà lasciargli un messaggio ... (alle ragazze) E voi, gallinelle, venite con me !

(rientrano il Servo e Messer Mino)

Servo (a voce alta) Il Signor Notaio, messer Mino ...

Beatrice (gentile) Entrate, entrate ...

Mino (inchinandosi) Servo vostro, Madonna Beatrice ... (il servo esce)

Beatrice (c.s.) Cercavate mio marito, ma sfortunatamente è a Siena ...

Mino (dapprima con lieve imbarazzo, poi sempre più deciso)Lo sapevo, ma speravo fosse tornato. Così ho pensato di venire lo stesso a rendervi omaggio ...

Beatrice (c.s.) Grazie, Messer Mino ...

Mino (c.s.) Ecco, Madonna ... sarò franco e dirò a voi quello che intendevo riferire a messer Ildobrandino ... voi sapete quale stima e quale sincera ammirazione io abbia per vostro marito e per la vostra famiglia e proprio un sentimento di lealtà e di amicizia mi ha spinto da voi ... vedete, la città è in fermento ... il risentimento contro la vostra famiglia è generale ... stamani, alla Santa Messa ho sentito tuonare dal pulpito contro chi ha bagnato Sinalunga di sangue innocente ... e dunque, dite a Vostro marito che lo scongiuro: prudenza e soprattutto evitate che Messer Rinaldo sia visto in giro ...

Beatrice (agitata) Messer Rinaldo è ammalato ...

Mino (deciso) Me ne dispiace ... Ma in questo momento è una malattia salutare ... ed ora, un ultimo consiglio che spero accetterete di buon grado, poiché è dato a fin di bene ... Poco fa ho visto vostro figlio Bindo cavalcare da solo nella campagna ... per un po’ di tempo, evitate che esca da solo .... anzi, evitate che esca del tutto ...

Beatrice (spaventata) Ma è solo un ragazzo ... e non ha niente a che fare con le azioni di suo zio ...

Mino (serio) E’ un Cacciaconti e tanto può bastare, Madonna Beatrice ... vi scongiuro; ascoltate il mio consiglio ... mi scuso se la mia visita vi ha arrecato disturbo ... in tal caso perdonatemi e riferite a Messer Ildobrandino il mio omaggio ... permettete che vi saluti ...

Beatrice (con un filo di voce) Grazie, Messer Mino, della vostra lealtà .. tornate presto ...

Mino (accommiatandosi) Non mancherò ...

SCENA IV

 

(La scena si svolge nel Palazzo del Podestà di Siena)

Brunamonte ( seduto su uno scranno, ha davanti a sè Ildobrandino in piedi. Non accennerà mai a farlo sedere durante tutto il colloquio) Messer Ildobrandino, siete il benvenuto ... ma vostro fratello, dov’è ? Perchè non è con voi ?

Ildobrandino ( con voce ferma) Ha un gamba spezzata, Messer Brunamonte, e non può muoversi ...

Brunamonte ( ironico) Me ne dispiaccio. Una gamba spezzata ? Un bel guaio ... con una gamba rotta è assai difficile andare in giro a romper teste ...

Ildobrandino ( cercando una linea di difesa) E’ stato provocato Signor Podestà ...

Brunamonte ( secco e severo) Ma quale provocazione ! Un’ aggressione, ecco la parola ! Del resto, come altrimenti definire il comportamento di chi spezza la schiena a dieci poveri cristi solo perché tardano a liberare la strada da cui deve passare un carro pesante ... e per di più fa bastonare un onesto cittadino che intercedeva per loro ... ed erano tutti inermi ! Bell’impresa, davvero !

Ildobrandino (con scatto improvviso) Ma alcuni di quegli uomini non perdono occasione per parlare contro i diritti della nostra famiglia ...

Brunamonte (interrompendolo bruscamente) Se vi riferite a Messer Baccio di Piero vi sbagliate. Lo conosciamo bene, ed è uomo che più volte nei consigli e nei discorsi ha dato prova di moderazione e ha frenato i più facinorosi ...i quali, come voi ben dite, parlano e si sono sempre detti disposti a offrirvi un congruo risarcimento per la cessione dei vostri privilegi ... e non è certo con la superba ostentazione della forza che usa vostro fratello che voi li manterrete ... anzi badate bene con tanta arroganza di non perder tutto senza ricever niente in cambio ...

Ildobrandino (deciso) I Cacciaconti son sempre stati leali con Siena ...

Brunamonte (interrompendolo) Quasi sempre ...

Ildobrandino ( c.s.) Vorreste dirmi che se si tentasse di strapparci i nostri antichi diritti con la forza, Siena non muoverebbe un dito ... tutti i servigi passati son dunque dimenticati ...

Brunamonte (calmo) Dei servigi passati, peraltro ricambiati, vi siamo grati. Ma una grande città, come Siena, non può guardare solo al passato ... deve saper interpretare il futuro ... il mondo cambia e i vostri antichi diritti, che altri chiama privilegi, sembrano ai più troppo vecchi ...

Ildobrandino (colpito) Ho compreso ...

Brunamonte (secco) Un ultima cosa ... voi siete il capo famiglia e da ora vi riterremo direttamente responsabile delle scelleratezze di vostro fratello. Imponete dunque la vostra autorità e fate che la malattia di Messer Rinaldo duri a lungo, molto a lungo ...

Ildobrandino (con voce bassa) Devo forse tenerlo prigioniero ?

Brunamonte (secco) Chiamate la cosa come vi pare, ma sappiate che se ricompare per Sinalunga, noi vi ordineremmo di consegnarcelo perchè sia nostro ostaggio, ad evitare ulteriori disordini in quelle contrade che ci sono tanto care ... andate adesso, e riflettete su quanto vi ho detto ... non costringetemi ad essere severo con la vostra famiglia ... io non dubito che darete ascolto ai nostri consigli ... andate in pace Messer Ildobrandino e che Dio vi illumini ...

Ildobrandino (ironico) ... e mi protegga ...

Brunamonte (ironico) Male non fare paura non avere ...

Ildobrandino (secco) Io non faccio alcun male ...

Brunamonte (ironico) E soprattutto, come si dice : aiutati, che Dio ti aiuta ... e voi aiutatevi, proteggendo la vostra famiglia dalle intemperanze di vostro fratello ... non voglio più sentire lamentele o aver notizie di disordini per causa sua ... ed ora vi devo proprio lasciare ...

Ildobrandino (uscendo) Addio, Messer Brunamonte ...

Brunamonte (sorridendo) Io penso invece che ci rivedremo presto ed in più liete circostanze ... o almeno me lo auguro di tutto cuore

SCENA V

(Di nuovo nel palazzo dei Cacciaconti; Beatrice e la figlia Laura, Beatrice è seduta e Laura è accovacciata ai suoi piedi)

Laura (spaventata) Che sta succedendo, madre ?

Beatrice (abbracciandola) Non lo so, Laura, non lo so ...

Laura (c.s.) Mentre andavamo in chiesa, tutti si scostavano al nostro passaggio ... ma non per rispetto, si scansavano come fanno quando passa un lebbroso ... come se avessimo un campanello ai piedi ... (quasi in lacrime) le piccole hanno visto delle loro amiche e volevano salutarle ... ma le loro madri le tiravano via, quasi con violenza ...

Beatrice (come per rincuorare Laura ) Sono delle povere sciocche ...

Laura (continuando sempre più disperata) In chiesa, nessuno si è seduto accanto a noi ... io e le sorelle eravamo da sole, isolate ... perfino il prete ci guardava severamente ... quando abbiamo preso la Santa Comunione c’è stato un brusio ... non sono riuscita a capire le parole, ma il prete è dovuto intervenire ... con voce tonante ha gridato: "Vergogna, Fate silenzio! Siamo nella casa del Signore". Ma quando mi sono voltata per tornare al mio posto, ho visto che le altre donne aspettavano che mi fossi allontanata per accostarsi all’altare ... passandomi vicino una donnetta ha sussurrato: "Sacrilegio ..", perchè, madre ? Che abbiamo fatto ?

Beatrice (fingendosi calma) Non ci pensare ... è gente ignorante ... non sanno quello che dicono ...

Laura (sempre più agitata) Ma il peggio doveva ancora venire ... all’uscita della chiesa, eravamo ancora sole: non un saluto, non un inchino ... quando incontravamo qualcuno conosciuto, tutti abbassavano lo sguardo a terra e passavano via senza un cenno ... ma alle nostre spalle si radunava gente, che ci seguiva, come in processione ... Giovanni, che ci scortava, ha tirato fuori la spada e ci ha ordinato di allungare il passo ... sembrava spaventato anche lui ...guardava continuamente indietro ... le piccole erano terrorizzate, piangevano e correvano ... sembravano dei leprotti impauriti, inseguiti dai cacciatori e dai cani ... all’improvviso da una casa è uscita una vecchia ... si è avvicinata con i pugni alzati e mi ha gridato in faccia : " Maledetti! Cristo vi punirà ! ...Giovanni l’ha strattonata per allontanarla ... la vecchia è caduta ... la piccola folla s’è messa a urlare : " Assassini ! Vigliacchi ! Picchiare una povera vecchia !" ...Ormai correvamo a precipizio ... Giovanni ci incitava di continuo: "Fate presto ! Correte, correte ! " Io stringevo a me le piccole ... "Presto ! Presto ! Per l’amor di Dio", continuava a gridare Giovanni ... ci hanno tirato dei sassi ...senza colpirci ...

Beatrice (affranta) O mio Dio! ... Calmati, Laura, è tutto passato ...

Laura (agitata) Poi ... sono arrivati i nostri famigli ... chi ci inseguiva s’è fermato ... ma Giovanni continuava a gridare: "A casa, svelte, svelte ! ". E così, correndo a perdifiato siamo arrivate ... ditemi, madre ... perché tanto odio ? Che colpa abbiamo se lo zio Rinaldo ...

Beatrice (interrompendola) Taci. Laura, taci e calmati. Tutto è passato! Ora sei qui, al sicuro ... la casa è ben protetta ... presto ritornerà tuo padre e vivremo tranquilli come prima ...andiamo dalle piccole, piuttosto, povere piccine ...

 

SCENA VI

 

(Entra Giovanni con Betta)

Giovanni (inchinandosi) Madonna ... permettete ... dovrei parlarvi ...

Beatrice (ferma) Laura, vai dalle tue sorelle ... calmale ..., falle stare tranquille ... io ti raggiungo subito ... vai ...

Laura (uscendo) venite presto ... (esce)

Giovanni (con ansia) Signora, in mancanza di vostro marito e di vostro figlio ...

Beatrice (agitata) Mio Dio, Bindo ... presto Giovanni, andate a cercarlo ... prendete degli uomini con voi ... fate presto, per amor del cielo ...

Giovanni (concitato) Di questo volevo parlarvi ... s’è radunata gente vicino al palazzo ... non è il caso di portar via uomini ... dobbiamo star pronti ad ogni evenienza ... andrò io solo a cercare vostro figlio ... ma vi prego ... finché non torna vostro marito, ordinate che nessuno esca di casa, per nessuna ragione ...

Beatrice (sconsolata) Siamo a questo ?

Giovanni (serio) La prudenza non è mai troppa ... ed io ho giurato al signor Conte di proteggervi ...

Beatrice (fra sé) Dunque anche lui temeva ... (a Giovanni) Ordina quello che ritieni giusto ... ma riportami mio figlio ... (trambusto da fuori della stanza )

Beatrice (spaventata) Betta, vai a vedere che è successo ! (Betta esce

Giovanni (fermo) Calma, Madonna, calma !

Beatrice (disperata) Corri da mio figlio !

Betta (rientrando, cercando di allentare la tensione) Ve lo dicevo io che al richiamo del languor di stomaco, vostro figlio tornava ... ed eccolo qua, sano, salvo e affamato ...

Beatrice (con un grido di gioia) Signore, ti ringrazio ! (corre fuori dalla stanza)

Betta (a Giovanni) Bindo è ferito ad una mano ... una sciocchezza, ma chissà come è avvenuto ... lui dice che si è impennato il cavallo ... sarà ....

Giovanni (calmo) Ora sapremo ... comunque non veder fantasmi dappertutto !

Betta (irritata) Io non vedo fantasmi ! ... Quel trambusto, caro il mio uomo non era per il ritorno di Bindo, ma perché da una finestra aperta hanno tirato un sasso che ha colpito una delle serve, che c’ha un bernoccolo grosso come un melone ...

Giovanni (preoccupato) Questa volta non ci caviamo le gambe, cara Betta ... ieri sera ho sentito dire che tre dei feriti erano in fin di vita ... gli avevano dato l’olio santo ...

Betta (facendosi il segno della croce) Dio abbia misericordia di loro ...

Giovanni (mesto) ... e di noi ...

Betta (triste) Eh, caro il mio uomo ... chi di spada ... (dopo una pausa) ... dimmi un po’, fra i moribondi c’è anche Neri, il padre di Damiano ?

Giovanni (serio) Pare che sia quello che sta peggio di tutti ...

Betta (c.s.) Povera Bianca ...

Giovanni (serio) Che c’entra Bianca ...

Betta (c.s.) Damiano, il figlio di Neri, è il suo promesso ...

Giovanni (allargando le braccia) Brutto affare ...

Betta (rabbiosa) Certo, che per una mela marcia, debba rimetterci un’intera famiglia ...

Giovanni (facendosi coraggio) Vedrai, Betta, appena tornerà il padrone ...tutto si sistemerà ...

Betta (sconsolata) Sarà ... ma poco fa tu stesso hai detto che non ci caviamo le gambe ...

Giovanni (poco convincente) Se ne dicono tante ...

SCENA VII

 

(Entra un servo)

Servo (a Betta) C’è Messer Lamberto da parte del Notaio Messer Mino: chiede di Madonna Beatrice ...

Betta (pronta) La Signora è occupata ... parlaci tu, Giovanni ...

Giovanni (al servo) Fallo entrare ...

Betta (scuotendo la testa) Se non è una scusa per veder la Fiammetta ... son altri guai in arrivo ... (entra Lamberto)

Giovanni (tendendo la mano) Benvenuto messer Lamberto ...

Lamberto (serio) Veramente io ... ho avuto l’incarico di riferire alla signora ...

Giovanni (brusco) Lamberto la Signora è occupata ... (con intenzione) a medicare Messer Bindo ... che è caduto da cavallo ... dite a me ed io riferirò ...

Lamberto (senza tradire la minima emozione) Mi dispiace che il giovane Conte abbia avuto un incidente ...

Betta (con intenzione) Già proprio un incidente ! ...

Lamberto (risentito) Che intendete dire ?

Betta (ironica) Voi non ne sapete niente di questo ... incidente ?

Lamberto (seccato) Cosa insinuate ... io non sono venuto qui per farmi insultare !

Betta (ironica) Quanta boria !

Giovanni (severo) Betta, basta ... uscite !

Betta (esce brontolando) Tutti padroni, in questa casa !

 

SCENA VIII

 

Giovanni (impaziente) Scusatela ... ma son giorni difficili e lei ...Bindo ... l’ha visto nascere ...

Lamberto (serio) Capisco ...

Giovanni (c.s.) Ed ora, se volete ...

Lamberto (secco e risoluto) Messer Mino manda a dire alla Signora contessa che tre contadini feriti sono morti ... e la scongiura, son proprio queste le sue parole ... di non far uscire nessuno di casa e di farlo avvertire, appena Messer Ildobrando torna a casa, perchè deve conferire con lui ... non c’è un attimo da perdere ...

Giovanni (con intenzione) E voi, Messer Lamberto, che siete fra i difensori del Comune, cosa pensate ... francamente

Lamberto (serio, ma più amichevole) Io darei retta al notaio ... (più confidenziale) e soprattutto ...

Giovanni (ansioso) Sì ?

Lamberto (c.s.) Io penso che Messer Aldobrandino dovrebbe fare qualche gesto di riparazione verso la famiglia delle vittime e ... mostrare a tutti, chiaramente e pubblicamente, che condanna le azioni di suo fratello ...

Giovanni (scattando) Voi volete una pubblica umiliazione ! un Cacciaconti non accetterà mai !

Lamberto (secco) Alla corta, Messer Giovanni ... il signor Conte deve dire chiaramente se sta dalla parte degli assassini ... o se condanna questa violenza ... tutti sanno, a Sinalunga, che Messer Ildobrandino è uomo leale e saggio: ebbene questo è il momento di dimostrarlo !

Giovanni (insinuante) Bene e poi ? Tutto finito ?

Lamberto (secco) Poi si potrà trattare sulle altre questioni ...

Giovanni (fingendo di non sapere) Quali altre questioni ?

Lamberto (c.s.) Non fingete ... sapete benissimo cosa intendo ... ma se volete sentirlo chiaramente proprio da me ... ecco: la cessione al Comune di Sinalunga dei privilegi feudali dei Cacciaconti ...

Giovanni (serio) Più chiaro di così ! E sperate davvero ...

Lamberto (deciso) Sarò franco con voi ... Siena vuole quanto noi che questo avvenga e dunque ... non c’è via d’uscita ... aggiungete le belle imprese di Messer Rinaldo ed il quadro è completo ...

Giovanni (sarcastico) bel guadagno davvero : passare dai Cacciaconti ad essere servi di Siena ...

Lamberto (serio) Non ci si affranca in un giorno ... ma c’è sempre un primo passo ... e il primo passo è l’affrancazione dai vecchi privilegi degli antichi signori ... e voi siete troppo intelligente da non capirlo ...

Giovanni (sarcastico) E voi troppo speranzoso o troppo ... giovane per non capire che Siena sarà un padrone ben più vorace ...

Lamberto (sorridendo) forse ... ma saremo noi a trattare con Siena ... (accorgendosi di essersi confidato troppo) ... comunque queste sono le opinioni di un giovane ... ingenuo ...

Giovanni (insinuante) E sono anche quelle di Messer Mino ?

Lamberto (secco) Chiedetelo a lui ? ... ed ora, se non vi dispiace ... io ho fatto la mia ambasceria ...

Giovanni (secco) E io vado a riferire a Madonna Beatrice .. addio, messer Lamberto ...

Lamberto (salutando) Addio . (Giovanni esce da un lato, Lamberto si avvia dall’altra parte, quando entra Fiammetta Lamberto la stringe fra le braccia, cercando di baciarla)

Fiammetta (arrossendo e ritirandosi) Ma sei pazzo ... può entrare qualcuno da un momento all’altro ...

Lamberto (scherzando) Intanto sei entrata tu ...

Fiammetta (mentendo) Passavo di qui per andare ...

Lamberto (c.s.) Bugiarda ! Hai saputo che ero in casa e sei venuta ... scommetto che origliavi alla porta !..

Fiammetta (arrossendo di nuovo) Ma che dici ! (Lamberto l’abbraccia di nuovo. Fiammetta si divincola) Stai fermo ! (improvvisamente seria) Dimmi piuttosto, che notizie ci sono di quei poveretti feriti ...

Lamberto (lasciandola di colpo, con espressione poco convincente) Nessuna novità ...

Fiammetta (seria) Guardami negli occhi ! Giura !

Lamberto (con voce smorta) E’ inutile nasconderlo ... ne sono morti tre ... (con rabbia) ma stavolta, saranno vendicati ... te lo giuro !

Fiammetta (con un fil di voce) Poveri disgraziati ! E il padre di Damiano ? ...

Lamberto (fa cenno di sì con la testa) Anche lui ...

Fiammetta (portandosi le mani al volto) Povera Bianca ! (fa per andarsene, sconvolta) Lo dirò a Bianca, meglio che lo sappia da un’amica ... (abbracciando Lamberto) E tu, non cacciarti nei guai ! Pensa a me !

Lamberto (calmo) Stai tranquilla ! Va’ da Bianca, adesso (la stringe a sè e la bacia) Io penserò a Damiano, ché non abbia a fare qualche colpo di testa

(I due si separano uscendo da lati diversi)

SCENA IX

(Nel castello dove è nascosto Rinaldo Cacciaconti. Ildobrandino e Rinaldo )

Ildobrandino (con voce severa) La tua azione sconsiderata ha gravemente nuociuto al prestigio della famiglia ed ha compromesso tutta la mossa che avevo fatto e che intendevo fare per uscire da una situazione intricata e difficile . Mentre speravo di allontanare la tempesta dal nostro capo, almeno per un po’, in modo da poter ponderare con calma la situazione ... tu hai rovinato tutto ! Rinaldo , ti avevo avvertito, più e più volte ... ma ora basta ! Come capofamiglia ho il diritto ... e prima ancora il dovere ... di usare tutto il rigore necessario per salvare il nome ed i beni dei Cacciaconti ... e dunque ti ordino di rimaner rinchiuso in questo castello finché io lo ritengo opportuno ... non ho altro da dirti !

Rinaldo (sarcastico) Tu sei pazzo se pensi che io me ne stia chiuso qui dentro ... per qualche giorno, forse, ma poi ... aria !

Ildobrandino (secco) Osi sfidarmi ?

Rinaldo (c.s.) E smettila con codesto tono ... mi ricordi nostro padre ! Siamo fratelli, no ? E dunque ...

Ildobrandino (con lo stesso tono) Te lo ripeto ! Osi sfidarmi ?

Rinaldo (facendogli il verso con voce severa) "Osi sfidarmi ? ". (Ridendo stridulo) Ebbene sì, ti sfido ! (Ildobrandino lo schiaffeggia violentemente)

Ildobrandino (secco) Eccoti la mia risposta !

Rinaldo (fuori di se dall’ira) Non provarci mai più !

Ildobrandino (afferrandolo alla gola, con tono sempre più alto e minaccioso) Ascoltami bene, pendaglio da forca !, una volta e per sempre ! Io sono riuscito in questi anni a mantenere intatti i nostri antichi diritti e i nostri beni, mentre nubi sempre più minacciose si addensavano sulle nostre teste e mentre tutti gli altri Signori cedevano i loro privilegi ai Comuni. Ma io avevo l’appoggio di Siena e riuscivo a resistere. E questo (a voce altissima) ... nonostante le bravate di un fratello incapace e demente che distruggeva con una sola scelleratezza tutto quello che io avevo costruito in mesi di paziente politica (con estrema violenza) Pazzo, ubriacone !

Rinaldo (con voce strozzata) Lasciami, mi stai strozzando !

Ildobrandino (allentando appena la presa, ma senza lasciarlo) E proprio in questi tempi, quando anche Siena si è decisa ad abbandonarci al nostro destino e aspetta solo l’occasione buona, ecco che il mio Signor fratello (sarcastico, ma terribile) non trova di meglio che andar a bastonare a sangue un protetto di Siena, anzi la mano di Siena a Sinalunga ! (al culmine dell’ira) Ma bravo ! (gli batte sarcasticamente le mani) Che mente sopraffina ! Che astuzia ! Che genio ! Che condottiero ...

Rinaldo (toccandosi il collo indolenzito ma ancora combattivo) La verità è che tu sei pronto a calarti le braghe di fronte a quattro straccioni di contadini e di mercanti ! Ecco dove porta tutta la tua politica ... alla perdita dei nostri sacrosanti diritti ! (sarcastico) Caro fratello, io non sono un cagasotto ! Io preferisco il bastone alle parole mielate ... spacca qualche schiena, e ti rispetteranno ... e se darai retta a me, i nostri diritti rimarranno salvi in secula seculorum ...

Ildobrandino (gridando) Tu sei demente ! DE-ME-NTE ! Non capisci nulla, come non hai mai capito nulla ! Sai da dove vengo ? No ? Te lo dico io ... da Siena, dove il Podestà voleva che ti conducessi per arrestarti e tenerti in ostaggio ! Capisci ora, idiota ! Tu ci hai giocato la protezione di Siena ed adesso siamo soli ... soli ... soli ... contro la gente di Sinalunga ... contro Siena ... contro il demonio stesso ... e con tre morti sulla coscienza !

Rinaldo (sprezzante) Feriti ...

Ildobrandino (terribile) Morti ! Morti ! Pazzo incosciente ! Morti ! Mi han dato la buona novella lungo il viaggio !

Rinaldo (piagnucolando) Anche l’uomo di Siena ?

Ildobrandino (sospirando) Lui, no, per fortuna ... altrimenti le nostre vite non valevano un fico secco ...

Rinaldo (rincuorandosi) E dunque Siena non ci abbandonerà !

Ildobrandino (di nuovo furioso) Ci ha già abbandonati, babbeo ! Messer Brunamonte è stato chiaro come l’acqua di fonte : Siena ha scelto ! sta con il Comune ... Oh, non per amore, certo ... ma per convenienza ... perché spera domani di metter più facilmente le mani su Sinalunga ... aiutando quella gente a scacciare i tiranni ... (ride)

Rinaldo (serio) Cosa pensi di fare ?

Ildobrandino (a voce bassa) Non lo so ... e comunque (con improvvisa violenza) ... non verrò certo a dirlo a te ! (con voce più alta) ma so bene che cosa farai tu ! Starai a marcire qui finché parrà a me !

Rinaldo (sarcastico) Scordatelo !

Ildobrandino (colpendolo di nuovo) Sangue di Giuda ! Tu farai quello che io vorrò ! (Rinaldo cade a terra, Ildobrandino esce)

SCENA X

(Sala nel palazzo Cacciaconti - Bindo Beatrice Laura)

Bindo (cercando di scherzare) Rassicurati, madre ! E’ stato un incidente, come spesso accade a chi va cavallo . Folgore si è imbizzarrito, chissà mai che gli è frullato per la testa !, e mi ha scaraventato a terra ! e, con rispetto parlando, ho dato proprio una bella culata interra ! (ride)

Beatrice (ansiosa) E allora, perché ti sei ferito una mano ?

Bindo (con disinvoltura) Perché cadendo, è finito contro un sasso appuntito e zac! Ecco un bel taglio ! Ma quel maledetto quadrupede farà i conti con me !

Laura (rassicurante) Calmati, madre ! E’ proprio come dice Binduccio ! E poi, perché dovrebbe dir bugie ?

Beatrice (cercando di calmarsi) Già, perché mentire ? (a Bindo) Davvero, non mi nascondi nulla ?

Bindo (ridendo) Giuro !

Laura (alla madre) Credetegli e non pensiamoci più !

Beatrice (più calma) Si, si, ... basta. (rivolta a Bindo) Sai, quello che è capitato a Laura e alle piccole all’uscita della Messa, mi ha sconvolto ...

Laura (cercando di assicurare la madre) Ripensandoci a mente fredda, forse Giovanni ha esagerato il pericolo, finendo per spaventarci più del dovuto !

Bindo (fingendo) Eh. Anche il caro Giovanni, invecchia !

Beatrice (scuotendo la testa) Non dite sciocchezze ! se perfino Giovanni ha avuto timore, saggio e calmo com’è, vuol dire che il pericolo era grande !

Bindo (cercando di minimizzare) Qualche giorno di mugugni e poi tutto tornerà tranquillo ! La gente vuole bene a nostro padre ed il suo ritorno calmerà le acque. A certe teste calde basterà un suo sguardo perché abbassino la cresta e plachino gli ardori !

Laura (riflessiva) Ma il dolore non si cancella tanto in fretta ...

Bindo (gettando un’occhiataccia alla sorella) Tutto passa, prima o poi ... e il ritorno di nostro padre ...

SCENA XI

(Entrano Betta, Fiammetta, Bianca e le quattro servette. Le giovani sorreggono Bianca)

Betta (sottovoce) Madonna, Bianca chiede il permesso di assentarsi oggi, per andare ai funerali del padre del suo promesso ...

Laura (avvicinandosi a Bianca) Bianca, fatti coraggio !

Bianca (in lacrime) Chi penserà, ora, a quelle povere creature !

Beatrice (abbracciando Bianca) Ti prego, rassicura Damiano e la vedova ... mio marito non mancherà ...

Bianca (ferma) Signora, ci sono ferite che il denaro non risarcirà ... chi renderà il padre ai suoi piccoli ... (scoppia a piangere)

Bindo (imbarazzato) Credimi, mio zio non voleva ... (si interrompe, scuotendo la testa)

Fiammetta (a Beatrice ) Signora, col vostro permesso ...

Beatrice (subito) Sì, andate, andate ... accompagnatela tutte quante !

Laura (d’istinto) Madre, lascia che vada anch’io !

Fiammetta (pronta) Con tutto il rispetto, Madonna ______, non mi sembra ...

Bindo (deciso) Laura, non dire sciocchezze !

Beatrice (chiama a se Bianca) Di’ alla madre di Damiano che anch’io sono sposa e madre e che prego Iddio perché possa perdonare mio cognato ...

(Buio)

 

SCENA XII

(I funerali delle tre vittime. Davanti alla bara, un sacerdote, seguito da chierichetti. Dietro una folla di partecipanti)

Sacerdote (con voce profonda) Requiem aeternam dona eis Domine et lux perpetua luceat eis

La folla (salmodiando) Requiem aeternam dona eis Domine et lux perpetua luceat eis

Sacerdote (c.s.) Libera me, Domine, de morte aeterna

La folla (c.s.) Libera me, Domine, de morte aeterna

Sacerdote (c.s.) In die illa tremenda !

La folla (con un grido) In die illa tremenda

Una voce: Morte agli assassini !

Sacerdote (a voce più alta) Libera me, Domine

Alla voce del Sacerdote e della folla che gli risponde, si mischiano le grida altissime di alcuni, che urlano: "Morte agli assassini" e "Morte ai Cacciaconti)

Sacerdote (cercando di dominare le grida della folla) Lux aeterna luceat eis, Domine, cum Sanctis tuis in aeternum, quia piu es.

Folla Lux aeterna luceat eis, Domine, ecc...

(Mentre il funerale procede, si infittiscono le grida ostili ai Cacciaconti, fino a sopraffare il salmodiare di coloro che pregano. All’improvviso, Damiano, il promesso di Bianca, accompagnato da alcuni compagni grida a voce altissima)

Damiano (gridando) Vendichiamo i nostri morti !

Alcune voci dalla folla (gridando) Bruciamo il palazzo Cacciaconti !

Damiano (c.s.) Al fuoco, al fuoco !

Altre voci (gridando) Morte ai Cacciaconti !

Altre voci (c.s.) Morte agli assassini !

Damiano (sempre più eccitato) A morte Rinaldo Cacciaconti !Al palazzo ! Al palazzo !

(Mentre Damiano con i suoi fa per avviarsi, Lamberto, Bianca, Fiammetta e messer Mino cercano di trattenerlo)

Bianca (frapponendosi) Damiano, per l’amor di Dio, fermati !

Damiano (eccitato) Abbiamo aspettato anche troppo. No, io vendicherò la morte di mio padre !

Mino (cercando di trattenerlo) Fermati, Damiano ! Rinaldo non è a palazzo ! Uccideresti solo degli innocenti !

Damiano (c.s.) Anche mio padre era innocente ! Il loro sangue contro il suo !

Fiammetta (indicando a Damiano Bianca che piange disperata) Damiano, ti scongiuro, pensa a Bianca ... fermati, finché sei in tempo !

Damiano (urlando) Non c’è più tempo !

Lamberto (salta sul tavolo e grida rivolto alla folla) Amici ! Ascoltatemi ! (la folla si placa un attimo) Rispettiamo questi nostri morti ! Ora, accompagniamoli in pace al loro eterno riposo ! Dopo decideremo che cosa dobbiamo fare ...

Voci dalla folla (eccitate) No ! Subito, subito ! A palazzo ! A palazzo !

Sacerdote (con voce solenne) Figlioli ! Non profanate questi morti ! Non commettete un sacrilegio ! Non spargete altro sangue ! Ricordatevi che viene per tutti il giorno del Giudizio ! E se avete le mani sporche di sangue, che direte al cospetto del Signore ?

Damiano (rabbioso) Quello che dirà Rinaldo Cacciaconti !

Lamberto (a voce alta) In quel palazzo ci sono solo donne, vecchi e ragazzi ... volete macchiarvi del loro sangue innocente ?

Damiano (gridando) E allora cerchiamo Rinaldo Cacciaconti ...

Lamberto (deciso) Ma prima onoriamo i nostri morti !

Sacerdote (con voce solenne, alzando la croce) Requiem aeternam dona eis, Domine ...

La folla (placandosi) Requiem aeternam dona eis, Domine ...

(Mentre il rito funebre riprende il suo corso e la folla sembra placarsi, Bianca si accosta a Damiano)

Bianca (in lacrime) Giurami che non ucciderai nessuno ... io non potrei amare un assassino ...

Damiano (ancora eccitato) E dovrei lasciare mio padre invendicato ...

Lamberto (piano a Damiano) Ragiona, Damiano ... non roviniamo tutto mettendoci dalla parte del torto ... i giorni dei Cacciaconti sono contati ... ci libereremo di loro senza spargere sangue

Damiano (c.s.) E Rinaldo rimarrà impunito ?

Lamberto (deciso) No, certo ! Egli sarà giudicato ! Ma ... tutto a suo tempo !

Damiano (iroso) Ma mio padre è morto ora !

Lamberto (convincente) Ti capisco ... ma pensa che la tua vendetta sarebbe un danno per tutti ... soddisfarebbe te, ma rovinerebbe tutto quello che abbiamo fatto per togliere ai Cacciaconti i loro privilegi ... pensaci, Damiano ...

Fiammetta (incalzante ) Dai retta a Lamberto....e a Bianca!

Mino (deciso) Figliolo, ti giuro: avrai giustizia. E adesso vai a pregare sulla tomba di tuo padre senza rimorsi...

(Mentre la folla segue ormai placata il funerale, da un lato della piazza sorge un brusio che si fa sempre più alto)

Una voce (curiosa) Che succede?

Una vecchia (subito) Dice che arrivano degli uomini armati!

Una giovane (impaurita) Sarà Messer Rinaldo!

Un giovane (deciso) Ben venga, sapremo accoglierlo come si merita!

Un uomo (c.s.) Questa volta non la passa liscia!

Una donna (tirando via il marito) Vieni a casa, non immischiarti!

Il marito (curioso) Lasciami stare, voglio vedere come va a finire!

Una donna (portandolo via) Te lo dico io come va a finire: ci saranno delle teste rotte! Vieni a casa, dà retta a me, non son cose per te!

Fiammetta (a Lamberto) Lamberto, dicono che stia arrivando Rinaldo con degli armati!

Lamberto ( rabbioso) Cristo santo! Se quell’assassino si presenta qui, giuro che lo strozzo con le mie mani!

Mino (preoccupato) Sarà una cerneficina!

Quarta servetta (arriva di corsa) Non è Messer Rinaldo! E’ il padrone che torna da Siena...

Mino (preoccupato) Non poteva scegliere momento peggiore! Lamberto, cerca di frenarli!

Lamberto ( sconsolato) Che volete che faccia | E’ un segno del destino ! Si vede che oggi deve scorrere altro sangue !

(Il rumoreggiare della folla cresce di intensità, mentre Ildobrandino, circondato da armati entra in scena. Lui ed i suoi sono tutti stretti assieme e procedono con cautela)

Una voce (gridando) Morte agli assassini!

Seconda voce (c.s.) Morte ai Cacciaconti!

Terza voce (c.s.) Facciamogliela pagare!

Quarta voce (c.s.) Forza, ragazzi, sotto !

Quinta voce (ironica, rivolta a Ildobrandino) Sei venuto a vedere la fine dell’opera di tuo fratello!

Prima servetta (piagnucolando) Io ho paura, torniamo a palazzo!

Seconda servetta (ironica) Brava ! Proprio il posto giusto in questo momento !

Sesta voce (altissima) Vogliamo la testa di Rinaldo !

Settima voce (c.s.) Alla forca ! Alla forca !

(Mentre risuonano sempre più insistenti le grida di "Morte ai Cacciaconti", Ildobrandino e i suoi sono al centro della piazza, le armi sguainate)

Una donna (staccandosi di corsa dal corteo funebre e scagliandosi addosso a Ildobrandino) (sputando) Questo per mio figlio ucciso da tuo fratello, maledetto ! (volano alcuni sassi, mentre la folla si stringe minacciosa al conte e ai suoi soldati)

Ildobrandino (ai suoi, deciso) Fermi, non reagite finchè ve lo dico io ! (a voce alta, tentantando di farsi ascoltare) Ascoltate !

Una voce (ironica) Ascolta tu, piuttosto ! stasera tutti voi penzolerete dalla torre del tuo palazzo !

La folla (gridando) Bravo ! Sì ! Impicchiamoli ! Alla forca !

Una donna (scagliando un sasso) Hai finito di spadroneggiare !

(All’improvviso mentre la situazione sembra precipitare, dall’altro lato della piazza irrompono Bindo, Giovanni e un gruppo di armati )

Bindo (a voce altissima) Padre, noi siamo qui !

Giovanni (c.s.) Aspettiamo i vostri ordini !

(Dopo un attimo di disorientamento, la folla si divide in due parti, che fronteggiano sia Ildobrandino, sia Bindo)

Una voce (decisa) Meglio così ! Prenderemo due piccioni con una fava! Il padre e il figlio !

Seconda voce (impaziente) Basta ! Finiamola ! Sotto ragazzi ! (mentre i suoi si preparano a combattere, Ildobrandino ha come un’illuminazione)

Ildobrandino (a voce altissima) A terra le spade !

Un soldato (sconcertato) Ma, Signore ...

Ildobrandino (c.s.) A terra le spade, ho detto ! (Getta via la spada. I soldati fanno altrettanto. La folla resta interdetta)

Terza voce (decisa) Attenti, figlioli ! E’ un trucco !

Ildobrandino (rivolto a Bindo, con voce alta) Bindo, giù le spade !

Giovanni (fra sè) Ma è impazzito !

Bindo (sconcertato) Ma, padre ...

Ildobrandino (deciso) Obbedisci ! A terra le spade ! (Bindo e i suoi lasciano cadere le spade)

Ildobrandino (calmo) Io non credo che il buon popolo di Sinalunga voglia massacrare degli uomini inermi ! (Si avvia lentamente seguito dai suoi) (In silenzio, la folla si scosta per farli passare)

Ildobrandino (passando accanto a messer Mino) Vi attendo questa sera a palazzo !

Mino (piano) Verrò ! (Nel silenzio generale si ode la voce del Sacerdote)

Sacerdote (con voce solenne) Libera me, Domine, de morte aeterna !

La folla (salmodiando) In die illa tremenda !(Ildobrandino si ricongiunge a Bindo ed insieme escono di scena)

FINE PRIMA PARTE

 

ATTO II

 

SCENA I

 

(In una sala del palazzo Cacciaconti. E’ di notte. Ildobrandino e Mino)

Ildobrandino (con intenzione) Messer Mino, grazie di essere stato così sollecito verso la mia famiglia in questi giorni. Mia moglie mi ha riferito delle vostre preoccupazioni, che sono le mie ... e dunque, parliamo francamente ...

Mino (con cortese fermezza) Signor Conte, voi sapete quanto me la gravità della situazione ... l’ultima impresa di vostro fratello, che, credetemi, non ha scusanti, ha definitivamente compromesso una vicenda già assai complessa ... non occorre che vi ricordi la lunga catena di sangue che il comportamento di Messer Rinaldo ha provocato ... tant’è ... lasciamo perdere il passato ... ma il vostro isolamento attuale è totale ... anche chi come me e molti altri, stima la vostra persona, trova difficoltà ... scusatemi la franchezza ... a giustificare il comportamento di vostro fratello ...

Ildobrandino (desolato) Con la stessa franchezza ... le vostre difficoltà sono le mie ... e pur tuttavia ... ciò di cui si discute ... non è soltanto la sorte ... o le colpe ... di mio fratello ... ma l’avvenire stesso dell’intera nostra casata ... sarò chiaro ... io potrei abbandonare anche mio fratello ad un triste destino ... pur ben comprendendo quanto ciò potrebbe costare al prestigio dei Cacciaconti: un membro della famiglia lasciato nelle mani dei suoi nemici ... sarebbe comunque un’onta per noi ... ma ciò che adesso è in discussione è ben altro che una questione d’onore, per quanto l’onore pesi nella nostra famiglia ... qui si tratta del futuro destino dei miei figli e del nome dei Cacciaconti ... io sono vecchio, ormai ... per me tutto appartiene già al passato ... ma i miei figli ? Posso io con senile debolezza e per desiderio di pace, quel desiderio che invade come un torrente in piena appunto l’animo dei vecchi ... quando si ha solo desiderio di pace e di oblìo ... quando solo la tomba sembra attrarci e la speranza di un lungo sonno senza sogni ...

Mino (interrompendolo) Non dite così Messer Ildobrandino ...

Ildobrandino (triste) dicevo, posso io ipotecare l’avvenire dei miei figli ? Di Binduccio, che è nel fiore degli anni ? E perfino decidere interamente per mio fratello, per quanto sconsiderato egli sia ?

Mino (pronto) Ascoltatemi, Messer Ildobrandino, vi prego ... e scusatemi se la stima e l’affetto che porto a voi e alla vostra famiglia darà alla mia sincerità un sapore aspro e sgradevole ... ma è proprio degli amici ... e spero che tale mi riteniate ... parlare senza ipocrisie ... e dunque, se anche ciò che dirò vi potrà ferire, accettatelo come la parola di persona che ha a cuore il bene comune e la vostra sorte ...

Ildobrandino (secco) Messer Mino, vi ascolto ... venite dunque al punto senza timori ...

Mino (con determinazione) Grazie, Signor Conte (dopo una pausa, tutto d’un fiato, come per levarsi un peso) Sarò chiaro e conciso ... se prima dell’ultima impresa di Messer Rinaldo, voi avete qualche possibilità di allontanare nel tempo una rinuncia irrevocabile ... badate e, comunque irrevocabile ... e forse di trattare in condizioni migliori ... adesso, tutto deve compiersi in fretta e da posizioni sfavorevoli ... voi ben sapete che tutta Sinalunga vi odia ... forse non voi personalmente ... ma poco importa ... è il nome dei Cacciaconti che è esecrato ! E questo conta !... Voi sapete meglio di me che Siena vi ha tolto ogni appoggio ... e dunque il vostro isolamento è totale ... io credo che se volete salvare l’avvenire dei vostri figli, dovete affrettarvi ad accettare le proposte del Comune di Sinalunga .... (con tono deciso) ... riflettete, Messer Ildobrandino ... siete ancora in tempo a trattare e ad ottenere un congruo indennizzo per la cessione dei vostri diritti, come i più moderati fra i vostri avversari sono disposti a concedervi ... ma badate, c’è anche chi vorrebbe portarvi via tutto con la forza ...

Ildobrandino (secco) Che ci provino ! ...

Mino (accorato) Dio non lo voglia ! Troppo sangue è già stato sparso ... ed in tutta sincerità devo dirvi che una prova di forza vi vedrebbe con ogni probabilità perdenti ... voi otterreste solo di fare maledire il vostro nome e compromettereste davvero l’avvenire dei vostri figli ... pensate bene, Signor Conte, oggi potete ottenere condizioni onorevoli, domani può essere troppo tardi ...

Ildobrandino (con calma) Dunque, non avrei scelta ? ...

Mino (deciso) Se volete la mia sincera opinione: no !

Ildobrandino (contrariato) Vi ringrazio, Messer Mino ! Lasciatemi pensare: tutto quanto mi proponete è doloroso per me ... eppure, vi prometto di rifletterci sopra ...

Mino (deciso) Vi scongiuro, fate presto ...

Ildobrandino (secco) E quale sarebbe la procedura da seguire ...

Mino (calmo) Domattina io potrei tornare da voi con Maffeo Trecchi. Procuratore del Comune ...

Ildobrandino (secco) Io non voglio neppure vedere quei signori ...

Mino (deciso) Signor Conte, questo non è possibile (con calma) voi non potete rifiutarvi di parlare con i rappresentanti del Comune ... credetemi, non provocate ulteriori dissapori ... sappiate che Maffeo Trecchi è fra i più ben disposti ... non rendete fiato ai più facinorosi con l’impuntature di orgoglio ...

Ildobrandino (irato) Dovrei dunque cedere e basta ...

Mino (calmo) No ... solo accettare delle proposte ... in queste circostanze ... anche generose ...

Ildobrandino (c.s.) Generose ?

Mino (calmo) Signor Conte, riflettete, ... voi rischiate di perder tutto ... pensate ai vostri figli ! Meglio un onorevole indennizzo che una lunga serie di lutti senza altro risultato che prolungare un’agonia senza speranze ... senza l’appoggio di Siena ... voi ...

Ildobrandino (rassegnato) Ho compreso, Messer Mio, non aggiungete altro ... vi farò sapere le mie decisioni al più presto ...

Mino (sincero) Si, al più presto, vi prego ... non c’è tempo da perdere ... al momento tutti sembrano daccordo per una trattativa ... non perdete questa occasione ... non mettete in difficoltà che si è esposto per voi ...

Ildobrandino (stanco) Ho compreso, vi ho detto ... lasciatemi riflettere ! Addio, Messer Mino !

Mino (avviandosi ad uscire) Arrivederci, Messer Ildobrandino ... e che la notte vi porti consiglio! (Esce)

 

SCENA II

(Ildobrandino solo)

Ildobrandino (si accascia su una sedia) Sarò dunque io a dover rinunciare a ciò che i miei avi hanno saputo conquistare e mantenere ? ... sarò io a legare il mio nome a questa resa dei Cacciaconti ? ...La mia testa è confusa ... ma posso anteporre il mio orgoglio all’interesse dei miei figli ... ciò che dice messer Mino è la pura verità ... non c’è scelta: non si può lottare da soli contro il mondo ... e tuttavia esito ... perché ? Per il misero orgoglio di non essere io a firmare quest’atto ? ... o vi è forse ancora una via d’uscita ? ... se un atteggiamento più fermo consentisse almeno di procrastinare ciò che sembra inevitabile ?

 

SCENA III

 

(Entra Beatrice)

Beatrice (serena) E’ dunque andato via Messer Mino ?

Ildobrandino (stupito) Non dormi, Beatrice ?

Beatrice (dolce) E come potrei ? Che notizie ti ha portato ?

Ildobrandino (dolce) Niente di nuovo ... niente che già non sapessi ... il nostro destino è ancora nelle nostre mani ... non temere ...

Beatrice (ferma) Mai io ho interferito nelle tue decisioni in tanti anni ... ma stanotte io voglio parlarti come non ti ho mai parlato ... se oso è perché mi spinge il mio amore di madre e di sposa ... una sola cosa debbo dirti .. e poi, scegli tu per il meglio ... ed io accetterò come sempre ... questo solo ti dico: basta sangue ! Io non voglio trepidare ogni volta che Binduccio esce da questa casa ... non voglio che le mie figlie debbano scappare come appestate dalla casa di Dio ... non voglio chiedermi più se ti vedrò rincasare ... non c’è prezzo, non c’è onore, non c’è orgoglio che valga questi dolori ai miei occhi ... ma forse i tuoi vedono più lontano dei miei

Ildobrandino (abbracciandola) I miei occhi sono stanchi, come il mio braccio e il mio cuore ... se guardano lontano si perdono in una nebbia inestricabile dove il bene e il male, il giusto e l’ingiusto si confondono ... e peso che ciò dipenda dalla mia vecchiaia ... o forse, mi sbaglio, e questa è soltanto la vita ... (con voce bassissima) Beatrice Io non vedo scelta: Noi dobbiamo cedere ... per salvare l’avvenire dei nostri figli ... eppure mi chiedo : può un vecchio scorgere bene, con i suoi stanchi sensi il futuro ? ... o non dovrebbe lasciare ai giovani questo peso ... così ....

Beatrice (baciandolo, con dolcezza) No, ti sbagli ... sono proprio i vecchi che talvolta leggono il futuro meglio dei giovani con i loro occhi annebbiati ... proprio perché per loro c’è un passato, un presente e un futuro, mentre per l’esuberanza giovanile tutto è presente, tutto si brucia nell’attimo che scorre (risoluta) tocca a te, Ildobrandino , a te e a nessun altro ...

Ildobrandino (stupito) Che intendi dire ?

Beatrice (dolce) Tocca a te compiere questo passo ... chiudere questo capitolo ... non gravare le spalle di Binduccio di questo peso ... non fare che sia lui a dover rinunciare ai diritti degli avi ... non fargli iniziare la sua vita di uomo con una rinuncia dolorosa ...prendi su di te questa incombenza ... tu che sei uomo, non lasciarla ad un ragazzo (ferma) questo io chiedo ancora al tuo coraggio ... fosse anche l’ultima, è ancora una tua battaglia ... come un vecchio leone sta a te combatterla ... sta alla tua saggezza, non alla sua debolezza ...

Ildobrandino (rassegnato) E sia ... sarà l’ultimo servigio che rendo alla famiglia ...

Beatrice (dolce) Vergogna, signore ... non l’ultimo, ma il primo di una nuova esistenza ... forse più quieta ...

Ildobrandino (dolce) Dio lo voglia, Beatrice !

Beatrice (risoluta) Ne son certo, lo vorrà !

Ildobrandino (ormai convinto) Dormono Bindo e Lauretta ?

Beatrice (serena) E come potrebbero dormire in una simile notte ?

Ildobrandino (fermo) Ed allora chiamali qui !

Beatrice (pronta) Vado. (Esce)

Ildobrandino (inginocchiandosi) O Dio , fa che la mia decisione sia giusta, illumina la mia via e assicura il benessere e la felicità della mia famiglia. Se io non merito il tuo aiuto. Concedilo alla mia sposa e ai miei figli: fa’ che essi vivano in pace e che nonostante le mie debolezze, il nome dei Cacciaconti risuoni sempre onorato come nel passato. E che ricada su di me ogni conseguenza dei miei atti e di quello dei miei fratelli ! Che il sangue degli innocenti sparso da Rinaldo non ricada sui miei figli ! Ti ringrazio, signore ! (si raccoglie a pregare)

SCENA IV

(Entrano Beatrice, Laura e Bindo)

Ildobrandino ( affettuoso) Venite da vostro padre (li abbraccia) vi ho chiamati per comunicarvi una decisione che riguarda voi prima che vostra madre e me. Gli avvenimenti di questi giorni, ultimi e più gravi momenti di una lotta che da tempo ci contrappone alla gente di Sinalunga, hanno reso difficile, una situazione già tesa. L’isolamento in cui ci troviamo, i rischi a cui siete stati sottoposti, l’atteggiamento poco amichevole dei senesi ... la stanchezza nel protrarre più oltre la lotta ... la sconsiderata condotta di vostro zio ... mi hanno indotto a prendere in seria considerazione le proposte del Comune per la cessione dei nostri antichi diritti ... poiché il tempo stringe ... e bisogna pur decidere ... domattina riceverò un rappresentante dei nostri avversari, per trattare ... se le condizioni saranno onorevoli ...o come dice Messer Mino generose ... e la nostra incolumità garantita ... pur con dolore ... io sono propenso ad accoglierle ... voglio che abbiate chiara l’alternativa: se queste trattative falliranno ... noi dovremmo vivere in perenne stato di ostilità guardandoci continuamente alle spalle ... diffidando di tutto ... timorosi anche della nostra ombra ... forse neppur sicuri in casa nostra ... costretti a rispondere sempre con la forza ... Io sono vecchio e potrei anche accettare una simile situazione... Ho già vissuto a lungo... ho vissuto gioie e dolori... posso anche ridurmi a vivere gli ultimi anni come prigioniero di me stesso... Ma per voi, io temo, sarebbe la perdita degli anni più belli, senza alcuna sicurezza di poter mantenere a lungo ciò che oggi possiamo cedere a condizioni eque... anzi forse alla fine costretti a perder tutto senza ottenere nulla in cambio... e dopo aver insanguinato inutilmente le nostre mani e queste terre...

Bindo (risoluto) Non aggiungere altro, padre... I fatti di questi giorni parlano da soli... Io preferisco mille volte vivere in pace e rispettato da tutti che dover rinchiudermi in casa o esser costretto a battermi anche per consentire a Laura e alle piccole di recarsi a messa... Molte altre famiglie di antica nobiltà hanno compiuto prima di noi questo passo, mantenendo beni di prestigio... E dunque, decidi per il meglio, come sempre hai fatto, ed io sarò al tuo fianco...

Beatrice (perplessa) E Rinaldo ?

Bindo (rabbioso) Dovrà convincersi... È lui è lui solo che ci ha messi in questa situazione...

Ildobrandino (deciso) Rinaldo è affar mio... Cederà... o... sangue di Giuda

Laura (abbracciando il padre) Padre, ti scongiuro... Io non voglio vivere con il terrore che possa accadervi qualcosa... che un pericolo sia in agguato ogni volta che vi allontanate da queste mura... che le mie sorelle ed io siamo costrette a vivere recluse...

Ildobrandino (ormai calmo) Questo volevo sentire da voi... state certi, agirò per il meglio... e che Dio ci assista... Andate a riposare ora... domani ci occorrerà una mente sgombra... E tu Bindo, sarai al mio fianco... L’avvenire della nostra famiglia è nelle tue mani e decideremo insieme... Buona notte... e... pregate per me...(Li bacia tutti. Escono)

SCENA V

 

(Messer mino, Maffeo Trecchi, Lamberto, Nuccio Saracini, inviato da Siena)

Mino (presentato da Messer Nuccio) Signori, vi presento Messer Nuccio Saracini, venuto da Siena su espresso mandato di Messer Brunamonte per stipulare insieme a noi gli accordi con i Cacciaconti...

Nuccio (gentile) Signori, i miei omaggi ai rappresentanti del Comune di Sinalunga. Vengo a portarvi l’augurio e l’impegno di Messer Brunamonte perché tutto si svolga secondo i nostri comuni desideri...

Maffeo (a Nuccio) E noi siamo grati, Messer Nuccio, della vostra presenza e ricorderemo sempre il ruolo svolto da Messer Brunamonte e dalla vostra città in nostro aiuto...

Lamberto (deciso, rivolto a Mino) Messer Mino, come avete trovato il conte Ildobrandino ?

Mino (sereno) Sereno e ben disposto. Le ultime imprese di suo fratello e l’atteggiamento deciso di Messer Brunamonte l’hanno convinto, io credo, di non aver altra scelta che cedere. Io l’ho rafforzato, per quanto è stato in me, in questo atteggiamento. Ed egli non s’opporrà ad un’offerta generosa...

Maffeo (serio) E Messer Rinaldo ?

Lamberto (pronto) Se il capofamiglia si accorderà con noi, che potrà mai fare ?

Maffeo (preoccupato) Farsi bandito e continuare a vessare la nostra gente...

Nuccio (deciso) Se oserà sfidare noi e voi, sapremo ben ridurre quell’arrogante alla ragione...

Lamberto (deciso) Egli dovrà essere giudicato...

Nuccio (sbrigativo) Questo è un problema successivo... non mettiamo troppa carne al fuoco...

Mino (fermo) E non costringiamo il Conte a irrigidirsi per motivi di orgoglio... Otteniamo prima lo scopo principale...

Maffeo (conciliante) Per il resto c’è tempo...

Nuccio (c.s.) Appunto. Allora, Signori, illustratemi la vostra proposta.

SCENA VI

(Nel palazzo Cacciaconti. Fiammetta e Lamberto)

Fiammetta (abbracciando Lamberto) Che fai tu qui ?

Lamberto (con trasporto) Baciami, Fiammetta !

Fiammetta (schermendosi) Ma sei pazzo ? QUI ! Dove qualcuno può sorprenderci ?

Lamberto (c.s.) Baciami, amore... (Con fare misterioso)... Perché oggi è un gran giorno !

Fiammetta (baciandolo frettolosamente) Non mi hai ancora risposto...

Lamberto (attirandola a sé) E questo sarebbe un bacio ? (baciandola con passione) Ecco, adesso va meglio...

Fiammetta (ritirandosi) Rispondimi, ora ! Che fai qui e perché è un gran giorno ?

Lamberto (giocando a fare il misterioso) Non lo sai che la curiosità è un peccato mortale !

Fiammetta (ridendo) Vorrà dire che andrò all’inferno...

Lamberto (scherzando) È mio dovere salvare la tua anima... Ma...

Fiammetta (indispettita) Ma, cosa ?

Lamberto (c.s.) Ma se mi dai un altro bacio...

Fiammetta (scherzando) È così che vuoi salvare la mia anima ?

Lamberto (c.s.) Sto aspettando... Le spie vanno pagate !...

Fiammetta (baciandolo) Signor spione, eccovi il vostro premio... Ed ora vuota il sacco...

Lamberto (cedendo) Son venuto qui di corsa, precedendo la delegazione del Comune che viene a trattare con il Conte...

Fiammetta (incredula) E ci sarai anche tu a parlare con il padrone ?

Lamberto (orgoglioso) Certo... Ehi, cosa credevi ? Il tuo promesso è un personaggio importante...

Fiammetta (compiaciuta) Va, là, buffone ! (seria) E poi tu non hai fatto nessuna richiesta a mio padre e dunque non sei il mio promesso...

Lamberto (abbracciandola) Domani andrò da tuo padre...

Fiammetta (divincolandosi) È un anno che te lo sento dire : domani...

Lamberto (attirandola a sé) Giuro, domani sarà un gran giorno : i Cacciaconti cederanno i loro privilegi ed io andrò da tuo padre... Non mi merito un altro bacio ?

Fiammetta (c.s.) Solo dopo che avrai fatto la tua richiesta... ho concesso anche troppo finora...

Lamberto (scherzando) Già dovremo trattare con Messer Ildobrandino... non metterti anche tu a mercanteggiare... (cerca di tirarla a sé, ma Fiammetta gli sfugge)

Fiammetta (seria) Se pensate che il padrone ceda facilmente, siete dei poveri illusi !

Lamberto (convinto) Cederà, cederà... (abbracciandola e baciandola) Come te...

Fiammetta (scherzando) Eh, non credo che il Conte sia innamorato di voi...

Lamberto (pronto) O per amore o per forza... Neanche noi siamo innamorati di lui e tuttavia gli faremo la corte come a una bella donna... E useremo certi argomenti... Vedrai, cederà...

Fiammetta (seria) Non esserne tanto sicuro...

Lamberto (serio) Credimi... non ha scelta... E noi gli offriremo tanto di quel danaro...

Fiammetta (risoluta) Non è il danaro che gli manca...

Lamberto (deciso) Ma fra una fortuna e una lunga guerra, subdola, continua, senza possibilità di vittoria, cosa sceglieresti ?

Fiammetta (decisa) Non sono mica il Conte io... Che ne so cosa passa nella testa di un gran signore ?...

Lamberto (serio) Passa soprattutto un pensiero : che cosa mi conviene di più ? Che cosa mi arricchisce ? Che cosa mi dà più il potere ? Il resto son chiacchiere : l’onore, il nome della famiglia, l’orgoglio... Tutte cose fatte d’aria... Ma un bel mucchio di denari senesi e la possibilità di essere la prima famiglia a Sinalunga e, con tutti quei soldi, anche fra le prime di Siena... non sono aria... sono cose solide, vere, potenti...

Fiammetta (seria) E se non cedesse... Se cercasse di tirarla alle lunghe...

Lamberto (deciso) Non avrebbe nulla... Ieri sera abbiamo fatto un patto e siamo stati tutti d’accordo : il notaio, Maffeo Trecchi, Messer Nuccio Saracini da Siena, o si conclude oggi o non si tratta più : prendere o lasciare...

Fiammetta (stupita) E che c’entra un senese in questa trattativa...

Lamberto (convincente) Ma non capisci ? Siena vuole quanto noi che i Cacciaconti cedano e senza l’appoggio dei senesi il Conte è spacciato...

Fiammetta (di rimando) Ma voi fate i conti senza l’oste... Se anche il padrone acconsentisse, Messer Rinaldo non accetterà mai...

Lamberto (deciso) Peggio per lui... e comunque questo è un problema della famiglia Cacciaconti... Le mele marce devono ripulirle loro... Certo che senza la firma di Rinaldo non se ne fa di nulla... Sarebbe troppo comodo : un Cacciaconti si accorda l’altro dice di no e continua a rivendicare i suoi privilegi...

Fiammetta (incerta) E se il padrone non convince il fratello ?...

Lamberto (fermo) Te l’ho già detto : non se ne fa di nulla... E i Cacciaconti ne pagheranno le conseguenze...

Fiammetta (spaventata) E quali sarebbero ?...

Lamberto (fermo) Siena prenderebbe la consegna di Messer Rinaldo e ad un rifiuto potrebbe anche decidere di venirselo a prendere... E contro i Cacciaconti sarebbe guerra aperta... Forse il giovane Bindo avrebbe qualche altra occasione di ferirsi ad una mano... e non solo di striscio per una sassata...

Fiammetta (stupita) Dunque aveva ragione Madonna Beatrice a non credere che fosse semplicemente caduto da cavallo...

Lamberto (misterioso) È anche caduto da cavallo...

Fiammetta (fra sé) Cuore di madre non si inganna !

Lamberto (curioso) Ma Bindo non ha raccontato la verità ?

Fiammetta (pronta) Almeno a sua madre e a sua sorella, no...

Lamberto (riflettendo) Bene, vuol dire che il ragazzo ha capito la situazione... E questo è un appoggio importante...

Fiammetta (riflessiva) Forse l’ha detto solo a suo padre...

Lamberto (c.s.) Ciò che conta è che abbiano tenuto la cosa segreta... Vuol dire che non hanno intenzione di rinfocolare l’odio... E che son pronti a trattare...

Fiammetta (seria) Oh Dio benedetto, fa’ che non scorra altro sangue...

Lamberto (deciso) Dipende tutto dal Cacciaconti... Noi siamo pronti ad un accordo onorevole e pacifico... Ma se...

(Si interrompe perché entrano Bianca e le quattro servette)

SCENA VII

 

Prima servetta (maliziosa) Disturbiamo ?

Seconda servetta (c.s.) Messer Lamberto, quale buon vento vi porta qui ?

Terza servetta (c.s.) Zeffiro d’amore...

Quarta servetta (alla terza) Su, corri a dare l’allarme alla Betta !...

Terza servetta (battendo un piede a terra) Vuoi smetterla, linguaccia ! Io non avverto nessuno...

Quarta servetta (pronta) Anche perché se ti azzardi... (si rimbocca le maniche)

Bianca (decisa) Smettetela, vi prego !

Prima servetta (a Lamberto) Insomma, non ci avete risposto : che fate qui ?

Fiammetta (a Bianca a alle altre) Bianca, una buona notizia... Lamberto è qui per trattare insieme ai rappresentanti del Comune con il padrone...

Lamberto (pronto) Sì, Bianca, questa volta la questione dovrebbe risolversi... Avverti anche Damiano...

Bianca (speranzosa) Sia benedetto il cielo ! E Messer Rinaldo sarà consegnato alla giustizia ?

Lamberto (sottovoce a Fiametta) Zitta !

Fiammetta (d’impeto) Ma certo ! Vero, Lamberto ?

Lamberto (confuso) Ecco, vedremo... Discuteremo...

Bianca (decisa) Parla chiaro, Lamberto, sai qualcosa...

Lamberto (c.s.) Ecco... cerca di capire Bianca... È una trattativa difficile... da cui può derivare un gran bene per tutti... E non possiamo dare a Messer Ildobrandino l’occasione per irrigidirsi... per appellarsi all’orgoglio ferito...

Bianca (incredula) Che vuol dire tutto questo ?...

Quarta servetta (pronta) Vuol dire, cara Bianca, che Messer Rinaldo la farà franca anche stavolta ! Non lo sapevi che i potenti se la cavano sempre... Chi muore giace... e che vive... si dà pace... Amen !

Bianca (triste) Damiano non accetterà mai di veder impunito l’assassino di suo padre !...

Seconda servetta (pronta) E farà proprio bene !

Quarta servetta (pronta) Giusto ! Se avessero ammazzato mio padre e io fossi un uomo... sangue di Bacco...

Lamberto (pronto) Se, se, se... Anch’io se dipendesse solo da me, lo vedrei volentieri penzolare da una forca... Ma qui dobbiamo trattare... e bisogna concedere qualcosa anche agli avversari ! Ma io ti giuro Bianca, che se sarà possibile, mi batterò perché Rinaldo sia giudicato... Ma non si può rovinar tutto, per vedere impiccato quel mascalzone... La vita di tante persone vale ben più della sua... e la pace per la gente di Sinalunga...

Fiammetta (abbracciando Bianca) E tu devi cercare di convincere Damiano a non fare sciocchezze... Me lo prometti ?

Bianca (triste) Ci proverò... ma non so se ci riuscirò...

Quarta servetta (cercando di farla ridere) Eh, noi ragazze abbiamo certi argomenti...

Lamberto (serio) Parlerò anch’io a Damiano, stai sicura... È troppo intelligente per non capire... Un sacrosanto desiderio di giustizia può mandar tutto all’aria... È triste, ma è così... E comunque il mondo non finisce oggi... E Messer Rinaldo... la volpe perde il pelo ma non il vizio... prima o poi tenterà, anche per rivendicarsi di quello che dovrà ingoiare oggi, qualche altra bravata... Ma senza più i privilegi che ha oggi...

Quarta servetta (a Bianca) Insomma, aspetta qualche altra testa rotta e spera...

Lamberto (deciso) Non ci saranno più teste rotte... ve lo giuro !

Quarta servetta (ironica) Perché, è forse la prima del mondo ? Da che mondo è mondo ci sono sempre stati prepotenti e vittime... E tu, povero illuso, vorresti fare andare il mondo alla rovescia !

 

SCENA VIII

 

(Entra Betta, che sente solo l’ultima frase della quarta servetta)

Betta (ironica) Ora te lo raddrizzo io il mondo e insieme piego la vostra schiena di legnate, brutte fannullone... sempre a chiacchierare... Ve lo do io !...(Si accorge di Lamberto) E voi che ci fate qui ? (a Fiammetta) E tu, brutta spudorata, no ti vergogni ? Hai preso questa casa per un bordello ? Ma ti darò una lezione che te ne ricorderai finché campi ! (Di nuovo a Lamberto) E quanto a voi, Giovanni vi concerà per le feste... (a voce alta) Giovanni, aiuto ! C’è un uomo in casa !

Lamberto (ridendo) Betta, state calma, posso spiegarvi...

Fiammetta (sottovoce) Stai tranquilla ! Giovanni sa che sono qui...

(Entra Giovanni)

Betta (indicando Lamberto) C’è un uomo che si è intrufolato in casa !

Giovanni (ironico) Come se non avessi mai visto un uomo ! Stai tranquilla, non abuserà di te ! La tua verginità non è in pericolo !

Betta (stupita) Verginità ? Ma che dici ?

Giovanni (ridendo) Eh, cara la mia vecchia, ricordi lontani ! (serio a Lamberto) Messer Lamberto, vi cercavo... Quei signori stanno arrivando... se volete favorire... (A Betta) E tu vai subito dalla padrone che ti sta aspettando, fannullona !

Betta (sempre più stupita e prendendo per un orecchio Fiammetta) Tu mi sembri scemo ! Comunque questa sgualdrinella viene con me...

Giovanni (proteggendo Fiammetta e minacciando scherzosamente Betta) Fila via, vecchiaccia invidiosa ! Dalla padrona... di corsa ! E... da sola ! (Insegue Betta finché non se ne è andata) Messer Lamberto, andiamo ! (Le servette fanno dei versacci a Betta che scappa)

Fiammetta (piano a Lamberto che esce con Giovanni) Buona fortuna !

 

SCENA IX

 

(Ad un tavolo siedono Ildobrandino, Bindo Cacciaconti, Messer Mino, notaio, Nuccio Saracini, Maffeo Trecchi, Lamberto e Giovanni)

Ildobrandino (continuando un discorso già iniziato)... Io non posso continuare questa trattativa, se non è scritto chiaramente nero su bianco che ogni addebito nei confronti di mio fratello è cancellato !

Lamberto (esplodendo) Ma questo è inaccettabile !

Maffeo (deciso) È un affronto per tutta la gente di Sinalunga !

Bindo (fermo) Non consegneremo mio zio alle vostre vendette !

Lamberto (secco) Non vendetta, ma giustizia !

Mino (conciliante) Suvvia, Signori, troviamo un punto d’incontro... Messer Rianldo non verrà perseguito e voi, ;esser Ildobrandino, non insistete perché ciò venga messo per iscritto...

Giovanni (deciso) E chi ci garantisce che così sarà ?

Mino (rivolto a Maffeo) Io credo che Messer Maffeo vorrà dare la sua parola...

Maffeo (annuisce) E sia !

Bindo (incerto) Messer Maffeo non è tutto il Comune...

Nuccio (pronto) Vi do la mia parola... Siena vigilerà che i patti siano rispettati : per quanto avvenuto in passato, a vostro fratello non sarà torto un capello. Ma badate : ciò vale fino ad oggi ; in futuro egli non dovrà più esser cagione di disordini...

Mino (subito) D’accordo, allora ?

Ildobrandino (dopo un attimo di esitazione)... Acconsento... (deciso)... Veniamo dunque ad un altro punto vitale : le garanzie per me e la mia figlia. Una volta venduto al Comune il Castello e perduto ogni potere sugli armati che vi risiedono, che ci assicura che non resteremo in balìa dei vostri avversari ?...

Maffeo (conciliante) Stipulato questo atto, voi non avete più avversari in Sinalunga...

Ildobrandino (scuotendo la testa) Oggi, forse.. ma in futuro ? Se domani alla testa del Comune fossero eletti dei facinorosi... Esigo garanzie precise !

Nuccio (cogliendo la palla al balzo) Facciamo così... Inseriamo nell’atto una clausola per la quale il comandante degli armati del castello dovrà essere un cittadino senese. Ciò testimonierà dell’amicizia fra Siena e Sinalunga, garantirà la famiglia Cacciaconti nonché imparzialità di decisioni nelle contese che abbiamo a sorgere fra cittadini di Sinalunga...

Maffeo (incerto) Mi pare una condizione gravosa...

Lamberto (irato) Assolutamente inaccettabile. Perché mai dovremmo scegliere a Siena il capo dei nostri armati ?

Ildobrandino (subito) Per parte, mia accetto.

Mino (a Maffeo) Messer Maffeo, non vorrete rovinar tutto proprio adesso che siamo quasi giunti in porto...

Nuccio (severo) Un vostro rifiuto sarebbe un atto ostile a Siena... E considerate che il futuro comandante sarebbe comunque ai vostri ordini...

Lamberto (ironico) E a quelli di Siena... (a Maffeo) Non accettate !

Maffeo (incerto) Datemi tempo per riflettere...

Nuccio (incalzante) Risolvete ora, caro Messer Maffeo, o tutto rischia di essere rimesso in gioco...

Ildobrandino (deciso) Anch’io vorrei riflettere...

Mino (incalzante) Signor Conte, vi prego... e voi, Maffeo, decidete : credetemi l’accordo è onorevole e rassicurante per tutti...

Nuccio (c.s.) L’amicizia di Siena è un bene prezioso, ricordatelo !

Maffeo (come liberato) Purché fra la nostra gente regni la pace... Accetto...

Lamberto (a voce bassa) Maledizione !

Giovanni (a voce bassa a Lamberto) E così vi siete venduti a Siena...

Lamberto (a voce bassa a Giovanni) Date tempo al tempo...

Mino (tranquillo) E dunque che resta ancora...

Ildobrandino (sicuro) Un argomento decisivo : il prezzo della vendita. Io voglio 10.000 denari senesi più il diritto di far legna nelle terre del castello per me e per i miei successori...

Maffeo (deciso) Vada per il diritto di far legna, ma non possiamo dare più di 7.000 denari...

Bindo (pronto) Ma è una cifra ridicola...

Mino (ridendo) La giustizia sta sempre in mezzo : accordiamoci per 8.500 denari...

Maffeo (ormai convinto) Non più di 8.000...

Ildobrandino (anche lui pronto a cedere) Almeno 9.000...

Mino (deciso) Vedete... 8.500 sono la cifra giusta...

Maffeo (ultimativo) Al massimo posso arrivare a 8.300... 8.400 : prendere o lasciare...

Nuccio (deciso) Bene, facciamo 8.400 e andiamo in pace !

Ildobrandino (ormai convinto) E sia !

Mino (alzandosi in piedi, solenne) Oggi è un gran giorno, signori. Possa quest’atto assicurare a Sinalunga un lungo periodo di pace e prosperità e alla famiglia Cacciaconti un futuro pari al passato...

(Tutti si stringono la mano)

Nuccio (ad Ildobrandino) Vergogna, signor Conte... Volete lasciarci a bocca asciutta ? Con 8.400 denari, potete ben offrirci da bere...

Ildobrandino (ridendo) I miei servi attendevano solo un cenno...

(Entrano dei servi portando vino e coppe)

Mino (solenne) Alla pace !

Tutti (a voce alta, toccando le coppe) Alla pace !

Maffeo (a Ildobrandino) Ed ora tocca a voi : dovete convincere messer Rinaldo !

Ildobrandino (deciso) Non dubitate : accetterà ! Dovessi strozzarlo

(Escono tutti)

 

SCENA ULTIMA

 

(Un araldo passa fra le vie di Sinalunga)

Araldo (battendo un tamburo) Cittadini di Sinalunga, accorrete tutti in piazza ad ascoltare importanti notizie che vi riguardano !

(Ripete più volte l’annuncio)

Una donna (incredula) Speriamo che non siano nuovi balzelli !

Seconda donna (scettica) Quando chiamano a raccolta, la scarsella si vuota !

Terza donna (a voce bassa) Dicono che i Cacciaconti abbiano ceduto !

Quarta donna (c.s.) Speriamo di veder Messer Rinaldo spenzolare da una forca !

Quinta donna (seria) Io non voglio vedere più morti, ne ho visti anche troppi !

Sesta donna (pronta) Vorresti forse che quel manigoldo di Rinaldo la passasse liscia anche stavolta...

Quinta donna (c.s.) Purché si campi in pace, che vada al diavolo e viva come meglio gli riesce !

Prima donna (scettica) Per me son nuove tasse !

Terza donna (sbrigativa) È inutile fasciarsi la testa prima di essersela rotta : andiamo a sentire e poi vedremo !

Araldo (c.s.) Accorrete tutti !

Seconda donna (scherzando) Veniamo, veniamo, non dubitare !

(La folla si raduna sotto un palco sul quale sono Maffeo, Ildobrandino, Mino, Bindo e Lamberto e Nuccio Saracini)

Maffeo (con voce tonante) Cittadini di Sinalunga, ascoltate le parole di Messer Mino, notaio, che vi leggerà un documento che riguarda noi tutti. Io sono certo che tutti sarete felici per le notizie che udrete !

Mino (con voce alta e calma) Oggi, nel Castello di Sinalunga è stato rogato il seguente atto :

il nobiluomo Conte Ildobrandino Cacciaconti e suo figlio Bindo, in nome e per conto loro e di Messer Rinaldo Cacciaconti, si impegnano, di fronte a me e a Messer Nuccio Saracini da Siena, a cessare ogni litigio con il Comune di Sinalunga. I sopradetti, inoltre, vendono al Sindaco del Comune, Maffeo Trecchi, in rappresentanza degli abitanti di Sinalunga, ogni ragione che avevano sul castello di Sinalunga per 8.400 denari senesi. Rinunciano inoltre ad ogni azione e ragione che avevano sulle decime e gli affitti sulle terre di detto Castello.

Il presente atto è stato da me rogato alla presenza di Testimoni.

(un lungo applauso segue la lettura dell’atto. I Cacciaconti e i rappresentanti del Comune brindano assieme)

Maffeo (commosso) Alzo la coppa alla ritrovata pace fra gli abitanti di Sinalunga !

Voci dalla folla Viva !

Ildobrandino (alzando la coppa) E che essa duri per sempre !

Nuccio (c.s.) Ed io brindo all’amicizia fra Siena e Sinalunga !

Un popolano (a voce bassa) Dagli amici mi guardi Iddio !

Secondo popolano (scherzando) Intanto ci siamo liberati dai Cacciaconti, poi penseremo ai Senesi.

(Da un lato della piazza irrompono gruppi di ballerini e musicanti. Un ballo generale, a cui si associano Lamberto e Fiammetta, Bindo e Laura e le servette, conclude la scena).

Fine