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il testo

Ser Pietro Biancalana

 

PROLOGO

(A Siena, un salone nel palazzo del Governo)

TOMMASI:- (con passione) Ammettetelo, mio caro Massaini, se l'anno scorso gli spagnoli sono stati cacciati da Siena, è perché il popolo ha mostrato tutta la sua forza...

MASSAINI:- (scuotendo la testa) Il popolo, certo... ha fatto la sua parte... ma i nobili, allora? Non furono essi a mettersi alla testa della congiura? Non dimenticatevelo, Tommasi...

TOMMASI:- (conciliante) Non intendevo sminuire i meriti di nessuno...

MASSAINI:- (c.s.) Neppure io...

TOMMASI:- (ridendo) E allora, finiamola di discutere...

MASSAINI:- (ridendo) Avete ragione...Mentre discutiamo fra noi, il Medici affila gli artigli e sogna la rivincita...

TOMMASI:- (serio) Il Duca Cosimo non mollerà la preda tanto facilmente...

MASSAINI:- (riflessivo) Non ha mai mollato niente, quello...

TOMMASI:- (scuotendo la testa) Presto riprenderà la guerra...Non appena Carlo V avrà di nuovo tempo di pensare all'Italia...

MASSAINI:- (preoccupato) Ed intanto Siena è divisa in tante fazioni... Proprio adesso che la massima unità sarebbe necessaria...

TOMMASI:- (cupo) Ed invece il solco fra nobiltà e popolo si allarga ogni giorno di più...

MASSAINI:- (ridendo) Le nostre due famiglie, almeno, stanno dando il buon esempio, se tu presto diventerai mio cognato... E dunque, caro Francesco, non più dispute fra noi...

TOMMASI:- (tendendo la mano) Mai più, Giovanni...

(Entrano il maresciallo di Thermes, il governatore della fortezza in nome di Enrico II di Francia e il cardinale Mignanelli, inviato di papa Giulio III)

MASSAINI:- (indicando) Guarda... Il Maresciallo di Thermes sta uscendo dalla riunione dei sedici di balìa...

TOMMASI:- (curioso) Chi è quello insieme a lui ?

MASSAINI:- (a voce bassa) Il Cardinale Mignanelli, l'inviato di Giulio III...

TOMMASI:- (c.s.) Conosci anche lui ?

MASSAINI:- (c.s.) No...

TOMMASI:- (c.s.) Sentiamo dal Maresciallo le ultime novità...

MASSAINI:- (a voce alta, inchinandosi) Signor Maresciallo, vogliate gradire i miei omaggi...

THERMES:- (sorridendo) Caro Massaini... Caro Tommasi... (rivolto a Mignanelli) Eminenza, posso presentarvi il cavalier Giovanmaria Massaini... (I due giovani si inginocchiano e baciano l' anello al Cardinale)... due valorosi, devoti alla causa della libertà di Siena...

MIGNANELLI:- (con voce suadente) Mi compiaccio... Siena ha bisogno di giovani di valore...

TOMMASI:- (con deferenza) Signor Maresciallo, ci sono novità ?

THERMES:- (scuotendo la testa) Ahimé, cattive notizie... I sedici non riescono a mettersi d'accordo ed il piano che Sua Eminenza ed io stesso avevamo proposto per la formazione di un Consiglio Generale di 900 cittadini, è fallito...

MASSAINI:- (contrariato) E perché mai ?

MIGNANELLI:- (serio) Perché i rappresentanti del popolo e della nobiltà non si trovano d'accordo... Non fanno altro che arrogarsi reciprocamente il merito principale, se non esclusivo, di aver cacciato gli Spagnoli da Siena...

THERMES:- (preoccupato) Ma gli Spagnoli ci torneranno presto nella vostra città se continuano le discordie interne, mentre il Medici si riorganizza...

MIGNANELLI:- (a Thermes) E poi... ve lo ripeto, caro Maresciallo, nominare Pietro Strozzi, il peggior nemico di Cosimo, comandante delle truppe senesi, continua a sembrarmi un grave errore...

THERMES:- (conciliante) Certo è un atto audace... Ma vuol far chiaramente capire a Cosimo che il mio grazioso sovrano Enrico II e i senesi sono pronti a combattere, se necessario... Il Duca non avrà vita facile, se vorrà impadronirsi di Siena... E inoltre, lo Strozzi è un valente capitano ed il suo odio per i Medici è la più sicura garanzia che metterà in guerra tutto se stesso...

MIGNANELLI:- (serio) Non discuto le virtù militari dello Strozzi, ma... la sua nomina è uno schiaffo in piena faccia per Cosimo e allontana ogni ipotesi di trattativa pacifica...

TOMMASI:- (baldanzoso) Il Medici dovrà abituarsi agli schiaffi dei senesi... uno l'ha preso l'estate scorsa... e il prossimo, sarà ancora più sonoro...

MIGNANELLI:- (serio) Ammiro il vostro coraggio, capitano, ma fate attenzione: il Duca Cosimo è abile e ricco... molto ricco... e quanto agli schiaffi... non conta quanti se ne danno... lo schiaffo che conta è l'ultimo... il decisivo... siete proprio sicuro di essere voi senesi a darlo ?

MASSAINI:- (esaltato) Quando ci sarà da combattere, Eminenza, non saremo secondi a nessuno...

MIGNANELLI:- (serio) Ve lo auguro.. ma.. prudenza, miei giovani amici, prudenza... (buio sulla scena)

SCENA II

(Una sala del palazzo di Cosimo a Firenze. Sono presenti il Duca Cosimo de' Medici, Giangiacomo Medici, marchese del Marignano, comandante delle truppe medicee, Giovan Battista Ricasoli inviato di Cosimo a Siena e Pier Filippo Pandolfini, inviato del Duca presso Carlo V)

COSIMO:- (adirato) E dunque il re di Francia e i Senesi hanno nominato Pietro Strozzi, capitano delle milizie... E' così che vogliono stare in pace con me... offendendomi !... Ma presto si accorgeranno chi è Cosimo de' Medici... (al Ricasoli)... Messer Ricasoli, ditemi,quale è la situazione dentro Siena ?

RICASOLI:- (freddo) Non parlano che della cacciata degli Spagnoli dalla città... Ma le parole non bastano a mascherare le divisioni interne... Se solo Don Garcia di Toledo riuscisse...

COSIMO:- (sprezzante) Don Garcia non otterrà un bel niente.. La sua spedizione, ne sono certo, fallirà... Le operazioni sono condotte senza decisione... gli spagnoli pensano solo a rubare.. non è così che si conduce una guerra... Del resto, al momento, dall'imperatore non si può avere di più... E' già tanto se Don Garcia non viene richiamato a Napoli... Non è vero, Pandolfini ?

PANDOLFINI:- (preoccupato) Avete ragione, signore. E' indubbio, infatti, che la situazione in Germania preoccupa l'Imperatore. Se riuscisse a risolverla...

COSIMO:- (deciso) La risolverà, statene certi, signori... E allora, saprò ben io riportare Carlo V sulla via di Siena... Occorreranno ancora più denari... Io finanzierò totalmente l'impresa e in cambio avrò Siena...

PANDOLFINI:- (incerto) Ci vorranno molte sostanze... L'Imperatore non ha fondi... Ma Firenze riuscirà a trovare tanto denaro ?

COSIMO:- (calmo) Si spenderà quello che c'è da spendere... Firenze non sarà mai sicura finché non avrà conquistato Siena... Né il mio potere sarà saldo, in Firenze e fuori, finché non avrò compiuto questa impresa... La conquista di Siena è necessaria alla mia gloria, a Firenze, alla Toscana tutta... Io non lascio mai un'impresa a mezzo... e non voglio cominciare adesso ! A voi Marignano, d'accordo con l'Imperatore, toccherà il comando delle nostre truppe, non appena riprenderà la guerra...

MARIGNANO:- (inchinandosi) Vi ringrazio, Duca. Io credo che occorrerà molta decisione, ma anche molta prudenza... Lo Strozzi è abile, ma noi lo logoreremo a poco a poco...

COSIMO:- (sorridendo) Vedete signori? Il nostro Marignano è un novello temporeggiatore, ma saprò ben io svegliarlo al momento opportuno... Ma adesso andate... La notte è già inoltrata, e poiché non conquisteremo certo Siena domani, possiamo ritirarci... (buio sulla scena)

ATTO I

(La scena rappresenta la piazza di Sinalunga)

SCENA I

(All'alba Ser Pietro Biancalana apre la sua osteria. I garzoni portano fuori panche, tavoli e sgabelli. Alcuni soldati cominciano ad affollare il locale)

PRIMO SOLDATO:- (a voce alta) Oste! Vino!

SECONDO SOLDATO:- (a voce alta) Sei sordo! Pane e vino!

TERZO SOLDATO:- (agli altri) Oste! Sbrigati!

(Esce il Biancalana con la moglie Brunetta e un garzone)

BIANCALANA:- (cercando di calmare i soldati) Un attimo! Signori miei! Un attimo! (rivolto al garzone) Porta pane e vino a questi soldati! (piano alla moglie) Non se ne può più di questi prepotenti! Almeno fossero altrettanto impazienti quando si tratta di pagare il conto: allora......diventano calmi e lenti...

BRUNETTA:- (calmandolo) Porta pazienza, Pietro, finirà, prima o poi....

BIANCALANA:- (deciso) E se non finirà da sé, vedremo di farla finire noi...

BRUNETTA:- (preoccupata dalle parole del marito) Non ti impicciare di queste cose: pensa che hai una figlia da maritare piuttosto! (tirandolo via) Vieni dentro che c'è da fare e poi...qui tira un'aria che non mi piace...(i due rientrano, mentre il garzone serve i soldati)

SCENA II

(Da un vicolo con una cesta di panni sulla testa, Livia, figlia di Ser Pietro entra seguita da Mezzaloste, caporale dei Lanzi e da un soldato)

LIVIA:- (irritata)...Ma insomma, basta! la volete far finita!

MEZZALOSTE:- (ridendo) Ma come sei scontrosa, stamani, bella mia!

LIVIA:- (allontanandolo) State fermo! Non voglio confidenze!

MEZZALOSTE:- (ironico) Madonna Livia, la Regina...delle Osterie, non si concede alla truppa, ma ai Signori Ufficiali...

LIVIA:- (piccata) Io non sono né Regina né Madonna, ma le mani addosso non le voglio da nessuno...né dalla truppa, né dagli Ufficiali!

MEZZALOSTE:- (continuando a molestarla) Ma dal luogotenente Fruga, sì! A lui glieli fai gli occhi dolci...non fai la scontrosa...

LIVIA:- (tenendolo a distanza) Non è vero niente...

MEZZALOSTE:- (insistente) Sì che è vero!...e adesso, bellezza, concederai le tue grazie anche a me, con le buone o con le cattive, perché, mia cara, qui a Sinalunga comandiamo noi...(fa per abbracciarla)

LIVIA:- (tirandogli uno schiaffo) Villano! Andate a comandare a quelle sgualdrine che vi tirate dietro al campo!

MEZZALOSTE:- (afferrandola) Io voglio comandare a te!

LIVIA:- (urlando) Indietro, brutto muso o ti spacco la faccia! (comincia a tempestarlo di pugni, mentre Mezzaloste tira fuori la spada)

MEZZALOSTE:- (infuriato) Non mi farò mettere i piedi in testa da una serva...

(Dal buio esce il luogotenente Fruga, che ha seguito l'ultima parte della scena e che con la sua spada disarma Mezzaloste)

FRUGA:- (imperioso) Caporale...rispettate le donne...

MEZZALOSTE:- (maligno) Questa smorfiosa non vuole obbedire...

LIVIA:- (con decisione) Signor luogotenente, chiedetegli che ordine mi aveva dato...

FRUGA:- (a Mezzaloste) Ebbene, signor caporale, rispondete...

MEZZALOSTE:- (impacciato) Ma io...veramente...

FRUGA:- (imperioso) Ho capito...Andate, ora...Ne riparleremo al campo...(Mezzaloste ed il soldato escono)

LIVIA:- (con sincerità, ma fredda) Grazie per il vostro intervento...

FRUGA:- (galante) Dovere, Livia, dovere...Io sono responsabile della disciplina e non tollero prepotenze con le donne...

LIVIA:- (secca) Fate bene. Vi ringrazio di nuovo. Arrivederci.

FRUGA:- (galante) Quanta fretta avete, Livia!

LIVIA:- (decisa) Sì, ho fretta, perché non mi piace parlare con chi spadroneggia in casa nostra!

FRUGA:- (cercando di trattenerla) Non tutti i soldati sono uguali...

LIVIA:- (sostenuta) Perché, voi non combattete forse per l'Imperatore e per Cosimo de' Medici contro Siena e contro di noi, per toglierci la libertà?...

FRUGA:- (interrompendola) Ma io...

LIVIA:- (con più foga) Non comandate forse, voi, signor luogotenente, questi soldati che la fanno da padroni in Sinalunga, che molestano le donne, che saccheggiano ed incendiano le nostre case?...

FRUGA:- (con precipitazione) Ascoltatemi, Livia. Io mi sono arruolato per necessità...per poter vivere. Orfano, ho sempre vissuto in mezzo a soldati di ventura...Ora qui, ora là...contro l'uno, contro l'altro...al servizio del miglior offerente... E il duca Cosimo paga bene...

LIVIA:- (interrompendolo) Lo sappiamo, non dubitate!... Siamo noi a soffrire perché il duca possa essere così generoso con i suoi sgherri...

FRUGA:- (violentemente) Non dite così, Livia...Io non sono uno sgherro...

LIVIA:- (interrompendolo nuovamente) Sgherro o soldato è lo stesso...Gli uni e gli altri saranno cacciati presto da Sinalunga...

SCENA III

BIANCALANA:- (a voce alta) Livia! Vieni subito qua! (Livia si avvicina al padre) Quante volte ti ho detto di non parlare con i soldati!

FRUGA:- (gentile) Non sgridate vostra figlia. lei sa fin troppo bene come si trattano i soldati...

BIANCALANA:- (deciso) Lo so. Ma per nessuna ragione, mia figlia deve dar confidenza a lor Signori...Nell'osteria, servo vostro, ma mia figlia...

FRUGA:- (con sincerità) Vostra figlia sa comportarsi bene con tutti...(Fruga esce)

BIANCALANA:- (alla figlia) Proprio con tutti, credo di no.

LIVIA:- (indignata) Che intendete dire?

BIANCALANA:- (con l'aria di chi la sa lunga) Che questo Fruga ronza troppo da queste parti...ed è astemio!

SCENA IV

MARTINO:- (entra di corsa) Pietro! Brunetta! Livia! Guardate chi è arrivato! Nostro nipote Nanni Sparnaccia!

NANNI:- (abbraccia i parenti, bacia la zia e dà la mano allo zio)

LIVIA:- (preoccupata) Che vuol dire quella benda?

NANNI:- (rassicurante) Una sciocchezza, una piccola ferita...

BIANCALANA:- (preoccupato) Perché sei venuto a Sinalunga?

NANNI:- (con aria di mistero) Ero a Siena al servizio della famiglia Massaini. Quando decisero di unirsi alle truppe senesi che difendevano Montefollonico, io rimasi a guardia della loro casa in città. Purtroppo Montefollonico è caduta nella mani del nemico ed i miei padroni sono stati fatti prigionieri e condotti qui nella nostra rocca!

MARTINO:- (con importanza) Le Signore Massaini, infatti, sono sotto la mia custodia, alloggiate nella rocca nelle stanze del Commissario...

NANNI:- (deciso) Caro Martino, devo parlare urgentemente con le signore Massaini...

MARTINO:- (interrompendolo) Ma sei pazzo? Senza il permesso di Sua Eccelenza Don Carlo da Bitonto, nostro eroicissimo Commissario Imperiale, nonché Comandante supremo della rocca e del Castello di Sinalunga?

NANNI:- (stupito) Don Carlo è qui?

MARTINO:- (sicuro) Certo, e ha con sé una schiera di cento lanzi imperiali!

BRUNETTA:- (sconsolata) Cento diavoli assatanati! E a noi tocca fare il pane per questi bricconi e per i soldati che assediano Monticchiello...

BIANCALANA:- (interrompendola) Gli imperiali hanno occupato tutti i forni del paese...Questi maledetti! Tutti servi dei Medici, che pagano le spese, per prendersi Siena alla faccia dell'Imperatore...Imperatore dei miei corbelli! Che senza i soldi di Cosimo, sarebbe in braghe di tela, peggio di un pezzente...

MARTINO:- (ridendo) Stai attento a quel che dici, Pietro! Ricordati che io...sarei il custode della rocca e dipendente del Signor Commissario Imperiale...

BIANCALANA:- (minaccioso) Se mi tradisci...ti sbudello, quant'è vero Iddio!...

MARTINO:- (serio) Finché ti sfoghi con me, poco male...Io non ti tradirò mai...sei mio fratello...Ma stai accorto...Tu fai andar troppo la lingua e ti lasci trasportare dall'ira...Pietro, credimi, non tutte le orecchie sono fidate come le mie!

BIANCALANA:- (pensieroso) Hai ragione, Martino, sono troppo impulsivo. Ma questi tangheri di soldati, con la loro prepotenza...D'accordo, d'accordo, starò più attento, lo prometto...

BRUNETTA:- (ansiosa) Speriamo che sia vero...Lo dici sempre e poi...ci ricaschi ancora...Maledetta quella tua linguaccia...

BIANCALANA:- (come per un pensiero improvviso, rivolto a Nanni) Ma qui c'è chi rischia più di me! Se si accorgono che sei un soldato senese...

NANNI:- (ridendo) Non me ne farò accorgere, state tranquilli...So anche un po' di spagnolo...

BIANCALANA:- (curioso) Dimmi un po', signor nipote: lo conosci questo Don Carlo di Bitonto...

NANNI:- (serio) Certo che lo conosco...E' un pendaglio da forca, un maneggione...un giocatore, povero in canna...un nobilastro borioso...Il resto ve lo dico un'altra volta, perché adesso ho premura di vedere le Massaini... (rivolto a Martino) Su, Martino, portami da loro...

MARTINO:- (facendo gli scongiuri) Fossi matto!...Senza un ordine dell'eccellentissimo Signor Commissario...Son vecchio, ma non ho ancora voglia di penzolare da una forca per le tue mattane...

LIVIA:- (severa, rivolta a Martino) Vergogna, zio! Ma non avete un po' di sangue nelle vene...

NANNI:- (deciso, a Martino) O mi accompagni tu, o ci vado da solo...Tanto, la strada per rocca, la conosco...

LIVIA:- (decisa) E io vengo con te...

MARTINO:- (rassegnato, rivolto a Nanni e Livia) Sempre i soliti testardi! Andiamo...

BRUNETTA:- (minacciosa, a Livia) Se fai un passo, brutta civetta, ti do due ceffoni...

LIVIA:- (uscendo con Martino e Nanni) Torno subito!

BIANCALANA:- (urlando) Livia! Accidenti a tua madre! Torna subito qui!

BRUNETTA:- (minacciando il marito) Accidenti a te, piuttosto! Quella figliola è tutta suo padre...Testarda, disubbidiente, sventata come te! Sempre con la testa alla politica! Poveri gonzi! Pensate a lavorare piuttosto, invece che sognare baccani e zuffe e...il duca Cosimo è un brigante...e gli Imperiali son de' mascalzoni...e questo...e quello...Lasciate queste faccende a chi è da più di noi...e pensate piuttosto agli affari nostri...

BIANCALANA:- (seccato per la predica) Vai in casa, donna...o fo qualche sproposito...

BRUNETTA:- (ironica) Tanto ne hai fatti pochi in vita tua...di spropositi!

BIANCALANA:- (minacciando Brunetta, che fugge nell'osteria) Io non avrò pace finché non ti avrò tagliato quella linguaccia!...(rimasto solo)...Ovvia, o vediamo un po' chi porta i pantaloni in questa casa! (rivolto alla moglie, verso l'interno dell'osteria) Se ti azzardi a uscir fuori, ti spello viva! (Si siede a un tavolo, rimuginando)... Vediamo un po'...L'arrivo di Nanni casca come il cacio sui maccheroni...coraggioso...ardito...bella lama...cazzotto pronto...Fa proprio al caso nostro...Il problema non è certo Nanni, che sarà sicuramente con noi! Il problema è da che parte starà Martino...E' vecchio e non ha voglia di battersi, ma come custode della rocca può esserci di grande aiuto. Qui bisogna rischiare il tutto per tutto! Informerò Martino dei nostri piani per soffiare agli Imperiali la rocca di Sinalunga e liberarci del loro giogo...In fondo è un buon uomo e...scommetto che, anche se non lo dice, questi spocchiosi di spagnoli stanno ...sugli zibidei anche a lui...

SCENA V

(Entrano due popolani, Lomeri e Serpetri)

LOMERI:- (entrando) Buon giorno, Pietro.

BIANCALANA:- (cortese) Buon giorno a voi, amici.

SERPETRI:- (sconsolato) Per me, questo non è proprio un buon giorno...

BIANCALANA:- (ansioso) Che ti è accaduto, mio buon Serpetri?

SERPETRI:- (addolorato) Ho ricevuto gli omaggi dei nostri nuovi padroni...Sono entrati nella mia cantina e han fatto manbassa di ogni cosa: vino, formaggi, prosciutti...

BIANCALANA:- (alzando i pugni al cielo) Maledetti ladroni...

LOMERI:- (indignato) E nel mio podere hanno requisito tutto il grano: ordine del Signor Commissario Imperiale!

BIANCALANA:- (iroso) Che Dio lo maledica!

(Entra il fornaio Panozzo, dolorante)

PANOZZO:- (lamentandosi) Ohimé, compagni...un po' d'acqua, per pietà!

BIANCALANA:- (premuroso, porgendogli dell'acqua) Che è stato, mastro Panozzo?

PANOZZO:- (ancora lamentandosi) Una tragedia...per me e per tutti... (riprende fiato) Come sapete, gli Imperiali hanno requisito tutti i forni, eccetto il mio, per cuocersi il pane per i loro soldati: quelli di qui e quelli che assediano Monticchiello. L'unico a fare il pane per la gente di Sinalunga ero rimasto io. Ebbene, stamani un branco di sgherri è entrato nella mia bottega ed ha preteso che facessi ancora pane per loro: ordini superiori, dicevano... Io mi sono opposto, ed ecco il risultato...un sacco di legnate mi hanno dato e se non interveniva quel luogotenente Fruga, quegli aguzzini erano capaci di ammazzarmi...

SERPETRI:- (adirato) Che canaglie! Ma la finiranno, un giorno o l'altro, di spadroneggiare...

LOMERI:- (minaccioso) ...E allora ci divertiremo noi!

BIANCALANA:- (preoccupato) Anche il pane vogliono toglierci, quei beccamorti! Ma vedrete, amici, finirà presto! Intanto Monticchiello resiste...Lo Zuccantini, il Commissario senese, si difende magnificamente e ho saputo che fra gli Imperiali ci sono risse continue, perché pare che i fiorini di Cosimo comincino a scarseggiare...

PANOZZO:- (desolato) Più dura l'assedio, peggio è per noi. Don Carlo da Bitonto e le sue truppe non son qui per fare la guerra, ma per assicurare le provviste per gli Imperiali impegnati a Monticchiello...Più la tirano in lungo e più saccheggeranno i nostri beni...

LOMERI:- (serio) Ti sbagli, Panozzo. Più dura l'assedio, più possibilità abbiamo noi di tentare qualche colpo di mano qui a Sinalunga...

SERPETRI:- (interrompendolo) Ssst! Arriva Martino!

(Entra Martino, agitato, borbottando a voce alta)

MARTINO:- (fra sé, ma a voce alta) Maledetti figli di cane! Ne ho piene le tasche di fare il custode della rocca e di fare il servo a questi manigoldi!...

BIANCALANA:- (curioso) Oh Martino, hai la luna storta?

MARTINO:- (imbestialito) Per forza...i signori soldati imperiali sono entrati nella mia cantina e certi fiaschetti di quel buono hanno preso il volo come...

LOMERI:- (ridendo) ...colombe dal disio chiamate...

BIANCALANA:- (ridendo) Ti hanno proprio colpito al cuore, Martino!

SERPETRI:- (tastando scherzosamente il terreno) Dì la verità! Ne hai pieni i corbelli anche tu di questi prepotenti...

MARTINO:- (lasciandosi andare) In confidenza, non li sopporto questi gradassi...Ma che mi fate dire?!? Stamani son fuori di testa, non fateci caso...

BIANCALANA:- (cogliendo la palla al balzo) Di noi ti puoi fidare, Martino. Non siam certo gente da andar a fare la spia, se un pover'uomo si sfoga un po' contro...certe sanguisughe...

MARTINO:- (sollevato) Se non butto fuori la bile che ho accumulato, scoppio!...Non ne posso più di angherie, soprusi, violenze e soprattutto dell'alterigia di quel baro del Commissario Imperiale...Quello c'ha il nome in testa: Bi-tonto...due volte scemo...

BIANCALANA:- (convincente) Martino, è l'ora di far qualcosa...

LOMERI:- (deciso)...senza perder tempo. Via gli oppressori da casa nostra!

SERPETRI:- (prudente) Calma, amici. Non vorrei che un'iniziativa imprudente, mandasse all'aria tutto. Aspettiamo altre notizie da Monticchiello e confidiamo nella Divina Provvidenza...

BIANCALANA:- (sorridendo) Ma Dio dice anche: "Aiutati che Dio ti aiuta"!

SCENA VI

(Si odono dei rulli ben ritmati di tamburo. Compare un Araldo)

ARALDO:- (con voce stentorea) Udite! Udite! Udite! (nuovi rulli di tamburo, mentre l'araldo si sposta in altra parte della piazza) Udite! Udite! Udite! (intorno a lui si raduna una piccola folla, compresi i personaggi della scena precedente) Buona gente di Sinalunga, ascoltate l'editto del Signor Commissario Imperiale! (Dopo un attimo di silenzio) Popolo di Sinalunga! In nome di Sua Maestà Imperiale, il nostro amatissimo Sovrano Carlo V, e per i poteri da Essa conferitici, Noi, Don Carlo da Bitonto, Commissario Imperiale e Comandante della rocca e della guarnigione di Sinalunga, decretiamo quanto segue: Tutta la farina, in possesso di mugnai o privati cittadini, deve essere ammassata presso i forni. Tutti i fornai, nessuno escluso, sono posti al servizio dell'esercito imperiale. Solo dopo aver soddisfatto alle esigenze di detto esercito, i mastri fornai potranno cuocere il pane anche per i privati cittadini. Così ho detto e sarà fatto, con pena per i trasgressori di un numero di tratti di corda "ad libitum" del Signor Commissario Imperiale. Dalla rocca di Sinalunga, addì 10 Marzo dell'anno di grazia 1553 dalla nascita di Nostro Signore.

(La folla si stringe minacciosa intorno all'araldo)

UN POPOLANO:- (agitando i pugni) Anche il pane volete toglierci! Affamatori!

UNA POPOLANA:- (c.s.) Assassini! Pane per i nostri figli!

UNA GIOVANE:- (c.s.) Giustizia! Basta con i soprusi!

UN GIOVANE:- (c.s.) Tornate a casa vostra! Libertà!

SECONDO POPOLANO:- (volgendosi ai compagni) Per quanto ancora sopporteremo queste prepotenze?

SECONDA POPOLANA:- (con rabbia) Dagli ai Lanzi! Via da Sinalunga!

UNA GIOVANE:- (c.s.) Viva Siena!

UN GIOVANE:- (con tutta la sua voce) Ribelliamoci! Viva Siena!

LOMERI:- (a voce altissima) Pane e libertà!

SERPETRI:- (c.s.) Via gli sgherri di Cosimo! Alle armi! Alle armi!

MARTINO:- (preoccupato) Giudizio, figlioli!

BIANCALANA:- (a voce spiegata) Pane e libertà! Via gli Imperiali!

TUTTI:- (con rabbia) Viva Siena! Viva la Repubblica senese! Fuori gli oppressori! Pane e libertà!

(Mentre il tumulto cresce, si odono degli squilli di tromba: entra, con un seguito di armati e Mezzaloste, Don Carlo da Bitonto)

BITONTO:- (sprezzante, rivolto ai soldati) Spazzatemi via quella marmaglia! (a voce altissima) Vi insegnerò io a ribellarvi alla mia autorità! (La folla si disperde, inseguita dai soldati. Rimangono Bitonto, Mezzaloste, Martino e Biancalana. Bitonto sorridendo, rivolto a Mezzaloste)...Ecco la plebaglia! Un attimo prima tutti eroi...poi, alla vista di qualche buon bastone...tutti a gambe levate! (Ironico, battendo sulla spalla a Mezzaloste) Bene, sedati i tumulti, rinfreschiamoci un po'...(Rivolto a Biancalana) Ehi, oste! Del vino!

BIANCALANA:- (inchinandosi) Subito eccellenza, e del migliore! (rivolto a un garzone apparso sulla soglia dell'osteria) Il miglior vino per il Signor Commissario Imperiale!

MEZZALOSTE:- (maligno, indicando Biancalana) Ecco davanti a voi uno dei caporioni di coloro che mormorano contro i soldati di Sua Maestà Imperiale...

BIANCALANA:- (fra sé) Maledetto spione!...

MARTINO:- (intromettendosi, in difesa di Biancalana) Veramente, Eccellenza, il nostro oste è persona fidata...

BIANCALANA:- (inchinandosi) Un cittadino fedele al Governo...

MEZZALOSTE:- (maligno) Chiedetegli a quale Governo?

BITONTO:- (serio) Vedremo, vedremo presto! Intanto voi, Martino, tornate subito alla rocca e attendete là i miei ordini...

MARTINO:- (inchinandosi) Obbedisco, eccellenza! (Fatta una riverenza, esce)

BITONTO:- (rivolto a Mezzaloste) Quanto a voi, mentre scambierò quattro chiacchiere con questo fedele suddito, raggiungete il luogotenente Fruga e cercate di mettere fretta a quelle lumache di mugnai: la consegna della farina è in grave ritardo e i nostri, da Monticchiello, chiedono continuamente pane! Non voglio che il generale Vitelli si lamenti di me.

MEZZALOSTE:- (sottovoce) Eccellenza, le popolazioni sono ostili e cercano di nascondere la farina. Bisogna stanarla casolare per casolare. E' un'opera difficile e poi i contadini potrebbero ribellarsi...

BITONTO:- (infuriato) Ribellarsi?!? Che ci provino! Riempirò di impiccati questa piazza, se si azzardano! Noi abbiamo la forza per domare qualsiasi ribellione...

MEZZALOSTE:- (sempre sottovoce) Inoltre, Eccellenza, le strade sono impervie e mancano le bestie da soma...

BITONTO:- (seccato) Basta coi discorsi! Se mancano le bestie, requisitele! Avete la forza: usatela senza risparmio! Io non tollererò ritardi! Andate, ora, e tornate il prima possibile con un bel carico di farina e ...meno storie! Se c'è da colpire, colpite senza pietà! Sparite, adesso!

MEZZALOSTE:- (cerimonioso) Sarà fatto, Signor Commissario! (all'orecchio di Bitonto)...Non fidatevi dell'oste...è un nostro nemico...

BITONTO:- (seccato) A questo penserò io. Voi, intanto, filate! (Mezzaloste saluta ed esce)

GARZONE:- (entrando) Ecco il vino!

BIANCALANA:- (con un cenno) Portalo a Sua Eccellenza... (Il garzone posa il vino ed esce)

SCENA VII

BITONTO:- (compiaciuto) Ah, bene, bravo! (rivolto a Biancalana) Venite qua, brav'uomo, sedete. A me piace scambiar quattro chiacchiere con un suddito fedele... Dunque, voi siete?

BIANCALANA:- (orgoglioso) Messer Pietro Biancalana, oste...

BITONTO:- (insinuante) E poi?

BIANCALANA:- (orgoglioso) ...un cittadino onorato di Sinalunga...

BITONTO:- (ironico) ...e dunque...(quasi suggerendogli le parole)...suddi...

BIANCALANA:- (rassegnato) ...suddito fedele...

BITONTO:- (trionfante)...di Sua Maestà Imperiale. Ecco; così mi piacete! Voi non siete come quei capiscarichi...che hanno sempre per la testa ribellioni e tumulti...voi m'intendete, vero?...come per esempio...

BIANCALANA:- (sulla difensiva) Io non conosco nessuno di codesti signori...

BITONTO:- (scherzando) Eh, via, messer bugiardo, almeno uno lo conoscete...

BIANCALANA:- (sempre più teso) E sarebbe...?

BITONTO:- (cambiando discorso) Non avete forse una figlia?

BIANCALANA:- (preoccupato) Certo che ce l'ho...la mia Livia...

BITONTO:- (ironico) Vedete, dunque, che almeno un caposcarico lo conoscete...Si dice che vostra figlia inciti alla ribellione...

BIANCALANA:- (schermendosi) Ma se è solo la figlia di un povero oste...

BITONTO:- (sprezzante) Ma qui in Toscana anche le figlie degli osti si credono dei politici dalla testa fina, dei condottieri, dei difensori della libertà e vanno gridando:"Viva la libertà!"..."A morte gli oppressori!"... (severo) E soprattutto hanno le mani lunghe...Vostra figlia ha osato schiaffeggiare il caporale Mezzaloste e per questo meritava di essere frustata davanti all'intera guarnigione...

BIANCALANA:- (disperato) Eccellenza, mia figlia è una brava ragazza...

BITONTO:- (sprezzante) Me lo auguro per voi...Certo è una ragazza di buon gusto...

BIANCALANA:- (offeso) Che intendete dire? Io sono un pover'uomo, pacifico e servizievole, ma non tollero che si offenda la mia Livia, che è una giovane onorata...

BITONTO:- (ironico) Eh, via, non vi scaldate tanto. Nessuna offesa: dicevo che è una ragazza di buon gusto ad essersi innamorata di un bravo giovane come il luogotenente Fruga...

BIANCALANA:- (fra sé) Maremma boia! Lo sa anche lui...

BITONTO:- (continuando) Se sapeste come la difendeva! Deve essere innamorato cotto anche lui. Io non sarei stato tanto tenero con vostra figlia, perché le donne che si impicciano di politica non mi piacciono...Ma il Fruga l'ha difesa con tanta passione...passione da innamorato...che non ho potuto che perdonarla...

BIANCALANA:- (imbarazzato) Eccellenza, grazie...

BITONTO:- (secco) Ve l'ho già detto: non ringraziate me, ma il Fruga...

BIANCALANA:- (fra sé) Ora mi toccherà anche ringraziare un servo del Duca...

BITONTO:- (serio) Cosa dite?

BIANCALANA:- (pronto) Che appena vedrò il luogotenente Fruga lo ringrazierò di tutto cuore...

BITONTO:- (severo) E farete bene. Comunque ascoltatemi. Voi e vostra figlia dovete smetterla di fare certi discorsi, di organizzare certi incontri...segreti. Tanto, caro messer Pietro, è tutto tempo e fiato sprecato. Quella vostra ridicola Repubblica di Siena ha i giorni contati e noi saremo, da qui in avanti, i vostri padroni. Mettetevelo bene in testa! Saremo noi a stabilire le decime e le tasse...Mi sono spiegato? E si avrà un occhio di riguardo per gli amici, ma guai ai nemici...anche solo a parole...

BIANCALANA:- (con uno scatto d'orgoglio) Signor Commissario, io sono un pover'uomo e non mi intendo di politica. Conosco però un vecchio proverbio: "Ride ben chi ride l'ultimo"...

BITONTO:- (secco) Appunto, messer Pietro, appunto. E a ridere saremo noi! Dunque...giudizio!...E tenete a freno vostra figlia...Mi siete simpatico...e non vorrei vedervi sgambettare appeso a qualche forca...

BIANCALANA:- (serio) Dio non voglia!

BITONTO:- (sempre più severo) Dio non c'entra! Dipende tutto da voi e da vostra figlia! Io farò finta di non aver sentito l'insolente proverbio che mi avete dedicato...Ma voglio regalarvene uno anch'io: "Uomo avvisato..." Intesi? (mette sul tavolo delle monete) Ecco, prendete, per il vostro vino...(di nuovo amichevole) Caro Biancalana, arrivederci e...in gamba! (Esce)

BIANCALANA:- (inchinandosi) Eccellenza...

SCENA VIII

BIANCALANA:- (con rabbia) Che il canchero ti porti via, borioso d'uno spagnolo...(guardando le monete) Meno male che ha pagato...Soldi buoni (addenta una moneta)...soldi fiorentini...(ripensando alle parole di Bitonto)...Quanto alla forca, Messer mio, si vedrà chi ci penzolerà per primo!...(borbottando tra sé)...Appena vedo quella civetta di Livia, sta fresca...Anche questa dovevo vedere: mia figlia che fa all'amore con un servo di Cosimo!...

(Entrano Livia e Nanni)

NANNI:- (gentile) Ciao, zio!

BIANCALANA:- (curioso) Com'è andata alla rocca?

NANNI:- (ridendo) Ne parliamo dopo...adesso muoio di fame...

BIANCALANA:- (a Nanni) Ti preparerà qualcosa Livia, perché io devo andare alla vigna di Serrabotte: non vorrei che quei ladroni si fossero portate via anche le piante...

NANNI:- (entrando nell'osteria) Allora, a dopo...

BIANCALANA:- (serio a Livia, che sta per entrare a sua volta) Livia, aspetta. (severo) Tu devi smetterla di vedere quel luogotenente Fruga. Te lo ordino. Mia figlia non sposerà mai un nemico di Siena...un aguzzino della nostra gente...Non darmi questo dolore e questa vergogna. Pensa, piuttosto, a tuo cugino Nanni: un giovane bravo, coraggioso, leale e poi...soprattutto...uno dei nostri...

LIVIA:- (quasi piangendo) Oh, padre...

BIANCALANA:- (frettoloso) Basta, ora! Quello che dovevo dire, l'ho detto. Non torniamoci più sopra! Lasciami andare, adesso...(Esce)

SCENA IX

LIVIA:- (agitatissima) Mio padre ha ragione...ed io dovrei accontentarlo...Nanni è buono, audace, simpatico...e poi combatte per la nostra libertà...Perché mai dovrei amare il Fruga, un mercenario...un traditore della nostra Siena?...(disperata)...Ma è inutile che finga...anche di fronte a me stessa...Io ammiro e stimo Nanni, ma...non lo amo...Sento che non potrò mai amarlo...E la stima che ho per lui, non può bastare...né a Nanni, né a me...Quanto più profondamente guardo in me stessa, tanto più mi è chiaro che io amo il Fruga...Lo sento...Lo so!...Anche se non saprei dire il perché...Ma non si sa mai perché si ama...Perché io non vedo che lui...non penso che a lui...Oh, se potessi convertirlo alla nostra causa...In fondo è senese anche lui... Se è vero che l'amore vince ogni resistenza, riuscirò in questo intento...e allora...anche mio padre non potrà non acconsentire...Coraggio, Livia...mettiti all'opera!...(risoluta)...e non darti per vinta...finché il tuo sogno di felicità non si avveri!

NANNI:- (uscendo dall'osteria) Cugina cara, ho una fame da lupo!...

LIVIA:- (gentile) Scusami, Nanni, mio padre mi ha trattenuto...

NANNI:- (sorridendo) Davvero? A vederti, si direbbe piuttosto che ti sei persa in qualche fantasticheria...

LIVIA:- (precipitosa) Ti sbagli, Nanni...Ti sbagli di grosso!

NANNI:- (cambiando tono, serio) Scusami...(dopo una breve pausa) Livia...devo chiederti un favore...

LIVIA:- (premurosa) Dimmi e se posso...

NANNI:- (risoluto) Io ho deciso di tentare di salvare le Massaini, facendole scappare dalle grinfie del Da Bitonto...Tu puoi aiutarmi!

LIVIA:- (interrompendolo) E come?

NANNI:- (a voce bassa) Bisogna che qualcuno distragga le guardie di sentinella nel cortile e sulle mura della rocca. Al resto, penserò io...

LIVIA:- (stupita) E come posso fare io...

NANNI:- (interrompendola precipitosamente) Davvero non lo indovini?

LIVIA:- (decisa) No.

NANNI:- (tranquillamente) Il luogotenente Fruga è innamorato di te...

LIVIA:- (imbarazzata) Ma che dici?

NANNI:- (sorridendo) Non negare, Livia, non serve...Basta vedere come ti guarda e come tu guardi lui, per capire che vi amate...Tu dovresti convincerlo a favorire il mio piano...Innamorato com'è, non ti sarà difficile ottenere questo favore... Non si resiste ai begli occhi d'una donna innamorata... Ti prego, Livia, aiutami! Non potresti farmi piacere più grande...

LIVIA:- (stupita) E tu vorresti che io fingessi di accettare la corte del Fruga...

NANNI:- (ridendo) Via, Livia...tu non devi fingere nulla...Tu sei innamorata di lui...Altrimenti non ti avrei mai chiesto un simile piacere...

LIVIA:- (mentendo) Ma, figurati...lo odio quel traditore!...

NANNI:- (serio) Non mentire, cugina...non ti riesce!...Ed io sono convinto, come te, che il Fruga, in fondo al cuore, è un buon ragazzo leale e coraggioso...e che tu...lo porterai dalla nostra parte...

LIVIA:- (fra sé) Povero padre mio, se tu vedessi il mio...futuro sposo spingermi fra le braccia del Fruga, rimarresti di sasso! (A voce alta) Non posso aiutarti, Nanni. Mio padre mi ammazzerebbe, se scoprisse che giro intorno al Fruga. Solo poco fa mi ha rimproverata perché gli davo troppa confidenza...

NANNI:- (convinto) Non temere, Livia! Parlerò io a tuo padre e vedrai che capirà...

(Entra Martino)

MARTINO:- (incerto) Oh, Livia, proprio te!...Dovresti venire con me alla rocca...Il Commissario Imperiale cercava una ragazza che si metta al servizio delle prigioniere e mi ha detto di chiederlo a te...

LIVIA:- (incerta) Ma io non posso...Mio padre non acconsentirà...

NANNI:- (eccitato) Vai, Livia, ti prego. Questa proposta cade come la manna dal cielo. Dall'interno della rocca potrai far meglio quello che ti ho chiesto e aiutarmi a far riuscire il mio piano. Parlerò io a tuo padre, stai tranquilla! E Pietro sarà d'accordo...

LIVIA:- (dopo aver pensato un attimo, risoluta, rivolta a Martino) E va bene, verrò alla rocca!

MARTINO:- (a tutti e due, con tono preoccupato) Io non so che cosa abbiate in testa voi due, ma...mi raccomando, ragazzi, giudizio...Siete troppo giovani per penzolar da una forca! (rivolto a Livia) Andiamo, Livia...(Livia e Martino escono)

NANNI:- (pregando) Oh Dio, aiuta i miei disegni!

FINE PRIMO ATTO

ATTO II

(Una sala nella rocca di Sinalunga. Violante e Clelia Massaini, poi Martino e Livia)

SCENA I

VIOLANTE:- (cercando di consolare la figlia che piange) Coraggio, Clelia mia...

CLELIA:- (disperata) Quanto dovremo stare in questo stato? ...Lontane da casa...prigioniere...senza nessuno di cui fidarsi...

VIOLANTE:- (sforzandosi di essere rassicurante) Dio non ci abbandonerà, figlia mia...vedrai...E poi tuo fratello Giovanni non lascerà nulla di intentato per riscattare la nostra libertà...Abbi fiducia...Intanto Nanni Sparnaccia è qui, ed è un giovane devoto e fidato...Quando l'ho visto, ho sentito rinascere in me la speranza...Non tutto è perduto, Clelia...e anche questo Martino, il custode della rocca, mi sembra un buon vecchio...

CLELIA:- (un po' più tranquilla) Potessi avere anch'io la tua serenità, madre...

VIOLANTE:- (tendendo l'orecchio) Zitta! Sento dei rumori...Non vorrei fosse il Conte di Bitonto...

MARTINO:- (entra con Livia. Si inchina alle due donne) Madonne...questa è mia nipote Livia...E' la ragazza che starà con voi, per aiutarvi in tutto quello di cui avete bisogno...Ma ora, permettetemi di assentarmi...Il Signor Commissario mi ha fatto chiamare...c'è un nuovo prigioniero...

CLELIA:- (ansiosa) Sapete chi è?

MARTINO:- (sicuro) No, signora...E' appena arrivato...(si inchina)...Scusatemi, ora...(esce)

VIOLANTE:- (rivolta a Livia) Dunque, voi siete...

LIVIA:- (inchinandosi) Livia, figlia di Ser Pietro Biancalana e nipote di Martino, per servirvi, Madonna...Il signor Commissario mi ha affidato l'incarico...

CLELIA:- (sospettosa) Ah, è il Conte di Bitonto che vi manda...

LIVIA:- (comprendendo a volo) Di me potete fidarvi, signora...Io sono la cugina di Nanni Sparnaccia: è stato lui ad insistere perché accettassi questo incarico...Voleva che voi aveste vicina una persona fidata e...che odia gli invasori quanto voi...

VIOLANTE:- (abbracciandola) Se sei la cugina di Nanni, sei la benvenuta...Scusa se mia figlia ha sospettato di te...ma siamo state tradite da una nostra serva che si è venduta al Conte di Bitonto...Così, mentre ci recavamo nelle nostre terre in Val d'Orcia, i soldati ci sono piombati addosso e Don Carlo ha potuto portare a termine il suo piano...

LIVIA:- (dispiaciuta) Oh poverette!...Ma quale piano avrebbe quel maledetto?

VIOLANTE:- (con disprezzo) Il Conte di Bitonto va dicendo in giro di essere innamorato della mia Clelia e di volerla sposare...In realtà, questo signore è innamorato della dote di mia figlia e ci ha fatto rinchiudere qui nella speranza di piegarci al suo volere...

CLELIA:- (con decisione) Quel bifolco non mi avrà mai...

VIOLANTE:- (altrettanto decisa) Clelia è promessa ad un giovane coraggioso e buono e i Massaini hanno una sola parola...

CLELIA:- (come per un presentimento) Livia, vi prego, fatemi un favore...cercate di sapere il nome del nuovo prigioniero...Non sarò tranquilla finché non lo saprò...

LIVIA:- (rassicurante) E lo saprete presto...mio zio Martino me lo dirà, non dubitate...E se lui dovesse rifiutarsi...so ben io a chi chiederlo...Madonne, volo ad informarmi...

CLELIA:- (preoccupata) State attenta, Livia!

LIVIA:- (sorridendo) Non preoccupatevi, so badare a me stessa...Tornerò presto...A dopo...(esce di corsa)

VIOLANTE:- (alla figlia) Vieni, Clelia, andiamo a pregare il Signore che ci sostenga in questo momento difficile...(esce, seguita dalla figlia)

SCENA II

(In altra sala della rocca, Don Carlo da Bitonto e Fruga)

BITONTO:- (sorridendo, maligno) Sarai contento, caro Fruga...La tua piccola preda è nella gabbia...e tu, come un falco, piomberai su lei e non le lascerai scampo...Non mi merito la tua eterna riconoscenza?!

FRUGA:- (serio) Non capisco cosa intendete dire...

BITONTO:- (ride) La sapete lunga...voi senesi...Vorresti farmi credere che non sei contento che la tua Livia sia qui...a tua disposizione...

FRUGA:- (offeso) Livia non è a disposizione di nessuno...

BITONTO:- (ironico) Sta a te, mio baldo capitano, renderla disponibile...

FRUGA:- (sempre più seccato) Signor Conte, io sono una persona perbene ed ho intenzioni serie...

BITONTO:- (divertendosi a punzecchiarlo) Ahi, ahi,ahi, sento puzza di bruciato...Il signor luogotenente sarebbe forse innamorato davvero della bella ostessa?...Un bel bocconcino, non c'è che dire!...Ma perché innamorarsi? Divertiti, finché sei giovane...Prenditi la bella Livia, goditela e...poi lasciala perdere...è solo la figlia di un oste...Quando avremo preso Siena, ci saranno tante belle vedovelle e tante giovani orfane, con una bella dote...bisognose di consolazione...

FRUGA:- (fra sé) Se non la smette, gli metto le mani addosso a questo cialtrone di spagnolo! (a voce alta, ironico) E voi, signor Conte...non siete forse innamorato di Clelia Massaini?

BITONTO:- (ridacchiando) Eh, che paroloni, mio caro...innamorato...Io voglio sposarla: punto e basta...E la sposerò, sta' sicuro, amico...Gli innamoramenti sono roba per voi sbarbatelli...gli uomini fatti guardano al sodo...Diciamo che anche Clelia Massaini ha bisogno di consolazione...(ride)

FRUGA:- (fra sé) Quest'uomo è la volgarità che cammina su due gambe!

BITONTO:- (sbrigativo) Basta ora con gli scherzi...Se hai intenzioni serie con Livia, peggio per te! Ma stai attento: la piccola smorfiosa incendia i cuori militari...anche Mezzaloste le fa la corte...

FRUGA:- (serio) Signor Conte, questo è affar mio...

BITONTO:- (improvvisamente serio anche lui) E affar nostro, caro Fruga, è occuparci dei soldati...Ci sono novità?

FRUGA:- (professionale) I senesi rafforzano le loro linee a Trequanda...

BITONTO:- (preoccupato) Chiederò rinforzi al comandante Vitelli. Sinalunga deve essere sicura. Io ho dei prigionieri importanti: il fior fiore della nobiltà senese, catturati a Montefollonico...Valgono un bel mucchio di fiorini di riscatto...

FRUGA:- (convinto) Secondo me, non occorrono rinforzi. I senesi possono difendersi meglio con queste truppe fresche, ma mai attaccarci...

BITONTO:- (rasserenato) Meglio così!

FRUGA:- (con intenzione) La rocca è al sicuro...se i soldati faranno buona guardia...

BITONTO:- (preoccupato) Che intendi dire? Ci sarebbe qualcuno che non fa il suo dovere?...

FRUGA:- (deciso) No, non ho detto questo. Ma i soldati sono malcontenti: non hanno ancora ricevuto il soldo. Così si scatenano contro la popolazione e tutti ci odiano. Signor Commissario, sarebbe bene pagarli al più presto...

BITONTO:- (agitato) Cristo santo! Come devo dirtelo: non ho il denaro!

FRUGA:- (incalzante) Scrivete al Vitelli che ve lo mandi, perché presto non si terrano più a bada i soldati...

BITONTO:- (agitatissimo) Non posso farlo, perché il Vitelli mi aveva già consegnato il denaro per le paghe, ma...una serata sfortunata al gioco...e il danaro (fa un gesto in aria)...pfu!...sparito...nelle tasche di un biscazziere...

FRUGA:- (sempre più incalzante) Se non li paghiamo subito, i soldati finiranno per ribellarsi...

BITONTO:- (più calmo) Lo so...(sprezzante) Questi cancheri di mercenari non pensano che ai quattrini! Non hanno nessun senso dell'onore...Comunque, allegro, Fruga! Fra qualche giorno sarò di nuovo ricco...

FRUGA:- (ironico) Un'altra mano a carte?!?

BITONTO:- (ridendo) Chi ha fortuna in amor, non giochi a carte!...Ed io ho una carta in mano che presto mi farà essere molto fortunato...in amore! Basta...Fruga, corri dai soldati e rassicurali...Io volo...al campo d'amore...per oggi, il campo della gloria, lo lascio a te! (esce)

FRUGA:- (disgustato) Tanta boria...tanti titoli nobiliari...ma è solo un ladrone...baro e spiantato! (sente dei passi e vede entrare Livia) Oh, Livia, buongiorno!

SCENA III

LIVIA:- (gentile, ma fredda) Buongiorno a voi, signor luogotenente!

FRUGA:- (con intenzione) Sempre di fretta?

LIVIA:- (piccata) Le ragioni di tanta fretta, le sapete. Se mio padre mi vedesse von voi, mi ucciderebbe...

FRUGA:- (con intenzione) Ma vostro padre, non può vedervi...

LIVIA:- (decisa) E' come se mi vedesse...

FRUGA:- (gentile) Comunque io sono felice che voi passiate tanto tempo qui nella rocca...

LIVIA:- (puntigliosa) Che vi siete messo in testa? Mica sono qui per voi...

FRUGA:- (galante) Lo so, purtroppo...Invece io vorrei che voi foste qui per me, perché...(non reggendo più) ...mi piacete molto...

LIVIA:- (come trascinata, senza volerlo) Anche voi mi piacete...

FRUGA:- (raggiante, prendendole le mani) Finalmente, Livia, l'hai detto...

LIVIA:- (ritirando le mani, piano fra sé) Accidentaccio! M'è scappato di bocca...(a voce alta a Fruga) Avete capito male...

FRUGA:- (sorridendo) Ho capito benissimo, perché era quello che aspettavo di sentire da tanto tempo...Siete già pentita?...

LIVIA:- (incerta) ...Sì...Io non volevo...(come liberandosi da un peso) No...hai capito bene e ...non sono pentita...

FRUGA:- (abbracciandola) Oh, Livia, ti prego...ripetile ancora quelle parole...

LIVIA:- (divincolandosi) Non correre troppo...Sì, mi piaci...ma non potrò mai amarti...

FRUGA:- (deluso) Tu hai deciso di farmi ammattire...Prima mi dici che ti piaccio e poi...

LIVIA:- (decisa) Non potrò mai amarti finché vestirai quella divisa...Non sarò mai la moglie di un mercenario...di un nemico di Siena...

FRUGA:- (disperato) Come devo dirtelo...Io non conosco altro mestiere che quello delle armi e non conosco nessun altro modo per guadagnarmi il pane onestamente...E poi, te lo ripeto: non tutti i soldati sono uguali...Io combatto lealmente per chi mi paga, ma non derubo la gente e, per quanto mi è possibile, cerco di impedire che anche gli altri compiano prepotenze...e tu lo sai...

LIVIA:- (appassionata) Lo so, ma non basta...Tu devi lasciare la vita del soldato di ventura, se mi ami, come dici...

FRUGA:- (appassionato) Io ti amo, Livia, più di me stesso...e per te, farei qualunque pazzia...

LIVIA:- (curiosa) Davvero faresti qualcosa per me?

FRUGA:- (appassionato) E puoi chiedermelo?! Qualunque cosa, amore mio, purché anche tu mi ami...

LIVIA:- (solenne) Ti amerò con tutto il cuore se mi aiuterai a far fuggire le Massaini...

FRUGA:- (sconvolto) Tu vuoi che diventi un traditore...

LIVIA:- (abbracciandolo) Tu devi essere fedele a me sola...Allora, mi aiuterai?...

FRUGA:- (vinto) E potrei fare altrimenti?...Ti amo troppo e puoi farmi fare qualunque follia...E poi so bene che agiresti anche senza il mio aiuto e non posso neppure pensare ai rischi che correresti senza di me...

LIVIA:- (trionfante, mentre si lascia baciare) Allora, me lo prometti?

FRUGA:- (convinto) Sì, ma voglio una promessa anche da te...Giurami che compiuta questa azione, non mi lascerai con un palmo di naso...Pensa che io metto in gioco tutta la mia vita, per te...

LIVIA:- (ridendo) Sciocco...non ti sei accorto che anch'io non posso vivere senza di te...Ti amerò sempre...(si baciano, poi Livia, fingendosi seria) ...Basta, ora...(si stacca dal Fruga) ...i miei baci bisogna meritarseli...

FRUGA:- (ridendo) Ho capito...Cosa devo fare, signora Comandante?...

LIVIA:- (a bassa voce) Ascoltami...Nanni Sparnaccia, mio cugino...

FRUGA:- (ansioso) Ssstt! Sento arrivare gente...(guarda) E' don Carlo...Vai via, presto!

LIVIA:- (accarezzandolo) Torno dalle signore! A dopo, amore (esce).

FRUGA:- (seguendola) Vengo con te! (esce di corsa)

SCENA IV

BITONTO:- (solo, rivolto a se stesso, agitatissimo) Maledetto vizio del gioco! ...Amico, in guardia! ...un giorno o l'altro ci rimetti la testa...Di questi tempi e con questi padroni...si fa presto a passare dal trono...alla polvere...Questa volta puoi ancora passarla liscia... Il Vitelli è lontano...il Duca Cosimo lontanissimo...E poi i mercenari si lamentano sempre, queste carogne...(calmandosi)...E comunque, nella prossima partita, i dadi truccati li ho in mano io...I Massaini sono ricchi...e con la sorpresa che ho in serbo per loro...anche quelle donne altezzose dovranno cedere...Oh se la piegheranno quella testa superba! ...Clelia non mi ama?!?...Meglio! Mi amerà per forza!...Non mi piacciono le conquiste facili...quelle smorfiose che mi cadono ai piedi...ma una conquista violenta, come espugnare una città dopo un lungo assedio e vederla in mia balìa...Questo voglio, questo mi appaga...Baciare Clelia sapendo che mi odia...forzarla ad essere mia sposa...io...l'uccisore di suo padre...(ride)...L'avrò...versi pure tutte le lacrime che può...sarà mia moglie! ...Mia...insieme ai suoi denari!...O la sua mano, coi suoi fiorini...o la mia testa...La scelta non mi pare difficile...Ma ora, all'opera...(ironico)...Prima si coronerà il sogno d'amore di madamigella Clelia...meglio sarà per me! (suona il campanello, compare Martino) Conducimi le prigioniere...

MARTINO:- (inchinandosi) Subito, signore! (esce)

BITONTO:- (cercando di ricomporsi, ironico) Dovrebbe ringraziarmi...Farò di lei la Contessa di Bitonto!

(Entrano le Massaini, scortate da Martino e da due guardie)

BITONTO:- (inchinandosi) Madonna Violante...Clelia bellissima...

SCENA V

VIOLANTE:- (fredda, fa solo un piccolo segno con la testa) ...Don Carlo...

BITONTO:- (imperioso a Martino) Martino, attendete i miei ordini in anticamera! (alle guardie) E anche voi, lasciateci!...

MARTINO:- (uscendo, fra sé) Povere donne! Fra le grinfie di questo avvoltoio!

BITONTO:- (premuroso) Dunque, Signore, i casi della guerra hanno fatto sì che ci rivedessimo presto...

CLELIA:- (con impeto, interrompendolo) Con quale diritto ci tenete qui, prigioniere?...

BITONTO:- (falsamente gentile) Prigioniere ?!...Ospiti!...Ospiti gradite: ecco quello che siete in questa rocca di Sinalunga!...Inoltre, io non ho alcuna colpa nel vostro arresto...I miei soldati vi hanno sorpreso e vi hanno condotto qui...Fossi stato sul posto, avrei potuto chiudere un occhio...Ma adesso devo compiere il mio dovere e...trattenervi qui, dove sarete colmate di ogni gentilezza...

VIOLANTE:- (sdegnata) Conosciamo bene, signor Conte, la vostra gentilezza verso la famiglia Massaini...Ricordiamo ancora il cadavere di mio marito, ammazzato da voi...

BITONTO:- (gelido) Il mestiere di soldato comporta simili spiacevoli episodi...Scordiamo il passato, dunque...Vi dimostrerò che saprò farvi dimenticare i dolori passati, adoperandomi per la vostra libertà...

VIOLANTE:- (incalzante) Fateci tornare a Siena subito, allora...

BITONTO:- (allusivo) Non dipenderà solo da me...(rivolgendosi improvvisamente a Clelia)...Mia dolce Clelia, perché così triste e silenziosa? ...

CLELIA:- (con dignità) Piango la morte di mia padre e la nostra disgrazia presente...

BITONTO:- (ancora allusivo) Spesso le più grandi disgrazie si mutano nelle gioie più durature...Basta secondare il destino...

CLELIA:- (ingenuamente) Dunque ci farete tornare presto in città?...

BITONTO:- (comprensivo) Suvvia, riflettete...Le strade sono malsicure...piene di sbandati...Sarebbe imprudente...No, voi rimmarrete qui, miei ospiti, finché non si presenterà un'occasione propizia...E poi, quale urgenza avete di rientrare in Siena?...

CLELIA:- (con impeto) E me lo chiedete?! Innanzitutto, riabbracciare mio fratello Giovanni...

BITONTO:- (sorridendo) Per questo non c'è bisogno di fare tanta strada...

CLELIA:- (sorpresa) Che intendete dire?

BITONTO:- (trionfante) Che anche Giovanmaria Massaini è mio ospite!

VIOLANTE:- (disperata) Povere noi! Siamo perdute!

CLELIA:- (affranta) Signor Conte, permetteteci di riabbracciare Giovanni...

BITONTO:- (persuasivo) Quando vorrete, mia cara Clelia...Ma, a dimostrazione della mia amicizia, io vorrei proporvi una facile via per riscattare la libertà del vostro caro e tornare con lui a Siena...

VIOLANTE:- (con slancio) Conte, se voi farete questo, avrete la mia riconoscenza...

BITONTO:- (allusivo, rivolto a Clelia) Per parte mia, sono pronto...Ma c'è una condizione...che riguarda voi...

CLELIA:- (d'impeto) Qualunque condizione, signor Conte, qualunque condizione...

VIOLANTE:- (fiduciosa) Dite presto, Don Carlo...

BITONTO:- (freddo) Il prezzo della libertà di vostro figlio è assai esiguo...la mano di Clelia...

CLELIA:- (gridando) Oh, madre, salvami tu...

VIOLANTE:- (dominando l'ira) Signor Commissario, mia figlia è promessa al Capitano Tommasi...Noi Massaini non veniamo mai meno alla nostra parola...

CLELIA:- (decisa) Don Carlo, convincetevi...Io non sarò mai vostra...amo Francesco Tommasi...

BITONTO:- (gelido) La mia offerta è generosa: la vostra mano per la libertà di vostro fratello...E voi vorreste preferirmi un plebeo come il Tommasi?! ...Ragionate, Clelia...

CLELIA:- (con foga) Se Francesco non ha uno stemma come il vostro, signor Conte, la nobiltà è nel suo cuore, nel suo amore per Siena, nel suo valore di soldato...

BITONTO:- (ironico) Tanto valore servirà a ben poco...(rivolto a Violante, con severità) Donna Violante, gli anni dovrebbero avervi resa saggia...Calmate, dunque, i bollenti spiriti di vostra figlia e fatela ragionare...Quando Siena sarà caduta e noi vi entreremo vincitori, io sarò tra i primi della città...Clelia, al mio fianco, sarà onorata e rispettata da tutti...

VIOLANTE:- (con dignità) Signore, mia figlia sarà rispettata al fianco di chiunque vorrà onorare del suo amore...

CLELIA:- (appassionata) Io non sono ambiziosa, Signor Conte, e poco mi importa di onori e lodi...E al vostro fianco, in Siena, sarei solo la preda di guerra di un oppressore...

VIOLANTE:- (piano a Clelia) Calmati, Clelia, ricorda che tuo fratello e noi stesse siamo in suo potere...

BITONTO:- (secco) Non più parole...Alle strette: o sarete mia sposa o voi e vostro fratello marcirete in una prigione...

VIOLANTE:- (supplichevole) Signore, permettete che io veda mio figlio...

BITONTO:- (imperioso) Sarete subito accontentata, Madonna...Così, la nostra bella Clelia, potrà offrire di persona la libertà al suo amato fratello...(suona il campanello) Guardie, olà!

GUARDIA:- (entra e saluta) Signore...?!?

BITONTO:- (secco) Dite a Martino di introdurre Giovanmaria Massaini!

GUARDIA:- (uscendo) Subito, signor Conte...

VIOLANTE:- (pregando) Don Carlo, vi prego, fate posto, nel vostro cuore di gentiluomo, alla pietà...

BITONTO:- (inflessibile) La mia offerta più che pietosa è generosa...

SCENA VI

MARTINO:- (entrando con due armati e il Massaini, a voce alta) Il Cavalier Giovanmaria Massaini!

MASSAINI:- (commosso) Madre...Clelia...

VIOLANTE:- (commossa) Lascia che ti abbracci, Giovanni mio...

CLELIA:- (c.s.) Non così volevo rivederti...(si abbracciano)

BITONTO:- (serio, rivolto ai Massaini) Signore, avvicinatevi...(i Massaini si avvicinano a Bitonto, mentre Martino e le guardie rimangono in disparte)

MARTINO:- (fra sé, asciugandosi gli occhi) Maledetto mestiere, il carceriere! Non mi ci abituerò mai!

BITONTO:- (duro) Solo il rispetto che porto per vostra madre e vostra sorella mi spinge ad acconsentire a questo incontro, nonostante che i prigionieri...

MASSAINI:- (indignato, rivolto a Bitonto) Un rispetto che non vi impedì, cane rognoso, di uccidere mio padre...(rivolto alle donne) E voi, perché qui?

VIOLANTE:- (disperata) Siamo prigioniere di Don Carlo...

MASSAINI:- (sferzante) Ora vi riconosco, signore, siete sempre il solito...una jena pronta a scagliarsi su vecchi inermi, donne e bambini...

BITONTO:- (severo, a voce altissima) Signore, frenate la vostra ridicola ira e la vostra lingua da carrettiere...(ironico) Meditate piuttosto sulla condizione vostra e delle vostre...

VIOLANTE:- (supplichevole) Giovanni, per l'amor di Dio, calmati!...

BITONTO:- (gelido) Adesso avrete la prova di quanto insensate siano le vostre parole...Ho appena proposto a vostra madre di riscattare onorevolmente la vostra libertà...

MASSAINI:- (attento) A qualunque prezzo, signore, ma non a quello del disonore...

BITONTO:- (rassicurante) Nessun disonore, ma un'offerta generosa...Clelia sia mia sposa e voi sarete liberi...

CLELIA:- (di getto) Ebbene sia, Don Carlo...Sacrificherò il mio amore, per la nostra libertà...Lasciate andare mia madre e mio fratello, ed io rimarrò in vostra mano e in vostro potere...

BITONTO:- (trionfante) Finalmente ragionevole...

MARTINO:- (fra sé) Porco spagnolo! Avvoltoio!

MASSAINI:- (fiero) Clelia, tu sposerai Francesco Tommasi, come desideri e come decise nostro padre...La nostra libertà la riscatterà la punta della mia spada...

BITONTO:- (furente, gridando) Basta con queste spacconate! Per intanto, buffone, tornate a marcire in galera! (rivolto a Martino, imperioso) Riconducete subito questo cialtrone in cella!...

MASSAINI:- (slanciandosi verso le donne) Clelia...Madre...siate forti e non cedete alle offerte di questo assassino!

MARTINO:- (secco) Signore, andiamo!

BITONTO:- (infuriatissimo) Fuori di qui! Levatemelo dai piedi!

VIOLANTE:- (piangendo) Figlio...

CLELIA:- (c.s.) ...Giovanni...Addio!

(Martino spinge fuori il Massaini, seguito dai due armati)

BITONTO:- (gelido) Bene, il nostro giovane eroe rifiuta la libertà...(rivolto a Violante) Signora, le parole di una madre potranno farlo tornare alla ragione e fargli accettare la generosa offerta di sua sorella...Pensateci bene, madonna!...Con me, non si scherza, due volte di seguito...Per ora, tornate nelle vostre stanze...a meditare! (uscendo) Buongiorno...Signore mie...

CLELIA:- (affranta) Chi ci salverà, adesso?

VIOLANTE:- (piangendo) Dio non ci abbandonerà...

(Entra Livia)

LIVIA:- (premurosa) Signore mie, perché così affrante?

CLELIA:- (disperata) Anche mio fratello è qui, prigioniero...

LIVIA:- (con impeto) L'ho saputo!...Ma...nulla è perduto!...Ho buone notizie: il luogotenente Fruga è dalla nostra parte...

VIOLANTE:- (più sollevata) E vostro zio Martino, che farà?

LIVIA:- (fiduciosa) Sono sicura che si unirà a noi...(udendo dei rumori)...Ma...eccolo che viene...

MARTINO:- (entrando, saluta con deferenza) Signore, perdonatemi se non ho potuto fare niente per voi, dianzi...Io ho sempre cercato di servire fedelmente...ma dopo quello che ho visto...sono pronto a darvi tutto il mio aiuto, perché possiate sfuggire dalle grinfie di quel cane rognoso di Commissario Imperiale...

LIVIA:- (raggiante) Vedete, signore, come vi dicevo: nulla è perduto...Venite con me, adesso...Vedremo di concertare le nostre prossime mosse... (Le Massaini e Livia escono)

MARTINO:- (fregandosi le mani) ...Se le Massaini sono ricche come dicono, non ci mancherà il foraggio per dar da mangiare a qualche sentinella, che non riceve il soldo da tempo, perché chiuda tutti e due gli occhi...al momento opportuno...Ma...prudenza e astuzia! (buio sulla scena)

FINE SECONDO ATTO

ATTO III

SCENA I

(Livia e Fruga nel cortile della rocca)

LIVIA:- (seccata) Dici di amarmi e poi vuoi mettermi i bastoni tra le ruote...

FRUGA:- (pacato) Ti amo e voglio impedire che tu faccia sciocchezze: se i Massaini fuggono, sospetterebbero subito di te...

LIVIA:- (decisa) Ma io fuggirò con loro...

FRUGA:- (deluso) E abbandoneresti tuo padre e me...

LIVIA:- (impaziente) Oh, basta! Hai promesso di aiutarmi...

FRUGA:- (cedendo) ...E ti aiuterò, ma prima voglio parlare con Nanni...

(Entra, non visto, il Biancalana)

LIVIA:- (sorridendo) Volo subito a cercarlo...

FRUGA:- (fermandola) No, andrò io...tu aspettami qui... (abbracciandola) ...Non merito un premio?...(si baciano)

LIVIA:- (impaziente) Vai, ora... (Fruga esce, lanciandole un' ultima occhiata)

SCENA II

BIANCALANA:- (adirato) Brutta civetta! ...E' così che mi obbedisci!? Cosa ci fai tu alla rocca?...Vergognati!...

LIVIA:- (confusa) Nanni e Martino... mi hanno convinto a servire le signore Massaini...

BIANCALANA:- (irritatissimo) Mi hai preso per uno scimunito! Ti ho visto, sai, abbracciata a quel traditore...

LIVIA:- (decisa) Il Fruga è un bravo ragazzo ed è...uno dei nostri!

BIANCALANA:- (incredulo) Non ci crederei nemmeno se lo vedessi sbudellare il Commissario...Adesso tiu vieni a casa con me...e lì faremo i conti...(fa per trascinarla via)...

(Entra Nanni)

NANNI:- (ridendo) Oh zio, dove portate Livia...

BIANCALANA:- (sforzandosi di trascinare la figlia)...Te lo dico dopo...

LIVIA:- (impuntandosi) ...Nanni, difendimi...

NANNI:- (fermando Pietro) Livia ci serve qui...cerca di capire...

BIANCALANA:- (fermandosi) Anche tu ti ci metti, babbeo! Sei tu che devi capire...

NANNI:- (risoluto) Sono io che ho pregato Livia di venire alla rocca dalle Massaini...per dei motivi...che ti dirò...

BIANCALANA:- (seccato) Li so io i motivi della Livia...

NANNI:- (ridendo) State tranquillo, è una fortuna che il Fruga si sia innamorato di mia cugina...

BIANCALANA:- (esterefatto) Tu sei proprio un pesce lesso...

SCENA III

(Entra Martino)

MARTINO:- (frettoloso) Presto, Livia...Su, Nanni...le signore vi cercano...

NANNI:- (uscendo) Vieni, Livia...(si rivolge a Martino) Spiegagli tutto...(Nanni e Livia escono di corsa)

BIANCALANA:- (urlando) Fermatevi, voi due...(si rivolge a Martino) E allora?...Anche un fratello ruffiano, dovevo avere!...

MARTINO:- (ridendo) Ma che ti sei messo in testa...Ascoltami...

(Entra di corsa una guardia)

GUARDIA:- (ansimando) ...Messer Martino...Il luogotenente Fruga ...vi vuole subito...

MARTINO:- (pronto) Vengo...(rivolto al Biancalana)...Ti spiego dopo...(Martino e la guardia escono di corsa)

BIANCALANA:- (stupito, borbottando tra sé) Ti spiego dopo...ti spiego dopo...e spariscono subito...E io resto...a babbo morto...con una figlia civetta...il futuro marito della Livia che è contento che se ne stia col Fruga...e un fratello, ruffiano...Bella compagnia!...Quei quattro hanno qualcosa per la testa...Ma io, la mia Livia, insieme a quel servo degli spagnoli, non ce la lascio...Intanto la riporto a casa...poi...quando mi avranno spiegato l'arcano...si vedrà...(fa per avviarsi verso l'interno della rocca, ma è bloccato dal soldato Mezzaspada, che è di piantone)

MEZZASPADA:- (con decisione) Fermo là!

BIANCALANA:- (stupito) Perché mai?!?

MEZZASPADA:- (sempre deciso) Perché di qui passano solo i soldati...

BIANCALANA:- (piccato) O se un momento fa ci sono passati due borghesi! Perché loro sì...?

MEZZASPADA:- (seccato) Perché sì!

BIANCALANA:- (c.s.) E perché io no ?

MEZZASPADA:- (c.s.) Perché no!

BIANCALANA:- (rassegnato) Certo che c'è sugo a parlare con te!

MEZZASPADA:- (serio) Gli ordini sono ordini!

(Entra il Caporale Mezzaloste)

MEZZALOSTE:- (allegro) Caro Ser Pietro, che ci fate da queste parti?

BIANCALANA:- (deciso) Sono venuto a riprendere mia figlia !

MEZZALOSTE:- (ironico) Quella che stamani non voleva saperne di soldati...e che ora è in mezzo a tutta la guarnigione?!?...

BIANCALANA:- (imprecando fra sé) Per quella smorfiosa mi tocca anche ad esser canzonato! (a voce alta) Veramente è venuta da suo zio Martino...

MEZZALOSTE:- (ridendo) Non sapevo che Martino fosse diventato...Luogotenente...

BIANCALANA:- (sempre imprecando fra sé)...Maremma boia! La voglio bastonare per tre giorni, quella gattamorta! (secco, per cambiare discorso, a voce alta) ...Insomma, posso entrare?

(Entra Francesco Tommasi, travestito da frate, non visto)

MEZZALOSTE:- (ironico) Per me, fate pure...Se riuscite a metterle il sale sulla coda...meglio per voi!

BIANCALANA:- (asciutto) Grazie. (fa per entrare)

SCENA IV

TOMMASI:- (con voce cantilenante) LAUS DEO!

BIANCALANA:- (in fretta) Sempre sia lodato! (fa ancora per entrare)

TOMMASI:- (trattenendolo) Buon uomo, sapreste indicarmi dove posso trovare Ser Pietro Biancalana?

BIANCALANA:- (fra sé) Maledetto seccatore! (a voce alta) Sono io, ma adesso ho da fare!

TOMMASI:- (trattenendolo) Ho un'ambasciata per voi da parte di Padre Zaccaria...

BIANCALANA:- (stupito) Conosco tutti i buoni frati del convento di Poggio Baldino, ma voi non vi ho mai visto...

TOMMASI:- (facendo segno di tacere) Sono giunto, infatti, ieri e il padre Zaccaria mi ha subito mandato da voi...

MEZZALOSTE:- (interrompendolo) Siate il benvenuto...Mentre voi discorrete con Ser Pietro, io farò un giro di ispezione...(rivolto a Biancalana) Quanto a voi...se volete entrare, fate pure...E ricordate: ora che vostra figlia è diventata così amica dei soldati...mi metto anch'io nella lista dei suoi corteggiatori... (esce ridendo)

BIANCALANA:- (sdegnato) Brutto topo di fogna, te la farò vedere io! (rivolto al Tommasi) Dunque, padre, che avete da dirmi?

TOMMASI:- (indagando) Conoscete il Capitano Bagaglia di Monte San Savino?

BIANCALANA:- (stupito) Sì, ma non mi par uomo da bazzicar frati...

TOMMASI:- (spiando intorno) Parlate piano!...So di potermi fidare di voi...Io non sono un frate...

BIANCALANA:- (sorridendo) Mi pareva bene!

TOMMASI:- (cauto) Silenzio!...Io sono il Capitano Francesco Tommasi, comandante delle milizie senesi a Trequanda, e il capitano Bagaglia mi ha indirizzato a voi per quell'affare...

BIANCALANA:- (c.s.) Oggi fanno tutti i misteriosi! Quale affare?

TOMMASI:- (stupito) Parlate piano, vi ho detto!...Non fingete, Ser Pietro, io so tutto...

BIANCALANA:- (piccato) Ed io non so nulla! Per quel che ne so io, voi potreste anche essere una spia...

TOMMASI:- (ridendo) Avete ragione...Ma, guardate qua (mostra un oggetto)

BIANCALANA:- (più tranquillo) Bene, ma non basta. La parola d'ordine?

TOMMASI:- (a voce bassa) Sasso scagliato...

BIANCALANA:- (convinto) ...non si riprende più! (cambiando tono) Benvenuto, Capitano! E allora, l'amico Bagaglia, viene o non viene?

TOMMASI:- (a voce bassa) Sono venuto io, per ispezionare le mura e la consistenza della guarnigione...

BIANCALANA:- (a voce bassa) L'ho detto mille volte al Bagaglia: le mura sono in cattivo stato e i soldati pensano più a mangiare e a bere, che a combattere! Con un colpo di mano audace e deciso ci sbarazziamo facilmente di questi maledetti Lanzi...e realizziamo un bel bottino, con tutti i prigionieri che si trovano nella rocca...

TOMMASI:- (contrariato) Lo so, e proprio la loro sorte mi sta a cuore...

BIANCALANA:- (addolorato) Per fortuna che il custode della rocca è mio fratello, e fa il possibile per alleviare le loro pene, nonostante gli ordini severi di Don Carlo da Bitonto...Pensate che ieri hanno portato qui Giovanmaria Massaini, sua madre e sua sorella...

TOMMASI:- (agitatissimo) Che vai dicendo?...Clelia è qui ?

BIANCALANA:- (attento) La conoscete, dunque ?

TOMMASI:- (c.s.) Se la conosco ! Clelia è la mia promessa sposa...Ma come sono finite nelle mani di Don Carlo ?! ...

BIANCALANA:- (guardandosi intorno) Ve lo dirà meglio mio nipote, Nanni Sparnaccia...Ma ora, andate via di qui...il luogo non è sicuro per voi...

TOMMASI:- (deciso) Non temete, sotto il saio, ho la mia spada...

BIANCALANA:- (convincente) Non importa: qui siete in pericolo. Andate alla mia osteria, in piazza, io vi raggiungerò fra poco. Là Nanni vi racconterà tutto...

TOMMASI:- (imprecando) ...Quel maledetto Bitonto l'avrà da far con me...

BIANCALANA:- (spingendolo via) Sì...ma ora...sparite...A dopo, capitano!

TOMMASI:- (convinto, uscendo) A dopo.

BIANCALANA:- (fra sé) Ho l'impressione che Nanni, Livia e Martino abbiano in testa di far fuggire i Massaini. Una bella imprudenza, che rovinerebbe tutti i miei piani, mettendo in sospetto i soldati...Bisogna che parli con Martino, per impedire questa sciocchezza...(sente dei rumori) ...Ma chi arriva, ora?...Oggi non mi riesce mai di fare quello che voglio...(si nasconde, mentre entrano discutendo Nanni e il Fruga)

SCENA V

FRUGA:- (con foga) Te l'ho già detto: il Massaini è guardato a vista da un uomo nella sua stessa stanza e da due sentinelle fuori...e quelli, per non vedere e non sentire, vogliono dei bei fiorini...

NANNI:- (insistendo) Le signore hanno tanto danaro da comprare un esercito...

FRUGA:- (ironico) Con le chiacchiere non si corrompe nessuno...e noi non abbiamo un soldo...

NANNI:- (imprecando) Donna Violante voleva darmi dei fiorini, ed io, maledetto me, non li ho voluti...(frugandosi) ...Ma aspetta...(mostra una moneta d'oro)...Per nulla al mondo darei via questa moneta: è un ricordo di mia madre e la porto al collo fin dalla nascita...Ma per i Massaini...(si sfila la moneta)...Tieni...

FRUGA:- (osservando attentamente la moneta)...Che strano...anch'io ne ho una simile al collo: ho sempre pensato che mi avrebbe portato fortuna...ma per ora...

NANNI:- (commosso) Quando nacqui, mio zio Martino la regalò a mia madre, che l'ha donata a me...Altrettanto fu fatto per mio fratello minore...poveretto...

BIANCALANA:- (uscendo fuori, turbato) Figlioli miei, fatemi vedere le vostre monete...(le osserva attentamente)...Stessa zecca, stesso anno...(a Fruga) Sai chi te l'ha messa al collo?

FRUGA:- (commosso) No...Io sono orfano: non ho mai conosciuto i miei genitori...So di essere nato in un castello vicino a Siena e che fui perduto, bambinetto, nel campo del Gran Conestabile di Borbone...Della mia infanzia io non ricordo che soldati, assalti, saccheggi...Ho ancora davanti agli occhi il sacco di Roma...

BIANCALANA:- (rimuginando) ...Il sacco di Roma è del 1527...se tu avevi allora cinque o sei anni, potresti essere Lorenzo, il fratello minore di Nanni...il figlio della mia povera sorella Caterina...(con commozione)...Dimmi: hai forse un neo nell'avambraccio sinistro?

FRUGA:- (scoprendosi il braccio) Sì e tutto intorno una macchia rossa...

BIANCALANA:- (commosso) Tutto torna: la moneta...il neo...la macchia rossa...(rivolto a Nanni) Nanni, abbraccialo...questo è tuo fratello Lorenzo!...

NANNI:- (abbracciandolo) ...Lorenzo, finalmente...Non abbiamo mai smesso un istante di cercarti...lo zio Pietro più di ogni altro: aveva giurato a nostra madre di ritrovarti un giorno o l'altro...

FRUGA:- (ancora incredulo) Non posso ancora credere di aver ritrovato la mia famiglia...(abbraccia Nanni)...Ma raccontatemi qualcosa dei miei genitori...

BIANCALANA:- (commosso) Tua madre era Caterina, sorella mia e di Martino. Contro la nostra volontà, volle sposare un soldato di ventura, che dopo aver messo al mondo Nanni e te, l'abbandonò senza farsi più vedere...Dopo il tuo smarrimento, la povera Caterina morì di dolore e di stenti...

FRUGA:- (commosso) Ma come poté smarrirmi?

BIANCALANA:- (c.s.) Caterina era venuta a sapere che tuo padre poteva essere fra i soldati del Conestabile. Quando egli pose il campo vicino a Sinalunga, non fu possibile trattenerla: prese per mano voi due, piccoli, e si recò al campo. Ma nessuno là, conosceva vostro padre. All'improvviso, suona una tromba. E' l'ordine di abbandonare in tutta fretta il campo. Fra soldati che correvano da tutte le parti, cavalli impazziti, ordini, frastuono, squilli di tromba, grida...tu ti smarristi e non fu possibile ritrovarti...Qualcuno, anni dopo, mi raccontò che una donna ti aveva raccolto...

FRUGA:- (c.s.) E' vero...con questa donna ho seguito l'esercito del Conestabile e altre bande. Poi, divenuto io stesso soldato di ventura, ho combattuto con molti capitani...in Italia, in Germania, in Provenza...finché sono passato agli ordini del Vitelli ed eccomi qua...luogotenente di Don Carlo da Bitonto...

NANNI:- (impetuoso) Ancora per poco...Ora che hai ritrovato la tua famiglia e la tua patria...non vorrai combattere per i nostri oppressori...

FRUGA:- (deciso) No di certo...La vita del soldato di ventura mi è diventata insopportabile: ma non ne conoscevo altra...Ma ora che vi ho ritrovati...combatterò al vostro fianco e per la mia città...

BIANCALANA:- (commosso) Così deve parlare il nipote di Pietro Biancalana...Vieni, figliolo...abbraccia tuo zio (si abbracciano)...Avrai presto occasione di mostrare il tuo valore...

FRUGA:- (curioso) E come?

BIANCALANA:- (pronto) Aiutandoci a cacciar via gli imperiali dalla rocca di Sinalunga...

FRUGA:- (con impeto) D'accordo...Io conosco il modo di sorprenderli...

NANNI:- (deciso) Intanto facciamo fuggire i Massaini...L'ho promesso...

BIANCALANA:- (con foga) Bella scemenza! Se la fuga riuscisse, i soldati si metterebbero in sospetto, chiederebbero rinforzi e il nostro progetto andrebbe a farsi benedire!

FRUGA:- (convincente) Ragiona, Nanni...Lo zio ha detto bene: è una follia...Se loro fuggono, addio assalto alla rocca...

BIANCALANA:- (prudente) Zitti, ora! Viene gente...Vi dirò poi il da farsi...

SCENA VI

MARTINO:- (entrando, concitato) Dove sono i cavalli?...Le signore stanno aspettando...

BIANCALANA:- (secco) Niente cavalli...

MARTINO:- (stupito) Non vorrai mica che scappino a piedi...

BIANCALANA:- (deciso) Né a piedi, né a cavallo: non devono scappare...

FRUGA:- (convinto) Se scappano, caro zio, addio speranze di liberare la rocca...

MARTINO:- (esterefatto) Signor luogotenente, che vi prende? Cos'è questa novità di chiamarmi zio?...

NANNI:- (sorridendo) Caro zietto, abbraccia tuo nipote...Lorenzo!

MARTINO:- (stupito) Oh che mi volete corbellare?!?...

BIANCALANA:- (felice) Guarda, Martino...(mostra la moneta e il braccio del Fruga)...Riconosci questi segni?

MARTINO:- (commosso) Per la barba di San Rocco!...(si getta fra le braccia del nipote)...Lorenzo mio...(lo guarda fisso) ...Lo dicevo io, che nella tua faccia c'era...qualcosa di familiare...Ma raccontatemi un po' tutta la storia...

NANNI:- (rapido) Non c'è tempo ora: ne parleremo dopo. Dimmi un po': hai già fatto uscire le signore?

MARTINO:- (contrito) Sì...e Livia sta facendo uscire il Massaini...

BIANCALANA:- (agitato) Cribbio! Non c'è tempo da perdere, o tutto è perduto...Nanni, tu verrai con me e faremo rientrare in cella le Signore...(rivolto a Fruga)...Tu e Martino pensate, invece, al Massaini...(esce con Nanni)

SCENA VII

(Entrano Livia e il Massaini)

LIVIA:- (tranquilla) Venite, Cavaliere, ho pensato io alle sentinelle...

MASSAINI:- (pronto) Eccomi, mia buona Livia...

MARTINO:- (al Fruga) Per rimetterlo in cella, caro Lorenzo, dovrai fare per l'ultima volta la parte del luogotenente...

FRUGA:- (imperioso) Cavalier Massaini, ritornate subito nella vostra cella!

MASSAINI:- (irato) Lasciatemi passare!

FRUGA:- (mettendosi davanti al Massaini) Di qui non passerete!

MASSAINI:- (ironico, a Livia) Era questo il nuovo amico della libertà di Siena ?!?...

LIVIA:- (esterefatta) Traditore! Così ci aiuti?!

FRUGA:- (calmo) Quando saprai, capirai. E' necessario che il Cavaliere torni nella sua cella...Martino, non c'è tempo da perdere! Riporta dentro il prigioniero e spiega tutto a Livia...

MARTINO:- (al Massaini e a Livia) Venite...presto...Vi spiegherò tutto il mistero...

MASSAINI:- (togliendo la spada a Martino, rivolto a Fruga) Sgherro traditore, a noi due...(sguaina la spada)

FRUGA:- (calmissimo) Insultatemi pure, ma datemi la vostra spada...

MASSAINI:- (agitato) Te la darò, ma in mezzo al petto...Vigliacco!

FRUGA:- (a voce alta) Olà, soldati! Un prigioniero tenta la fuga!

LIVIA:- (scagliandosi contro il Fruga) Sporco bugiardo, perché mi hai ingannato?

(Entrano Mezzaloste e un gruppo di soldati, che circondano e disarmano il Massaini)

MEZZALOSTE:- (ironico) Giù la spada, signorino!

FRUGA:- (a Martino, autoritario) Conducete il prigioniero nella sua cella! (a voce più bassa) Porta via anche Livia!

MARTINO:- (al Massaini) Cavaliere, venite...Presto! (a voce bassa a Livia) Vieni con me e capirai!

LIVIA:- (confusa) Dio mio, non ci capisco più niente!

MEZZALOSTE:- (a voce alta) Ecco che arriva il Signor Commissario...

BITONTO:- (entrando, agitato) Che succede qui?

FRUGA:- (serio) Il prigioniero ha tentato la fuga...

BITONTO:- (indagatore) Il Cavaliere aveva dei complici?

MEZZALOSTE:- (maligno) Martino e la bella Livia!

BITONTO:- (ai soldati, indicando prima Massaini, poi Martino e Livia) Riportate quel pazzo in prigione ed arrestate Martino e Livia...

FRUGA:- (pronto) Sul mio onore, signore, vi giuro che l'unico complice del Massaini è stato il danaro di sua madre...Livia e Martino hanno collaborato con me alla sua cattura...

BITONTO:- (poco convinto) Voglio credervi, Fruga, ma sarà bene indagare a fondo, perché anche le signore Massaini hanno tentato di fuggire e sono state riprese...I soldati le stanno conducendo qua...Comunque per ora...(rivolto ai soldati, indicando Martino e Livia)...lasciateli liberi...

(Entrano altri soldati che conducono le Massaini)

CLELIA:- (piangendo) Giovanni, siamo stati traditi!

VIOLANTE:- (disperata) Figlio mio, speravo di procurarti la libertà e invece...

MASSAINI:- (dignitoso) Coraggio, madre...La mia partita con Don Carlo non è ancora chiusa...

BITONTO:- (ironico) Ora che la famiglia Massaini si è di nuovo riunita, sarà bene che ascolti le mie parole...(cambiando tono, minaccioso) Per l'ultima volta: l'unico mezzo per riacquistare la libertà è che Clelia diventi mia sposa...Mezzaloste, riporta i prigionieri nelle loro celle, ma stavolta tieni le due signore separate...E voi tutti, ritornate alle vostre occupazioni...

(Mentre tutti escono, il Massaini, fingendo di abbracciare Clelia)

MASSAINI:- (a voce bassa) Clelia, non cedere mai a quell'aguzzino...Piuttosto...(le passa una fiala)...prendi questo veleno...

CLELIA:- (con un fil di voce) Preferisco morire che cedere a lui! (Tutti escono)

BITONTO:- (solo) Questa fuga fallita è servita ai miei scopi. Senza sua madre vicina, mi sarà più facile piegare Clelia...Ma bisogna far presto! (Buio sulla scena)

FINE DEL TERZO ATTO

ATTO IV

SCENA I

LIVIA:- (nell'osteria del padre, meditando fra sé) Quante cose son successe in poche ore...da perderci la testa...Il mio Fruga che si scopre essere il fratello di Nanni...la fuga fallita dei Massaini...Nanni partito di gran fretta...Mio padre che medita un gran colpo, al quale si son dovuti sacrificare Donna Violante, Clelia e il Cavaliere...L'unica cosa certa è che il mio Fruga...anzi, il mio Lorenzo, non mi aveva tradita, ma agiva d'accordo con mio padre e Nanni...Il mio cuore non mi aveva ingannata: ero sicura che è un bravo ragazzo...Ora se ne è convinto anche mio padre, che ha ritrovato il suo nipote perduto e...acquistato un futuro genero di suo gradimento! E io...il marito che volevo!...

NANNI:- (entra trafelato, ansimando) Per far presto ho corso a perdifiato...

LIVIA:- (ridendo) E di fatti l'hai perso...(gli porge dell'acqua)...Tieni...riposati, ora...

NANNI:- (ancora ansimando) Lo zio c'è ?

LIVIA:- (versando ancora da bere) No.

NANNI:- (sempre ansimando) ...Si è mica visto un frate, qui, all'osteria?

LIVIA:- (curiosa) No...Ma voi non siete sinceri con me...Non mi avete ancora svelato il piano di mio padre...Perché?...Forse perché sono una donna...

NANNI:- (ridendo) Perché in questi casi, meno gente sa e meglio è!

LIVIA:- (piccata) E io mi farò raccontare tutto da Lorenzo...

SCENA II

(Entrano Biancalana e Tommasi, sempre travestito da frate)

BIANCALANA:- (premuroso) Nanni, sei potuto rientrare senza problemi ?

NANNI:- (sorridendo) Sì, grazie!

TOMMASI:- (impaziente) Buone notizie ?

NANNI:- (felice) Ottime, capitano !

LIVIA:- (stupita) Ora fanno capitani anche i frati ?!?

TOMMASI:- (ridendo) Ora posso dirvelo: non sono un frate, sono Francesco Tommasi...

LIVIA:- (interrompendolo) ...il promesso sposo di Clelia Massaini...

TOMMASI:- (ansioso) Ditemi, l'avete vista ? Come sta ?

LIVIA:- (triste) Come può stare una povera giovane, separata dalla madre e prigioniera dell'uomo che vuole insidiarla...Per ora, resiste...ma, bisogna far qualcosa presto...

TOMMASI:- (angosciato) Povera Clelia...Si farà presto, te lo giuro...

BIANCALANA:- (agitato) Dunque, le forze senesi si muovono...

NANNI:- (calmo) Sì...useranno uno stratagemma: spargeranno la voce che vanno contro gli imperiali a Lucignano e invece si dirigeranno da noi...Comunque è tutto scritto qui...(porge un foglio al Tommasi)...Tenete, capitano, da parte del Capitano Leuterio...

TOMMASI:- (legge ad alta voce) "Capitano, per vostra conoscenza, vi informo che le truppe senesi, prima dell'alba di domani, saranno alle falde di Poggio Baldino. Una squadra di uomini scelti si apposterà sotto le mura di Sinalunga. Al segno convenuto da parte vostra, le mura saranno assaltate, mentre voi agirete all'interno della rocca. Le nostre grida di guerra saranno: 'Lupa' e 'Siena'. Buona fortuna".

LIVIA:- (fra sé) Ecco il gran segreto: un assalto alla rocca !

BIANCALANA:- (felice) Capitano, non dubitate: io ed i miei compagni saremo pronti e all'altezza della situazione...

TOMMASI:- (calmo) Benissimo. Procuratevi molte funi, scale e fiaccole. Il primo obbiettivo sarà di impadronirci subito della rocca, in modo da non mettere in pericolo la vita dei prigionieri...

NANNI:- (assentendo) Giusto...

TOMMASI:- (a Nanni) Tu Nanni occupa subito la porta dei Nelli, perché da lì dovrà entrare il grosso delle truppe senesi...e poi, Dio non voglia, quella porta potrebbe essere l'unica nostra via di scampo...

BIANCALANA:- (sorridendo) Io ho anche un'altra idea...Qui da me, a sera, si radunano molti soldati...Stasera li faremo bere fino ad imbriacarli, così domani, in combattimento, varranno...meno del solito...

LIVIA:- (ridendo) Non ci vorrà un grande sforzo, a farli bere...

TOMMASI:- (alzandosi) Allora d'accordo e che ...Dio ci assista. Io vado a preparare la piccola schiera di armati che ho lasciato nella campagna vicina. A dopo. Viva la Lupa!

TUTTI:- (ad una voce) Viva Siena ! (Tommasi esce)

BIANCALANA:- (fregandosi le mani) E io vado a preparare...l'imbriacatura ! (entra di corsa nell'osteria)

LIVIA:- (meditabonda) ...Così, domani, è il gran giorno...

NANNI:- (deciso) Non vedo l'ora di battermi contro questi cani rognosi...La finiranno di spadroneggiare...

LIVIA:- (preoccupata) Temo per te e per Lorenzo...

NANNI:- (fiducioso) Stai tranquilla...Da quando ho ritrovato mio fratello, mi sento un leone...So che è un coraggioso e insieme...faremo faville...Non ti preoccupare...te lo riporto sano e salvo il tuo Lorenzo e...pronto per le nozze...Lo proteggerò io, il mio fratellino...L'ho appena ritrovato e non voglio certo perderlo subito...te lo prometto, Livia: non permetterò che gli facciano neppure un graffio e...te lo sciupino per il matrimonio...

LIVIA:- (dolce) Ci sei rimasto male ?

NANNI:- (affettuoso) No, Livia...te lo giuro...Sono felice per te e per lui...Se lo merita...Povero Lorenzo, chissà quanto avrà sofferto, solo, senza una famiglia...sempre in mezzo a soldatacci di ventura...E lo zio che non lo poteva sopportare...Invece tu avevi visto giusto...

LIVIA:- (ridendo) Il cuore di una donna innamorata non si sbaglia mai...Ma anche a te voglio bene, Nanni, credimi...e dunque domani, stai attento...non ti esporre troppo...Lo voglio alle mie nozze, il mio bel cugino...

NANNI:- (ridendo) e...cognato...Stai tranquilla, ci sarò...Ma ora, occupiamoci del primo assalto...

LIVIA:- (stupita) Quale ?

NANNI:- (ridendo) Quello degli ubriaconi alle botti ! Credo che sarà più feroce di quello di domani...Guarda... (indica i soldati che si stanno radunando all'osteria) ...sembrano tante gatte intorno al lardo...

LIVIA:- (ridendo) Speriamo che finiscano per lasciarci lo zampino !

SCENA III

(Soldati ai tavoli dell'osteria: chi gioca, chi mangia, chi beve)

PRIMO SOLDATO:- (a voce alta) Ragazzo, che c'è da mangiare...

GARZONE:- (a voce alta) Pollo allo spiedo e coniglio e ...cacio pecorino...e vino buono...

SECONDO SOLDATO:- (urlando) Porta tutto ! Vino soprattutto...

GARZONE:- (disperato) Arrivo, arrivo...

TERZO SOLDATO:- (urlando) Oste, maledetto, il vinoooo!...

BRUNETTA:- (sberciando) Il canchero che ti pigli ! Un attimo...(tirando un ceffone a un soldato)...E tu, sta' fermo con le mani, guercia di tua madre !...

QUARTO SOLDATO:- (urlando) Allora ? Il pane....

BIANCALANA:- (indaffarato) Subito, signori, subito...Un attimo di pazienza e veniamo da tutti...(al garzone) Mi raccomando: niente vino annacquato...

GARZONE:- (piano) Stia tranquillo, ser Pietro...(a voce alta) Arrivo !

QUINTO SOLDATO:- (salendo sul tavolo) Quel pollo, morto di sonno !...O me lo porti o faccio una carneficina...

NANNI:- (ridendo, a Livia) Quello è già cotto...

LIVIA:- (ridendo) Uno di meno...

MEZZALOSTE:- (entrando) Salve, ragazzi ! ...Oh, la bella Livia...la consolazione di noi soldati...Tesoro, portami del vino...Ma non di quello battezzato...con l'acqua...

LIVIA:- (pronta) Questo è vino turco...senza battesimo...(fra sé) Te le ricaccerò in gola codeste parole...

MEZZALOSTE:- (trattenendola) E brava la nostra gattamorta...Hai fatto in modo che il Fruga apparisse come l'eroe che ha sventato la fuga dei Massaini...

LIVIA:- (divincolandosi) Ho fatto solo il mio dovere...

MEZZALOSTE:- (mentre Livia si allontana) Potessi metterti le mani addosso...

NANNI:- (intervenendo) Caporale, lasciate perdere...la Livia è caccia riservata...

MEZZALOSTE:- (maligno) Ma se il primo cacciatore fallisse il colpo, il secondo ha diritto al suo tiro...

NANNI:- (ridendo) Non fallirà, vedrete...

MEZZASPADA:- (urlando) Vergogna, caporale ! Sempre dietro alle gonnelle ! Venite a giocare, piuttosto...e portate del vino...

SESTO SOLDATO:- (ridendo) Chi ha fortuna in amor non giochi a carte...

MEZZALOSTE:- (seccato) Ma siccome io sono sfortunato...vi spennerò tutti...(sedendosi)...Qua i dadi...

SETTIMO SOLDATO:- (urlando) Cinque !

MEZZASPADA:- (c.s.) Otto !

MEZZALOSTE:- (c.s.) Dieci !...Ho vinto...Pagate, carini !...

OTTAVO SOLDATO:- (c.s.) Oste, ancora vino !

BIANCALANA:- (a muso duro) Sì, ma chi paga ?

NONO SOLDATO:- (urlando) Visto che il soldo non ce lo date, pagate voi, caporale !

MEZZALOSTE:- (duro) Io non caccio un soldo !

TUTTI I SOLDATI:- (battendo i pugni sui tavoli) Paghe ! Paghe !

FRUGA:- (entrando, a voce alta) Che succede, ragazzi ?

MEZZASPADA:- (duro) Vogliamo le nostre paghe, che non ci date da mesi...

I SOLDATI:- (a voce alta) Le paghe ! Subito !

FRUGA:- (cercando di calmarli) State tranquilli, ci sono qua io...Le avrete le paghe...

DECIMO SOLDATO:- (ironico) E quando ? Alle Calende greche ?...

FRUGA:- (persuasivo) Il Signor Commissario mi ha giurato che domani avrete la paga...

BIANCALANA:- (allusivo) Sì, domani...paga doppia !...

FRUGA:- (a Biancalana, dopo un cenno d'intesa) Oste, fate credito, per stasera a questi signori...Vi pagheranno domani...Garantisco io !...

BIANCALANA:- (pronto) Quand'è così...faccio credito a tutti...(al garzone ed alla moglie) ...Ragazzo...Brunetta...Vino per tutti e del migliore...

I SOLDATI:- (entusiasti) Viva il Fruga ! Viva l'oste ! Vino ! Vino !

NANNI:- (ridendo) Questi qua dormono per tre giorni !...

(Entrano Lomeri e Serpetri)

LOMERI:- (a Nanni) Bella baldoria !

NANNI:- (piano) Tranquillo ! Tutto va per il meglio !

SERPETRI:- (al Fruga) Noi siamo pronti...

FRUGA:- (ridendo) ...E noi siamo già in azione...stiamo prendendo i nemici per la gola...

MEZZALOSTE:- (ubriaco) Vino ! Ancora vino !

MEZZASPADA:- (c.s.) Evviva Bacco ! Evviva le belle donne !

I SOLDATI:- (ubriachi) Evviva le belle donne !

MEZZALOSTE:- (sempre più brillo, con un bicchiere in mano) A-mi-cii ! Ascol-taa-te-mii ! Cantiamo la canzone che ab-bia-mo composto per quei cornuti dei se-ne-si !

MEZZASPADA:- (ormai sbronzo) Sì, la can-zo-ne, la can-zo-ne !

FAVILLA:- (un soldato sbronzo) Cooo-rag-gioo ! Tut-ti insieme !

MEZZALOSTE:- (barcollando) Tu noo, però, che seeii sto-nato...(ride) ...Attenti ! At-tacchiamo ! Da braa-vii, tut-tii insieme...

I SOLDATI:- (insieme in un coro di avvinazzati)

Se il vero amore di provar bramate,
E se il vostro marito vi trascura,
Belle donne di Siena, non scappate,
Se siamo soldatacci di ventura...

Sotto questa corazza arde un foco,
Che con il buio o con la luna piena,
riscalderà le membra a poco a poco,
Di tutte le belle donne di Siena...

Becchi senesi che a sentir ci state,
Se l'asta con vigor non vi combatte,
Le vostre belle a darci non tardate,
Che ve le rimandiamo soddisfatte...

(Biancalana, Nanni, Lomeri, Serpetri e Livia si alzano in piedi minacciosi)

FRUGA:- (a voce bassa, calmandoli) Non reagite, amici...Per stasera, ingoiamo tutto...Ci vendicheremo domani...Un passo falso può rovinar tutto...(a voce alta, a Mezzaloste) Su, caporale, un altro bicchiere...alla salute di Don Carlo da Bitonto...

MEZZALOSTE:- (ubriaco completamente) Sì, tuuut-tiii insieme...Evviva Don Carlo da Biii-toon-tooo !

I SOLDATI:- (in coro) Evvi-vaa Don Caaar-looo !

FRUGA:- (a voce alta, rivolto a tutti) Soldati, un ultimo bicchiere e poi...tutti a letto...La sveglia suona presto, domattina...

I SOLDATI:- (in coro) L'ultimo bicchiere, oste ! Viii-vaa il Frugaaa ! (bevono)

FRUGA:- (deciso) Via, adesso ! Alle vostre stanze ! Andiamo...andiamo, poche storie...

( I soldati escono, completamente ubriachi reggendosi l'un l'altro, canticchiando la canzone già nota)

MEZZALOSTE:- (a Fruga) Sieee-teee fur-bo voooiii ! Ci fa-te slog-giaree, per resstar solooo con la Li-viaaa !

MEZZASPADA:- (a Mezzaloste) Andiamo, caporale ! Andiaaa-mo a doo-mii-re...

" Le vostre belle a darci non tardate,
Che ve le rimandiamo soddisfatte..."

MEZZALOSTE:- (avviandosi, aggrappato a Mezzaspada)

" Le vostre belle a darci non tardate,
Che ve le rimandiamo soddisfatte..." (escono)

SCENA IV

LIVIA:- (ridendo) Dormiranno per tre giorni !

LOMERI:- (indignato) Avrei voluto ricacciargli in gola quegli insulti !

NANNI:- (serio) Domani, Lomeri, domani...

BIANCALANA:- (calmo) Allora, attenti, che non possiamo fallire. Nanni e Lorenzo saranno i capisquadre...

SERPETRI:- (annuendo) Sta bene !

FRUGA:- (fermo) Mi raccomando: niente colpi di archibugio, fanno troppo rumore ! Solo spade e pugnali, finché è possibile !

LOMERI:- (risoluto) Sarà fatto !

BIANCALANA:- (commosso) Che Dio ci assista ! Buonanotte, amici, e...grazie !

LOMERI E SERPETRI:- (solenni) Viva la Lupa ! (escono)

TUTTI:- (commossi) Viva Siena ! (Biancalana esce)

NANNI:- (a Livia) Buonanotte, Livia...Prega per noi !

FRUGA:- (a Livia) Addio, amore...Ci rivediamo domani...vittoriosi...(la bacia. Nanni e Lorenzo escono)

LIVIA:- (con determinazione) Io a casa non ci rimango...Domani sarò con voi alla battaglia ! (buio sulla scena)

FINE DEL QUARTO ATTO

ATTO V

SCENA I

(Nell'interno del castello di Sinalunga; Clelia riposa su una seggiola)

CLELIA:- (in preda ad un incubo) ... Fermatevi! Assassini!... Giovanni, fuggi! ... Fermi !... Fermi !... Per pietà... (risvegliandosi di colpo) ... Che sogno orribile... Mio fratello veniva trascinato sulla forca ... e quell'orribile Don Carlo rideva ... e me lo indicava... ed io non potevo far niente... che posso mai fare io? Sola, prigioniera... e prigioniera dell'uomo che mi fa oggetto del ricatto più ignobile! La mia felicità per la libertà di mio fratello... Oh se potessi almeno parlare con mia madre!... (ascoltando dei rumori)... finalmente viene qualcuno ... questa solitudine mi fa impazzire ...(entra Bitonto) ... Voi!

BITONTO:- (galante) Madamigella Clelia ...

CLELIA:- (fredda) Che desiderate, signore...

BITONTO:- (galante) Asciugar le lacrime di una bella donna... e, col vostro aiuto, Clelia, ridonarvi il sorriso e la libertà...

CLELIA:- (fredda) E il prezzo?...

BITONTO:- (deciso) Sempre lo stesso... la vostra mano... per fare di voi la dama più invidiata di Siena ...

CLELIA:- (con passione) Io amo Francesco Tommasi ... e preferirei morire piuttosto che tradirlo...

BITONTO:- (inferocito) Se amate tanto un plebeo da preferirlo ad un nobile cavaliere come me, anche i vostri sentimenti devono essere altrettanto plebei ...

CLELIA:- (con sdegno) Insolente! Come osate...

BITONTO:- (afferrandola) Con voi ci vogliono maniere spicce... da villano...

CLELIA:- (cercando invano di divincolarsi) Indietro ! ... Mi fate schifo !...

BITONTO:- (tirandola a sé e cercando di baciarla) ... Così mi piacete ... piena d'ira e di ribrezzo ... così vi prenderò... così sarai mia, Clelia... Che tu lo voglia o no... Sei nelle mie mani, vedi... e dovrai abbassare quella tua testa orgogliosa... abbassarla ai miei voleri...

CLELIA:- (disperata) Aiuto!... (rivolta a Bitonto) ... Don Carlo, conservate almeno un briciolo del vostro onore...

BITONTO:- (ridendo) L'onore... pensa al tuo, Clelia, che stai per perderlo...

CLELIA:- (a voce altissima) Soccorso!...

BITONTO:- (gelido) Grida pure quanto vuoi, nessuno verrà a salvarti... (sempre trattenendola) Per l'ultima volta: sarai mia ?

CLELIA:- (ferma) Mai !

BITONTO:- (gettandosi su di lei) E allora... lo sarai lo stesso!...

(voci da fuori: "All'armi" "All'armi")

MEZZALOSTE:- (bussando concitato alla porta) Eccellenza, tradimento ! Siamo assaliti!

BITONTO:- (staccandosi da Clelia ed aprendo la porta) Cristo Santo ! Che succede ?

MEZZALOSTE:- (affannato) Il popolo sta assalendo la Rocca... siamo soverchiati...

BITONTO:- (snudando la spada) Che diavolo dici ? Cani rognosi, così vi battete ?...Eccomi (esce di corsa, seguito da Mezzaloste)

CLELIA:- (giungendo le mani) Oh signore, hai esaudito le mie preghiere !...

SCENA II

(Il cortile interno della Rocca. Un gruppo di imperiali sta combattendo contro Nanni, Lorenzo, Biancalana, Lomeri e Serpetri)

LOMERI:- (combattendo) Siena!

SERPETRI:- (c.s.) Lupa !

BIANCALANA:- (c.s.) Beccati questa !

PRIMO SOLDATO IMPERIALE:- (ad un commilitone) Questi ci fanno a pezzi!

SECONDO SOLDATO IMPERIALE:- (rivolto al primo) Ma quel vigliacci di Commissario dov'è ?

NANNI:- (combatte a fianco di Lorenzo) Forza fratellino, ancora uno sforzo ed è fatta !

FRUGA:- (rivolto a Nanni) Io voglio Mezzaloste...

NANNI:- (rivolto a Fruga) L'avrai... ma intanto pensa a questi...

TERZO SOLDATO IMPERIALE:- (combattendo, rivolto ad un commilitone) Morire per chi non ci ha pagati: bella sorte!

QUARTO SOLDATO IMPERIALE:- (gettando la spada) Io gratis non muoio... mi arrendo...

BIANCALANA:- (arrestandolo, rivolto agli altri) Figlioli, fate come lui... (sullo sfondo Livia sta cercando di tenere a bada con un bastone due soldati)

NANNI:- (vedendo Livia in pericolo) Lorenzo... attento a Livia... (gliela indica)

(Fruga si lancia sui soldati che si danno alla fuga)

FRUGA:- (affannato, a Livia) .... Tu vuoi farmi ammattire ! ... Cosa ci fai quì ? Via, subito a casa?...

LIVIA:- (ridendo) Aspetta di essere mio marito, per dare ordini... se ti riesce !...

FRUGA:- (pregandola) Su, Livia ... sii ragionevole ... questa non è roba da donne...

(entrano un gruppo di popolane fra cui Brunetta)

LIVIA:- (indicando le donne) Ne sei proprio sicuro ?

BRUNETTA:- (vedendi Livia) Che ci fai tu quì ?

LIVIA:- (pronta) E tu ?

BRUNETTA:-(preoccupata) Son venuta a vedere che tuo padre non si faccia ammazzare !

PRIMA POPOLANA:- (a Brunetta) Guarda là, messer Pietro e mio marito: sembrano due ragazzini...

SECONDA POPOLANA:- (scherzando) Il giorno leoni, ma la notte...

TERZA POPOLANA:- (c.s.) ... pecoroni...

LIVIA:- (seria) Via, tornate a casa ... qui è pericoloso...

QUARTA POPOLANA:- (brandendo un mattarello) Sentila, questa mocciosa !... Crede d'essere coraggiosa solo lei... se s'avvicina qualche spagnolo ... gli do tante di quelle legnate che si pentirà d'esser nato !

QUINTA POPOLANA:- (piagnucolando) Io invece ho paura...

SESTA POPOLANA:- (ironica) E allora, vattene via ... mezza calzetta!

BIANCALANA:- (che ha visto Livia e Brunetta) Livia! Brunetta! Filate subito a casa!

BRUNETTA:- (stizzosa) Non alzare tanto la voce! Tu farai paura ai Lanzi, ma a me non mi spaventi...

NANNI:- (rivolto ai compagni) Su, ragazzi, un ultimo sforzo... (si lanciano all'assalto)

TUTTI:- (a voce alta) Viva Siena !

QUINTO SOLDATO IMPERIALE:- (ai compagni) Io per la bella faccia di Don carlo non mi faccio ammazzare! io mi arrendo! (alza le mani)

SESTO SOLDATO IMPERIALE:- (ai compagni) Anch'io ! E voi fate altrettanto: se si salva la buccia si può sempre trovare un'altro padrone ... (alza le mani)

SOLDATI IMPERIALI:- (alzando le mani) Ci arrendiamo !

LOMERI:- (festante) Vittoria !

SERPETRI:- (c.s.) Viva Siena !

LE DONNE:- (in coro) Vittoria! Viva Siena !

FRUGA:- (dominando la confusione) Aspettate a cantar vittoria: il bello deve ancora venire ... (a Nanni) Ma Tommasi dov'è ? (si odono squilli di tromba. Arrivano Bitonto con un gruppo dei suoi, fra cui Mezzaloste)

BITONTO:- (a voce alta) Avanti ! All'assalto !

MEZZALOSTE:- (ai soldati) Avanti, pelandroni ! (si riaccende il combattimento: Nanni e Fruga sono i primi ad entrare in azione)

FRUGA:- ( a Biancalana) Zio, proteggi le donne !

NANNI:- ( a Lomeri) Lomeri, vai a chiamare Tommasi, o ci fanno a pezzi !

FRUGA:- (a Nanni) Nanni, attento ! (Nanni è colpito a morte)

NANNI:- (a Fruga) Resisti fratellino... ricordati di me ...

(Si odono altri squilli di tromba: entrano Tommasi e i suoi che si slanciano sui nemici. Il Fruga si inginocchia accanto a Nanni, insieme a Livia e a Biancalana)

NANNI:- (con voce rotta) Lorenzo mio, addio !... Vendica la mia morte ... Viva Siena ... (muore)

LIVIA:- (gettandosi sul suo corpo) Nanni ... Nanni ... non morire ...

FRUGA:- (piangendo) Che destino è il mio : ho ritrovato mio fratello ... per vederlo morire ...

BIANCALANA:- (spingendolo nella mischia) Non pensare a lui ... vendicalo piuttosto ...(mentre Lorenzo ritorna nel vivo della lotta, Livia e Biancalana trascinano via il corpo di Nanni)

TOMMASI:- (duellando con Bitonto) Hai finito di prendertela con vecchi e povere donne, vigliacco !...

BITONTO:- (furente) Non ti godrai la tua Clelia !

FRUGA:- (duellando con Mezzaloste) Questo per tutte le offese alla mia Livia !

MEZZALOSTE:- (sprezzante) Traditore ! Ti farò impiccare !

FRUGA:- (a Mezzaloste) Penzolerai prima te !

MEZZALOSTE:- (a Fruga) Prendi questo, damerino !

BITONTO:- (a Tommasi) A te, villan rifatto !

TOMMASI:- (ironico) Andate a vuoto, come ai dadi !

(Alle spalle di Bitonto e dei suoi soldati appaiono Martino e Massaini, con altri soldati. Più dietro le Massaini)

MEZZASPADA:- (a Bitonto) E' finita... siamo circondati ...

FAVILLA:- (gettando la spada) Mi arrendo ! ...

MEZZALOSTE:- (a Bitonto) Signor conte, è inutile lottare ancora !...

BITONTO:- (rassegnato, a Tommasi) Capitano, ci arrendiamo !

TUTTI:- (in coro) Vittoria ! Viva Siena !

MASSAINI:- (slanciandosi contro Bitonto) Padre, sei vendicato ...

FRUGA:- (frapponendosi) Fermo. cavaliere ! Non si uccide un uomo disarmato !...

POPOLANI E POPOLANE:- (inferociti) Linciamoli, quegli aguzzini !

BIANCALANA:- (a voce altissima) Vergogna, figlioli ! Non comportiamoci come loro !

TOMMASI:- (imperioso a Massaini) ... Massaini, giù la spada ... (a tutti) ... Don Carlo da Bitonto e i suoi soldati sono miei prigionieri e saranno rispettati ... (a Bitonto) Signore, la vostra spada ...

BITONTO:- (porgendogliela) Eccola, capitano ... ricordatevi che non ho torto un capello ai miei prigionieri ...

CLELIA:- (ferma) ... Sarà meglio per voi se non ricordiamo il passato ...

TOMMASI:- (abbracciando Clelia) Clelia mia, finalmente ...

CLELIA:- (indicando Martino) Francesco, noi dobbiamo la vita a Martino: c'era l'ordine di uccidere i prigionieri, in caso di pericolo per la rocca, ma Martino ha impedito ai soldati di eseguirlo ...

VIOLANTE:- (asserendo) E' vero ...

MARTINO:- (modesto) Troppo buone, troppo buone ... Piuttosto il cavalier Massaini si è comportato da vero soldato, aiutandomi a disarmare le guardie ...

BIANCALANA:- (solenne) Io credo che oggi tutti noi abbiamo fatto il nostro dovere ... (commosso) ... solo Nanni, però, non può gioire con noi per la libertà della sua Sinalunga ...

TOMMASI:- (a voce altissima) In nome della Serenissima Repubblica di Siena prendo possesso della terra e della rocca di Sinalunga. Il merito di questa vittoria è di tutti voi, cittadini di Sinalunga, e di Messer Pietro Biancalana che vi ha guidati. Questa giornata sarà ricordata a lungo da tutti coloro che amano la libertà della propria terra ...

TUTTI:- (a voce alta) Viva Siena ! Vittoria !

TOMMASI:- (c.s.) Messer Pietro Biancalana, in nome della Repubblica, vi affido il governo di Sinalunga e a voi, Lorenzo, il comando della guarnigione. E vi affido anche la custodia di Don Carlo da Bitonto, che, se vorrà riacquistare la libertà, dovrà sborsare cento fiorini, che saranno la dote di Livia ...

TUTTI:- (c.s.) Viva Messer Pietro ! Viva Lorenzo !

TOMMASI:- (festante) Domani dovremo riprendere a combattere, ma stasera ... tutti a festeggiare ...

TUTTI:- (festanti) Evviva !

(Se ne vanno tutti : per ultimi Clelia e Tommasi e Livia e Fruga, abbracciati. Biancalana e Brunetta li osservano)

BIANCALANA:- (indicando le due coppie e prendendo a braccetto Brunetta) Vedi, vecchia mia, quanto sono stupidi gli uomini ... ammazzano, rubano, distruggono ... e non sanno che solo l'amore vince ogni cosa ...

BRUNETTA:- (piangendo) Smettila che mi fai piangere ... da quando in qua sei così sentimentale ?

BIANCALANA:- (ridendo) Mah, sarà stato il vino di ieri sera !

F I N E