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Le Frazioni

 

scrofiano_foto.jpg (14822 byte)Scrofiano

 

Le prime notizie storiche di Scrofiano risalgono al 1271, anno in cui il Comune di Siena deliberò di tenervi un Potestà. Al pari di altri Comuni della zona era sotto l'influenza di Siena ed intorno alla prima metà del 1400, essendo quest'ultima impegnata a guerreggiare su molti fronti, si difese e respinse un attacco in grande stile sferrato dai fiorentini. A ricordo dell'impresa il Comune stabilì di festeggiare, ogni anno, con un Officio tenuto dal Rettore della Chiesa di San Biagio. Non così successe nel 1554 allorchè attaccata dalle forze di Carlo Magno, unite a quelle medicee, mentre Siena si trovava assediata, dovette soccombere, subire la distruzione delle mura e passare sotto il dominio dei Medici. Il Comune di Scrofiano ebbe vita sino al 2 giugno 1777, data in cui, a seguito della riforma del Granduca Pietro Leopoldo, fu unito a quello di Sinalunga.
Scrofiano conserva la struttura urbanistica medioevale con la Torre del  Cassero dei Cacciaconti del XII secolo  ed il Palazzo Comunale costruito a cavallo fra il XIV e XV sec. La Collegiata di San Biagio, risalente agli inizi del XIII sec., e più volte ristrutturata, ha al suo interno un dipinto a olio su tela attribuito a  Santi di Tito raffigurante una Pietà con S. Francesco ( 1580 ca.). Con materiale recuperato dalla caduta delle mura fu costruita la Chiesa della Compagnia di San Salvatore con all' interno varie opere pittoriche tra cui l'Annunciazione di Santi di Tito. A poca distanza dal paese, a testimonianza della devozione popolare le piccole chiese della Madonna del Soccorso (XVI sec.), di Santa Cristina (XVI sec.) e di San Rocco (XV sec.).

Il Festone di San Biagio

Il festone di San Biagio si svolge a Scrofiano il 3 febbraio in occasione della festa del patrono: San Biagio. La caratteristica principale della festa è la "mazza" che consiste in un trofeo ottagonale sormontato da una cupola dove sopra viene posta la statuetta del santo. L' elemento fondamentale per realizzare questo trofeo è la pasta di sale che viene preparata dalle donne scrofianesi ed è simbolo di vita e di allegria.
L'uso di questo trofeo è stato introdotto dagli antenati del signor Ottavio de Gori e le figure che lo compongono rappresentano il martirio di San Biagio. Il trofeo deve essere pronto per la mattina del 2 febbraio per essere benedetto in Collegiata ed essere portato in processione, seguito da un corteo composto da persone in costume, fino alla chiesa di San Salvatore che è sede della "mazza".
In questa sede il parroco svolge una funzione religiosa e dopo la pasta benedetta viene distribuito al popolo di Scrofiano.

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