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 Secondo
il Repetti il nome della località potrebbe essere derivato da un
tal Guazzino di Montepulciano che vi aveva dei possessi.
Fino alla seconda metà del XVIII secolo anche se come pare vi era
un luogo dedicato al culto non vi era una chiesa parrocchiale con
espressa cura delle anime e la giurisdizione ecclesiale spettava
sia al pievano di S.Pietro ad Mensulas che al preposto di Bettolle.
Curiosamente sia il Gherardini nella seconda metà del XVII che il
Pecci circa un secolo più tardi definiscono, nelle loro cronache
sul territorio senese, la località come Guallino e non Guazzino.
Secondo il Pecci, inoltre, l'attuale chiesa fu consacrata nel 1745
e successivamente fu eretta a parrocchia agli inizi del secolo XIX.
Tale situazione di piccolo agglomerato, di fatto, gravitante in
prevalenza su Bettolle viene confermata in diversi con la locuzione
"Bettolle, in contrada la Madonna delle Grazie detta di Guazzino"
o altri similari. L' erezione della parrocchia evidentemente permette
la maggiore aggregazione di famiglie attorno ad essa, favorita,
poi, anche dalla messa in funzione delle vicine fornaci di laterizi
le consentì di essere individuata come frazione autonoma nell'ambito
del territorio comunale. |
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Farnetella |
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Lungo
la strada che da Sinalunga porta a Siena si trova Farnetella (m
412), già paese fortificato, fu distrutto nel 1271 e ricostruito
nel 1324. Le sue vicende, come quelle di molti altri borghi della
zona rimangono legate ai fuoriusciti senesi di parte ghibellina.
Castello distrutto nel 1271, fu ricostruito nel 1324. Nel 1392 fu
iniziala la chiesa di San Giovanni Battista al cui interno vi sono
due affreschi quattrocenteschi di pregevole valore.
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Le notizie di questo castello risalgono alla fine
del quattordicesimo secolo. La "villa" era di proprietà
della famiglia Piccolomini già dal 1350, come si desume da un'iscrizione
sul portico d'ingresso alla casa padronale, posta da Niccolò Piccolomini
nel 1575 a ricordo della costruzione della medesima in occasione
delle sue nozze con Ippolita Pannilini.
In effetti l'arcigno torrione quadrato, dominante il complesso delle
costruzioni, testimonia con la sua tipologia strutturale e con le
tracce di archi a sesto acuto del portale e delle finestre (nella
parete verso sud) la sua origine medioevale e la sua funzione bellica.
Le altre costruzioni sono più tarde e con ben diversa destinazione.
L'insieme si presenta particolarmente suggestivo: per il vario articolarsi
delle unità strutturali, per l'armonico susseguirsi dei loggiati,
per il singolare equilibrio tra i vari volumi. Al centro di questo
gioiello rinascimentale si inserisce armoniosamente la chiesa dedicata
a Maria SS. Assunta che appare, attualmente, di stile rinascimentale,
ma è certamente un riadattamento di una chiesa più antica; ciò si
evince dal fatto che sulla parete dietro l'altare maggiore si può
ammirare un affresco quattrocentesco di scuola senese.
Ciò che ora è visibile è stato oggetto di un recente restauro e
si appalesa come opera di pregio, facente parte di un complesso
pittorico più ampio ed articolato che, allo stato non si sa se è
andato irrimediabilmente distrutto o è ancora sotto l'intonaco.
Tra l'altro una iscrizione che si nota sulla destra in basso, se
interamente leggibile, potrebbe fornire notizie interessanti. Un'altra
pregevole opera è collocata sull'altare di destra ed è una tela
di Francesco Rustici detto il Rustichino. |
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La
strada consolare Cassia che univa le due mansio romane Ad Magliana
posizionata sul poggio di Torrita e Ad Mensulas a Pieve
di Sinalunga passava certamente per la Fratta.
Di questa fattoria se ne ha notizia fin dai primi del XIII sec.,
come castello assoggettato a Siena ed appartenente ai conti di
Guardavalle, ramo dei Cacciaconti. Il luogo fu coinvolto
nelle lotte tra le fazioni senesi dei Guelfi e dei Ghibellini,
diventando uno dei punti di appoggio dei secondi.
Ebbe tra i suoi signori Ghino di Tacco, le cui gesta sono state
rese famose e popolari dal Boccaccio nella seconda novella della
decima giornata del Decamerone.Nella vicina chiesa di San Giovanni
si conserva ancora la Croce di Brandano, "il pazzo di Cristo"
in memoria della profezia fatta per la casata Pannilini. Con il
mutare del corso della storia si trasformò da castello in villa
al centro di una ricca tenuta.
Nella chiesa annessa alla fattoria si trovano affreschi di G.A.Bazzi
detto "Il Sodoma". Il Repetti attribuisce il progetto
dell'edificio a Baldassarre Peruzzi, ma non trova eco negli studiosi
che, più recentemente, si sono occupati di questo importante architetto;
resta il fatto, però, che è un pregevole esempio di costruzione
in cotto di stile rinascimentale. Attualmente si presenta come
un insieme articolato di varie costruzioni che attorniano la villa
padronale ove si allevano vitelli di razza
chianina.
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Poggiolo |
Lungo la superstrada Siena Bettolle in prossimità delle vecchie
fornaci di Poggigialli si trova un agglomerato di case che proprio
verso la superstrada assume la fisionomia di fortilizio con porta
e con torri merlate agli angoli.
In effetti quanto oggi resta, tra l'altro e purtroppo per buona
parte in stato di abbandono, é la progressiva trasformazione per
usi agricoli di un articolato complesso abitativo che aveva una
sua autonomia, pur limitata, come "comunello" facente
parte del più grande comune di Sinalunga.
Già nella seconda metà del XV secolo aveva possibilità di esigere
tributi per mezzo di uno degli abitanti estratto a sorte.
Nel 1750 il complesso comprendeva 10 poderi di proprietà di Pietro
Orlandini di Sinalunga.
Nel periodo 1870-1880 i proprietari dell'epoca signori Orlandini
e Placiti provvidero ad una radicale ristrutturazione compresa
quella della chiesa dedicata a S.Maria di Loreto; proprio in occasione
di questa ristrutturazione, (secondo un frequente uso del tempo)
al complesso fu dato quell'aspetto vagamente medioevale; il cronista
dice " il carattere antico del 1300 ".Nel 1865 il Re
Vittorio Emanuele II sostò nell'aia del Poggiolo per assistere
a manovre militari che si svolgevano nella zona.
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