Il Convento di San Bernardino a Sinalunga è Meta Giubilare.

 

A ponente della terra di Sinalunga sovrasta il poggio Baldino, dove sorse un tempo una chiesa dedicata a S. Maria Annunziata(1). Quivi nella prima metà del secolo XV (l449) il Comune di Sinalunga donava a S. Giovanni da Capistrano un pezzo di terra, dove a spese del giurista Messer Mariano Sozzini, cittadino senese, si costruiva un Convento per dodici frati Minori Osservanti della regola di S. Francesco, che da prima si intitolò di S. Maria Annunziata in Poggio Baldino (così è chiamato negli antichi Statuti del Comune): e successivamente dopo la morte del Santo senese prese la denominazione di S. Bernardino.


Il Beato Pietro da Trequanda, frate Minore Osservante (la cui vita si legge fra quelle dei Beati e Santi Toscani scritte dal padre Abbate Silvano Razzi Camaldolese e stampate a Firenze nel 1627), donò a questo Convento, dove dimorò più anni la miracolosa Immagine di nostra Signora del Refugio circa l'anno 1460. Gerolamo Gigli nel suo Diario senese stampato nel 1723 riferisce, aversi per antichissima tradizione, quella Immagine essere stata portata dal Beato Pietro da Gerusalemme, come si legge sulle diverse incisioni antiche!


In quell'epoca frequentissime furono le pestilenze, che a brevi intervalli afflissero ogni regione d'Italia. Gl'infermi senza pietà erano abbandonati, poiché tutti fuggivano dalle città e dai castelli, nelle cui anguste vie il contagio era micidiale, e si attendavano alla aperta campagna. Il Beato Pietro ardente di cristiana carità accorreva ovunque infieriva il contagio, specialmente in Toscana, e colle sue prediche cercava di impedire ai sani di fuggire dai luoghi infetti; e dopo di avere benedetti i suoi uditori con l'Immagine di Maria Vergine, che sempre seco recava, riusciva ancora, senza che il male loro si comunicasse, a fare abbracciare dai sani gli appestati, che, come già dicemmo, per paura del contagio erano stati crudelmente abbandonati.


Ed è appunto l'Immagine di nostra Signora del Refugio, che il Beato recava seco, e che da lui lasciata al Convento di S. Bernardino, ivi tuttora si conserva e si venera. Dopo fatto questo dono, il Beato nelle sue apostoliche predicazioni si servì di altra Immagine, che dopo la sua morte restò al Convento di S. Francesco di Cetona, ove lo zelante e caritatevole Padre santamente morì il dì 17 gennajo 1492, ed ove il suo corpo si venera(2). Con queste Immagini di Maria il Beato operò vari miracoli, dei quali uno, relativo alla nostra Immagine del Refugio, è ricordato da una antica incisione in rame di gran formato, una delle cui prime copie esiste incollata nella parte interna delle copertine di un libro di Memorie nell'Archivio Comunale di Sinalunga(3). In essa si rappresenta il Beato mentre trovasi nel Convento di S. Bernardino, che con l'Immagine del Refugio in mano ridona la vista ad un bambino di Montisi nato cieco. Del che si fa segnatamente parola dal citato biografo Razzi.

Nel convento si conserva e si venera l'Immagine della Madonna del Rifugio, Patrona della diocesi di Montepulciano, Chiusi e Pienza.

NOTE
(1) Il dì 18 marzo 1761 cadde dal campanile del Convento di S. Bernardino dei padri Minori Riformati la campana piccola, del peso di libbre 650, nella quale si lesse scritto: - Anno Domini 1257. In honorem Dei et B. V. Mariae Martinus et Bonagratia fecerunt me. - Da ciò si rileva che esisteva una chiesa dedicata a Maria Vergine nel Poggio Baldino, prima assai che vi si costruisse il Convento. Questa campana non esiste più, poiché le attuali sono tutte di moderna fusione.
I padri Minori Osservanti abitarono il Convento di S. Bernardino fino all'anno 1594, nel quale lo cederono ai Minori Riformati, che vi sono anche al presente. - (Dalle Memorie Grazzi).

brano tratto da: "Raccolta di notizie sull'Immagine..."
a cura del Comitato per le future feste (Pisa 1882)